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Pillola pressione presa in ritardo: che fare?

15 ottobre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 15 ottobre 2018



La prevenzione verso patologie invalidanti e potenzialmente mortali agisce trattando le malattie silenziose che non danno segni clinici evidenti.

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte del mondo occidentale pertanto la prevenzione dei fattori di rischio costituisce l’elemento centrale su cui agire per migliorare l’aspettativa di vita. Uno dei fattori di rischio è costituito dall’aumento della pressione arteriosa (ipertensione arteriosa) che viene trattata attraverso la somministrazione di farmaci orali. È una condizione che deve essere tenuta costantemente sotto controllo attraverso la misurazione della pressione e la terapia deve essere assunta per tutta la vita.  Dimenticare di prendere una dose o prenderla in ritardo incide notevolmente sulla capacità del farmaco di mantenere, in maniera costante, i livelli di pressione arteriosa al di sotto dei valori di rischio. In questo articolo potrai trovare la risposta alla domanda: pillola pressione presa in ritardo: che fare?.

Cos’è la pressione arteriosa?

Per pressione arteriosa si intende la forza esercitata dal sangue sulle arterie ed è dovuta alla quantità di sangue che viene espulsa dal cuore e alla resistenza che viene offerta dai vasi al flusso di sangue. La pressione arteriosa presenta:

  • un valore massimo (pressione sistolica) corrispondente all’immissione, attraverso la contrazione del cuore, del sangue nell’aorta;
  • un valore minimo (pressione diastolica) in cui il cuore si rilascia e la pressione nelle arterie è bassa.

La pressione arteriosa viene rilevata a livello del braccio posizionato all’altezza del cuore, il soggetto deve essere seduto o sdraiato, a riposo da almeno cinque minuti, non deve aver fumato nella mezz’ora precedente e non deve avere le gambe accavallate.

I valori di pressione, espressi in mmHg (millimetri di mercurio), sono considerati normali quando la pressione sistolica è al di sotto di 120 mmHg e la pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. I valori di pressione arteriosa presentano oscillazioni nell’arco della giornata infatti sono maggiori al mattino e tendono a ridursi durante il sonno, sono influenzati dall’attività fisica e dall’emotività. In presenza di ripetuti valori di pressione arteriosa al di sopra della norma si parla di ipertensione arteriosa.

Cos’è l’ipertensione arteriosa e cosa comporta?

Per parlare di ipertensione arteriosa è necessario che il rilievo di valori alterati di pressione non sia un dato occasionale pertanto si devono effettuare ripetute misurazioni, preferibilmente alla stessa ora, prima di poter fare diagnosi di pressione alta. Esistono due forme di ipertensione arteriosa:

  • essenziale: non si identifica una causa precisa;
  • secondaria: conseguente a patologie tumorali o malattie renali.

Si individuano alcuni fattori che possono predisporre alla pressione alta: sovrappeso/obesità, diabete mellito, fattori ereditari, consumo elevato di alcol e sale, fumo.
I sintomi lamentati dai pazienti ipertesi sono mal di testa, ronzii alle orecchie e alterazione della visione (mosche volanti), tuttavia talvolta il riscontro della pressione alta può essere un evento casuale in quanto l’ipertensione può anche essere asintomatica.

Valori elevati di pressione arteriosa danneggiano i vasi e conseguentemente gli organi (reni, cervello, cuore, occhi) e aumentano il lavoro del cuore che deve vincere resistenze arteriose sempre maggiori.

Per prevenire i danni dell’ipertensione e mantenere i valori pressori al di sotto dei livelli di guardia vengono date indicazioni dietetico-comportamentali e viene prescritta una terapia farmacologica.

Quali farmaci per l’ipertensione arteriosa?

La terapia dell’ipertensione arteriosa si fonda sui farmaci e su norme igienico-alimentari. I farmaci, utilizzati allo scopo di prevenire o curare le malattie e assunti attraverso diverse vie di somministrazione (orale, intramuscolo, endovena, sottocute, spray nasale, uso topico, supposte, ovuli vaginali), sono molecole di sintesi che agiscono modificando alcune funzioni del nostro organismo.

Possono essere prescritti esclusivamente dai medici che, al momento dell’inizio della terapia, devono informare il paziente sulle caratteristiche dei farmaci specificando:

  • a che dosaggio devono essere assunti;
  • quante somministrazioni giornaliere bisogna effettuare;
  • se è indispensabile assumere il farmaco a digiuno o a stomaco pieno;
  • per quanto tempo vanno assunti;
  • nel caso la terapia sia a vita, gli effetti di una brusca interruzione;
  • gli eventuali effetti collaterali e gli eventi avversi che devono essere prontamente riferiti al curante.

L’ipertensione arteriosa necessita di un approccio igienico-alimentare (ridurre il peso corporeo, svolgere attività fisica, abolire fumo e alcol, eliminare i cibi salati) e di una terapia farmacologica.

I farmaci prescritti nell’ipertensione vengono classificati in base al meccanismo d’azione:

  • diuretici: agiscono sul rene aumentando i liquidi escreti;
  • aceinibitori: agiscono inibendo un enzima che determina vasocostrizione;
  • calcioantagonisti: determinano rilasciamento della muscolatura vasale e diminuzione delle resistenze periferiche;
  • sartani: inibitori recettoriali dell’angiotensina che provoca vasocostrizione;
  • betabloccanti: agiscono sul cuore riducendo la forza di contrazione e la frequenza cardiaca.

