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Richiesta accesso filmati videosorveglianza condominio

17 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2018



Abiti in condominio e scopri, rincasando, che dei ladri sono entrati nella tua proprietà. Se sei fortunato e lo stabile possiede la videosorveglianza hai diritto a richiedere le registrazioni.

Nel condominio, nella generalità dei casi, qualunque situazione può diventare motivo di inizio dispute e di dissidio. Ma quando entriamo nel campo del delicato rapporto tra privacy e sicurezza, la miccia diventa ancora più facilmente infiammabile. Infatti, è evidente che chi preferirà tutelare la riservatezza sarà contrario alla installazione di un sistema di videosorveglianza. Mentre chi avrà a cuore la sicurezza, più della propria privacy, lotterà per un sistema di controllo. Inoltre, non sempre la normativa è stata chiara nè è stato semplice comprendere il limite in cui termina il diritto dell’uno alla riservatezza dei propri spazi ed inizia quello dell’altro alla sicurezza e tranquillità dei locali condominiali. E così la bilancia della scelta, tra l’installazione o meno di un sistema di videosicurezza, oscilla tra l’una e l’altra esigenza a seconda delle necessità. Ad esempio, sarà più facile che prevalga il consenso dei condòmini alla installazione di un sistema di videosorveglianza laddove lo stabile in cui si vive è stato teatro di danneggiamenti, a parti comuni o privati, oppure di furti o, ancora, di imbrattamenti. Mentre, vincerà la parte favorevole alla “riservatezza” là dove, alla fine dei conti, non ci sono reali problemi di sicurezza ed è garantita, in altri modi, la protezione di cose e persone. Ma si solleva un dubbio lecito, in caso di necessità, sul se e sul come poter accedere alle immagini od ai filmati della videosorveglianza nell’ipotesi in cui il sistema di controllo esista e si sia verificato un evento che rende indispensabile poter visionare quanto registrato dalle camere. Ed allora vediamo come si effettua la richiesta accesso filmati di videosorveglianza condominio ed in quali casi l’amministratore deve permettere la visione o l’acquisizione di immagini o di registrazioni. Lo scopriremo assieme, dopo aver compreso tutto ciò che ci è utile in materia e, soprattutto, dopo aver capito che natura hanno le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza.

La videosorveglianza nel condominio

Prima della riforma del condominio, avvenuta con una legge entrata in vigore il 18 giugno 2013, non era affatto chiaro come, all’interno di una compagine condominiale, si potesse deliberare l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Tramite  l’introduzione di una norma specifica [1], ad opera della riforma del condominio, si sono superati i dubbi ed oggi è fatto notorio (fatto conosciuti da tutti) che sia possibile, in assemblea, decidere legittimamente di installare un sistema di videocamere sulle parti comuni dell’edificio condominiale con un numero di voti che rappresenti, nel contempo, la maggioranza degli intervenuti nella riunione condominiale (50% + 1 dei presenti) e la metà del valore dell’edificio (quindi almeno 500 millesimi sui 1000 totali).

È incontestabile che dalla normativa di settore è consentito al condominio di installare un sistema di videosorveglianza se lo scopo dell’opera è quello di preservare la sicurezza di persone e di cose da reali situazioni di pericolo e, preferibilmente, dopo aver verificato che l’utilizzo di altre misure di precauzione o di sicurezza non risultano adeguate né sufficienti. Ma l’assunzione di una delibera di autorizzazione alla installazione delle telecamere nello stabile è solo il primo step da rispettare, affinché non vi sia la violazione della legge e, dunque, dei diritti altrui. Infatti, il condominio, per il tramite del proprio amministratore, deve anche provvedere:

