HOME Articoli

Miscellanea Elezioni: programmi elettorali dei partiti sui tagli alla politica

Miscellanea Pubblicato il 18 febbraio 2013

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 18 febbraio 2013

Riduzione del numero dei parlamentari, eliminazione delle indennità dei politici, sostegno all’occupazione, diminuzione delle tasse e del cuneo fiscale: i programmi dei partiti sono tutti così identici che, una volta insediate le Camere, su alcune votazioni ci si attenderebbe il raggiungimento dell’unanimità. 

È interessante e divertente notare come, stando ai programmi elettorali, le intenzioni dei partiti siano tutte sfacciatamente identiche. Cosicché, potrebbe venire ovvio chiedersi come mai, una volta formate le Camere, non si riesca a trovare subito una maggioranza di voto. Ciò poi spinge puntualmente il Governo a ricorrere allo strumento antidemocratico della fiducia. E lì le maggioranze, come per miracolo, si ricompattano. Il che evidenzia un comune pensiero: “meglio rinunciare agli ideali politici che alla poltrona”.

Prendiamo, per esempio, uno dei punti più tipici dei programmi elettorali: la riduzione del costo della politica e del numero dei parlamentari. Quasi tutte le coalizioni hanno posto questo punto come prioritario all’interno del proprio programma elettorale. Se questo fosse realmente vero, dovremmo avere che, appena insediate le rappresentanze nelle Camere, dovrebbero raggiungere niente poco di meno che l’unanimità sul punto. Cos’è che allora cambia dopo? Le modalità con cui si intende raggiungere l’obiettivo o, semplicemente, le idee?

Abbiamo confrontato i programmi elettorali non in base ai partiti, ma in base agli argomenti. E abbiamo scoperto che, in materia di taglio dei costi della politica, i candidati hanno promesso questo…

MOVIMENTO 5 STELLE

– abolizione delle Province;

– accorpamento dei Comuni sotto i 1.500 abitanti;

– abolizione dei rimborsi elettorali;

– eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari: tra questi, il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo;

– stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali.

MONTI

– abolizione delle Province;

– riduzione e taglio di enti e organismi pubblici;

– drastica riduzione dei contributi pubblici anche indiretti ai partiti e ai gruppi parlamentari e dei rimborsi elettorali.

PDL

– dimezzamento del numero dei parlamentari e delle altre rappresentanze elettive;

– abolizione delle Province tramite modifica costituzionale;

– dimezzare tutti i costi della politica;

– abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (nessun fondo pubblico ai partiti);

– abolizione degli enti inutili;

– elezione diretta e popolare del Presidente della Repubblica;

– revisione dei regolamenti parlamentari e snellimento delle procedure legislative, con tempi certi per l’approvazione delle leggi.

PD

– un sistema parlamentare semplificato e rafforzato, con un ruolo incisivo del governo e tutela della funzione di equilibrio assegnata al Presidente della Repubblica.

– la politica deve ridurre i suoi costi e la sua invadenza in ambiti che non le competono;

– va approvata una riforma dei partiti, che alla riduzione del finanziamento pubblico affianchi una legge di attuazione dell’art. 49 della Costituzione che assicuri la democrazia nei e dei partiti.

INGROIA

– eliminazione dei privilegi della politica e della diaria per i parlamentari;

– tetto rigido ai compensi dei parlamentari regionali.

FIAMMA TRICOLORE

– eliminazione degli eccessi della politica e degli sprechi;

– eliminazione delle Regioni, togliendo di mezzo il principale volano di sprechi, clientele e disservizi;

– abolizione di ogni sistema di “vitalizio politico” che non sia contributivo;

– eliminazione del sistema dei rimborsi elettorali e finanziare i Partiti con la defiscalizzazione al 75% dei contributi volontari.

– abolizione del sovrannumero e il sovrapporsi delle competenze amministrative;

– dimagrimento immediato dei Consigli d’amministrazione, delle authority, di enti e società partecipate, dove si parcheggiano comodamente parenti, affini e collaboratori e dai quali si possono alimentari circuiti “non virtuosi” di finanziamento dei Partiti.

PARTITO PIRATA

– abolizione del sistema bicamerale;

– abolizione delle Province;

– abolizione delle comunità montane e degli organi esecutivi degli enti locali e regionali, con l’esclusione del vertice eletto direttamente dai cittadini a suffragio universale;

– riduzione del numero dei componenti delle assemblee elettive e limite al numero dei mandati;

– abolizione dei privilegi riservati a parlamentari, consiglieri regionali e titolari di cariche pubbliche elettive;

– abolizione del vitalizio riservato a parlamentari e consiglieri regionali;

– abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e dei contributi, diretti e indiretti, all’editoria.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI