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Cosa sono le Agenzie del lavoro?

20 Nov 2018


Cosa sono le Agenzie del lavoro?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Nov 2018



Le Agenzie del lavoro sono diventate ormai una realtà importante nel nostro Paese ed hanno, nel tempo, diversificato il loro raggio di azione occupandosi di intermediazione tra domanda ed offerta e somministrazione di personale.

Per molti decenni il mercato del lavoro italiano è stato retto da una forte presenza dello Stato e dalla limitazione della possibilità dei privati di occuparsi di mercato del lavoro. Questa visione derivava da una certa sfiducia nei confronti del privato soprattutto in un terreno particolarmente delicato come quello del lavoro. Lo Stato aveva, quindi, il monopolio dei servizi di collocamento, che oggi chiameremmo di politica attiva del lavoro, ossia tutti quei servizi che vengono messi a disposizione dei cittadini che cercano lavoro e delle aziende che cercano personale. Le politiche attive del lavoro sono un settore che, in verità, comprende moltissime attività che vanno dall’intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro, alla formazione del personale, alla riqualificazione del personale e ai percorsi scuola/lavoro. Nel corso del tempo, anche a causa della partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, la regola del predominio pubblico nel collocamento di lavoro ha cominciato ad essere messa in discussione. L’Unione Europea, infatti, non vede di buon occhio né la presenza di settori con un regime di monopolio né la presenza dello Stato nell’economia e nel mercato del lavoro. La legge ha, quindi, progressivamente smantellato il predominio pubblico nel mercato del lavoro aprendo la strada al privato. Sono nate così le Agenzie del lavoro. In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda cosa sono le Agenzie del lavoro?.

Cosa sono le Agenzie del lavoro?

Con la fine del collocamento pubblico, cioè del sistema per il quale solo lo Stato, attraverso i famosi uffici di collocamento, poteva occuparsi di organizzare l’intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro, la legge ha previsto che in questo settore potessero operare anche dei soggetti privati. È così che sono nate le Agenzie del lavoro, ovvero delle imprese, organizzate in diverse forme, che si occupano di  somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale [1]. La nascita delle Agenzie per il lavoro, oltre che dal superamento del sistema pubblico di collocamento della manodopera, è stata favorita anche dal superamento di un altro caposaldo del diritto del lavoro italiano, ossia il divieto di interposizione di manodopera.

La legge [2] infatti vietava rigorosamente qualsiasi scissione tra il soggetto che assume un lavoratore ed il soggetto che utilizza la prestazione di quel dipendente. Questa è, in sostanza, l’interposizione di manodopera. Con il tempo, tuttavia, sono state introdotte delle deroghe a questo principio e la legge [3] ha iniziato ad introdurre la possibilità di interposizione di manodopera ma solo quando a fare da intermediario fosse un soggetto autorizzato dal Ministero ed avente determinate caratteristiche.

Con la Legge Biagi [4] è stata definitivamente introdotta la somministrazione di manodopera, ossia quel contratto, che vede coinvolti tre soggetti, in base al quale il dipendente viene assunto dall’Agenzia del lavoro, un’azienda che si occupa esclusivamente di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale e che è iscritta in un apposito albo del Ministero del Lavoro. L’Agenzia del lavoro invia quindi il dipendente “in missione” presso un’azienda utilizzatrice con la quale l’Agenzia stipula un contratto commerciale di somministrazione. La fine del collocamento pubblico e la fine del divieto di interposizione apre, dunque, la strada alle Agenzie del lavoro.

Quali requisiti devono avere le Agenzie del Lavoro?

Come detto, per poter operare le Agenzie del lavoro devono iscriversi in un apposito Albo gestito dal Ministero del Lavoro che ha, di recente, affidato la gestione dell’albo all’Anpal, ossia all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro creata dal Jobs Act. L’iscrizione all’albo, tuttavia, è possibile solo se l’Agenzia del lavoro ha determinati requisiti che sono richiesti direttamente dalla legge. Questi requisiti sono:

  • la costituzione dell’Agenzia nella forma di società di capitali (società a responsabilità limitata o società per azioni) ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro della Unione europea. Per le agenzie di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale è ammessa anche la forma della società di persone (società in nome collettivo, società in accomandita semplice);
  • la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro della Unione europea;
  • la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali. La legge vuole, in sostanza, che l’Agenzia non sia una scatola vuota che nasce solo per intermediare personale ma deve avere una propria solida struttura, sedi idonee e personale competente;
  • gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti muniti di rappresentanza e i soci accomandatari non devono aver riportato condanne penali, anche non definitive, per delitti contro il patrimonio (come, ad esempio, il furto, la rapina, l’estorsione, il sequestro di persona a scopo estorsivo, il danneggiamento, la truffa, l’usura, la ricettazione, il riciclaggio), per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica (come, ad esempio, la falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate, l’alterazione di monete), per il delitto di associazione di tipo mafioso anche straniera, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; questi soggetti, inoltre, non devono essere sottoposti alle misure di prevenzione;
  • nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;
  • l’interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro (ossia, un sistema aperto e trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro basato su una rete di nodi regionali. Tale sistema è alimentato da tutte le informazioni utili al fine di far incontrare domanda ed offerta di lavoro immesse liberamente nel sistema stesso sia dagli operatori pubblici e privati, autorizzati o accreditati, sia direttamente dai lavoratori e dalle imprese), attraverso il raccordo con uno o più nodi regionali, nonché l’invio all’autorità concedente, pena la revoca dell’autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro, tra cui i casi in cui un percettore di sussidio o indennità pubblica rifiuti senza giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una occupazione congrua ai sensi della legislazione vigente.

Le Agenzie del lavoro che intendono esercitare attività di somministrazione di manodopera, oltre ai requisiti già analizzati, devono possederne anche altri, e in particolare a questi soggetti è richiesta:

  • l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 600.000 euro ovvero la disponibilità di 600.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l’agenzia sia costituita in forma cooperativa;
  • la garanzia che l’attività interessi un ambito distribuito sull’intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni;
  • a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, l’Agenzia deve disporre, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 350.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nel territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea; dopo il terzo anno solare, l’Agenzia deve disporre, al posto della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Queste garanzie non devono essere prestate dalle società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea;
  • la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l’integrazione del reddito previsti dalla legge a tutela dei lavoratori, il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile;
  • nel caso di cooperative di produzione e lavoro devono essere presenti almeno sessanta soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
  • l’indicazione della somministrazione di lavoro come oggetto sociale prevalente, anche se non esclusivo.

Solo le Agenzie del lavoro possono occuparsi di domanda/offerta di lavoro?

La legge [5] prevede che l’attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro possa essere svolta anche da altri soggetti, oltre alle Agenzie del lavoro e cioè da:

  • gli istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari a condizione che rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti all’ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio;
  • le università, pubbliche e private, e i consorzi universitari, a condizione che rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti dalla data di immatricolazione e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio;
  • i comuni, singoli o associati nelle forme delle unioni di comuni e delle comunità montane, e le camere di commercio;
  • le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale anche per il tramite delle associazioni territoriali e delle società di servizi controllate;
  • i patronati, gli enti bilaterali e le associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilità;
  • i gestori di siti internet a condizione che svolgano la predetta attività senza finalità di lucro e che rendano pubblici sul sito medesimo i dati identificativi del legale rappresentante;
  • l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico, con esclusivo riferimento ai lavoratori dello spettacolo come definiti ai sensi della normativa vigente.

note

[1] Art. 4 D. Lgs. n. 276/2003 del 10.09.2003.

[2] L. n. 1369/1960 del 23.10.1960.

[3] L. n. 196/1997 del 24.06.1997.

[4] Art. 20 D. Lgs. n. 276/2003 del 10.09.2003.

[5] Art. 6 D. Lgs. n. 276/2003 del 10.09.2003.


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