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Separazione dei beni: vantaggi

17 Ott 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Ott 2018



Quando e dove bisogna decidere di tenere i patrimoni divisi. Che cosa comporta in caso di debiti, divorzio, eredità o pensione di reversibilità.

Stai per sposarti e non hai ancora deciso, insieme al tuo partner, quale regime fiscale adottare. Sia che tu viva ancora con la tua famiglia sia che abbiate avuto come fidanzati un periodo di convivenza, finora quello che è tuo appartiene solo a te mentre quello che è dell’altra persona è rimasto di sua proprietà. Ora si tratta di decidere se, dal momento in cui vi sposerete, vorrete che le cose rimangano in questo modo oppure che ogni mattone, ogni singolo oggetto che verrà acquistato dopo il matrimonio appartenga ad entrambi al 50%. Insomma, devi valutare quali sono i vantaggi della separazione dei beni e quali sono le cose che potrebbero portarvi verso la comunione dei beni. In altre parole, quando conviene che a ciascuno rimanga il suo e quando, invece, interessa condividere la proprietà di tutto ciò che arriva dopo il sì in Comune o in chiesa.

La scelta della separazione dei beni viene fatta, di solito, per motivi di interesse economico della coppia e non del singolo. Nel senso che non viene vista (non sempre, almeno) come un segnale di scarsa fiducia nell’altro («se poi va male, mi porta via metà di quel che è mio») ma come una tutela dei due patrimoni, di quello del marito e di quello della moglie.

È interessante anche chiedersi se la separazione dei beni comporta degli svantaggi riguardo la pensione di reversibilità in caso di morte di uno dei coniugi. Non avere la comunione dei beni significa non poter prendere la pensione del marito o della moglie dopo il suo decesso? E ancora: che succede con l’eredità? Cambia qualcosa per il fatto che ciascuno ha intestato a sé le sue proprietà? E in caso di divorzio? La separazione dei beni può essere un vantaggio o uno svantaggio quando il matrimonio finisce?

Separazione dei beni: che cos’è?

Il regime di separazione dei beni tra i coniugi è quello che consente a marito e moglie di mantenere l’esclusiva titolarità di ciò che ciascuno di loro acquista dopo il matrimonio. Verrà diviso al 50%, invece, ciò che si creerà insieme.

Ad esempio: se entrambi contribuiscono allo stesso modo all’acquisto di una casa, l’immobile sarà di proprietà di tutti e due nella stessa misura. Se, però, il marito si compra un pianoforte e la moglie un mobile di pregio, lo strumento musicale resterà di esclusiva proprietà di lui mentre la titolarità del mobile spetterà soltanto a lei. Ciò non vuol dire che lei non possa suonare il piano o che lui non possa utilizzare il mobile: vuol dire, però, che ciascuno di loro potrà disporre in qualsiasi momento ed in maniera autonoma di rivenderlo ad un certo punto, con o senza il consenso dell’altro. E che, in caso di separazione, non dovranno dividere il valore di quei beni ma ognuno porterà a casa sua ciò che ha acquistato da solo.

A meno che il pianoforte o il mobile di pregio non sia stato successivamente cointestato. È possibile farlo dichiarando esplicitamente questa decisione all’atto d’acquisto e indicando la quota di comproprietà che viene assegnata.

Tuttavia, la separazione dei beni non esime ai coniugi delle loro responsabilità verso il nucleo familiare: è previsto per entrambi l’obbligo di contribuire in modo proporzionale alle loro possibilità alle spese per soddisfare le necessità della famiglia.

Separazione dei beni: quando e dove va fatta?

La separazione dei beni può essere fatta prima, durante o dopo il matrimonio, che si tratti di un’unione celebrata in Comune o in chiesa. Pertanto, se non viene espressa alcuna volontà esplicita vigerà il regime di comunione dei beni.

È possibile optare per questa scelta prima della cerimonia attraverso un atto da sottoscrivere davanti al notaio ed in presenza di testimoni. È altrettanto possibile farlo al momento della celebrazione delle nozze: al termine della cerimonia, infatti, l’ufficiale di stato civile oppure il sacerdote riporteranno la decisione sull’atto di matrimonio.

Infine, si può fare la separazione dei beni anche dopo il matrimonio, abbandonando il regime patrimoniale della comunione dei beni. Occorrerà, anche in questo caso, rivolgersi ad un notaio.

Separazione dei beni: quali vantaggi?

Quando conviene a due coniugi scegliere la separazione dei beni? I principali vantaggi che comporta questa scelta sono di tipo «pratico», nel senso che, ad esempio, in questo modo è possibile gestire autonomamente ed in tempi più brevi il proprio patrimonio senza che venga richiesta ogni volta la doppia firma.

La separazione dei beni, inoltre, «blinda» i beni di uno dei coniugi quando l’altro ha un debito. Poniamo il caso, ad esempio, del marito che non ha pagato le tasse o che deve dei soldi a terzi. Il patrimonio della moglie è al sicuro in quando non è accattabile. Così, se uno dei due ha un’attività commerciale si può intestare la casa all’altro in modo tale da evitare il pignoramento.

A proposito di abitazione, un altro vantaggio della separazione dei beni è quello di possedere due immobili (uno a testa) e di godere entrambi delle agevolazioni previste per la prima casa.

Ovviamente, uno quando si sposa non pensa al vantaggio che può avere dalla separazione dei beni in caso di divorzio, perché si augura che ciò non succeda mai. Ma se proprio dovesse capitare che il matrimonio salta per aria, non avere la comunione dei beni significa non avere la necessità di dividere tutto ciò che è stato acquistato dopo le nozze.  Se ci sono dei figli e la casa risulta di proprietà di entrambi, l’immobile verrà comunque assegnato al genitore a cui vengono affidati i ragazzi.

Non ci sono, infine, dei problemi a prendere la pensione di reversibilità dell’altro coniuge quanto quest’ultimo viene a mancare. Così come la separazione dei beni non influisce sulle dinamiche che riguardano l’eredità.


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Autore immagine: Pixabay.com


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