  • ad informare i terzi dell’esistenza del sistema di videosorveglianza nello stabile, anche utilizzando il “modello” predisposto dallo stesso Garante della privacy (e reperibile sul sito). E ciò si effettua, generalmente, con l’uso di cartelli che preavvisano coloro che stanno per entrare nel raggio di ripresa del videocontrollo del fatto che saranno sotto la lente di osservazione delle videocamere di sicurezza. Va da sé che i cartelli andranno posizionati prima dell’accesso al campo di videoripresa ed in modo tale da essere visibili e leggibili in ogni condizione di luce, dunque, anche nelle ore notturne ove l’impianto funzioni pure di sera;
  • a fornire, a coloro che saranno oggetto di videoripresa, una informativa breve (contenuta nel cartelli) come i dati identificativi del titolare del trattamento dei dati, che nel caso di specie è il condominio, e del responsabile, che nella maggior parte dei casi sarà l’amministratore; le finalità del sistema di videosorveglianza, che saranno costituite da motivi di sicurezza in favore delle persone e degli immobili, privati e condominiali;
  • a fornire, a coloro che vorranno approfondirne la conoscenza, una informativa lunga e completa (cioè, contenente tutte le notizie che la legge prescrive), che sarà detenuta dall’amministratore e messa a disposizione di chiunque presso il suo studio;
  • affinché le videocamere riprendano solo gli spazi comuni condominiali come le scale ed i pianerottoli, escludendo i cancelli di ingresso ed i portoni;
  • a fare attenzione che, in caso di presenza di servizio di portineria, l’impianto rispetti la normativa a tutela dei lavoratori, così come in caso di presenza (ad esempio) di manutentori, ditte di pulizia e così via dicendo;
  • a rimanere nei limiti dei princìpi di liceità, necessità, finalità e proporzionalità nell’uso del sistema di videoriproduzione;
  • a nominare gli incaricati della visualizzazione delle immagini registrate, i quali saranno gli unici soggetti autorizzati ad entrare nei locali protetti, non accessibili a terzi estranei -ove è posizionato il monitor ed il dvr del sistema di videosorveglianza-, a visionare le immagini accedendo al server con password ed User ID (cioè, identificativo dell’addetto) ed a copiarle –ove necessario- su supporti in caso di richiesta da parte della Autorità Pubblica (magistrati, forze dell’ordine ecc.) o di chi ne avesse diritto;
  • a predisporre tutte le precauzioni atte a ridurre al minimo i rischi di perdita, distruzione o di accesso non autorizzato ai dati, tutelando il “frutto” della videosorveglianza, vale a dire le immagini e le registrazioni della stessa.

Tutte quelle che apparentemente possono sembrare delle regole farraginose, in realtà, sono i pilastri della tutela della privacy nel contemperamento con la tutela della protezione di cose e persone, cui è deputata la videosorveglianza.

Conservazione immagini

Ho subìto un furto oggi: entro quando devo avanzare istanza per vedere od acquisire le immagini del sistema di videosorveglianza al fine di identificare i responsabili? Ecco, in linea generale, le immagini possono essere conservate dal condominio per un tempo limitato e parametrato al loro scopo. Vale a dire, nella generalità dei casi, a 24/48 ore, fatte salve le ipotesi particolari che richiedono un tempo maggiore di conservazione come nei casi di festività oppure di richiesta da parte di una pubblica autorità ecc.

Nel caso di adozione di un tempo di conservazione superiore a sette giorni, il condominio deve farsi carico di presentare una verifica preliminare al Garante stesso. Infatti, non dobbiamo dimenticare che la normativa sulla privacy ha l’obiettivo di tutelare i diritti e le libertà fondamentali come quello alla vita privata. Una volta decorso il tempo massimo di registrazione, le immagini saranno cancellate o sovrascritte dalle nuove registrazioni.

Natura giuridica delle immagini catturate dalla videosorveglianza

Indipendentemente dal fatto che l’impianto di videosorveglianza abbia o meno un sistema di registrazione, secondo la legge questa attività comporta la raccolta ed il trattamento di un “dato personale”, cioè, dell’immagine altrui.

Non si deve dimenticare, cioè, che la raccolta, la registrazione, l’utilizzo e la conservazione di immagini attraverso un sistema di videosorveglianza configura “trattamento di dati personali” che, in quanto tali, richiedono il rispetto dei princìpi del Codice della privacy [2]. Ecco perché, ad esempio, anche il gioielliere o l’ufficio postale o la banca che installano impianti di videosorveglianza nei propri locali, per evidenti motivi di sicurezza contro furti o rapine o la sicurezza degli utenti, debbono rispettare le norme sulla privacy, come l’informativa al cliente, prima che lo stesso acceda nel negozio o nei locali, che ivi sarà video ripreso. E ciò anche se le immagini non sono videoregistrate e conservate per 24/48 ore ma solo per pochissime ore mediante impianti definiti “a circuito chiuso”, cioè, che non registrano né conservano le immagini, permettendo solo una visione in tempo reale dei fatti che accadono nei locali.

Quindi, poiché dalla normativa sono definiti “dati personali” tutte e qualsiasi informazione che riguarda una persona fisica identificata o identificabile, direttamente od indirettamente, anche le immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza sono considerate dalla legge dati personali e, come tali, sottoposti alla disciplina della normativa sulla privacy.

