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Il numero di cellulare è un dato personale?

17 novembre 2018


Il numero di cellulare è un dato personale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2018



Per la nuova legge sulla tutela della privacy anche il tuo numero di cellulare deve essere considerato un dato personale e per questo puoi chiedere, a chi lo conosce, che lo utilizzi con cura o lo cancelli.

Il nome, il cognome, l’indirizzo di casa, le nostre foto e il numero di cellulare sono i dati che forniamo più spesso in assoluto. Possono vederli i nostri amici e parenti su facebook, o li inseriamo sulle piattaforme on-line quando cerchiamo lavoro, ma non ci rendiamo conto dell’importanza di quelle informazioni. Da quando abbiamo incominciato a fare qualsiasi cosa con lo smartphone non c’è giorno in cui non rendiamo pubblica la nostra vita. I social network, in particolare, hanno favorito questo scambio di dati e informazioni e spesso, senza neanche che ci venga richiesto, siamo noi stessi ad immetterli nella rete. In cambio otteniamo “like” e informazioni che appartengono ad altri. Ma al centro di questi scambi c’è sempre il numero di cellulare, senza non potremmo fare nulla e la legge che tutela la privacy vuole farci capire l’importanza di un numero di telefono personale o di una foto; ebbene, con essi sono le nostre stesse vite ad essere rese pubbliche. Sempre di più abbandoniamo la nostra riservatezza e il Legislatore ha voluto offrirci delle tutele. Ma cos’è la privacy e in che modo il numero di cellulare è considerato un dato personale?

Che cos’è la privacy?

Se hai una passione o un hobby, come la caccia o la pesca, ti sarà certamente capitato di vagare tra i siti specializzati e magari di acquistare on line alcuni articoli. Per farlo, potrà sembrare strano, hai dovuto inserire un’infinita quantità di dati e “qualcuno”, che ne conosce il potenziale, li ha studiati ed immagazzinati. Ma per cosa? È questa la domanda a cui vuole rispondere la legge in tema di privacy e trattamento dei dati.

Ma cos’è la privacy?. Tutti noi, in quanto esseri umani, abbiamo diritto a esprimere la nostra personalità come crediamo sia meglio per noi stessi. Si tratta di veder rispettato il nostro diritto ad essere riconosciuti per come siamo realmente, per cosa facciamo e per cosa ci piace. Ognuno è differente grazie a queste caratteristiche.

Ma non è obbligatorio rendere pubbliche le tue attività o passioni e la privacy è il termine inglese che viene utilizzato proprio per indicare il diritto a veder tutelata la tua immagine e il tuo modo di essere. Non è detto, infatti, che altri debbano avere la possibilità di conoscere la tua vita: hai il diritto di rimanere un perfetto sconosciuto. Gli strumenti che tutelano questo diritto sono rappresentati dal cosiddetto codice della privacy [1] e dal Regolamento europeo in materia [2]. Con quest’ultimo, che ha preso il nome di General Data Protection Regulation (GDPR), si è cercato di evitare che i cittadini europei siano sottoposti a condizioni diverse in base a dove vivono o lavorano [3].

La riscoperta attenzione verso la privacy e verso il cosiddetto diritto alla personalità comporta una particolare responsabilità nei confronti di chi tutti i giorni ha tra le mani i tuoi dati personali e tu hai diritto a conoscere le informazioni in suo possesso e le sue intenzioni di utilizzo. Intere realtà aziendali hanno infatti dedicato le loro forze alla raccolta e conservazione di questi dati per utilizzarli a fini speculativi, magari vendendoli ad altre società che sono in grado di mettere insieme tutte le informazioni che ti riguardano e ricostruire un tuo profilo. Quest’operazione, detta appunto “profilazione”, è spesso portata avanti senza che tu, titolare di quei dati, sia a conoscenza dei rischi e dell’uso che se ne faccia.

