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Come combattere l’emozione

10 ottobre 2018


Come combattere l’emozione

> Cultura e società Pubblicato il 10 ottobre 2018



Preservare la nostra calma, in situazioni che ci colpiscono veramente, è molto difficile. Come si possono gestire le proprie suggestioni senza lasciarsi trasportare? Leggi l’articolo!

Tutti sono pervasi dalle proprie emozioni. Un momento di rabbia con conseguenze devastanti, l’angoscia che paralizza, l’ansia che genera sofferenza: sono solo alcuni esempi delle nostre trepidazioni. Prima di addentrarci ulteriormente, definiamo cosa è un’emozione. Un’emozione è una reazione che coinvolge il nostro corpo e la nostra mente a causa di stimoli esterni o interni. Può essere positiva o negativa, può incidere sul corpo o sul comportamento. Le emozioni primarie o fondamentali sono comuni agli uomini, ai bambini, agli animali e sono legate alla sopravvivenza: gioia, tristezza, paura, rabbia. Le emozioni complesse sono legate alla società e alla cultura: vergogna, invidia, gelosia, ecc. L’intensità, la forza, l’importanza delle emozioni sono legate all’esperienza di ciascuno di noi. Nessuno, a fronte di un vissuto simile, avrà la medesima sensazione. In alcune circostanze siamo padroni di noi stessi, altre volte ci blocchiamo. Le nostre reazioni sono collegate alla nostra storia, alle esperienze passate (in modo più o meno inconscio) e suscitano in noi emozioni incontrollabili. Quante volte siamo incappati in situazioni in cui l’emozione ci ha sopraffatto? Un esame all’università, un colloquio di lavoro, una competizione sportiva? La mancanza di controllo ci limita notevolmente. Le emozioni, tuttavia, colorano la nostra vita, aumentano la creatività e costituiscono energia. Se sappiamo gestirle adeguatamente possono diventare nostre alleate. Scopri come combattere l’emozione, imparando a controllarla.

Cammina

Sembra banale, ma non lo è. Camminare aiuta a sgomberare la mente, non provoca frenesia, aiuta a rilassarti, rimanendo presente a te stesso. Puoi decidere tu quando aumentare il passo o quando diminuirlo. Camminare è l’esercizio più facile per una persona perché è il movimento più naturale che esista. Il consiglio è di camminare mezz’ora ogni giorno, focalizzando l’avvenimento che risulta più stressante per te. Passo dopo passo, immagina l’evento che più ti turba, trasformandolo in una sorta di film. Durante le sequenze, trasforma l’emozione negativa in una piena riuscita della tua performance. Vedrai che quando il momento immaginato si trasformerà in realtà, la tua mente e il tuo corpo saranno già pronti e tu sarai in grado di gestire l’emozione.

Sii consapevole

Se stai lottando contro un’emozione specifica (ad esempio, rabbia), impara a distinguere la circostanza che la innesca. Se non sopporti i rimproveri del capo e la rabbia sale, frenala finché sei in tempo. Isola l’emozione, respira a fondo, conta fino a venti. Devi capire fino in fondo cosa ti irrita maggiormente del rimprovero. Non ti senti apprezzato? Non ti senti rispettato? Riconosci che non è vero, che il tuo capo sbotta perché sta passando un pessimo periodo. In questo modo, l’emozione non prevale e tu dimostri di essere una persona ragionevole ed assennata.

Scrivi

Alla sera, dedica del tempo a te stesso, annotando su un diario le emozioni della giornata. Poniti delle domande, ad esempio: <<Perché oggi ho reagito così alla provocazione di Giulio?>>. Scava dentro di te, non mantenerti in superficie. Spezzando l’evento in una sequenza temporale (prima, durante, dopo), comprenderai appieno i pensieri che hanno condotto alla reazione. Una volta giunto a questo punto, devi chiedere a te stesso un’azione positiva per contrastare la negativa.  Scrivere aiuta a focalizzare con cura: è un vero toccasana, se fatto con dedizione e con metodicità.

Sviluppa la fiducia in te stesso

La fiducia in sé stessi è uno dei pilastri su cui fonda il successo nella vita. La mancanza di tale caratteristica è penalizzante, specialmente per una persona sensibile. Un’osservazione fatta da qualcuno, potrebbe trasformarsi in un’emozione violenta, specie se si tratta di una situazione avversa. Una buona dose di autostima è necessaria quando sei alle prese con le emozioni che ti travolgono. Quando realizzi un piccolo successo, gratificati. Sii conscio delle tue capacità e non abbatterti in continuazione. Se fai un errore, non rimproverarti per l’intera giornata. Affronta la situazione, chiarisci il motivo dello sbaglio e procedi. Se invece hai raggiunto un obiettivo, seppur piccolo, complimentati con te stesso.

Sorridi

Ti svegli triste? Sorridi allo specchio. Sei arrabbiato? Sforzati di sorridere. Sei stressato? Un sorriso genuino risveglia sensazioni positive. Se stai sorridendo è impossibile fisiologicamente avere cattivi sentimenti. Un sorriso è magia. Prova a sorridere più spesso, mantieni un atteggiamento positivo nei confronti dell’esistenza. Le persone intorno a te si accorgeranno del cambiamento e ricambieranno con altrettanto entusiasmo.

Crea il tuo mantra

Il mantra è una formula sacra che viene ripetuta molte volte come pratica meditativa e viene utilizzata dagli appartenenti all’induismo ed al buddismo. Non occorre che tu ti converta ad altre religioni! Cerca una parola o una breve frase che possano aiutarti a prendere coscienza delle tue emozioni. C’è chi utilizza un termine legato alla natura, come “cielo” o “stella” o “luna”. C’è chi impara un proverbio a memoria. C’è chi ripete una poesia imparata da bambino. Quando sei consapevole di ciò che sta accadendo, impari a riconoscere ciò che innesca la reazione emotiva. Diventerai così esperto sulla gestione dell’emozione e potrai decidere se lasciarti travolgere o meno da essa.

Pratica il training autogeno

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisiologico sviluppata negli anni Trenta dallo psichiatra tedesco Schultz. Aiuta a controllare lo stress, riduce l’ansia, produce benessere psicofisico. Il primo esercizio consiste nel distendere la muscolatura scheletrica (si deve immaginare che il corpo diventi pesante). Il secondo esercizio consta nel rilassamento dell’apparato vascolare (si deve indurre il corpo al calore, per realizzare una vasodilatazione dell’apparato periferico). Il terzo esercizio aiuta a regolare l’attività cardiaca (il cuore deve battere regolarmente, al fine di tranquillizzare la persona). Il quarto esercizio riguarda uno stato di calma dovuta alla regolazione del respiro (il respiro deve diventare profondo per non far affiorare pensieri che possono infastidire). Il quinto esercizio si basa sul controllo del plesso solare, localizzato all’altezza del diaframma appena sotto lo sterno (calore e distensione del plesso conducono al benessere degli organi interni e dell’addome). Il sesto esercizio induce l’individuo a percepire la sensazione della mente fresca (per creare una leggerissima vasocostrizione della zona encefalica). Il training autogeno, utile anche per favorire il sonno e come coadiuvante nel miglioramento delle prestazioni sportive, ha però alcune controindicazioni. Non è consigliato in caso di depressione ed episodi psicotici. In caso di infarto recente (ultimi sei mesi) è controindicato. Le donne in stato di gravidanza devono praticarlo con attenzione. Data l’importanza della tecnica del training autogeno, si consiglia sempre di rivolgersi ad un medico specializzato, prima di praticarlo costantemente.

Controlla la fame nervosa

Quante volte hai mangiato un cibo particolare dopo aver vissuto un episodio di emozione incredibile, per sfogare la rabbia, per sentirti meno triste, per cercare di annullare il dolore? Devi innanzitutto saper riconoscere la tipologia di fame. Quando hai voglia di mangiare, fermati un secondo e chiediti se hai fame veramente. A volte si mangia compulsivamente per noia, per sentirsi meno malinconici, per solitudine. Per evitare gli attacchi di fame nervosa, prova a spezzare l’abitudine che ti conduce fino a lì. Ad esempio, se sei abituato a divorare un sacchetto di patatine sul divano, davanti alla televisione, durante la serata, prova a sederti sulla sedia. Diventerà un piccolo cambiamento di consuetudine e tu sarai consapevole di ciò che stai facendo. Non vietarti i cibi, è controproducente. Limita piuttosto la quantità. Eccedere nel cibo o porre delle restrizioni incredibili sono due comportamenti sbagliati. Impara a comprendere qual è l’alimento che ti conforta (ad esempio, il cioccolato) e riconosci qual è l’emozione che ti induce a mangiarlo in modo compulsivo. Rifletti se è veramente necessario ricorrere a quel cibo. Se non riesci a farne a meno, impara a controllare la quantità (ad esempio, invece di tuffarti sull’intera confezione, assapora due tavolette di cioccolato). Controllando la fame nervosa, saprai anche gestire l’emozione che l’ha scatenata.

Prova i fiori di Bach

I fiori di Bach (medico britannico nato nel 1886) sono una terapia della medicina olistica basata sull’utilizzo di 38 rimedi derivanti dai fiori. I principali stati d’animo che essi contrastano sono: paura, inquietudine, indecisione, indifferenza, scoraggiamento, debolezza, impazienza, orgoglio, disperazione, solitudine, stanchezza, preoccupazione. Il terapeuta, a seguito di un colloquio approfondito con il paziente, miscela i rimedi in una boccetta da 30 ml. (contenente una soluzione di acqua o di brandy o di aceto di mele). La posologia generalmente consta di quattro gocce, per quattro volte al giorno, per un totale di ventun giorni. Sarà il terapeuta, in ogni caso, ad indicare esattamente il rimedio o i rimedi adatti al paziente ed a definire posologia e durata della cura.

Estremo rimedio: i farmaci

Ahimè si, se le emozioni dilagano e tu non sai gestirle correttamente, se esse ti stanno procurando un malessere così grave da limitare la tua esistenza, devi rivolgerti ad uno specialista, psicologo o psichiatra. Solo ed esclusivamente un medico ti potrà aiutare nel cammino della consapevolezza, attraverso metodi di cura specifici. Non assumere il farmaco che ti ha consigliato l’amico o che hai visto sul web. Se la tua vita è così complicata dalle emozioni, significa che necessiti di un sostegno da un professionista in grado di aiutarti. L’emozione non rappresenta un ostacolo, è ciò che suscita in noi la fonte delle difficoltà. Per gestire le emozioni, servono costanza, concentrazione interiore, vigilanza. Se sapremo guidare le nostre tendenze, al fine di raggiungere la piena realizzazione di noi stessi, proveremo molta soddisfazione che si trasformerà in gioia!

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