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Incidente in bici: infortunio sul lavoro?

19 Ott 2018 | Autore:


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Al lavoratore che si reca in azienda in bicicletta e ha un incidente spettano rendita e indennizzo per infortunio riconosciuti dall’Inail?

Ti stavi recando al lavoro in bicicletta e hai avuto un incidente: nulla di irreparabile, però dovrai assentarti per parecchi giorni ed affrontare un periodo di riabilitazione. Dato che l’incidente è capitato nel percorso casa-lavoro, ti chiedi se l’Inail possa indennizzarti, oppure se il diritto ad essere risarcito dall’Inail non sussista perché ti stavi recando al lavoro con un mezzo privato. Su questa interessante questione si è da poco pronunciata la Corte di Cassazione [1]; vediamo che cos’hanno deciso i giudici in merito all’incidente in bici: infortunio sul lavoro?

Quando è risarcito l’infortunio nel percorso casa-lavoro?

Nella generalità dei casi, è sempre risarcito dall’Inail l’incidente che si verifica nel percorso casa-lavoro (infortunio in itinere), oppure nel percorso tra due sedi di lavoro, o tra la sede di lavoro e il luogo di consumazione dei pasti, purché:

  • il percorso sia quello più breve;
  • eventuali deviazioni dal percorso più breve siano necessarie (ad esempio: lavori in corso che impediscono di percorrere la strada più corta);
  • il tragitto sia percorso a piedi o con i mezzi pubblici.

Se il tragitto casa-lavoro è percorso in auto, l’utilizzo del mezzo si considera necessitato (e l’infortunio in itinere, di conseguenza, può essere risarcito dall’Inail), se:

  • il lavoratore ha problemi di salute e ha difficoltà nel completare il tragitto a piedi;
  • il tragitto da percorrere a piedi è superiore a 1 chilometro;
  • l’orario dei mezzi pubblici non coincide con gli orari d’ingresso e uscita dal lavoro e comporta attese eccessive;
  • servirsi di mezzi pubblici comporta un’assenza dalla famiglia eccessivamente lunga per il lavoratore.

L’infortunio in bici nel percorso casa-lavoro è risarcito dall’Inail?

L’utilizzo della bicicletta nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro è assimilato, anche grazie a una recente norma che incentiva la mobilità sostenibile [2], all’utilizzo dei mezzi pubblici e al percorso a piedi.

Considerando, dunque, che l’uso della bicicletta è da ritenersi sempre necessitato, equiparato cioè all’utilizzo dei mezzi pubblici o al percorso a piedi, il lavoratore che si infortuna in bici per andare al lavoro ha pieno diritto al risarcimento dell’Inail.

In parole semplici, grazie alla nuova normativa, l’utilizzo della bici, anche a pedalata assistita, deve ritenersi sempre assicurato ai fini dell’infortunio in itinere (negli spostamenti), come lo è l’andare al lavoro a piedi o con utilizzo del mezzo pubblico.

A che cosa ha diritto il lavoratore in caso d’infortunio?

Se il subisci un infortunio sul posto di lavoro, o negli spostamenti necessari (come il percorso casa-lavoro), hai diritto a un’indennità da parte dell’Inail in tutti i casi in cui, in conseguenza dell’evento lesivo, non puoi svolgere la tua attività.

In particolare, l’Inail paga al lavoratore, a decorrere dal 4° giorno successivo a quello in cui è avvenuto l’infortunio, un’indennità, detta rendita per inabilità temporanea assoluta: l’indennità è dovuta per tutti i giorni, compresi i festivi, e deve essere corrisposta fino a quando dura l’inabilità assoluta (che impedisce totalmente e di fatto all’infortunato di fornire la propria prestazione lavorativa).

I contratti collettivi, poi, dispongono normalmente, a carico del datore di lavoro, l’obbligo di corrispondere un’integrazione della rendita Inail, in modo da garantire al lavoratore il normale trattamento spettante.

Nei primi 3 giorni di assenza, non indennizzati dall’Inail, detti giorni di carenza, il datore di lavoro è obbligato a pagare:

  • l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio;
  • il 60% della retribuzione (salvo condizioni di miglior favore normalmente previste dai contratti collettivi di categoria) per i giorni successivi, fino a quando sussiste la carenza dell’assicurazione, cioè fino al 4° giorno dal verificarsi dell’infortunio.

L’obbligo di pagamento sussiste anche nei casi in cui l’Inail non è tenuto ad erogare alcuna indennità, in quanto la guarigione avviene entro il periodo di carenza.

Come si calcola la rendita temporanea Inail?

L’indennità giornaliera per inabilità temporanea a carico dell’Inail è pari al 60% della retribuzione media giornaliera riferita ai 15 giorni precedenti l’infortunio, elevabile al 75%, a decorrere dal 91° giorno anche non continuativo.

Nel determinare la retribuzione media giornaliera, devono essere contati anche i compensi per ferie e i riposi aggiuntivi per riduzione di orario, per festività (godute e non godute) e per gratifica natalizia, applicando le seguenti percentuali d’incremento alla retribuzione giornaliera ordinaria, al netto del compenso per lavoro straordinario (se corrisposto) e delle eventuali indennità collegate all’effettiva presenza:

  • per ferie e per riposi aggiuntivi per riduzione di orario (Rol), la percentuale è ricavata dal seguente rapporto: (n° giorni di ferie + Rol) /300 (giornate lavorative);
  • per festività: n° giorni di festività/300;
  • per gratifica natalizia: 8,33%.

Chi paga la rendita temporanea Inail?

L’indennità temporanea viene pagata dall’Inail tramite assegno bancario intestato al lavoratore o altre modalità tracciabili: per scegliere la modalità di pagamento è necessario compilare il modulo scaricabile dalla sezione dedicata del sito Inail. La rendita può essere anche anticipata dal datore di lavoro in busta paga; in questo caso, l’azienda viene successivamente rimborsata dall’istituto.

Il datore di lavoro è comunque tenuto a integrare la parte di retribuzione non coperta dall’Inail, se il contratto collettivo lo prevede.

Che cosa succede se dall’infortunio derivano danni permanenti?

Se dall’infortunio derivano conseguenze permanenti, il lavoratore può aver diritto alle seguenti prestazioni:

  • rendita per inabilità permanente
  • indennizzo/ rendita per danno biologico
  • rendita unificata
  • l’assegno personale continuativo
  • la rendita di passaggio;
  • l’assegno di incollocabilità;
  • l’erogazione integrativa di fine anno;
  • l’integrazione della rendita.

Per saperne di più: Infortunio sul lavoro, prestazioni Inail.

note

[1] Cass. Sent. n.21516/2018.

[2] D.lgs. 221/2015.


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