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OneCoin: multata dall’Antitrust, pratica ingannevole

19 Agosto 2017


OneCoin: multata dall’Antitrust, pratica ingannevole

> Business Pubblicato il 19 Agosto 2017



La promozione per l’acquisto della moneta virtuale «simil criptovaluta» è ingannevole: multa per quasi 2,6 milioni. I dettagli delle accuse.

L’Autorità garante della concorrenza in collaborazione con il nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza  ha imposto sanzioni nei confronti delle società One Life Network Ltd (2milioni euro), One Network Services Ltd (500mila euro), Easy Life srl (80mila euro), nonché nei confronti di coloro i quali hanno registrato i siti onecoinsuedtirol.it, onecoinitaliaofficial.it, onecoinitalia.com. Vendite piramidali e promozioni ingannevoli figurano tra le pratiche scorrette messe in luce dall’Autorità garante della concorrenza.

Multa antitrust per chi promuoveva la criptovaluta OneCoins

Il Garante della concorrenza ha accertato, nel dettaglio, che le modalità utilizzate dalla società One Life Network con l’ausilio di altri professionisti per promuovere l’acquisto della moneta virtuale OneCoin, e dei pacchetti formazione venduti in abbinamento con questa, fossero scorrette sotto il profilo delle informazioni fornite ai consumatori circa le caratteristiche del prodotto e del suo sistema di vendita con caratteristiche piramidali.

Per entrare a fare parte del network è necessario comprare un kit di base del valore di 27.530 euro ma, come hanno ricostruito gli inquirenti, né l’esistenza né la consistenza di OneCoins sono state comprovate: la promessa che il consumatore potesse ottenere OneCoins (attraverso un processo di trasformazione della moneta grezza denominato mining) e che successivamente tali monete virtuali avrebbero incrementato il loro valore in ragione della loro diffusione.

OneCoins: sistema «Ponzi»?

L’Agcom inoltre spiega che la vendita piramidale si è concretizzata attraverso il meccanismo di diffusione di OneCoins che di fatto molto si avvicina al celebre (ma illegittimo) sistema Ponzi: «Il reclutamento di nuovi consumatori rappresentava il fine esclusivo dell’attività di vendita e veniva fortemente incoraggiato attraverso il riconoscimento di svariati bonus, unica effettiva e reale remunerazione del programma. L’acquisto del kit di formazione infatti era l’obbligo per entrare nel sistema e convincere altri consumatori della bontà del prodotto. In realtà la criptomoneta OneCoin, di cui non è stato possibile verificare l’esistenza e la consistenza, era il pretesto per un sistema che aveva esclusivamente come obbiettivo (e si sosteneva attraverso) l’inserimento di altri consumatori».


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