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Deducibilità auto per professionista

17 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Ottobre 2018



Acquisto automobile, spese carburante e di manutenzione e riparazione: quali costi può scaricare il libero professionista?

Sei un libero professionista e devi acquistare un’auto? Devi sapere che puoi dedurre dal reddito il costo di acquisto del veicolo e le ulteriori spese relative al suo possesso e alla manutenzione, ma in maniera limitata: la deduzione al 100% dei costi è infatti possibile solo se il veicolo è considerato un bene strumentale alla tua attività, cioè se si tratta di un mezzo senza il quale l’attività non può essere esercitata. Il fisco è piuttosto severo nel classificare i veicoli come beni strumentali: considera tali, ad esempio, le auto della scuola-guida, o i veicoli adibiti al trasporto pubblico. Per la generalità dei professionisti, l’auto non è considerata un bene strumentale, quindi il costo di acquisto è deducibile limitatamente dal reddito: di conseguenza, sono deducibili parzialmente anche le spese collegate al veicolo, come i costi del carburante, della manutenzione e delle riparazioni necessarie. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla deducibilità auto per professionista.

Come si deducono i costi per l’acquisto dell’auto del libero professionista?

La deducibilità dei veicoli appartenenti ai liberi professionisti è limitata al 20%: sono esclusi gli agenti e i rappresentanti di commercio, che possono dedurre i costi nella misura dell’80%.

Se il veicolo acquistato, in particolare, è:

  • un’autovettura o un autocaravan, il costo massimo deducibile è 18.075,99 euro (il limite per le autovetture è elevato ad euro 25.822,84 per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio);
  • un motociclo, il costo massimo deducibile è 4.131,66 euro;
  • un ciclomotore, il costo massimo deducibile è 2.065,83 euro.

L’Iva è invece detraibile al 40%.

Come si deducono i costi collegati all’auto?

I costi connessi al possesso del veicolo sono deducibili sempre nella stessa percentuale (20% per i professionisti e 80% per gli agenti e i rappresentanti di commercio):

  • costi relativi al carburante;
  • costi di manutenzione e riparazione del veicolo;
  • costi per l’assicurazione;
  • spese di custodia e parcheggio;
  • pedaggi;
  • bollo auto.

Come si deducono i costi per l’acquisto dell’auto dei contribuenti minimi?

Gli aderenti al regime fiscale dei contribuenti minimi deducono dal reddito i costi relativi ai veicoli in maniera differente rispetto alla generalità dei professionisti: per loro, difatti, è prevista la deducibilità delle spese nella misura del 50% anziché del 20%.

La percentuale di deduzione limitata al 50% vale, però, solo per chi esercita un’attività professionale o per le aziende che utilizzano l’auto in modo promiscuo, mentre vale l’ordinaria percentuale di deducibilità del 100% per le auto a esclusivo uso aziendale considerate beni strumentali. Per agenti e rappresentanti di commercio aderenti al regime dei minimi, invece, non si applica la percentuale di deducibilità dell’80%, ma quella del 50%.

Si deve però, in ogni caso, applicare il tetto massimo di spesa, valido per i beni strumentali acquistati nel triennio, pari a 15mila euro: ai fini del limite di spesa, bisogna considerare ad ogni modo che, se l’auto è acquistata da un professionista, o è utilizzata promiscuamente dall’imprenditore, il costo d’acquisto rileva al 50%. In pratica, se si acquista un’auto del costo di 20mila euro, ne rilevano 10mila per il limite triennale di 15mila euro.

Non si applicano, invece, i costi massimi deducibili per l’acquisto dei veicoli validi per la generalità dei contribuenti.

Nelle stesse percentuali (50% per i professionisti e le auto a uso promiscuo e per gli agenti e i rappresentanti di commercio, 100% per le auto aziendali strumentali) sono deducibili:

  • i costi relativi al carburante;
  • i costi di manutenzione e riparazione del veicolo;
  • i costi per l’assicurazione;
  • le spese di custodia e parcheggio;
  • i pedaggi;
  • il bollo auto.

L’Iva, essendo indetraibile per i contribuenti minimi, entra a far parte del costo deducibile.

Come si deducono i costi per l’acquisto dell’auto dei forfettari?

Nessuna deduzione è, invece, prevista per i contribuenti aderenti al regime forfettario (che offre una tassazione agevolata al 5% per le nuove attività ed al 15% in via generale): questi contribuenti, difatti, non possono scaricare alcun costo, eccetto i contributi previdenziali, perché il loro reddito è decurtato in base a un coefficiente di redditività, che varia a seconda del tipo di attività esercitato.

I forfettari devono però fare ugualmente attenzione a non superare il limite annuale relativo agli acquisti di beni strumentali, pari a 20mila euro: se l’autoveicolo è ad uso esclusivo strumentale aziendale rileva nel limite per l’intero costo, diversamente, se appartenente al professionista o adibito dall’imprenditore ad uso promiscuo, al 50%.

Ad esempio, se un professionista forfettario acquista, nell’anno, un’auto al costo di 25mila euro, non esce dal regime forfettario, in quanto rileveranno, nel limite di 20mila euro annui, 12.500 euro, pari alla metà del costo di acquisto.

Quali spese per il carburante si possono dedurre?

Per quanto riguarda i costi relativi a benzina, gasolio o al differente carburante utilizzato, va chiarito che non tutti gli acquisti per il rifornimento possono essere dedotti dal reddito del professionista, ma solo quelli relativi al veicolo utilizzato nell’esercizio della professione (anche se non è necessario che il veicolo risulti intestato al professionista, ad esempio nelle ipotesi di noleggio o leasing).


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