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Come vendere su internet senza Partita Iva

1 ottobre 2018


Come vendere su internet senza Partita Iva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2018



Un soggetto privato può vendere su internet anche senza Partita Iva attraverso vari servizi offerti dal web, purché l’attività di vendita rimanga occasionale.

Se sei intenzionato a vendere online oggetti che non usi più o sei un creativo e vuoi vendere sul web gli oggetti che hai realizzato a mano, probabilmente ti starai chiedendo come muoverti e se, a tal fine, sia necessario aprire una Partita Iva. Attraverso il commercio elettronico, chiunque voglia vendere beni online può beneficiare della presenza di un proprio spazio in un mercato globale, ampliando la base dei potenziali acquirenti ed ottenendo una visibilità immediata e su larga scala dei suoi prodotti. Tuttavia, questa modalità di vendita suscita molti interrogativi. Vorresti realizzare un mercatino online sul quale vendere oggetti che non usi più? Vorresti inizare vendere online le tue creazioni homemade? Hai acquistato un oggetto e vorresti rivenderlo per sostituirlo con la sua versione più aggiornata o per conseguire un piccolo guadagno? Se non sei un esperto del settore, e sei privo di Partita Iva, probabilmente sei alla ricerca di una guida che ti aiuti a capire attraverso quali canali sia possibile vendere online da privato e quali accorgimenti fiscali dovrai osservare per non incorrere in sanzioni. Fatte alcune precisazioni, con questo articolo forniremo dei suggerimenti su come vendere su Internet senza Partita Iva.

Attività di vendita online: ipotesi

Se sei intenzionato a sperimentare l’attività di e-commerce, in qualità di venditore privato e non professionale, e dunque senza aprire la Partita Iva, è opportuno che tu abbia ben chiare alcune distinzioni. Invero, l’attività di vendita online può sostanziarsi in tre diverse ipotesi che di seguito analizzeremo:

  • vendita online una tantum;
  • vendita online abituale;
  • vendita online occasionale.

Vendita online una tantum

Si considerano una tantum le vendite online del tutto episodiche attraverso le quali, di tanto in tanto, si vende un oggetto da cui non si sia più soddisfatti e del quale ci si voglia sbarazzare (ad esempio, un vecchio cellulare, un vecchio televisore, un mobile, un vecchio elettrodomestico, un libro, un articolo sportivo, un capo di abbigliamento, ecc.) o prodotti homemade (gioielli, dipinti, borse, ecc.). Questa tipologia di vendita non può considerarsi come attività commerciale in senso proprio e, pertanto, non pone alcuna questione dal punto di vista fiscale (non è tassabile, non richiede alcun adempimento, non comporta l’obbligo di aprire una Partita Iva, nè di emettere fatture o ricevute).

Vendita online abituale e vendita online occasionale

La linea di confine tra le due tipologie di vendita è alquanto sottile e assume importanza rilevante ai fini fiscali. L’abitualità si configura allorquando la ricorrenza delle transazioni e-commerce, effettuate in un anno, sia tale da evidenziare una certa sistematicità, regolarità e continuità nel tempo delle vendite (ne costituiscono un esempio gli outlet online che acquistano grossi quantitativi di merce da un produttore e li rivendono sui propri siti web ove vi è la possibilità di effettuare acquisti 24 ore su 24 e sette giorni su sette). Questo tipo di vendita, dal punto di vista tributario, viene qualificato come attività professionale ed i proventi che ne derivano vengono considerati, ai fini della dichiarazione, come “redditi di impresa” [1], con conseguente obbligo di apertura della Partita Iva e dei relativi adempimenti fiscali e contabili (pagamento Irpef ed Irap, tenuta di libri e registri). Si parla, invece, di vendita online occasionale quando l’attività di vendita su internet non sia di tipo professionale e le transazioni abbiano carattere sporadico od occasionale (ossia quando non si realizzino con continuità e ripetitività nel tempo). Costituisce un esempio di vendita online occasionale quella effettuata dagli hobbisti, i quali, per definizione normativa, sono operatori non professionali che vendono, espongono, barattano o propongono sporadicamente ed occasionalmente, oggetti di modico valore realizzati a mano [2]. In questo caso, non è necessario aprire una Partita Iva ed i proventi conseguiti, ai fini della eventuale dichiarazione, rientreranno nella categoria dei “redditi diversi” [3].

