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Circolare con auto a gasolio agricolo, rischio una multa?

18 ottobre 2018


Circolare con auto a gasolio agricolo, rischio una multa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2018



Sempre più automobilisti usano il gasolio agricolo al posto di quello per autotrazione, in virtù di un significativo risparmio: tuttavia, se colti in flagrante, le sanzioni sono davvero elevate.

Chiunque possieda un’autovettura sa bene quanto costi mantenerla. Il maggior dispendio di denaro, infatti, non è tanto nella fase di acquisto (la crescita esponenziale del mercato delle auto usate dimostra che si possono acquistare veicoli semi-nuovi a prezzi vantaggiosi), quanto in quella di gestione: manutenzione, bollo, RCA, carburante, ecc. sono tutti costi fissi che un automobilista deve sostenere. La nota più dolente è sicuramente quella legata al carburante, visto che in Italia fare il pieno a un’auto costa davvero tanto. Il problema è nelle famose accise, delle tasse sul carburante che ne fanno lievitare i costi in maniera spropositata. Ecco quindi che molti possessori di vetture con motorizzazione diesel hanno trovato, dal loro punto di vista, l’escamotage perfetto: il gasolio agricolo. Rispetto al diesel tradizionale, il gasolio agricolo ha un costo inferiore (parliamo di una media di circa 48 centesimi al litro in meno): tuttavia, l’uso per veicoli “tradizionali” è proibito. Quindi, a questo punto si pone un dubbio, che potrebbe riassumere nel quesito: “circolare con auto a gasolio agricolo, rischio una multa?“. Di seguito le risposte a tale interrogativo.

Perché il gasolio agricolo è più economico?

In termini numerici, le vetture più vendute sono quelle con motorizzazione diesel, e le case automobilistiche impiegano sempre più tempo e risorse nello sviluppo di questi motori. Il gasolio tradizionale, che come tutti sappiamo è un derivato del petrolio, è frutto di una serie di lavorazioni che, in ottemperanza alle attuali normative in materia di inquinamento, riduce sensibilmente rispetto al passato la produzione di CO2. Già di per sé, quindi, tali lavorazioni incidono sul prezzo del carburante. A questo, poi, si vanno ad aggiungere le accise, delle imposte che ricadono sui prodotti energetici e che negli anni sono servite allo Stato italiano per finanziare guerre o altre eventi eccezionali. Il gasolio agricolo, di contro, è un prodotto energetico pensato per i mezzi di lavorazione della terra, quindi per i proprietari di aziende agricole si tratta di un carburante con finalità esclusivamente professionali.

Essendo quindi un costo fisso per questa tipologia di attività, il Fisco italiano permette l’utilizzo del gasolio agricolo con un’accisa non superiore al 22%, che si traduce in un enorme risparmio. È tale agevolazione, quindi, la vera ragione per cui il gasolio agricolo è più conveniente. Se a questo, poi, aggiungiamo che l’utilizzo di gasolio agricolo, dal punto di vista tecnico, non comporta alcun danno nelle normali vetture, si può capire perché vi sia un interesse crescente verso questo tipo di propellente.

Il tutto a danno dell’Erario, che con il pagamento delle accise rimpingua costantemente le proprie casse. Il legislatore, quindi, per evitare una massiccia evasione di accise, ha deciso nel 1995 di creare un’apposita normativa che potesse scoraggiare pesantemente tutti coloro che utilizzavano gasolio agricolo nella propria vettura a diesel.

È vietato circolare con auto a gasolio agricolo?

Come anticipato nel paragrafo precedente, il gasolio agricolo è un carburante dedicato ai mezzi di locomozione che si usano in ambito agricolo. È un carburante che non può essere acquistato liberamente, ma occorre rivolgersi all’Ufficio Utenti Motori Agricoli (abbreviato in UMA), che ne calcola perfino le quantità basandosi sul numero di macchine agricole disponibili, sul consumo delle medesime e sugli ettari di terra da lavorare. Lo stesso art.57 del Codice della Strada stila un elenco delle macchine agricole, distinguendole da quelle per il normale trasporto di persone.

Di conseguenza, il gasolio agricolo non può essere utilizzato nelle normali autovetture, e il suo utilizzo è regolamentato da un’apposita norma che scopriremo nel paragrafo successivo.

Qual è la norma che regolamenta l’uso del gasolio agricolo?

Per capire a quale tipo di sanzioni si va incontro nell’utilizzo improprio di gasolio agricolo, la cosa migliore e rifarsi alle normative specifiche. Il divieto di utilizzo di gasolio agricolo è regolamentato dall’articolo 40 del Testo unico sulle accise, contenuto nel decreto legislativo 504/95. La pena per chi viene colto in flagranza di reato è davvero elevata: si va da un minimo di sei ad un massimo di tre anni di reclusione, con in aggiunta una multa che può andare dal doppio al decuplo della tassazione evasa (trattasi appunto dell’accise). Nella “migliore” delle ipotesi, la multa non può essere inferiore ai 7.746,85 euro. Dovrebbe bastare già solo questo a guidare verso la redenzione i trasgressori: se vieni beccato a usare gasolio agricolo nella tua vettura, con la finalità di risparmiare poche decine di euro di carburante al mese, bene che ti vada ti fai tre mesi di galera e paghi una multa di più di 7mila euro.

Nel comma 1 di questa normativa sono compresi tutti i soggetti che possono venire puniti, che non sono esclusivamente coloro che fanno il pieno di gasolio agricolo nella propria auto.

Nello specifico, sono considerati trasgressori: color che raffinano e fabbricano clandestinamente qualsiasi tipo di carburante; tutti coloro che non sottopongo i carburanti che utilizzano agli accertamenti degli organi preposti con relativo pagamento dell’accisa; quelli che fanno ricorso a prodotti esentati da imposte o che usufruiscono di particolari agevolazioni (il gasolio agricolo, appunto) in luogo di altri propellenti sui quali grava un’imposta più alta (il gasolio tradizionale comprensivo di accise); tutti quelli che effettuano miscelazioni di carburante per creare prodotti energetici sui quali dovrebbe gravare un accise superiore rispetto a quella effettivamente pagata; coloro che rigenerano carburanti denaturati al fine di poterli utilizzare in veicoli il cui propellente è soggetto a maggiore imposta; chi è in possesso e conserva in condizioni non regolamentari carburanti denaturati; tutti coloro che sono trovati in possesso di carburanti ottenuti da miscelazioni non autorizzate realizzate senza i permessi delle autorità competenti.

Quali possono essere le aggravanti per coloro che usano impropriamente gasolio agricolo?

L’articolo 40 del Testo unico sulle accise è molto dettagliato. Il primo comma, descritto nel precedente paragrafo, tende ad identificare tutti coloro che possono considerarsi trasgressori. I punti successivi della normativa tendono in primis a specificare che anche solo l’intenzione di voler utilizzare gasolio agricolo (ancor prima della detenzione e dell’utilizzo, quindi) può rendere effettiva la reclusione con relativa pena pecuniaria. In secondo luogo, chiariscono come le quantità possedute di gasolio agricolo possono alleviare o inasprire la pena, a seconda della circostanza.

Andando con ordine, il comma 2 indica che, in riferimento a coloro che sono pizzicati a fabbricare o a miscelare vari carburanti per ottenere gasolio agricolo, la multa deve essere commisurata non solo in base al prodotto finale ottenuto, ma anche da quelli che si sarebbero potuto avere con tutte le materie prime poste rinvenute in fase di indagine. Per materie prime si intendono non solo i carburanti e gli additivi procurati dal trasgressore, ma tutte quelle presenti nei locali in cui veniva commessa la miscelazione.

Identica considerazione anche se il trasgressore viene colto nell’utilizzo di carburanti denaturati. Il terzo comma di questa normativa, invece, sottolinea come anche solo tentare di produrre gasolio agricolo, senza magari alla fine riuscirci, è comunque considerato reato. Possono rientrare in questa sanzione perfino coloro che hanno regolarmente dichiarato la fabbricazioni di carburanti soggetti ad accisa, nel caso gli organi di controllo evidenzino come il periodo temporale dell’effettiva produzione sia diverso rispetto a quello indicato nella comunicazione di lavoro.

Nei tre comma finali la normativa tende a specificare le pene previste per determinate quantità di gasolio agricolo detenuto o utilizzato illegalmente. Il comma 4 indica chiaramente che tutti coloro che detengono più di 2000 kg di gasolio agricolo rischiano da un minimo di uno a un massimo di 5 anni di reclusione, oltre a una salatissima multa. La pena è così severa perché il legislatore sottintende che colui che è in possesso di una tale quantità di gasolio agricolo non solo ne fa un uso personale non consentito per legge, ma potrebbe perfino rivendere a terzi il carburante incriminato, traendone quindi un ingiusto profitto.

Di contro, se la quantità di carburante sottratto al pagamento delle accise è inferiore ai 5 mila metri cubi, la sanzione è esclusivamente pecuniaria, con una multa che va dai 516,46 euro a salire. Stesso discorso ripreso nell’ultimo comma, il numero 6, in cui si fa specifico riferimento ai soggetti che usano il gasolio agricolo nella propria vettura: se la quantità di carburante incriminato è inferiore ai 100 kg, la pena è esclusivamente pecuniaria, con una multa che va da un minimo del doppio fino a 10 volte tanto l’imposta non pagata.

L’utilizzo improprio di gasolio agricolo prevede anche il sequestro della vettura?

Nei primi anni in cui è entrata in vigore la normativa relativa all’utilizzo improprio di carburanti sottoposti ad agevolazioni fiscali, ci sono stati pareri discordanti circa il sequestro del veicolo.

Il punto è che all’interno del articolo 40 del Testo unico sulle accise, si specifica che il sequestro è riferimento esclusivamente alle cose, senza specificare la natura del veicolo. Per dipanare ogni dubbio si è dovuti attendere la sentenza 14287 emessa dalla Cassazione nel 2006, in cui i giudici hanno fatto un distinguo tra i mezzi utilizzati dal trasgressore per commettere il reato, e quelli destinatari dell’uso finale. In buona sostanza, è stato sancito che possono essere sottoposti a sequestro solo i veicoli dei quali il trasgressore si è servito per fabbricare il gasolio agricolo: camion, cisterne, pompe e qualsiasi altro mezzo utile allo scopo. L’auto che beneficia del gasolio agricolo, invece, non è inclusa nel ciclo produttivo che ha permesso il reato, ma ne è solo l’utilizzatrice finale.

Considerare quindi le automobili esclusivamente come parte finale della filiera ha permesso ai giudici di stabilire illegittimo il sequestro delle vetture tradizionali che sono alimentate a gasolio agricolo. Si tratta tuttavia di una magra consolazione per il trasgressore, che rimane comunque oggetto di sanzioni ben più pesanti. Di conseguenza, possiamo concludere che non solo a circolare con un’auto a gasolio agricolo si rischiano grosse multe, ma nei casi più gravi vi è perfino la reclusione.


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