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Legge 104: bonus fiscali per disabili

18 ottobre 2018


Legge 104: bonus fiscali per disabili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2018



Come si fa la richiesta per il riconoscimento dell’handicap ai sensi della Legge 104? E quali sono i benefici fiscali che spettano ai disabili e ai loro familiari?

Gli aiuti che spettano ai destinatari della Legge 104, cioè ai disabili e ai loro familiari, sono molteplici: vanno dall’agevolazione fiscale per l’acquisto dei veicoli alle detrazioni dall’Irpef delle spese sanitarie fino alla detrazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il fisco è un mare aperto dove a volte rischiamo di perderci e molti bonus previsti sono poco conosciuti. Ecco una guida utile per comprenderla legge 104: bonus fiscali per i disabili. Spiegheremo innanzitutto cos’è la legge 104 e a chi si applica; capiremo in cosa consistono le famose agevolazioni fiscali e scopriremo anche come comprare una macchina per chi è disabile. Ma ci occuperemo anche dell’abbattimento delle barriere architettoniche, degli sconti fiscali per le spese sanitarie e per i farmaci e del bonus per acquisto di strumenti informatici.

Cos’è la legge 104?

La legge 104 [1] è la normativa di riferimento in materia di disabilità. Sono considerati portatori di handicap coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale che causa difficoltà nell’apprendimento, nell’integrazione lavorativa nonché sociale e relazionale. Quando si parla di beneficiari della legge 104 si intendono i disabili oppure i lavoratori che assistono un parente in questa condizione. Ricordiamo che lo stato di disabilità deve essere riconosciuto. L’iter per poter accertare l’esistenza dei requisiti per ottenere i benefici previsti dalla legge è il seguente:

  • il soggetto interessato dovrà richiedere al medico curante il rilascio di un certificato attestante il suo handicap. Il certificato dovrà essere redatto su un modello predisposto dall’Inps e dovrà essere inoltrato direttamente, per via telematica, dal medico all’istituto previdenziale. Il medico consegnerà al soggetto interessato una ricevuta con il numero di protocollo necessario per la successiva presentazione della domanda all’Inps da parte del beneficiario;
  • l’interessato, entro 30 giorni dal rilascio del certificato, deve inviare all’INPS la richiesta di riconoscimento dell’handicap (comunicando il numero di protocollo del certificato medico). La domanda può essere inoltrata sia attraverso sito web dell’Inps oppure tramite il numero verde 803.164 chiamando da numero fisso o attraverso il numero verde 061664164 se si chiama da cellulare oppure chiedendo l’aiuto di un patronato;
  • una volta inoltrata la richiesta all’Inps il soggetto interessato potrà scegliere la data della visita medica. La visita medica verrà espletata da una commissione formata da medici dell’Asl e integrata con un medico INPS;
  • una volta terminati gli accertamenti sanitari, la Commissione medica redige un verbale con l’esito dell’accertamento.

La Commissione potrà:

  • non riconoscere l’handicap;
  • accertare un situazione non grave [2];
  • ricoscere un handicap superiore ai 2/3 [3];
  • riscontrare il possesso di un handicap grave [4]. L’handicap viene considerato grave quando la persona ha una ridotta autonomia personale tanto da non essere in grado di gestirsi da sola e tanto da avere bisogno di un’assistenza nello svolgimento delle attività quotidiane e nelle relazioni sociali. La valutazione non verte solo su un accertamento di tipo fisico ma anche sulle ripercussioni sociali che una certa patologia potrebbe causare a quella determinata persona nel vivere alcuni contesti sociali come scuola, lavoro o luoghi creativi. Un bambino affetto da autismo ha necessità di un insegnante in grado di sostenerlo nelle sue difficoltà relazionali con i compagni. Oppure il tetraplegico ha bisogno di un accompagnatore quando l’archittetura urbana non è fornita di scivoli e presenta solo scalini. Non è necessario possedere una data percentuale di invalidità per il riconoscimento dell’handicap grave poiché non è una situazione generalizzabile, ma deve essere valutata rispetto alla condizione di svantaggio sociale che ogni determinato portatore di handicap potrebbe vivere. L’assistenza che richiede una persona portatore di handicap grave può essere talvolta continua e permanente: ad esempio il malato di Alzheimer ha difficoltà a svolgere compiti della vita quotidiana, perde il senso dell’orientamento e ha bisogno di una persona che gli stia accanto. Il malato di Alzheimer e i suoi familiari hanno diritto anche a un’indennità di accompagnamento. Indennità prevista dalla legge per supportare economicamente chi si prende cura costantemente di una persona invalida del 100% o con un grave handicap.

Ma prima di andare avanti ricordiamo che la situazione di handicap non deve essere confusa con quella d’invalidità. Per handicap si intende una condizione di svantaggio nella vita quotidiana o di emarginazione causata dalla minorazione di cui si è affetti. Mentre con l’invadilità si fa riferimento a una riduzione della capacità lavorativa del soggetto derivante da una patologia. In questo caso per ottenere dei benefici la percentuale d’invalidità deve essere superiore al 33,33%.