Redditi da vendita online occasionale: quando si dichiarano

La possibilità di vendere oggetti online senza Partita Iva non sempre esclude l’obbligo di dichiarare i redditi che ne derivano. In particolare, non sarai tenuto ad alcun obbligo di dichiarazione nel caso in cui dalla vendita dei tuoi oggetti non derivi alcun utile (perché, ad esempio, intendi vendere un oggetto usato ad un prezzo inferiore a quello al quale lo hai acquistato). Ove l’attività di vendita online occasionale nel corso dell’anno ti consenta di conseguire dei proventi, e nello stesso anno tu non abbia percepito ulteriori redditi rispetto ai quali sussista l’obbligo di dichiarazione (ad esempio, redditi da lavoro autonomo o dipendente), sarai esonerato dalla presentazione della dichiarazione in ordine alle somme così ricavate soltanto se queste non superino comlpessivamente l’importo (lordo) di €4.800,00 [4]. In caso contrario, a prescindere dal fatto di essere o meno tenuto alla dichiarazione di redditi ulteriori, il tuo reddito da vendita occasionale online dovrà essere dichiarato compilando il quadro RL (rigo RL14) del Modello Redditi Persone Fisiche, o, in caso di presentazione del Modello 730, il quadro D (rigo D5), con la possibilità di sottrarre dalle somme percepite (e dunque tassabili) le spese sostenute ed inerenti alla vendita, purché debitamente documentate.

Come certificare i guadagni da vendita online occasionale

Nel caso di vendita online occasionale, dunque di vendita su internet in qualità di soggetto privato e senza Partita Iva, al fine di certificare i proventi della tua vendita non dovrai emettere fattura, nè sarai tenuto ad emettere una ricevuta fiscale, essendo sufficiente che tu rilasci all’aquirente una ricevuta generica o quietanza di pagamento. La ricevuta dovrà contenere l’indicazione dei tuoi dati e dei dati dell’acquirente, la descrizione del bene venduto, l’importo percepito, l’indicazione che si tratta di corrispettivo relativo a vendita online occasionale, la data e la firma del cedente. Ove l’importo indicato nella ricevuta sia maggiore o uguale ad €77,47, dovrai apporre alla stessa una marca da bollo da €2,00. Nel caso in cui il pagamento avvenga tramite Paypal, a fungere da ricevuta saranno le relative notifiche di pagamento.

Vendere su Internet come soggetto privato

Internet offre ai soggetti non imprenditori, privi di Partita Iva, la possibilità di vendere gli oggetti più disparati (ad esempio, oggetti usati dei quali vogliano disfarsi oppure oggetti realizzati artigianalmente) mediante la creazione di una pagina o di un gruppo social dedicato, nonché attraverso la creazione di un account su una piattaforma che offra servizi di compravendita (c.d. marketplace, come eBay, Subito.it, Amazon, Facebook, ecc.). Pertanto, se vuoi vendere i tuoi oggetti online in modo occasionale e senza Partita Iva, evitando di addossarti le incombenze legate alla gestione ed alle spese relative alla creazione di un proprio sito e-commerce, potrai aprire il tuo negozio virtuale avvalendoti delle opportunità offerte dal web. Non ti resta, dunque, che scegliere una tra le varie piattaforme di vendita già presenti online (marketplaces) o creare una pagina o un gruppo di vendita su un social (ad esempio su Facebook).

