HOME Articoli

Miscellanea Rifiuto della scheda elettorale e non-voto: una scelta inutile

Miscellanea Pubblicato il 18 febbraio 2013

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 18 febbraio 2013

“Non voto” e “astensione attiva”: ai cittadini che vorranno manifestare il loro dissenso nei confronti dell’attuale politica l’Amministrazione risponde in modo netto e chiaro. La protesta potrebbe essere del tutto inutile.

Dopo la nota del Viminale diffusa lo scorso gennaio [1], sembrano ormai non profilarsi più dubbi sul significato che verrà attribuito al comportamento di quanti, per protesta, intendano astenersi dal voto rifiutando la scheda elettorale.

Come già chiarito in un precedente articolo (leggi: Elezioni: astensione attiva, ecco cosa succede col “non voto”), la singolare protesta consiste nel presentarsi al seggio, farsi registrare e, solo dopo, rifiutarsi di ritirare la scheda, chiedendo di mettere a verbale le ragioni della protesta (“Rifiuto la scheda per protesta e chiedo che sia verbalizzato!”. Oltre a ciò, l’elettore – o meglio, il non-elettore – potrebbe aggiungere ulteriori motivi personali quali, per esempio, “nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”).

Anche le prefetture si stanno organizzato nel recepire l’orientamento del Ministero degli Interni, diramando ai sindaci dei Comuni le istruzioni per le operazioni di voto da impartire all’ufficio elettorale di sezione.

Nelle note si chiarisce che il cosiddetto “non-voto con rifiuto della scheda” non è mai stato disciplinato da nessuna norma; la legge [2], infatti, prevede solo il caso in cui l’elettore, dopo essersi registrato e aver preso in mano la scheda, l’abbia riconsegnata senza neanche andare in cabina. In tal caso, la norma prevede che l’elettore debba essere conteggiato tra i votanti e la scheda considerata nulla.

Diverso discorso deve invece farsi nel caso in cui l’elettore, pur dopo essersi registrato, rifiuti la scheda elettorale. Come si diceva, tale ipotesi non è contemplata in nessuna norma. Tuttavia, a interpretare la lacuna legislativa sono ormai intervenuti il Ministero e le singole Prefetture.

Innanzitutto l’amministrazione chiarisce che tale comportamento di protesta è pienamente lecito. Pertanto, i Presidenti di seggio non potranno opporsi a che l’elettore si comporti in tale modo.

L’ipotesi del rifiuto della scheda viene considerata del tutto identica a quella in cui l’elettore chieda di votare solo per alcune – e non per tutte – le consultazioni di voto (per esempio: chiede di votare per le regionali e non per le politiche).

Ebbene, in questi casi, il Presidente di seggio può (ma non “deve”, dice il Ministero) prendere a verbale la protesta dell’elettore e il suo rifiuto di ricevere la scheda, purché la verbalizzazione sia fatta in maniera sintetica e veloce, con l’annotazione nel verbale stesso delle generalità dell’elettore, del motivo del reclamo o della protesta, “allegando anche gli eventuali scritti che l’elettore ritenesse di consegnare al seggio”. Da quest’ultimo passaggio, si comprende che – anche al fine di non intralciare la regolarità e il rapido svolgimento delle votazioni – gli elettori potranno scrivere a casa le ragioni della propria protesta, da consegnare poi al seggio e fa allegare al verbale stesso.

Per quanto attiene alla rilevazione del numero degli elettori, tuttavia, arrivano le dolenti note. Infatti, si è ormai chiarito che coloro che rifiuteranno la scheda non saranno mai conteggiati tra i votanti della sezione elettorale.

Dunque, sarà come se i contestatori non fossero mai usciti di casa. Inoltre, molto probabilmente, le ragioni della loro protesta resteranno sconosciute a chi, invece, avrà vinto le elezioni e che, ormai intento a brindare, penserà di certo a tutto tranne che a indagare sulle ragioni di quanti non hanno voluto votarlo

note

[1] Ministero degli Interni, circolare n. 19/2013.

[2] Art. 62 DPR 361/1957.

L’astensione attiva non influisce ai fini del premio di maggioranza. In merito consigliamo questo articolo

Astensione attiva e premio di maggioranza: due cose distinte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

31 Commenti

  1. Stare a discutere DEMOCRATICAMENTE non ha mai funzionato nel corso della STORIA, a partire dalla rivolta di SPARTACO contro il POTERE IMPERIALISTICO ROMANO, attraverso la RIVOLUZIONE FRANCESE contro la TIRANNIA di un RE con il suo seguito di una NOBILTA parassiti, sino alla RIVOLUZIONE RUSSA, che ha AFFRANCATO milioni di UOMINI degradati alla CONDIZIONE ANIMALE, a favore del solito RE rappresentante di DIO. ERGO: se vogliamo essere CITTADINI padroni della propria DEMOCRAZIA, considerato che REFERENDUM, PETIZIONI, LAMENTELE, VOTAZIONI, ecc. hanno dimostrato l’ASSOLUTA INUTILITA”, lsiamo LEGITTIMATI alla RIVOLUZIONE, anche ARMATA.

    1. @ Frank: pur essendo in teoria giusto quello che dici – rivoluzione armata ecc. – la storia però ha dimostrato che in passato ogni rivoluzione armata non è servita a nulla perché ha tolto un regime per crearne uno nuovo. Così per es. la tanto proclamata rivoluzione francese ha tolto il re per creare l’imperialismo napoleonico; la rivoluzione marxista ha tolto lo zar e imposto la dittatura comunista; idem in Cina; così a Cuba, così in tutti i paesi dell’Africa. E ancora in Italia, dove al re si è sostituita l’oligopolio dei partiti. Nella storia nessuna rivoluzione armata ha mai dato gli effetti sperati. E sai perché – secondo il mio modesto e insignificante parere? Perché il problema è che un popolo rimane sempre lo stesso anche dopo la rivoluzione. Per cui, si sostituisce una persona ad un’altra, ma se la mentalità della gente è sempre la stessa, non cambia nulla. La vera rivoluzione è quindi quella culturale. Se la gente non cresce, non si crea una cultura, dei valori SERI in cui credere, toglieremo delle persone dal parlamento e ne metteremo altre della stessa specie, se questo popolo non è cresciuto. Vedi l’es. della Lega, nata per contestare e poi è finita corrotta come gli altri. Insomma… il problema non è il sistema, ma lo STADIO DI EVOLUZIONE di un popolo. Ecco perché io ritengo che OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA.

      1. Mi dispiace contraddire/correggere l’affermazione ma, ovunque ci sia stata una rivoluzione in seguito è nata, anche se con il tempo, una democrazia e un governo giusto. L’unico paese dove non sono mai esistite rivolte è proprio l’Italia per l’indole di pecoroni che gli italiani hanno altrimenti, dopo la rivoluzione francese e la dittatura napoleonica, con il passare dei decenni si è arrivati alla costituzione di una repubblica presidenziale democratica, idem negli stati uniti, idem a cuba che, pur sotto la dittatura di Fidel si ritrovano ad avere le migliori scuole e i migliori ospedali del mondo (scommetto che non lo sapevate!). In Italia non si riesce ad ottenere nulla per colpa di un vecchio adagio romanesco…”troppi galli a cantà nun se fa mai giorno”!
        Un sostanziale sfoltimento della classe politica porterebbe con assoluta certezza ad una nuova rinascita economico politica per l’Italia ma, finchè in Italia ci saranno più pecore che lupi….! Tra le altre cose, il rifiuto al voto è la forma più vicina alla rivoluzione che abbiamo da pecoroni quali siamo pertanto…quelli che hanno il cuore fragile saranno forse più inclini a fare questo passo pacifico!

  2. Angelo Greco nessuno ha considerato che il “non-voto” non evita il premio di maggioranza ma lo avvantaggia! E proprio per quello io lo userò. Non voterò perché non mi auguro la vittoria di nessuno ma non andrò ad annullare la scheda perché credo che qualunque governo(Grillo, Berlusconi, Bersani, Monti) avrà un grande problema: la governabilità. Io voto, non votando, un premio di maggioranza superiore al premio ridicolo che c’è oggi. Non è una “protesta” ma una scelta responsabile.

  3. io lo sapevo già perché rifiutare la scheda elettorale con questa legge elettorale, dopo la sentenza della corte costituzionale spero lo abbiano capito anche altri.

  4. La circolare n. 19/2013 l’ho letta e Claudia ha ragione. Se esiste un’altra circolare ministeriale, potete per favore dirci qual è?

  5. L’ultima Circolare emessa è quella del 22 Maggio 2015, che contiene espressioni illegittime come l’attribuzione al Presidente di Seggio della decisionalità sui Verbali, che sono invece, a norma di Legge, competenza e responsabilità del Segretario in prima persona.
    Ho raccolto qui le norme di legge significative su questo argomento, assieme ad alcune istruzioni per evitare le pastoie e i pericoli che presidenti di Seggio collusi coi partiti potrebbero attuare contro il verbalizzatori:
    http://www.veneziadoc.net/repubblica/ComportamentoAiSeggiElettorali.php
    Nello specifico si tratta di:
    Circolare n. 23 / 2015 Roma, 22 maggio 2015
    CIRCOLARE N. 19 / 2013, comma g)
    art. 12 comma 1 del D.P.R. 8 settembre 2000, n. 299
    Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche, art. 74, 79, 87, 104.

  6. Se a esercitare il diritto a non ritirare la scheda sono solo io conta poco ma se fosse almeno il 50% dei aventi diritto al voto basterebbe a far pensare a quei cari politici che “GLI ITALIANI SI SON DESTI” e se continuano cosi gli faranno grattare la testa.

  7. È chiara la posizione “allineata” di chi scrive che si permette anche il cattivo gusto di denigrare chi “allineato” non è e che esprime solo la propria sacrosanta protesta.
    Piuttosto non si comprende come i tanti italiani che si lamentano, poi invece proseguano proferendo il loro voto a coloro che sono oggetto delle loro “benedizioni”.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI