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Come risolvere il reflusso gastroesofageo

20 novembre 2018


Come risolvere il reflusso gastroesofageo

> Salute e benessere Pubblicato il 20 novembre 2018



Malattia da reflusso gastroesofageo: tutto quello che dovresti sapere sulla malattia funzionale dell’apparato digerente che affligge il 20% della popolazione mondiale.

Soffri di bruciore di stomaco persistente? Probabilmente la ragione di tale sintomo è la malattia da reflusso gastroesofageo. Nei paesi industrializzati c’è stato un incremento nel tempo dell’incidenza e della prevalenza di patologie legate all’aumentato tenore di vita, una di queste è proprio la malattia da reflusso. I sintomi sono spesso molto fastidiosi ed in alcuni casi possono risultare addirittura invalidanti, rappresentando un problema socio-economico di grande rilevanza. Se sei stanco del reflusso, continua nella lettura di questo articolo, perché proverò a spiegarti come risolvere il reflusso gastroesofageo ed i sintomi ad esso correlati.

Cos’è la malattia da reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è la più diffusa patologia funzionale del tratto digerente superiore. Essa consiste in un’esagerata risalita all’interno dell’esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco. Il reflusso di piccole quantità di materiale gastrico è un fenomeno fisiologico, la MRGE si instaura se c’è un’esagerazione di questa risalita.

Un gran numero di persone nei paesi con più alto tenore di vita soffre di MRGE e molto spesso si tratta di soggetti che presentano sintomi cronici. Si tratta di una patologia che può avere delle complicanze importanti, in particolare: esofagite erosiva, esofago di Barrett, stenosi, ulcere, adenocarcinoma.

Quali sono i meccanismi alla base della MRGE

La MRGE è una patologia multifattoriale che si instaura a causa di uno squilibrio tra fattori protettivi e fattori aggressivi a carico della mucosa esofagea.

I fattori protettivi principali sono:

  • saliva: essa contiene una grande concentrazione di ioni bicarbonato che sono importanti per neutralizzare il pH acido dei succhi gastrici;
  • giunzioni strette: o “tight junctions”, sono delle strutture proteiche che tengono strettamente adese le cellule epiteliali della mucosa esofagea. Quando le giunzioni sono intatte, si impedisce all’acido di insinuarsi in profondità tra le cellule e produrre i sintomi;
  • turnover cellulare: le mucose sono le parti del nostro organismo maggiormente soggette ad un rinnovamento cellulare. In condizioni normali, nella mucosa esofagea si osserva un rapido distacco delle cellule superficiali più deteriorate che vengono prontamente sostituite da nuove cellule. Così viene garantita un’elevata resistenza all’acido gastrico.
  • produzione di muco e bicarbonato: si tratta di sostanze con importanti effetti protettivi. Il muco crea uno strato compatto che riveste la mucosa esofagea fungendo da barriera meccanica contro il materiale acido. Il bicarbonato riesce a tamponare il pH acido grazie alle sue proprietà chimiche;
  • peristalsi esofagea: consiste nei normali movimenti dell’esofago che fanno seguito alla deglutizione e servono a mandare in cibo ingerito nello stomaco. La peristalsi è un atto involontario che si realizza continuamente anche lontano dai pasti e contribuisce ad allontanare il materiale che può risalire dallo stomaco;
  • competenza dello sfintere esofageo inferiore: lo sfintere esofageo inferiore (SEI) è una parte dell’esofago in cui la muscolatura è particolarmente sviluppata e funge da “valvola” per evitare il reflusso.

I fattori aggressivi principali sono:

  • basso pH gastrico: la presenza di succhi gastrici acidi è fondamentale per garantire una corretta digestione del cibo, ma se il pH gastrico diventa eccessivamente basso può causare la MRGE;
  • rilasciamenti transitori inappropriati del SEI: si tratta di un numero eccessivo di rilasciamenti dello sfintere esofageo inferiore che permettono il reflusso acido.

Nel momento in cui i fattori aggressivi prevalgono su quelli protettivi si ha la MRGE.

Fattori di rischio

Lo sviluppo della malattia da reflusso gastroesofageo è favorito in maniera particolare da:

  • sesso ed età: il sesso femminile ha una maggiore incidenza di malattia da reflusso, sopratutto nelle fasce di età superiori ai 50 anni;
  • fumo: il fumo di sigaretta aumenta la secrezione acida dello stomaco;
  • obesità: i soggetti obesi sono maggiormente predisposti allo sviluppo della malattia perché hanno una pressione addominale aumentata che favorisce il reflusso;
  • dieta: mangiando cibi ricchi di grassi (soprattutto grassi animali) si determina un rallentamento della digestione che a sua volta provoca un tempo si svuotamento dello stomaco aumentato. In questo modo, il cibo permane a lungo nello stomaco e la secrezione acida aumenta. Anche altri cibi possono favorire la MRGE come ad esempio caffé e cioccolato;
  • stress: i fattori psicologici possono scatenare la malattia oppure aggravarla se già presente;
  • ernia iatale: è l’erniazione di una parte dello stomaco attraverso lo iato esofageo del diaframma. Nei pazienti affetti da tale condizione, la parte erniata dello stomaco si trova esposta alla pressione intratoracica che è una pressione negativa e in quanto tale favorisce una sorta di “aspirazione” di materiale acido dallo stomaco;
  • farmaci: tutti i farmaci che hanno come effetto collaterale l’incremento della secrezione gastrica aumentano il richio di MRGE.