Vendere sui marketplaces senza Partita Iva 

Aprire un negozio online senza Partita Iva è possibile grazie al servizio offerto dai marketplaces che sono delle piattaforme sulle quali è consentito vendere ed acquistare prodotti afferenti a varie categorie mercelogiche. Puoi immaginare i marketplaces come dei grandi centri commerciali digitali in cui ciascun venditore può creare il proprio spazio di vendita, il proprio negozio indipendente. Queste piattaforme, frequentate da milioni di utenti, consentono di ottenere innumerevoli visualizzazioni e la fiducia immediata degli acquirenti, i quali nel grande nome vedono una garanzia. La maggiorparte dei marketplaces svolge un’attività di intermediazione nella vendita, in relazione alla quale viene richiesta una commissione per ogni transazione eseguita (che in genere si aggira intorno al 3,5% dell’importo dell’oggetto venduto). Altre piattaforme consentono di vendere i propri oggetti usati o le proprie creazioni gratuitamente, senza trattenere commissioni. Di seguito forniamo un elenco dei markeplaces più noti: eBay; Amazon; Subito.it; Reoose; Blomming; Etsy; Miss Hobby. Una volta scelto il marketplace sul quale aprire il tuo negozio online e creato il tuo account, dovrai creare un’inserzione che contenga una descrizione dettagliata dell’oggetto (corredata da foto) e l’indicazione del prezzo. Quanto al prezzo, si può distinguere tra inserzioni a prezzo fisso (ove sia tu a decidere il prezzo degli oggetti da vendere, anche in seguito ad indagini su internet) ed inserazioni all’asta (qualora, nella difficoltà di stabilire un valore, tu preferisca creare un’asta che parta da un prezzo basso ed attiri molti offerenti).

Vendere su Facebook senza Partita Iva

Vendere i tuoi oggetti usati, le tue creazioni, o prodotti appena acquistati da sostituire con la versione più aggiornata, è possibile avvalendoti di Facebook, al quale si può accedere ormai anche mediante l’applicazione gratuita pensata per Android, iOS e Window 10 mobile. Tale social network ti consente di vendere i tuoi oggetti e di aprire un negozio online attraverso varie alternative. La prima opzione è quella del mercatino integrato, Marketplace (la cui icona si trova in alto a sinistra nella Home). Tale sezione è accessibile sia dal sito web ufficiale che dall’applicazione e consente agli utenti di pubblicare gratuitamente annunci di vendita (basta cliccare sulla voce “Vendi qualcosa” e compilare il form con le informazioni richieste). I potenziali acquirenti potranno contattarti privatamente per richiederti maggiori dettagli o per concludere la transazione (cliccando sulla foto di interesse, si aprirà una finestra di dialogo, da cui risultano le informazioni principali dell’oggetto, che consente di compiere diverse azioni attraverso le voci “Chiedi ulteriori dettagli”, “Invia messaggio”, “Salva”, “Condividi”). Altra opzione consiste nell’utilizzare la sezione gratuita “Gruppi di acquisto e vendita” (la cui icona si trova in basso a sinistra nella Home) che ti consente di visualizzare i gruppi suggeriti e di iscriverti a quelli di interesse, con la possibilità di scegliere anche in base alla zona (i gruppi sono suddivisi per area geografica). Una volta effettuata l’iscrizione al gruppo prescelto, potrai pubblicare le tue inserzioni, compilando il form con le informazioni richieste. Ove nella tua zona non sia presente un gruppo di vendita confacente alle tue esigenze, potrai crearne uno cui conferire la funzione a l’aspetto che preferisci, utilizzando la funzione gratuita “Crea gruppo” (bisogna cliccare sulla voce “Crea” che si trova in alto, vicino alla voce Home). Un’ulteriore opportunità offerta da Facebook è quella di utilizzare la funzione gratuita “Vetrina” che ti consente di aggiungere alla tua Pagina una vetrina sulla quale esporre i tuoi oggetti e prodotti (una volta creata la tua pagina di vendita, sarà sufficiente accedere alla sezione “Impostazioni”, in alto a destra, e scegliere poi dal menu a sinistra la voce “Modelli e Tab”, attraverso la quale potrai aggiungere sulla tua pagina la tab in parola).

note

[1] Comm. trib. sent. 56/06/2011 del 16 giugno 2011.

[2] Art. 28 D.Lgs. n. 114/98.

[3] Art. 67 Tuir (D.P.R. n. 917/1986) lett. i).

[4] Art. 13 del D.P.R. N.917/86.

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