La terapia dell’ipertensione arteriosa può comportare l’assunzione di più dosi durante l’arco della giornata. La dimenticanza di una pastiglia comporta che la pressione non si mantenga stabilmente al di sotto dei valori considerati a rischio, ma oscilli presentando picchi di ipertensione che aumentano del 40% il rischio di infarto, ictus o accidenti cardiovascolari.

D’altronde, se si sospetta di non aver preso il farmaco e si assume un’altra pastiglia c’è il rischio di un sovradosaggio del farmaco con possibili complicanze gravi. Come comportarsi, allora, in caso di mancata assunzione di una dose o di assunzione doppia, oppure quando si prende un farmaco in ritardo?

Che fare se dimentico o prendo in ritardo la pillola per la pressione?

Si parla di aderenza alla terapia in riferimento alla capacità di seguire attentamente la prescrizione medica e assumere i farmaci rispettando la posologia e i tempi di assunzione. Quando ci si dimentica di prendere il farmaco e poi si assume la pastiglia per la pressione in ritardo, si parla di mancata aderenza del paziente alla terapia. È un problema di grande rilievo in termini di vite umane e di costi per l’assistenza sanitaria.

Le cause della non-aderenza alla terapia sono:

  • il paziente non è convinto dell’efficacia del farmaco;
  • il paziente non è consapevole che attenersi scrupolosamente alla terapia è importante per il proprio benessere nel lungo periodo;
  • il paziente è convinto che l’impegno necessario per attenersi alla terapia sia di gran lunga superiore agli effetti positivi della terapia stessa;
  • il paziente non è in grado di rispettare tempi, dosi e modi di somministrazione del farmaco;
  • l’assunzione di più farmaci è un’attività troppo complessa per il paziente;
  • il paziente ha convinzioni irrazionali e conflittuali riguardanti i farmaci.

Prendere la pastiglia per la pressione in ritardo può essere dovuto all’aver dimenticato di assumere il farmaco all’ora giusta oppure all’aver dimenticato di aver già assunto la pastiglia.

In quest’ultimo caso ci può essere in circolo un quantitativo doppio di farmaco, sovradosaggio, che può dare sintomi importanti quali: aumento della diuresi, riduzione dello stato di coscienza fino al coma, abbassamento notevole della pressione arteriosa (ipotensione grave), convulsioni e aritmia. In presenza di questi sintomi è importante chiamare immediatamente il medico oppure recarsi in ospedale, farsi accompagnare e non guidare assolutamente l’auto, ricordando di portare con sé il blister del farmaco in modo che al pronto soccorso sappiano il tipo di farmaco assunto.

Nel caso in cui si voglia prendere la pastiglia per la pressione in ritardo dopo essersi dimenticati di prendere il farmaco all’ora stabilita, si deve sapere che si può comunque assumere la pastiglia, appena ci si accorge della dimenticanza, solo se il tempo trascorso è inferiore rispetto all’ora prevista per la successiva assunzione. Se invece sono trascorse molte più ore, è meglio saltare completamente l’assunzione piuttosto che rischiare una somministrazione molto ravvicinata alla dose successiva.

In pratica si può assumere il farmaco dimenticato:

  • entro le 4-6 ore dall’ora stabilita se il farmaco è assunto un’unica volta al giorno;
  • entro 2-3 ore dall’ora stabilita se il farmaco viene assunto ogni dodici ore;
  • entro 1-2 ore dall’ora stabilita se il farmaco viene preso ogni otto ore.

Se non si è certi di non averla presa, è sempre meglio saltare l’assunzione e prendere direttamente il dosaggio successivo piuttosto che correre il rischio di un sovradosaggio e soprattutto è importante non assumere, nel tentativo di compensare, una dose doppia la volta successiva.

Un farmaco per la pressione preso in ritardo può anche significare un’alterata modalità di somministrazione. Infatti, alcuni farmaci necessitano del digiuno pertanto assumerli dopo colazione, in quanto ci si è dimenticati di farlo prima di mangiare, può ridurre l’efficacia del farmaco e quindi poter avere sbalzi di pressione.

Poiché i pazienti possono essere costretti ad assumere più di un farmaco al giorno e anche al paziente più preciso può capitare di saltare una dose, si può ricorrere ad una serie di rimedi per cercare di non prendere in ritardo la pastiglia per la pressione:

  • si possono utilizzare dei contenitori con diversi scomparti contenenti i farmaci da assumere nelle diverse fasce orarie;
  • si può applicare al cellulare una sveglia all’ora stabilita con una suoneria particolare;
  • esistono dei flaconi con dei microchip nel tappo che segnano l’ora in cui è stato preso il farmaco.

Può essere utile, in tutte le situazioni in cui ci si discosti dalla prescrizione medica, misurare la pressione arteriosa e in presenza di valori di pressione molto alti (il farmaco non sta funzionando) o valori di pressione troppo bassi (sovradosaggio) chiamare il proprio curante o recarsi in ospedale. Seguire una terapia per lungo tempo rappresenta un impegno notevole, la possibilità di dimenticare una dose e prendere in ritardo la pastiglia per la pressione è una possibilità concreta che si dovrebbe cercare di ovviare in qualunque modo o almeno renderla un evento saltuario.


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