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Latte di mucca, di soia o di riso: qual è il migliore?

26 novembre 2018


Latte di mucca, di soia o di riso: qual è il migliore?

> Food Pubblicato il 26 novembre 2018



Differenze tra i vari tipi di latte: i poteri nutritivi, i valori calorici e di grasso. Cos’è vero latte? Quali le migliori bevande vegetali?

Sei indeciso se bere latte di mucca, di soia o di riso? Temi che il latte di mucca ti provochi intolleranze o allergie? Soffri di gonfiori addominali? Hai scelto di diventare vegano e di abbandonare il latte di mucca e ti chiedi quali sono le migliori alternative? Vediamo insieme latte di mucca, di soia o di riso: qual è il migliore?. Innanzitutto è necessario distinguere due grandi categorie di latte: quello di origine animale e quello di origine vegetale. Il latte di origine animale (ad esempio, quello di mucca o di capra) è quello più comunemente utilizzato, anche per realizzare i suoi derivati, come i formaggi. E’ sicuramente quello che gode di maggiore tradizione culturale , basti pensare che l’umo consuma il latte animale da circa 8.000-10.000 anni e che solo in Italia o in Francia esistono centinaia di tipologie di formaggi per ogni palato: fresco, stagionato, essiccato, speziato e così via. Da ormai parecchi anni nel nostro Paese si è fatto strada anche il latte vegetale, ad esempio il latte di soia, di avena, di riso, di cocco. Data l’enorme vastità di prodotti oramai presente nei nostri negozi alimentari e supermercati, ti chiederai sicuramente quale sia il migliore.

Il latte vegetale è davvero latte?

Devi sapere che, nonostante comunemente chiamiamo tutti questi alimenti latte, secondo il Regolamento UE 2013/1308 solamente quello derivante da mungitura può essere qualificato come “latte”. Tutti gli altri, quali il latte di soia o di riso, devono essere etichettati come bevande o, semmai, drink. Questo perché è stato correttamente rilevato che sia il latte di mucca che quello vegetale contengono valori nutrizionali ben diversi e rispondono ad esigenze alimentari diverse.

Quali sono i vantaggi del latte di mucca?

Sembrerà strano, tuttavia l’uomo è l’unico mammifero che dopo lo svezzamento continua a bere latte, fino all’età adulta. E non solo: l’uomo in generale beve il latte di un altro mammifero! Sarebbe, tuttavia, patologico (e a volte impossibile…) continuare ad essere allattati dalla propria madre sino all’età adulta avanzata! Ad ogni modo, è importante che tu sappia che il latte di mucca o di capra, per quanto riguarda i valori nutrizionali, è l’alimento più importante per la prima fase di crescita di ogni mammifero, in quanto pasto completo e perfettamente bilanciato in carboidrati, proteine e grassi. Il latte di mucca, inoltre, contiene proteine ad alto valore biologico, chiamate anche amminoacidi essenziali, che l’uomo non è capace di auto-produrre. Stesso discorso per i grassi e per il colesterolo, fattori nutrizionali fondamentali nella fase della crescita per la produzione di ormoni.

Perché si lascia il latte di mucca?

Devi sapere che, però, in età adulta l’uomo perde progressivamente la capacità di produrre nel suo corpo un enzima chiamato lattasi che permette di digerire il lattosio presente nel latte. E’ questo il motivo per cui scopriamo con il passare del tempo di soffrire di una certa pesantezza dopo aver bevuto il latte o addirittura gonfiore addominale o gravi allergie e/o intolleranze. Ecco perché molte persone decidono di abbandonare l’abitudine di nutrirsi con il latte di origine animale, considerandolo, tra l’altro, innaturale. Altre, invece, come quelle che fanno parte di popolazioni molto povere e sottosviluppate, continuano a bere il latte di mucca in quanto più ricco di sostanze nutritive e meno inquinato rispetto all’acqua.

Quali vantaggi hanno le bevande vegetali?

Le bevande di origine vegetale hanno sicuramente numerosi vantaggi per coloro che soffrono di problemi di intolleranza o di allergia al latte di mucca, tra i quali, il principale, è l’assenza di lattosio. Il lattosio è un particolare zucchero che viene prodotto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi e viene digerito nel corpo umano dall’enzima lattasi. Con il passare del tempo tale enzima, tuttavia, non viene più prodotto naturalmente dal corpo umano ed è questa la causa di numerosi problemi di salute per chi continua a bere latte di origine animale.

Considera che in un litro di latte di mucca ci sono circa 50 grammi di lattosio (5 grammi/100 ml). Tale quantità diminuisce nello yogurt e nei formaggi freschi, fino ad azzerarsi man mano che il formaggio subisce il processo di stagionatura. Dunque, se sei solamente intollerante al lattosio, evita il latte come bevanda ma puoi continuare a mangiare il parmigiano o il formaggio di fossa. Fai attenzione però: il lattosio puro, ricavato industrialmente dal latte, è anche usato come eccipiente almeno nel 20% dei farmaci in commercio.

Quali sono le miglior bevande vegetali?

Per scoprire quali sono le migliori bevande vegetali, dobbiamo innanzitutto verificare, oltre al tuo gusto personale, i valori nutrizionali delle bevande più comunemente vendute e consumate.

