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Arnica: a che serve e quando usarla

1 ottobre 2018


Arnica: a che serve e quando usarla

> Salute e benessere Pubblicato il 1 ottobre 2018



In natura troviamo una pianta officinale, utilizzata fin dai tempi antichi per risolvere molti problemi quotidiani grazie alle sue proprietà: l’arnica, scopriamo insieme come e quando usarla in tutta sicurezza.

Ti è mai capitato di appoggiare male il piede nello scendere dall’auto? O di prendere una distorsione  mancando l’appoggio di uno scalino? O di dover soccorrere tuo nipote caduto dalla bicicletta? O di dover trovare un veloce rimedio per tuo figlio rientrato da un allenamento con una gamba tumefatta? Insomma, ti è mai successo uno di quei banali e fastidiosi piccoli “incidenti” della quotidianità che possono metterti a tappeto per qualche giorno proprio quando non ci voleva? Sicuramente si! A parte il dolore iniziale della botta, in tutti questi casi ti sei ritrovato a combattere con escoriazioni e ferite, arti gonfi, arrossati e doloranti. Per questi piccoli infortuni può essere senz’altro di aiuto un buon disinfettante se ci sono ferite aperte, il riposo, l’applicazione di una borsa del ghiaccio e di una garza elastica che, comprimendo la parte dolorante, impedisce l’espansione incontrollata del gonfiore, ma tutto questo può non bastare. La capacità di recupero del corpo umano dopo un trauma, è influenzata da molteplici fattori: l’età dell’infortunato, la salute delle difese immunitarie, il tempo disponibile da dedicare al riposo e molti altri aspetti che variano da un individuo all’altro. A dare una mano per una guarigione più veloce sono di aiuto, da secoli, i principi estratti dalle piante per questo definite officinali cioè medicinali. L’arnica montana è una di queste meraviglie naturali amiche dell’uomo, utilizzata fin dai tempi antichi dalle popolazioni della montagna che la conoscono e la apprezzano per la sua particolarità di sanare le ferite, ridurre contusioni, decongestionare infiammazioni e molto altro ancora. Purtroppo, però, come molte delle piante officinali, anche l’arnica contiene dei principi che la rendono velenosa e tossica in forti dosi e in alcuni modi di utilizzo, ecco perché ti può essere utile leggere questo articolo su arnica: a che serve e quando usarla.

Le origini dell’arnica: tra leggenda e realtà

Un’antica leggenda racconta di un drago buono che aiutava i montanari. Un giorno giunse al villaggio un cacciatore che, ignaro della bontà del mostro, lo uccise. Dalle ferite sgorgò sulla terra tantissimo sangue di colore giallo-arancio che diede vita a moltissime piantine dai fiori dello stesso colore: l’arnica. La pianta viene citata per la prima volta da Santa Ildegarda di Bingen (religiosa benedettina e naturalista tedesca conosciuta anche per aver scritto due trattati enciclopedici che raccoglievano tutto il sapere medico e botanico del suo tempo), ma fece il suo ingresso nella farmacopea soltanto nel XVII secolo quando venne usata come panacea per molte affezioni. La parola arnica deriva dal greco ptamikos, cioè che fa starnutire, perché nel passato le foglie essiccate e finemente triturate erano impiegate come polvere starnutoria. Ancora oggi, in molte regioni italiane, la pianta viene volgarmente chiamata ” erba starnutella”. In Francia, i montanari anziani la fumavano nella pipa oppure, polverizzata, la aspiravano dalle narici come tabacco da naso. Per questa ragione, all’arnica viene dato anche il nome di tabacco di Savoia o tabacco dei Vosgi. Legata a varie tradizioni popolari che le attribuiscono proprietà protettive, è una delle piante della festa di San Giovanni.

Come si riconosce l’arnica?

Il genere arnica comprende una trentina di specie originarie in gran parte dell’Asia mentre in Europa è presente soltanto l’arnica montana. Essa è una pianta erbacea aromatica della famiglia delle Composite, con radice strisciante, cresce e si sviluppa rigogliosa nei prati e pascoli alpini da 800 fino a 2000 metri, dove spesso assume carattere infestante e in quelli dell’appennino settentrionale, assente in pianura. Elegante nel portamento, con altezza che va dai 20 ai 60 cm, con fiori eretti più o meno ricchi di rami, l’arnica è fornita di foglie radicali disposte a forma di rosa e sul gambo coperto di fitta peluria, si diramano, a circa 10 cm dalle radici, due foglioline di forma stretta e allungata che consentono di distinguere l’arnica da altre composite di montagna. Dalle due foglioline, il gambo continua per almeno altri 10 cm e termina con grossi capolini dai fiori allegri e vistosi a forma di margherita di colore giallo-arancio. La fioritura avviene da maggio ad agosto.

Quali parti dell’arnica si utilizzano?

Le parti utilizzate della pianta sono le foglie, le radici e i fiori. Le radici da raccogliere in settembre, i fiori e le foglie in estate, in piena fioritura. Tutte le parti devono essere fatte seccare in luogo areato ma tiepido e lontano dalla polvere. Di norma ci si limita alla raccolta dei fiori con i quali si ottengono preparati di effetto più leggero che però hanno il vantaggio di risultare meno irritanti di quelli a base di radici.

Quali sono le proprietà dell’arnica?

