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Infarto: quali sono i segni e come prevenirlo

27 novembre 2018 | Autore: LORENZO COSENTINO


Infarto: quali sono i segni e come prevenirlo

> Salute e benessere Pubblicato il 27 novembre 2018



Infarto: tutto quello che devi sapere per proteggerti dalla malattia che rappresenta la prima causa di morte nel mondo.

Hai paura di avere un infarto? Le malattie cardiovascolari sono ormai diventate da lungo tempo la prima causa di morte nel mondo. La prevenzione riveste un ruolo cruciale nella riduzione dell’incidenza e della mortalità di queste malattie, infatti sono molti gli sforzi effettuati in questa direzione a livello mondiale dalle varie società cardiologiche (ad esempio la American Heart Association). Nonostante i progressi ottenuti, soprattutto per quanto riguarda le nuove armi terapeutiche a nostra disposizione (ad esempio le nuove tecniche di angioplastica percutanea), siamo ben lontani dall’avere sotto controllo il fenomeno delle malattie cardiovascolari. L’infarto, dunque, è un problema importante a livello socioculturale e ha un forte impatto nella cultura di massa. È importante essere informati sull’infarto: quali sono i segni e come prevenirlo?. In questo articolo cercherò di chiarire i tuoi dubbi al riguardo.

Cos’è l’infarto?

L’infarto si definisce come la lesione di un organo dovuta all’interruzione del flusso di sangue normale (ischemia). In particolare, quello di cui parleremo in questo articolo è l’infarto del miocardio (cuore) che è quello più diffuso. L’infarto del miocardio è quindi la morte di alcune cellule cardiache dovuta all’interruzione improvvisa del flusso di sangue che le sostiene.

Quali sono le cause?

Il cuore è irrorato dalle arterie coronarie. Di conseguenza, per produrre l’infarto deve esserci un’occlusione di queste arterie in grado di determinare l’ischemia. Le cause più comuni di occlusione delle arterie coronarie sono la trombosi, l’embolia e il vasospasmo.

  • La trombosi è la causa in assoluto più comune di infarto. Essa consiste nella formazione di un coagulo all’interno di un’arteria coronaria che impedisce il normale flusso di sangue causando ischemia. La trombosi di solito si forma a partire dalle placche di aterosclerosi che quinidi rappresenta un fattore di rischio molto importante per lo sviluppo di un infarto;
  • L’embolia è una causa meno comune. Essa consiste nella presenza di un coagulo nell’arteria coronaria ma che si differenzia dal trombo perché si è formato in un’altra sede e si è poi spostato nella coronaria. Tuttavia gli effetti sono gli stessi della trombosi e l’infarto che si avrà è dello stesso tipo;
  • Il vasospasmo è poco comune. Esso è la brusca contrazione della parete delle arterie coronarie che non permette al sangue di circolare. Un vasospasmo può essere spesso dovuto all’assunzione di droghe pesanti come la cocaina.

Indipendentemente dalla causa dell’occlusione, ciò che causa l’infarto è una differenza tra domanda e offerta di ossigeno: il cuore ha bisogno di una certa quota di ossigeno per funzionare e rimanere vitale (domanda) e questa quota di ossigeno viene portata normalmente dal flusso sanguigno (offerta).

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio dell’infarto e in generale delle malattie cardiovascolari sono molti:

  • età: l’età avanzata è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Gli studi dimostrano un’incidenza di infarto che è particolarmente elevata soprattutto dopo il superamento dei 65 anni di età. Le persone di sesso femminile tendono a sviluppare l’infarto più tardi e durante l’età fertile sono più protette probabilmente grazie alla funzione di alcuni ormoni;
  • sesso: le persone di sesso maschile hanno un maggior rischio di sviluppare l’infarto. Tuttavia le persone di sesso femminile che vengono colpite dall’infarto hanno tendenzialmente una mortalità più alta per cause non ancora del tutto definite;
  • ipertensione: la pressione alta è uno dei fattori di rischio più importanti e deve essere assolutamente tenuta sotto controllo. È in grado di causare l’infarto perché tende a danneggiare la parete delle arterie coronarie (favorendo la trombosi) e favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche che sono alla base della maggior parte degli infarti;
  • diabete: il diabete mellito è una malattia caratterizzata dalla presenza di quantità elevate di glucosio nel sangue. A lungo andare, questi livelli elevati di zuccheri nel sangue causano un aumento dell’attività procoagulante e una disfunzione della parete delle arterie che favoriscono la trombosi e l’aterosclerosi. Proprio per questo motivo, la principale causa di morte nei soggetti diabetici è proprio l’infarto;
  • obesità: l’eccessiva quantità di grasso corporeo contribuisce all’insorgenza dell’infarto perché favorisce lo sviluppo del diabete e perché causa la presenza di uno stato infiammatorio generale che danneggia le arterie coronarie;
  • fumo: il fumo di sigaretta è un nemico non solo per i polmoni ma anche per il cuore. Esso è causa di aterosclerosi accelerata, di infiammazione e di ipertensione;
  • colesterolo: l’ipercolesterolemia (elevati livelli di colesterolo nel sangue) è uno dei fattori di rischio più importanti perché le placche aterosclerotiche si formano proprio perché il colesterolo si deposita nella parete delle arterie causandone la lenta occlusione;
  • aterosclerosi: consiste nella formazione di vere e proprie placche nella parete delle arterie. Nel tempo, queste placche tendono a crescere verso l’interno occludendo lentamente l’arteria. Si può così arrivare lentamente alla chiusura dell’arteria, ma il pericolo principale è dovuto alla possibile occlusione improvvisa dell’arteria che si può verificare: la placca, soprattutto nelle persone che hanno l’ipertensione, può rompersi e scatenare una trombosi che occlude improvvisamente l’arteria coronaria causando l’infarto;
  • dieta: la dieta ricca di grassi animali rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare;
  • altri fattori di rischio: sono in genere dei fattori meno comuni come i fattori genetici, l’iperomocisteinemia e gli stati di ipercoagulabilità.

