Diritto e Fisco | Editoriale

Hacker contro il Tribunale di Milano: la “riforma” digitale della giustizia!

16 febbraio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2013



Attaccato il sito del tribunale di Milano: la maschera di Anonymous riporta alla ribalta il problema della giustizia digitale nel nostro Paese.

 

La riforma digitale della giustizia comincia da qua: dalla maschera di Anonymous che capeggia sul sito istituzionale di uno dei principali tribunali italiani. Il foro milanese (http://www.tribunale.milano.it) ora contiene solo un avviso “Per motivi tecnici, il sito è momentaneamente indisponibile. Ci scusiamo per il disagio”.

I “motivi tecnici” si chiamano, in realtà, attacchi informatici. La rivendicazione del “danno” informatico è di Anonymous. Al posto della homepage del tribunale meneghino, oggi è apparsa la scritta “Hacked by LndTm 2013 Italian crew” (cioè “Formazione italiana”), una maschera tricolore di “V for vendetta”, usata appunto da Anonymous.

Stessa sorte è toccata ieri notte al sito del DAP (Dipartimento di Polizia Penitenziaria) che ora risulta non attivo.

Che la giustizia italiana sia sempre stata una facile preda non è una novità scoperta da Anonymous.

Lo era anche prima dell’avvento di internet. In alcuni tribunali, anche in quelli discretamente importanti, chiunque ha libero accesso alle cancellerie e, spacciandosi per collaboratore di studio (praticante, segretaria, ecc.), senza necessità identificarsi con documenti, può farsi consegnare interi fascicoli, prelevarli, portarli fuori dalle cancellerie con il dichiarato intento di estrarne fotocopie necessarie alla difesa. Senza alcun serio controllo, i cancellieri offrono i faldoni con le cause dei cittadini – anche in barba alla privacy – e, con la stessa facilità con cui vengono prelevate, le carte possono anche sparire.

Il processo civile è basato sul principio dell’“onere della prova”: bisogna poter dimostrare i fatti a fondamento dei propri diritti, altrimenti il giudice deve rigettare la richiesta di tutela avanzata dal cittadino. E le prove sono spesso documentali: quegli stessi documenti che si trovano nei fascicoli alla mercé di chiunque. Inutile suggerire che, sparendo i fascicoli, spariscono le prove e, di conseguenza, spariscono anche i diritti.

Se va bene, il giudice ordina la “ricostruzione del fascicolo” attraverso le fotocopie presenti in studio (ritardo sul naturale ritardo). Ma se così non dovesse avvenire o non dovesse essere possibile, il giudizio si chiude con una sentenza sul “merito”, che dichiara l’assenza della prova, suscettibile di diventare definitiva per sempre.

Anonymous non ha inventato nulla di nuovo.

È un problema di risorse, non di uomini, né di cancellieri. Cambiano i tempi, cambiano i tipi di virus: se il malato non è assistito da un buon medico, non ha che da sperare nei miracoli.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. va bene che anonymus ha fatto questo, ma non potete comparare quello che succede adesso con le torre gemelle, ma per favore , nelle torre sono morte un sacco di persone, qui e solo attacato un sistema operativo, non e la fine del mondo perche un sistema operativo sia attacato, sono delle cose che si possono sistemare dopo qualche ore o massimo in un paio di giorni, ma le vite delle persone non, non si puo portare in vita a qualcuno che gia morto, ed una mancaza di rispetto verso quelli che sono morti nelle torre gemelle anche per i parenti fare questa comparazione

  2. La Giustizia italiana è una buffonata colossale. Giudici “irresponsabili” in tutti i sensi. E basta stare nel civile per trovare migliaia di porcherie. A loro che interessa? Giocano con le vite del prossimo, intanto non pagano. VERGOGNA!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI