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Esenzione cinture di sicurezza: in quali casi

23 Nov 2018


Esenzione cinture di sicurezza: in quali casi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Nov 2018



Codice della strada: l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza non è assoluto. Esistono delle eccezioni: ecco quali sono.

Tutti i conducenti e i passeggeri delle autovetture sono tenuti ad indossare le cinture di sicurezza. E’ quanto prevede il Codice della Strada, che impone l’utilizzo delle cinture per ridurre i casi di lesioni riportate per essere stati sbalzati fuori dalla propria autovettura a seguito di una brusca frenata o di un incidente stradale. Non indossare le cinture di sicurezza può comportare gravi conseguenze, non solo rispetto alla patente e alla copertura assicurativa, ma anche sul piano della responsabilità civile e penale in caso di incidente. Esistono, però, dei casi particolari in cui potresti essere esonerato da tale obbligo. E’ lo stesso Codice della strada a prevedere specifiche ipotesi di esenzione dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza, per ragioni di salute, per specifiche categorie di soggetti o per lo svolgimento di determinate attività. In questo articolo, ti aiuterò a capire esenzione cinture di sicurezza: quali casi e quali presupposti per potersene avvalere.

Codice della strada

Il Codice della strada impone ai conducenti e ai passeggeri di indossare le cinture di sicurezza [1], la cui funzione è quella di evitare che, in caso di urto o forte frenata, i passeggeri vengano sbalzati violentemente fuori dall’autovettura.

Le cinture di sicurezza, infatti, mediante l’attivazione di un sistema di bloccaggio, trattengono il corpo del passeggero al sedile. Proprio per questo motivo, l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza vale non solo per chi è seduto avanti, ma anche per i passeggeri seduti dietro, perché in caso di incidente, non essendo trattenuti dalle cinture di sicurezza, possono colpire per inerzia i passeggeri seduti avanti, causando loro lesioni con il loro peso.

L’utilizzo delle cinture di sicurezza è obbligatorio, in particolare, per conducenti e passeggeri delle seguenti tipologie di veicoli:

  • minicar (veicoli L6);
  • veicoli aventi al massimo otto posti oltre il conducenti (veicoli M1), si tratta delle comuni automobili e degli autocaravan;
  • veicoli aventi più di otto posti oltre al sedile del conducente, salvo che non siano autorizzati al trasporto di persone in piedi (veicoli M2), come piccoli autobus o pullman;
  • veicoli destinati al trasporto di merci (veicoli N1, N2 e N3), come ad esempio gli autocarri.

Per i conducenti e per i passeggeri di tali veicoli vige, quindi, l’obbligo di indossare le cinture, a prescindere sia dalla velocità, sia dal posto che si occupa, avanti o dietro.

Chi non rispetta l’obbligo di indossare le cinture, sia che si tratti del conducente, sia che si tratti di passeggero, può subire le seguenti conseguenze [1]:

  • decurtazione dei punti dalla patente: chi non indossa le cinture, le indossa in maniera non corretta o le manomette può perdere cinque punti della patente (dieci punti se ha la patente da meno di tre anni)
  • sanzione pecuniaria pari a 80 Euro;
  • sospensione della patente, per un periodo compreso tra 15 giorni e due mesi, nel caso in cui violi più volte l’obbligo di indossare la cintura nel corso di due anni;

Le ripercussioni possono essere anche più gravi a fronte di un incidente. In tal caso, il conducente che non abbia indossato la cintura e che non l’abbia fatta indossare a tutti i passeggeri può subire le seguenti conseguenze sul piano civile e penale:

  • responsabilità civile: il conducente dovrà pagare personalmente il risarcimento dei danni subiti dagli altri soggetti trasportati (gli altri passeggeri), dato che la maggior parte delle assicurazioni non pagano tali danni se la circolazione del veicolo non avveniva nel rispetto delle norme del Codice della Strada e, quindi, nel rispetto dell’obbligo di indossare le cinture. In altre parole, anche se l’incidente è stato causato da un’altra autovettura, potresti non ricevere il risarcimento del danno se, al momento in cui è avvenuto, non indossavi le cinture;
  • responsabilità penale, in caso di incidente con conseguenze su altre persone. In tal caso il conducente può rispondere del reato di lesioni aggravate o di concorso in omicidio stradale.

Non tutti i conducenti e passeggeri, però, sono tenuti ad indossare le cinture. Esistono, infatti, dei casi in cui si è esonerati da tale obbligo ed è possibile circolare con un autoveicolo senza indossare le cinture. Le esenzioni previste dal Codice della strada sono previste:

  • per particolari condizioni fisiche, cioè nel caso in cui l’utilizzo delle cinture può essere nocivo per la salute del conducente o del passeggero;
  • per ragioni di emergenza, ma solo nei confronti di alcuni soggetti (forze armate, polizia locale, ecc.);
  • per specifiche categorie di conducenti e passeggeri.

Non sono esonerati dall’obbligo di indossare le cinture i passeggeri delle vetture datate su cui non siano state installate le cinture di sicurezza. I proprietari di tali vetture hanno, infatti, l’obbligo di far installare le cinture di sicurezza, salvo che l’auto non ne permetta l’installazione (vetture immatricolate prima del 1976). Vediamo nel dettaglio in quali casi è prevista l’esenzione dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza.

Esenzioni per particolari condizioni fisiche

La prima categoria di esenzioni dall’utilizzo delle cinture di sicurezza riguarda la salute del conducente e del passeggero. Si tratta di ipotesi in cui l’utilizzo delle cinture può essere controproducente per il soggetto che dovrebbe indossarle. Per questo motivo gli si consente di non farlo, per un determinato periodo di tempo o a vita, senza incorrere nelle conseguenze sanzionatorie che abbiamo visto prima. Si tratta, in particolare:

  • delle persone affette da patologie o con condizioni fisiche inadatte all’uso delle cinture, in tal caso, occorrerà richiedere ed ottenere un certificato dalla ASL che attesti l’esistenza della patologia e la durata dell’esonero dall’utilizzo delle cinture [2].
  • delle donne in stato di gravidanza per le quali l’uso delle cinture rappresenti un grave rischio per le condizioni di salute. In tal caso, occorrerà richiedere un certificato dal ginecologo curante.

Occorre tener presente, però, che l’esenzione dall’utilizzo delle cinture è una misura estrema. Molto spesso, sia le ASL che i ginecologi, preferiscono prescrivere l’utilizzo di cinture speciali che minimizzano gli effetti negativi sulla salute del conducente o del passeggero affetto da una determinata patologia o in gravidanza. Le patologie per le quali solitamente è concesso l’esonero dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza sono, ad esempio [3]:

  • obesità particolarmente grave (oltre il 50% del peso teorico) per tutta la durata di tale condizione;
  • gravi insufficienze respiratorie (ad esempio in caso di enfisema o asma), per un periodo pari a un anno;
  • menomazioni o amputazioni che determinano la mancanza di punti di appoggio delle cinture, esenzione illimitata;
  • portatori di tutori per disarticolazione della spalla o dell’anca;
  • portatori di particolari tipologie di busti ortopedici;

Esenzioni per ragioni di emergenza

Le regole dettate dal Codice della strada prevedono che alcuni soggetti non siano tenuti ad utilizzare le cinture di sicurezza quando svolgo una determinata attività legata al loro lavoro. Si tratta anzitutto del personale che svolge attività in situazioni di emergenza. Tali soggetti sono esonerati dall’obbligo di indossare le cinture, perché sarebbero di intralcio alla velocità di intervento. Si tratta, in particolare:

  • degli appartenenti alle forze di polizia e alla polizia municipale e provinciale in servizio;
  • degli appartenenti alle forze armate in servizio (ad esempio i militari dell’esercito, carabinieri, guardia di finanza, ecc.);
  • dei conducenti e degli addetti dei veicoli del servizio antincendio (ad esempio i pompieri);
  • dei conducenti e degli addetti dei veicoli del servizio sanitario (ad esempio le ambulanze);
  • gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano un servizio di scorta.

Per tali soggetti l’utilizzo delle cinture sarebbe un vero e proprio ostacolo allo svolgimento del compito lavorativo, perché impedirebbe loro di agire con la rapidità e la velocità richiesti dalla situazione di emergenza in cui si trovano a dover intervenire.

Esenzioni per specifiche categorie di conducenti e passeggeri

Il Codice  della Strada esonera dall’obbligo di indossare la cintura di sicurezza anche nei confronti di altri soggetti non chiamati a svolgere il proprio lavoro in situazioni di emergenza. Si tratta sia di soggetti che, durante la circolazione del veicolo, svolgono anche attività per le quali l’uso della cintura sarebbe eccessivamente di intralcio; sia di passeggeri che circolano su determinate categorie di veicoli.

I soggetti esonerati dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza in ragione dell’attività svolta sono i seguenti:

  • conducenti dei veicoli per la raccolta e per il trasporto di rifiuti;
  • conducenti dei veicoli impiegati in attività di igiene ambientale nell’ambito dei centri abitati, nelle zone industriali e e nelle zone artigianali (ad esempio i conducenti dei veicoli che effettuano il servizio di spazzamento delle strade);
  • istruttori di guida nel corso delle esercitazioni di guida;

Anche per alcune categorie di passeggeri è previsto l’esonero dall’obbligo di indossare le cinture. E’ il caso dei passeggeri che circolano su veicoli destinati al trasporto pubblico o privato di passeggeri autorizzati anche al trasporto di passeggeri in piedi. Si tratta, in particolare

  • dei passeggeri su veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al conducente e massa massima non superiore a 5 tonnellate (veicoli M2), autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana.;
  • dei passeggeri su veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima superiore a 5 tonnellate (veicoli M3), autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana.

Di GIUSEPPE BRUNO

note

[1] Art. 172 D.lgs. n. 285 del 30 aprile 1992.

[2] Cass. sent. n. 259/2014 del 9.01.2014.

[3] ASL di Avellino.


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