L’attuale regolamentazione della privacy è però particolarmente stringente e queste società, questi grandi raccoglitori di dati, devono attenersi ad una particolare procedura per la loro raccolta, conservazione e utilizzo, a partire dall’obbligo di chiederti il consenso al trattamento. Da qui parte la tutela della privacy: grazie alle informazioni che si rilasciano per ottenere il consenso all’utilizzo dei dati tu sei in grado di capire a cosa realmente servano. Ma non tutti i dati hanno lo stesso valore. Che caratteristiche devono avere per essere considerati personali e quindi essere protetti?

Quali dati rientrano nel concetto di privacy?

I tuoi dati personali sono tutte quelle informazioni che ti riguardano in quanto persona e sono in grado di identificarti. Si tratta principalmente del tuo nome, di un numero (come quello telefonico), un codice (come il codice fiscale), del tuo indirizzo di residenza o di un indirizzo internet e comunque tutti quegli elementi che sono direttamente caratteristici della tua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale, o che sono utilizzabili indirettamente per risalirvi. Tutto quanto rientra in questa definizione è da considerarsi personale e perciò da difendere.

Godono poi di particolare attenzione i cosiddetti dati sensibili. Si tratta di quei dati che già rientrano nella descritta categoria dei dati personali, ma sono caratterizzati dal fatto che da essi è possibile stabilire la tua origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose o filosofiche, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso. Sono ricompresi inoltre i dati personali utili a rivelare il tuo stato di salute e la tua vita sessuale. Per questi dati, che sono tra i più delicati, non è sufficiente però che tu acconsenta al loro trattamento, dovendo essere il Garante della Privacy ad autorizzarlo.

Il numero di cellulare è un dato personale?

Il numero di cellulare rappresenta uno dei dati più utilizzati. Gli smartphone sono diventati essenziali allo svolgimento della nostra vita e, conseguentemente, forniamo il nostro numero in molteplici occasioni. Addirittura tramite lo smartphone puoi acquistare un biglietto del treno, scaricare un’applicazione, chiedere informazioni o iscriverti a un evento, in tutti questi casi la prima cosa che ti viene chiesta dopo il tuo nome è proprio il numero di telefono, che spesso è reso sempre visibile a chiunque.

Il numero di cellulare è ormai un indirizzo più importante di quello in cui abiti. Resta da capire se il numero di cellulare sia effettivamente un dato personale ai fini del codice della privacy, cioè se rappresenti la tua personalità e perciò debba essere tutelato. La soluzione a tale problema non è priva di conseguenze dal momento che l’uso distorto di un dato personale causa un danno che non è facilmente visibile e calcolabile, ma che è comunque reale: anche se non ci rendiamo conto dell’importanza dei dati personali e, in particolare per il numero di cellulare, siamo sempre pronti a fornirli con facilità, questi hanno un valore reale, anche di tipo economico.

Solo tu puoi decidere de far conoscere a tutti il tuo numero o se stringere il cerchio a poche persone. Tutto dipende dall’uso che fai del telefono.

Se, ad esempio, hai due cellulari di cui uno dedicato solo alla famiglia e ti accorgete che qualcuno ha aggiunto quel numero segreto ad un gruppo WhatsApp senza che tu lo abbia richiesto, riceverai un danno: non solo non avrai più un numero riservato, ma qualcuno potrebbe utilizzarlo per infastidirti o contattarti anche la domenica per questioni lavorative. In tutti questi casi ricevi un danno alla tua personalità. Ebbene, l’utenza telefonica è ormai da considerarsi un dato che rappresenta la nostra personalità proprio perché tramite essa ci esprimiamo e rappresentiamo il nostro stato d’animo.

Essendo diventato un’estensione della tua residenza, consente a chiunque di contattarti e magari ottenere informazioni personali, o addirittura può consentire la cosiddetta geolocalizzazione ed è altrettanto vero che il tuo numero di cellulare è presente nelle banche dati del nostro gestore telefonico e perciò qualche esperto del computer potrebbe addirittura, da esso, risalire a noi e spiare le nostre conversazioni. Dunque il numero di cellulare è un dato personale.

Cosa posso fare se qualcuno pubblica il mio numero di cellulare?

