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Quanto tempo serve per perdere chili

3 Ott 2018


Quanto tempo serve per perdere chili

> Salute e benessere Pubblicato il 3 Ott 2018



Un classico che affligge migliaia di persone: ti guardi allo specchio e non ti riconosci? Bene, è arrivato il momento di perdere quei chili di troppo che ormai ti stanno stretti!

Vorresti entrare in quei pantaloni taglia 44 che hai nascosto sul fondo dell’armadio? Ogni volta che sali le scale o fai una passeggiata ti senti affaticato? In teoria, riuscire a perdere preso non è certo un’impresa impossibile, basta seguire una serie di accorgimenti che devono poi trasformarsi in abitudini di vita. Praticare sport, mangiare sano, bere molta acqua. Succede spesso però che non sia così semplice mettere in pratica questi buoni propositi, tanto perché dopo un iniziale entusiasmo si tende a perdere di vista l’obiettivo finale, mancando quindi di costanza, tanto perché ci sono una serie di fattori che influiscono sul tuo dimagrimento che probabilmente ancora non conosci. Un primo problema da affrontare riguarda le tue abitudini alimentari. Già durante pubertà e adolescenza bisogna istruire il nostro corpo a ricevere la giusta quantità di alimenti, altrimenti il grasso che si accumula non ti permetterà di avere un aspetto snello neppure in futuro. Continua a leggere questo articolo. Proveremo a spiegarti quanto tempo serve per perdere chili.

La lotta al dimagrimento parte dal cervello

Bisogna  abituare il tuo organismo ad uno stile di vita sano e all’attività fisica, non limitati al tempo della ‘dieta’ che rischia soltanto di farti perdere i liquidi iniziali, senza incidere sulla massa grassa con conseguente recupero del peso alla fine del periodo. Evitare assolutamente le diete ‘fai da te’ e i famosi ‘sette chili in sette giorni‘, bensì affidarsi ad un serio professionista che sappia consigliarti come affrontare la battaglia contro i chili di troppo.

L’ideale è perdere un chilo a settimana, diminuendo in primis i carboidrati che però vanno suddivisi in due categorie: quelli sani ed utili per la nostra salute, contenuti nella frutta, nella verdura e nei legumi, in grado di sintetizzare il glucosio, che è l’elemento che permette al nostro corpo di funzionare. E poi ci sono invece quelli dannosi, contenuti nelle bibite gasate, nelle merendine, nelle caramelle, che non apportano nessuna sostanza nutritiva al nostro organismo.

Esistono una serie di cattive abitudini che non consentono un dimagrimento efficace, azioni che svolgiamo anche inconsapevolmente tutti i giorni e a cui bisogna fare estrema attenzione.

Quanti sgranocchiano uno snack davanti al pc? Mangiare in maniera distratta e mentre si ha altro da fare. Errore! Si assumono calorie in maniera del tutto incontrollata. Lo stesso vale nel mangiare di fretta, a grandi morsi e senza masticare. Così facendo ingrasserai di più ed è anche più difficile fermarsi.

Bisogna invece mangiare con calma, gustando i piatti e masticando lentamente, perché non solo si gusta di più il cibo, ma si raggiunge prima il senso di sazietà (facilitando tra l’altro la digestione).

Altra cattiva abitudine è quella di usare i dispositivi elettronici a letto. Chi lo fa ha più possibilità di ingrassare perché fa meno movimento e tende alla sedentarietà.

Inoltre è importante mangiare piatti colorati e gustarli non solo con il palato, ma anche con gli occhi. Un bel piatto pieno di verdure colorate, profumate, riempie di sensazioni. Il cibo si gusta di più e si mangia in quantità minore.

Ci sono poi dei cibi che scatenano l’appetito, perché contengono un apporto piuttosto alto di zuccheri, che provocano l’effetto catena: più mangi e più ti viene appetito. Questo succede con la pasta, il pane, biscotti e tutti i prodotti da forno raffinati.

Al contrario, esistono cibi che danno un senso di sazietà a lungo, che ci aiutano a non avvertire i morsi della fame. Tra questi: la rucola che assicura ottime quantità di fibre che riducono l’assorbimento degli zuccheri nel sangue e prevengono di conseguenza gli sbalzi repentini di insulina, responsabili degli attacchi di fame; le mandorle che apportano fibre, proteine vegetali e acidi grassi essenziali Omega 3 che favoriscono il senso di sazietà; gli spinaci che contengono tante fibre, super alleate del senso di sazietà; l’orata che fornisce tante proteine che prolungano la fame e aiutano a tenere a freno l’appetito.

Voglia di qualcosa di buono?

E’ sempre il tuo cervello l’organo preposto a farti venire ‘voglie’ alimentari di tutti i tipi, solitamente quelle che influiscono sul nostro umore, che hanno il potere di ‘soddisfare’ e ‘consolare’ ma che si pongono come ostacoli al raggiungimento del peso desiderato.

Prediligi pertanto cibi integrali che si digeriscono lentamente mantenendo costante i livelli di insulina, prevedere tre pasti principali intervallati da due spuntini (preferire frutta non ricca di zuccheri come mele, pere, pesche, anguria, fragole, e moderando invece uva, fichi, banane) che servono ad evitare i famosi ‘attacchi di fame’ mantenendo la digestione costante.

Non dimenticare il pesce, grande alleato di ogni percorso dimagrante. I pesci infatti possiedono un basso apporto calorico, ad eccezione dei pesci marini con un alto contenuto di grasso, come l’anguilla, le aringhe o le sarde, il salmone, il tonno e gli sgombri, da consumare quindi con parsimonia.