Tra le varie sostanze che l’arnica montana contiene, i lattoni sesquiterpeni sono dei principi in grado di spegnere, almeno in vitro, l’attivazione di geni coinvolti nel processo infiammatorio e i flavonoidi sono potenti antiossidanti. Gli oli essenziali, si trovano soprattutto nella radice (1,5%) e nei fiori freschi (0,1%). Proprio per i principi officinali che contiene, l’arnica è nota fin dall’antichità come pianta:

  • cicatrizzante cioè che aiuta il processo di ricostruzione dei tessuti cutanei;
  • calmante, analgesica e antinevralgica in quanto attenua o elimina il dolore agendo sui centri del dolore nella parte colpita da trauma;
  • antireumatica, quindi antinfiammatoria con particolare riferimento ad arti e articolazioni;
  • stimolante della circolazione sanguigna in quanto produce una vasodilatazione locale sulla zona in cui viene applicata;
  • lenitiva in quanto diminuisce il fastidio e l’irritazione;
  • antisettica e antimicrobica cioè in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni;
  • immunostimolante quindi che stimola l’attivazione delle difese immunitarie laddove applicata.

Proprio grazie alle sue proprietà, l’applicazione di arnica sulla parte colpita da trauma è in grado di far regredire il gonfiore drenando l’accumulo di liquidi nei tessuti colpiti e diminuire il dolore. Ulteriori benefici che puoi riscontrare nell’uso di preparati a base di arnica sono la minore formazione di lividi nella zona colpita ed una guarigione più veloce in quanto essa è in grado di stimolare la risposta immunitaria.

Per quali problemi può essere di aiuto l’arnica?

Dal XVII secolo in cui venne utilizzata come panacea per molte affezioni, l’arnica, nei secoli successivi, ha visto ridimensionare molto il suo utilizzo. Ai giorni nostri a questa pianta è prevalentemente riconosciuto un uso topico in quanto essa risulta essere tossica per ingestione a meno che non si utilizzi il rimedio omeopatico. L’uso locale ed esterno è molto consigliato in tutti i casi in cui, come visto nell’introduzione, si subiscono traumi come ad esempio:

  • cadute;
  • strappi muscolari;
  • slogature;
  • fratture;
  • contratture;
  • distorsioni.

Questi traumi hanno come diretta conseguenza lividi, dolori e rigonfiamenti. Per lo stesso motivo risulta un valido aiuto in tutte quelle circostanze in cui si presentano gonfiori come versamenti articolari e flebiti non ulcerative. Ma non sono solo questi i casi in cui avere in casa una preparazione a base di arnica può diventare una risorsa preziosa. Per le sue proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, offre sollievo anche a chi soffre di dolori muscolari o articolari a carattere infiammatorio non traumatico, per la sua proprietà lenitiva inoltre può essere applicata in caso di punture di insetti e acne. Essendo adatta anche ai bambini, si è addirittura dimostrata efficace per alleviare l’irritazione post vaccino su neonati e lattanti. Secondo alcune tradizioni popolari si dice che sia inoltre efficace contro l’asma e il catarro dei vecchi.

In quali preparazioni può essere utilizzata l’arnica?

Preparati a base di arnica sono facilmente reperibili in commercio, nelle farmacie, erboristerie e nei negozi specializzati ed i più comuni sono i gel e le pomate con diverse concentrazioni di principio attivo, pratiche da usare e particolarmente utili da tenere nell’armadietto dei rimedi vista l’ampia gamma di casi in cui tali prodotti possono trovare applicazione. Molto efficace è anche l’olio, che si può acquistare con una spesa piuttosto modica, puro o associato ad altri principi e con il quale si possono effettuare massaggi decongestionanti e bendaggi con compresse imbevute in caso di traumi e distorsioni. Se però ti senti un anima da alchimista e preferisci partire dalla materia base, è possibile reperire in erboristeria i fiori secchi di arnica per preparare in casa un decotto. Questa preparazione si ottiene facendo bollire un cucchiaio e mezzo di fiori in 500 ml di acqua per 10 minuti ed una volta filtrato immergervi delle compresse di cotone da applicare sulle zone contuse e livide per un tempo di circa 10 minuti. Altra ricetta che è possibile preparare in casa è la tintura madre di arnica che si ottiene facendo macerare 10 grammi di fiori in 100 ml di alcool per circa 10 giorni. Una volta filtrata la sostanza ottenuta, va usata diluita nella proporzione di un cucchiaio di tintura in un bicchiere di acqua, solo per uso esterno, in caso di contusioni ed ecchimosi. Se hai qualche esperienza in materia erboristica, puoi provare anche il cataplasma o impiastro di fiori e foglie pestate da applicare direttamente sulla parte colpita da trauma. I preparati che si possono reperire in negozio, sono assolutamente sicuri ma va comunque tenuto presente che l’arnica deve essere considerata una pianta da usare con cautela, in quanto contiene dei principi che, in alte concentrazioni, possono risultare cardiotossici. Ecco perché l’unica forma in cui può essere assunta l’arnica per via orale risultano essere i preparati omeopatici che sono in grado di garantire l’esclusione di rischi per la salute. L’arnica in compresse, come le formulazioni per uso esterno, può essere utilizzata per curare tutti quei dolori che nascono da stati infiammatori. Mentre l’uso interno deve essere eseguito sotto stretto controllo medico, l’uso esterno è assolutamente consigliato anche se l’applicazione di rimedi a base di arnica va evitato su ulcere e ferite aperte e sanguinanti, vicino alla bocca, occhi o organi genitali. L’utilizzo di prodotti a base di arnica va, inoltre, limitato nel tempo in quanto sulle zone trattate a lungo possono fare la propria comparsa fenomeni di sensibilizzazione, irritazioni e  dermatiti da contatto.

Di CARLA PITTORI

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