È molto frequente il caso in cui i numeri di cellulare, senza che lo si voglia o se ne sia a conoscenza, vengano copiati ed utilizzati pubblicamente. Può capitare che sia un amico a inviarlo ad altri tramite messaggio, o ancora più comune è il caso in cui si venga aggiunti ad un gruppo WhatsApp. Oppure può capitare che un sito su cui si è registrati lo renda pubblico o lo fornisca ad altre società. In tutte queste situazioni si ha un’evidente violazione della riservatezza.

Il legislatore, nazionale ed europeo, ha pensato anche a questa evenienza e ti consente di reagire per far punire i trasgressori. A difesa della privacy sono posti obblighi e divieti. Come l’obbligo di farti conoscere chi gestirà i tuoi dati, dove e come lo farà. Ma anche il dovere di conservare le informazioni in maniera adeguata per difenderle dai furti e dai curiosi. È fatto poi divieto di pubblicare i dati e usarli in maniera differente da come tu stabilisci tramite il consenso al trattamento (che spesso è una semplice spunta di un quadratino bianco, obbligatoria per accedere a determinati servizi e preceduta da un lungo testo che ti spiega la politica privacy di un sito internet).

Cosa succede quando la legge non viene rispettata e comunque il tuo numero, o qualsiasi altro dato personale, viene reso pubblico? Ebbene, se colui che viola queste prescrizioni è un soggetto che tratta i dati in maniera professionale, allora potrai rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali, ovvero un ente con il compito specifico di vigilare sull’utilizzo dei dati, che potrà intimare al soggetto di modificare il suo modo di gestirli e conservarli e potrà anche punirlo con una sanzione pecuniaria che può arrivare anche alle decine di migliaia di euro. Nei casi più gravi è prevista addirittura una pena che può arrivare fino ai tre anni di carcere e comunque potrai chiedere che ti vengano risarciti i danni subiti.

E se a violare la tua privacy è una persona comune, come un conoscente? Si tratta pur sempre di un diritto che non è stato rispettato e perciò potrai chiedere anche in questo caso che il Tribunale condanni il colpevole risarcimento dei danni che ti sono stati causati. Ma, ancora più incisivamente, potrai presentare una denuncia per il reato di illecito trattamento dei dati personali che prevede una pena che va da tre mesi a tre anni di carcere.

Una particolarità: come difendere il proprio numero dai call center?

Come si è detto, il numero di cellulare rappresenta un’informazione personale e c’è chi ha fatto della conoscibilità di questi numeri il proprio lavoro. Abbiamo parlato di come alcune società conservino i tuoi dati per ricavarne un vantaggio ed è questo il caso di coloro che vendono i numeri telefonici, spesso assieme ad altri dati in grado di indicare le tue preferenze, ai cosiddetti call center.

Avrai sicuramente ricevuto telefonate in cui degli operatori cercano di venderti di tutto, ebbene ti sarai anche accorto che nella maggior parte dei casi conoscono il tuo nome e la tua località di residenza, oltre che informazioni tra le più disparate. Si tratta di un caso classico in cui potrai tutelarti chiedendo non solo di conoscere tutte le informazioni che hanno su di te, ma anche di essere cancellato dalle liste dei contatti, utilizzando così il diritto alla cancellazione dei dati che ti riguardano.

Esiste, inoltre, un particolare registro, cosiddetto delle opposizioni, in cui è possibile iscrivere il proprio numero telefonico e così evitare di essere disturbati. Gli operatori di telemarketing devono infatti verificare se i numeri che intendono utilizzare per le loro campagne pubblicitarie sia ricompreso in questo elenco e, in tal caso, eliminarlo dalle loro liste. Resta poi la possibilità, anche in questo caso, di chiedere al Garante per la protezione dei dati personali di agire per far tutelare i tuoi diritti e sanzionare i trasgressori.

Di MICHELE AMATO


note

[1] D.Lgs. n. 196 del 30.o6.2003.

[2] GDPR n. 679 del 2016.

[3] D.Lgs. n. 101 del 10.08.2018.


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