Segni e sintomi

Riconoscere i sintomi dell’infarto appena si presentano è di fondamentale importanza per recarsi il più velocemente possibile in ospedale e aumentare al massimo le proprie chance di sopravvivenza.

Perciò cercherò di spiegarti quali sono i segni a cui dovresti prestare particolare attenzione.

  • dolore toracico: è il sintomo più importante. È un dolore retrosternale (al centro del torace) che può essere di natura variabile ma la maggior parte delle volte viene riferito come un dolore gravativo o di tipo oppressivo (“come una pietra che preme sul petto”). Spesso questo dolore non si limita solo al torace ma tende ad irradiarsi anche al collo, alla mandibola, al dorso, al braccio sinistro o in alcuni casi anche al braccio destro. Nelle donne il dolore può presentarsi in una sede leggermente diversa, cioè può presentarsi come dolore epigastrico (“alla bocca dello stomaco”) che in alcuni casi può essere sottovalutato o non riconosciuto per questo motivo. Un altro caso particolare è quello dei diabetici perché si tratta di soggetti che possono avere un infarto in atto senza avvertire alcun dolore (infarto miocardico silente) a causa della degenerazione dei nervi dovuta al diabete stesso;
  • dispnea: c’è una difficoltà più o meno marcata nella respirazione che può essere dovuta direttamente alla disfunzione del cuore causata dall’infarto oppure può essere dovuta allo stato di ansia che si crea nel soggetto con l’infarto in atto;
  • sudorazione fredda: è un sintomo che si manifesta spesso e indica uno squilibrio nel sistema nervoso auotonomo che si può avere nell’infarto;
  • nausea/vomito: possono essere sintomi dati dal dolore se è particolarmente intenso oppure da un’iperattivazione del sistema nervoso autonomo;
  • ipotensione/ipertensione: sono causate dallo squilibrio del sistema nervoso autonomo, ma l’ipotensione è più spesso causata dalla disfunzione del cuore. Se l’ipotensione è esagerata, il soggetto può andare in uno stato di shock cardiogeno (il cuore non riesce più a mantenere una pressione sanguigna compatibile con la sopravvivenza, si manifesta con perdita di conoscenza, pallore e ipotermia);
  • aritmie: le alterazioni del ritmo del cuore sono variabili, alcune come la tachicardia ventricolare, la torsione di punta e la fibrillazione ventricolare sono particolarmente gravi e possono causare una cosiddetta morte cardiaca improvvisa;
  • sincope: è la perdita di conoscenza che può essere dovuta ad una ipotensione esagerata oppure all’insorgenza di un’aritmia maligna. La sincope non è un sintomo esclusivo dell’infarto ma è sicuramente una manifestazione che richiede sempre la massima attenzione per definirne le cause;
  • morte improvvisa: in alcuni casi l’infarto può esordire direttamente con la morte senza dare alcun segno premonitore.

Come comportarsi se si avvertono i sintomi?

Se credi di avere uno dei sintomi descritti in precedenza, devi innanzitutto mantenere la calma per analizzare in maniera razionale la tua situazione. Cerca di ricordare esattamente quando è iniziato il tuo dolore toracico perché è un elemento importante per i medici affinché possano decidere il tipo di terapia più adatto a te in base a quanto tempo è passato dall’inizio dell’infarto. Se hai dubbi sui tuoi sintomi o non sei sicuro di rientrare nella descrizione dei sintomi precedenti, chiama il tuo medico di famiglia per chiedere delucidazioni in modo che egli possa indirizzarti meglio nelle tue scelte successive. Se sei sicuro dei tuoi sintomi, invece, puoi chiamare direttamente il 118. A questo punto probabilmente verrai sottoposto ad un esame elettrocardiografico (ECG) che è sufficiente per porre diagnosi di infarto.

Come prevenire l’infarto?

Per prevenire l’infarto, dovresti cercare di seguire uno stile di vita sano che ti aiuterà ad evitare anche molte altre malattie. Dovresti evitare il fumo di sigaretta in tutte le sue forme in quanto rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio. Dedicati ogni giorno a svolgere almeno un’ora di esercizio fisico, anche leggero, in quanto è in grado di abbassare la pressione, il colesterolo e il peso corporeo.

Controlla la tua dieta cercando di limitare gli eccessi, in particolare dovresti limitare l’assunzione di grassi animali (ad esempio burro) e preferire i grassi vegetali. Dovresti inioltre cercare di assumere ogni giorno degli acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6). Un passo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari è rappresentato dai controlli medici: sottoponiti periodicamente a controlli medici generali.

In particolare dovresti effettuare periodicamente degli esami ematochimici (analisi del sangue) ed effettuare dei controlli cardiologici soprattutto a partire dal compimento dei 50 anni di età. Il cardiologo ti indicherà, se necessario, i farmaci da assumere per controllare l’ipertensione e l’ipercolesterolemia.

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Di LORENZO COSENTINO


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