Ad esempio sono invalidi coloro che soffrono di sclerosi multipla. Non è escluso che una persona può ottenere sia il riconoscimento dell’handicap che dell’invalidità, come chi presenta problemi gravi di deambulazione e ha necessità di un accompagnatore per camminare ma ha anche una ridotta capacità lavorativa. In caso di mancato accoglimento della richiesta oppure di riconoscimento dell’handicap in misura minore è possibile ricorrere in sede giudiziaria entro 180 giorni dalla data di notifica del verbale. Il ricorso va presentato al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro. Ma prima di presentare il ricorso l’interessato dovrà sottoporsi a un accertamento tecnico sanitario preventivo.

La situazione di gravità non dà diritto ad una pensione, ma a delle agevolazioni per il disabile o per i familiari che lo assistono: agevolazioni di tipo lavorativo come, ad esempio, diritto a permessi e a ore di assenza dal lavoro o priorità di scelta della sede lavorativa (se dipendente pubblico) e agevolazioni di tipo fiscale.

Le agevolazioni di tipo fiscale sono:

  • agevolazione legge 104 per l’acquisto di veicoli;
  • detrazione dall’Irpef dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • detrazione dall’Irpef per figlio disabile a carico;
  • deduzioni dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
  • detrazione dall’Irpef delle spese sanitarie per i disabili;
  • agevolazione legge 104 per l’acquisto di pc e di sussidi informatici.

Agevolazione Legge 104 per l’acquisto di veicoli

Le agevolazioni fiscali sui veicoli sono previste per le seguenti categorie di disabili:

  • sordi e non vedenti: persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo attivo non superiore a un decimo ad entrambi gli occhi e persone con sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento riconosciuti come portatori di handicap grave secondo la legge 104;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • disabili con ridotte capacità motorie.

Le agevolazioni fiscali consistono:

  • nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto del veicolo (la spesa massima consentita è 18.075,99 euro);
  • nell’applicazione dell’iva agevolata (4%) sul pagamento del veicolo;
  • nell’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà;
  • nell’esenzione del bollo auto (esenzione non annuale, ma permanente).

Le agevolazioni non sono previste solo per l’acquisto di automobili ma anche:

  • per i veicoli specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni. Questi veicoli sono caratterezzati dall’essere muniti di speciali attrezzature adatte allo scopo;
  • autocaravan: veicoli che hanno una particolare carrozzeria e sono attrezzati per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di massimo 7 persone;
  • veicoli per il trasporto promiscuo: veicoli con una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate. Sono veicoli destinati al trasporto di cose o al massimo di 9 persone;
  • motocarrozzette: veicoli a tre ruote capaci di trasportare al massimo quattro persone;
  • motoveicoli per il trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di cose o di quattro persone;
  • motoveicoli specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o persone e sono caratterizzati dall’essere muniti di speciali attrezzature adatte allo scopo.

Le spese possono essere detratte anche dal familiare che ha fiscalmente a carico il disabile. Inoltre i benefici possono essere fruiti anche per la riparazione di veicoli e non solo per l’acquisto. Anche su questo tipo di spesa verrà applicata la detrazione del 19%.

Detrazione dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Le spese sostenute dal disabile o dalla famiglia per eliminare le barriere architettoniche sono detraibili nella misura del 50% dall’Irpef (perché rientrano tra le spese bonus di ristrutturazione edilizia), da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2018. Anche in questo caso è applicabile al pagamento l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché del 22%.

Rientrano nelle spese detraibili:

  • ascensori;
  • montacarichi;
  • elevatore esterno all’abitazione;
  • sostituzione di gradini con rampe.

Inoltre nel caso di adattamento di un ascensore o costruzione di rampe si può richiedere la detrazione dall’Irpef al 36% sull’eccedenza della quota di spesa per la quale è stata già domandata la detrazione pari al 50%.

Detrazione IRPEF per figlio disabile a carico

Per chi ha a carico un figlio portatore di handicap grave la detrazione varia in modo inversamente proporzionale in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta. Ciò significa che via via che il reddito aumenta, le detrazioni diminuiscono fino a diventare pressoché nulle quando il reddito arriva a 95.000 euro per le detrazioni dei figli. La detrazione Irpef per i figli a carico è aumentata di 400 euro quando il figlio a carico è disabile. Quindi si avrà una detrazione dall’IRPEF:

  • per i figli minori a 3 anni di importo pari a 1.620 euro complessivi;
  • per i figli superiori a 3 anni di importo pari a 1.350 euro complessivi;
  • con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

La detrazione per i figli disabili deve essere ripartita al 50% tra i genitori che non sono legalmente separati e in caso di accordo si può anche attribuire la totale detrazione al coniuge con il reddito più elevato.