Segni e sintomi

I sintomi della MRGE sono variabili e possono essere fuorvianti ai fini della diagnosi. Ci sono principalmente dei sintomi localizzati in epigastrio (zona superiore dell’addome, “bocca dello stomaco”), ma possiamo avere anche dei sintomi extraesofagei apparentemente sconnessi dalla patologia di base.

I sintomi più frequenti sono il bruciore epigastrico (bruciore di stomaco), il dolore epigastrico e la sensazione di rigurgito di materiale acido. Il bruciore si manifesta soprattutto nelle ore notturne perché di notte diminuisce l’attività di deglutizione e quindi anche la peristalsi esofagea.

I soggetti con MRGE possono quindi manifestare una serie di disturbi del sonno che nei casi più gravi influiscono sulle attività quotidiane. I sintomi extraesofagei principali sono la tosse da reflusso gastroesofageo (che nei casi più gravi diventa una polmonite ab ingestis), la faringite/laringite da reflusso e l’erosione dentale. Tutti questi sintomi si manifestano tipicamente in maniera cronica.

Diagnosi

Se hai i sintomi descritti in precedenza, dovresti rivolgerti al tuo medico di famiglia oppure direttamente ad un medico specialista in gastroenterologia soprattutto se è specializzato in disturbi motori dell’apparato digerente.

La diagnosi di MRGE si fonda innanzitutto sul riscontro dei sintomi tipici e può in un secondo momento servirsi di accertamenti strumentali per escludere la presenza di altre possibili cause dei sintomi. Le indagini strumentali a cui potresti essere sottoposto sono la esofagogastroduodenoscopia e la pH-impedenziometria esofagea.

La esofagogastroduodenoscopia (o più semplicemente gastroscopia) si effettua soprattutto nei casi in cui siano presenti dei sintomi di allarme (improvvisa perdita di peso, anemia, sintomi che non rispondono alla terapia) e serve ad escludere la presenza di patologie neoplastiche o di esofago di Barrett.

La ph-impedenziometria esofagea è una metodica meno conosciuta che consiste nell’analisi del pH presente nell’esofago e del movimento del materiale nell’esofago nelle 24 ore. Esami diagnostici meno frequentemente utilizzati sono l’RX dell’esofago con pasto baritato, la bilimetria esofagea nelle 24 ore, la scintigrafia esofagea.

Come si risolve il reflusso gastroesofageo

Se ti è stata diagnosticata una MRGE ti starai chiedendo cosa fare per eliminare o quantomeno alleviare i tuoi sintomi. La terapia di base della malattia da reflusso è costituita dai cosiddetti inibitori di pompa protonica (o PPI). Questi farmaci agiscono a livello delle cellule della mucosa gastrica riducendone la secrezione acida, ma spesso se vengono sospesi determinano una ricaduta della malattia. Alcuni esempi di PPI sono l’omeprazolo, il lansoprazolo e il pantoprazolo.

La terapia prolungata con PPI può avere come effetto collaterale la formazione di pseudopolipi iperplastici (che non hanno potenziale di trasformazione neoplastica) e la riduzione dell’assorbimento della vitamina B12. In passato venivano usati dei famaci antiacidi meno efficaci che agiscono sui recettori H2 come la ranitidina. I procinetici sono farmaci che venivano utilizzati fino a qualche anno fa per la cura di MRGE ma sono ormai caduti in disuso per gli eccessivi effetti collaterali.

Le terapie non farmacologiche sono quelle in cui puoi agire direttamente perché si fondano sulla modificazione del tuo stile di vita al fine di rimuovere i fattori che favoriscono la patologia: dovresti smettere di fumare (o non iniziare), svolgere una regolare attività fisica quotidiana (una semplice passeggiata contribuisce a ridurre il tuo peso corporeo e agisce psicologicamente alleviando l’ansia e lo stress), cambiare le tue abitudini alimentari (ridurre i cibi nominati in precedenza e in generale mangiare di meno e ad intervalli regolari), richiedere supporto psicologico (se senti di avere livelli di stress eccessivamente elevati).

Solo nei casi fortemente refrattari alla terapia classica, può essere necessaria una terapia chirurgica. Questa consiste innanzitutto nella riduzione dell’ernia iatale eventualmente presente. Se non c’è l’ernia iatale, la terapia chirurgica consiste nel riposizionamento della parte finale dell’esofago e della parte iniziale dello stomaco: si procede ad un “abbassamento” dell’esofago per incrementarne la porzione addominale; ad un incremento del tono dello sfintere esofageo inferiore in modo da ridurre il reflusso; ad un aumento dell’angolo di His (angolo sotteso dalla porzione finale dell’esofago e la porzione iniziale della grande curvatura dello stomaco) che viene reso più acuto in modo da creare una sorta di “curva a gomito” che ostacola la risalita di materiale gastrico.

La terapia chirurgica è molto efficace in pazienti accuratamente selezionati.

Di LORENZO COSENTINO


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