Il latte di soia è la bevanda con maggiore contenuto di proteine rispetto alle altre, con circa 7-12 grammi di proteine per porzione. Inoltre, contiene fitonutrienti chiamati isoflavoni, noti antitumorali. L’unico lato negativo, a parte il sapore che potrebbe ricordare quello dei fagioli o dei legumi in generale (essendo la soia un legume!), è il fatto che la bevanda di soia contiene anche quelli che comunemente vengono definiti “anti-nutrienti”, come l’acido fitico, che possono rendere difficoltoso per l’organismo assorbire e digerire diverse vitamine e minerali.

Il latte di mandorle è una bevanda con poche calorie (circa 36 kcal per porzione), ricco di acidi grassi monoinsaturi. Gli acidi grassi monoinsaturi sono dei grassi “buoni”, in quanto è stato dimostrato che hanno la capoacità di ridurre il colesterolo cattivo LDL. Tuttavia, il latte di mandorle è povero di proteine e di carboidrati e, quindi, non risulta essere un bilanciato sostituitivo del latte.

Il latte di riso contiene in generale più carboidrati rispetto al latte di mucca, ma non contiene lattosio e colesterolo. E’ più ricca di calorie (circa 130 kcal per porzione). L’apporto di calcio e proteine è ridotto, tuttavia tra gli scaffali del supermercato è comune trovare latte di riso già integrato con calcio, proteine e anche vitamine e ferro. Tra tutti i tipi di latte vegetale è il meno grasso e contiene fibre, vitamina A, B, D e minerali.

Il latte di cocco, dal gusto esotico e dissetante, comporta aumenti del colesterolo buono HDL e la riduzione del colesterolo cattivo LDL ed è poco calorico. Tuttavia, il latte di cocco non fornisce al nostro organismo nessun tipo di proteina.

Quale latte è il migliore?

Se il latte di mucca non ti crea nessun problema dal punto di vista salutistico o etico, puoi benissimo continuare ad utilizzarlo, non solo a colazione ma in ogni tipo di piatto o ricetta ti venga in mente.

Come ti ho spiegato, il latte di origine animale è la bevanda nutrizionalmente più completa. Se, tuttavia, hai dei dubbi o noti dei problemi dopo la sua assunzione, rivolgiti al tuo medico di famiglia ed esponigli il tuo problema. Se decidi per qualsiasi ragione di abbandonare il latte di mucca in favore delle bevande vegetali, è importante che ti avvicini a questa nuova tipologia di alimenti in maniera consapevole, attraverso la scoperta delle caratteristiche organolettiche, degli ingredienti e della rispettiva etichetta nutrizionale. Sappi, ad ogni modo, che non sei solo.

In Italia sono circa 12 milioni le persone che consumano regolarmente bevande vegetali (5% in più del 2017) e sono aumentate a dismisura le tipologie e varietà di ricette in cui tali bevande possono essere utilizzate. In commercio esistono oggi anche piatti già pronti a base di soia, riso o avena. Tale categoria è in generale apprezzata maggiormente da consumatori di età compresa tra i 25 e i 54 anni, con una fascia di reddito medio-alta.

Ebbene sì: il latte di soia o di riso sono più costosi rispetto al latte di mucca, e non è una novità, anche se ultimamente la concorrenza nella loro produzione ha registrato una lieve diminuzione nei prezzi di vendita. Considera, inoltre, quando metti mano al portafogli, che l’IVA sul latte vaccino è al 4% mentre l’IVA sulle bevande vegetali è al 22%. Sono molte le associazioni di categoria che da anni fanno battaglia proponendo l’abbassamento dell’imposta su tali tipologie di bevande, ma per adesso tutto è fermo.

Motivazioni etiche?

Se scegli di passare dal latte di mucca alle bevande vegetali per motivi etici legati allo sfruttamento degli animali o all’inquinamento, saprai sicuramente che i principali impatti ambientali dell’allevamento della mucca da latte riguardano il rilascio di inquinanti nelle acque e nell’aria e il consumo di risorse come l’acqua e il suolo.

Uno dei principali impatti ambientali riguarda le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra. I gas ad effetto serra sono indicati come la principale causa del surriscaldamento della terra. Il metano è il principale gas serra emesso dagli allevamenti ed è prodotto dalle fermentazioni ruminali e da quelle delle deiezioni delle mucche. Il protossido di azoto, anche questo un gas serra, viene emesso dal letame e a seguito della concimazione organica e minerale dei campi. Per non parlare dell’anidride carbonica emessa dal consumo di energia elettrica e di carburante necessari per il mantenimento delle stalle e per le operazioni relative alle colture che andranno ad alimentare le mucche.

Saprai anche che le mucche da latte vengono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre una maggiore quantità di latte. Dall’età di due anni, trascorrono circa nove mesi in gravidanza ogni anno e, subito dopo la nascita, i vitelli sono strappati dalla madre perché non bevano il suo latte prodotto. La mucca viene allora munta per diversi mesi nei quali sarà costretta a produrre una quantità di latte dieci volte superiore a quella che avrebbe prodotto naturalmente.

 E’ importante che tu sappia anche che la mucca da latte viene nutrita prima e durante questo periodo con proteine molto concentrata e con ormoni, necessari per una maggiore crescita dell’animale ai fini del successivo macello.


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