Deduzioni dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica

La legge prevede la possibilità di dedurre dal reddito le seguenti spese mediche del disabile:

  • generiche: ad esempio acquisto di medicinali o prestazioni del medico generico;
  • spese di assistenza specifica: assistenza infermieristica o riabilitazione. Nonché le prestazioni effettuate dagli OSS, dagli educatori professionali, dagli addetti all’attività di animazione e alla terapia occupazionale.

Queste spese sono interamente deducibili per cui vanno sottratte al 100% dal reddito del disabile o del familiare che lo assiste. Invece la spesa per l’assistenza personale del disabile non è deducibile, ma detraibile. Sia le deduzioni che le detrazioni consentono di ottenere una riduzione sulle tasse da pagare, quindi sull’imposta IRPEF dovuta sui redditi.

Con le deduzioni fiscali le spese possono essere sottratte direttamente dal reddito, riducendo così la base imponibile su cui verrà calcolata l’Irpef (con l’applicazione dell’aliquota prevista alla base imponibile). Se il reddito iniziale è pari a 20.000 euro, andando a togliere l’ammontare delle deduzioni per un totale di 2.000 euro, si andrebbe ad ottenere un reddito imponibile di 18.000 euro. Mentre le spese detraibili vengono sottratte direttamente dall’importo totale dell’imposta da pagare. Se il reddito imponibile è di 20.000 euro lordi e l’aliquota di imposta è pari al 20%, l’imposta lorda sarà di 3.600 euro. Se la detrazione è pari a 2.000 euro, l’imposta netta sarà di 1.600 euro.

Appare chiaro come le deduzioni, rispetto alle detrazioni, tendono a privilegiare i redditi alti poiché maggiore sarà l’aliquota IRPEF da applicare al reddito complessivo, maggiore sarà il risparmio fiscale. Ma le deduzioni incentivano anche le famiglie dai redditi bassi poiché diminuiscono il valore della base imponibile, di conseguenza anche l’importo delle addizionali. Infatti l’addizionale è un’imposta proporzionale al reddito IRPEF ed è richiesta dalle Regioni e dai Comuni ai propri cittadini per raccogliere fondi destinati alla spesa locale.

Detrazione dall’Irpef delle spese sanitarie per i disabili

Le spese mediche sostenute per l’assistenza personale del disabile prevedono una detrazione del 19% dall’Irpef (l’ammontare di spesa non deve essere superiore a 2.100 euro se il reddito non è superiore ai 40.000 euro).

La detrazione può essere concessa solo a persone ritenute “non autosufficienti”: persone che non sono in grado di svolgere le attività quotidiane come il vestirsi o il curare la propria igiene personale. La documentazione per poter beneficiare della detrazione deve contenere il codice fiscale e i dati di chi effettua il pagamento, nonché il codice fiscale e i dati di chi presta l’assistenza e il codice fiscale e i dati anagrafici del disabile se l’assistenza è effettuata dal familiare.

Rientrano nelle spese sanitarie per i disabili e detraibili al 19% dall’Irpef:

  • le spese mediche specialistiche sostenute per il disabile;
  • l’acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione;
  • l’acquisto di apparecchi correttivi e ausili specifici per inabili e minorati.

Agevolazione legge 104 per l’acquisto di pc e sussidi informatici

La legge 104 prevede un’agevolazione per l’acquisto di pc e sussidi informatici a beneficio dei portatori di handicap grave.

Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi che facilitano:

  • la comunicazione interpersonale;
  • l’elaborazione scritta o grafica;
  • il controllo dell’ambiente;
  • l’accesso all’informazione e alla cultura;
  • l’assistenza alla riabilitazione.

Per queste apparecchiature e questi dispositivi è possibile applicare l’Iva agevolata del 4%. Per fruire dell’agevolazione il disabile dovrà esibire, prima dell’acquisto, la seguente documentazione:

  • specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale deve emergere il collegamento funzionale tra la disabilità e il sussidio tecnico. Inoltre la prescrizione medica deve dimostrare il carattere permanente della menomazione;
  • modello di domanda e autocertificazione per l’acquisto di sussidi tecnico informatici.

Futuro Bonus da 1.900 euro?

Il Testo Unico in materia di “caregivers familiari” contiene come proposta un bonus erogato dall’INPS di euro 1.900 per coloro che assistono un familiare disabile o anziano con più di 80 anni. La misura è ancora al vaglio del Senato. Il bonus potrebbe essere erogato o sotto forma di contributo economico o di detrazione fiscale a favore di coloro che assistono un familiare disabile ultraottantenne entro il terzo grado di parentela. Tuttavia sarà necessario per fruire del bonus che chi presta assistenza sia senza reddito o abbia un reddito inferiore ai 25.000 euro l’anno.

Di GIADA VERRINA

note

[1] L. 104/1992.

[2] Art.3 co. 1 L.104/1992.

[3] Art.21 L.104/1992.

[4] Art.3 co. 3 L. 104/1992.


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