Accesso alle immagini della videosorveglianza

Da quanto appena detto, discende che si può avere accesso alle immagini in tutti i casi in cui è possibile avere accesso ai propri dati personali. Ma con qualche precauzione in più, considerato che, nel caso di specie, nelle registrazioni sarà inevitabile che, assieme alle immagini della propria persona, potrebbero esserci anche quelle di altri soggetti. Ecco perché gli stessi incaricati alla videosorveglianza potranno accedere alle registrazioni, per permettere al condomino o a chi ne ha diritto la visione o l’estrapolazione di immagini o riprese, solo se sono rispettate queste regole:

  • l’accesso deve avvenire sotto il controllo del responsabile o dell’incaricato del trattamento dei dati;
  • è permesso accedere alle immagini solo in presenza di reati o di situazioni gravi, come furti, rapine, danneggiamenti ad immobili privati o a parti comuni;
  • deve essere stata fornita all’amministratore la prova della ricezione, da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza, di denuncia o di querela;
  • deve essere stata presentata all’amministratore una specifica richiesta scritta.

Per facilitare la redazione della richiesta di accesso alle videoregistrazioni, di seguito viene riportato un facsimile da adattare al caso di specie.

Spett.le Condominio “via delle Rose Ribelli n. 999”

In persona dell’amministratore p.t. Sig. Rosario Allegro

Via Spine Noncenesono

CAP – Città

[Indirizzo reale e completo del destinatario]

A mezzo racc. A/R [oppure P.E.C.]

Oggetto: richiesta di accesso a registrazioni del sistema di videosorveglianza condominiale.

Il sottoscritto …………. (Codice Fiscale ………….) nato a …………. il …………. e residente a …………. in via …………. n. … con la presente evince brevemente quanto segue,

PREMESSO CHE

– in data …………. è stato vittima/ha subìto/ha assistito agli eventi di seguito meglio specificati;

– è a conoscenza/è verosimile che detta vicenda è/sia stata ripresa dal sistema di videosorveglianza del condominio e che le registrazioni sono conservate da un minimo di 24/48 ore sino a sette giorni;

– è necessario acquisire le immagini/le registrazioni per fini di legge e che, qualora entro i termini suindicati al Responsabile del trattamento dei dati pervenga dettagliata e motivata istanza di accesso alle videoregistrazioni per reati o fatti gravi, lo stesso è tenuto a salvarle al fine di metterle a disposizione delle Autorità davanti alle quali è stata presentata denuncia e/o querela;

ACCERTATO CHE

– le registrazioni raccolte sono afferenti allo scrivente;

– la fascia oraria dell’accadimento del giorno  …………. è orientativamente tra le ore ………….  e le ore  ………….;

– …………. [altro];

CHIEDE CHE

– le videoregistrazioni relative al suindicato giorno, dalle ore …………. alle ore …………., vengano integralmente consegnate alla seguente Autorità procedente ………….;

– [oppure] le videoregistrazioni relative al suindicato giorno, orientativamente dalle ore …………. alle ore ………….siano consegnate allo scrivente, rendendo incomprensibili eventuali dati riferiti a terze persone identificate od identificabili.

Si rimane a disposizione per qualunque ulteriore necessità, precisando che lo scrivente è rintracciabile ai seguenti recapiti: numero fisso …………., numero mobile …………., indirizzo …………., posta elettronica …………., posta elettronica certificata ………….

Si allegano alla presente: 1) copia della denuncia/querela, in ordine alla quale Lei dovrà garantire il massimo riserbo; 2) copia del proprio documento di identità.

Attendendo Suo cortese e sollecito riscontro scritto, porge distinti saluti.

[Luogo e data]

[Sottoscrizione]

note

[1] Art. 1222 ter cod. civ. ; L. n. 220/2012.

[2] Codice della privacy, D. Lgs. n. 196 del 2003, aggiornato con le modifiche apportate dal decreto di adeguamento al GDPR, D. Lgs. n. 101 del 2018.


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1 Commento

  1. Buongiorno gradirei sapere se un condomino può richiedere le immagini della video sorveglianza condominiale solo perchè avrebbe rivenuto nella propria cassetta postale dei mozziconi di sigaretta e cose varie. Al riguardo ha presentato un esposto ai Carabinieri e inviato la richiesta all’amministratore del condominio. Inoltre le spese di vacazione dell’amministratore e della ditta preposta all’eventuale estrapolazione dei filmati è sempre a carico del condomino che ha presentato l’esposto? Grazie e cordiali saluti Giacobbe Lioi

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