Anche la carne bianca è permessa durante un regime dietetico. Pollo e tacchino rappresentano una buona scelta. Il pollame ha poco grasso e prima di cuocerlo è consigliabile togliere la pelle. La carne di anatra e d’oca dovrebbero essere consumate solo in piccole quantità e non molto spesso perché contengono molto più grasso di pollo o tacchino.

Se invece preferisci un’alternativa sia alla carne che al pesce un buon compromesso è rappresentato dal tofu, ingrediente tanto apprezzato nelle cucine orientali. È un “formaggio” di soia, che contiene pochissimi grassi e pochissime calorie, che lega benissimo con tantissimi altri ingredienti: puoi provarlo in versione piccante, con salsa di soia, al curry, oppure saltarlo con verdure e riso. A proposito di quest’ultimo, il riso, non è così  leggero come si crede e non è una grande furbata dietetica come sostengono in molti.

Il riso bianco può avere un elevato indice glicemico (che sarebbe la velocità con cui i carboidrati si trasformano in glucosio per essere digeriti) perché causa un aumento molto rapido della glicemia nel sangue. Ad influenzare l’indice sono i diversi tipi di cottura del riso. E guarda caso il picco glicemico si ha proprio con il riso bollito in molta acqua e poi scolato. Una soluzione per moderare l’indice è aggiungere delle verdure nel piatto o mangiarle prima, come antipasto, in modo da rallentare l’assorbimento degli zuccheri. Ma la scelta migliore è un’altra, ossia consumare varietà di riso che contengono più fibre, come ad esempio il riso venere o le versioni integrali e semi-integrali.

Non dimenticare un altro alleato fondamentale verso la nostra lotta alla perdita dei chili: lo yogurt, che contiene tanto calcio e proteine ma pochissime calorie.  Lo yogurt è un alimento estremamente versatile, lo si può utilizzare in moltissimi modi: con del miele , o con l’aggiunta di un cucchiaino di marmellata oppure, meglio ancora, con della frutta fresca. Anche da solo ha un sapore gradevole e leggero.

Inoltre non contiene zucchero, quindi è un valido aiuto nella preparazione di salse salutari per il condimento dei piatti, anche aggiungendo qualche erba aromatica tritata finemente. Ottima, per esempio, è la salsa allo yogurt con erba cipollina o finocchietto selvatico, che accompagnano benissimo i pesci bianchi grigliati. Di qualsiasi cibo si parli, anche la tipologia di cottura è importante. 

No ai fritti e alle impanature, che assorbono tutto l’olio. Cuoci alla griglia, in padella con un solo cucchiaino di olio di oliva o al forno, magari con qualche spezia per dare sapore senza aumentare l’apporto calorico, o anche al cartoccio.

E se sgarro?

Inutile negarlo: sgarrare dal proprio regime dietetico è naturale e anche salutare, perché ci permette di togliere quello sfizio che poi ci fa marciare nuovamente in maniera corretta.

Come e quando sgarrare?

Dipende. Pensa ad esempio alla voglia incontrollata di pizzaDipende da quanta se ne mangia e da come viene preparata. Con gli ingredienti giusti una pizza, anche una volta alla settimana, può sostituire un pasto classico. Ordina per esempio una pizza con farina integrale, che poi sarebbe la vera pizza, in quanto a fine Ottocento, quando la pizza fu inventata, la farina bianca ancora non esisteva.

Al posto del lievito di birra usa o chiedi il lievito madre, che consente una lievitazione lenta, e al posto dello zucchero, che agevola la lievitazione, usiamo un po’ di mela grattuggiata.

Non usare sale, solo olio extra vergine d’oliva, mozzarella, aggiungi ogni tanto melanzana, funghi, o peperoni. Sgarri si, quindi, ma con moderazione.

A proposito del sale, ingrediente spesso ‘demonizzato’ dai più grandi nutrizionisti, cerchiamo di capire i suoi difetti ma anche le sue virtù. Attraverso l’alimentazione si assume già una sufficiente quantità di sodio, sia perché molti cibi lo contengono naturalmente, ma anche perché il sale è aggiunto in molte lavorazioni quali conserve, dadi per brodo, pane, formaggi, insaccati. I medici sostengono che la quantità ideale giornaliera è di 6 grammi al giorno, corrispondenti a 2,4 grammi di sodio. Un’assunzione di sale superiore alle dosi consigliate può provocare alcuni rischi per la nostra salute.

Il sale fa aumentare la pressione, e dunque, quanto più sale si assume tanto più alto è il rischio di sviluppare l’ipertensione arteriosa. L’aumento della pressione, inoltre, provoca un ispessimento delle arterie ed il rischio di infarto aumenta notevolmente. Eccedere nel sodio causa anche ipertensione oculare e disturbi alla vista. Il sodio è un nemico dei reni, infatti il sodio in eccesso viene espulso mediante l’urina ma quando questo meccanismo non funziona perfettamente, si accumula e provoca la formazione di calcoli. Infatti, qualora i reni non riuscissero a smaltire tutto il sodio, esso si deposita e si cristallizza formando i calcoli. Ma il sale presenta anche degli effetti positivi per la salute: se assunto nelle giuste dosi favorisce l’equilibrio dei liquidi presenti nell’organismo in quanto dove vi è sodio, vi è acqua.

Dunque senza sale andresti incontro a disidratazione. Il sale, inoltre, fa bene alla tiroide in quanto permette di avere il giusto apporto di iodio evitando la formazione del gozzo.

Un alleato fondamentale del tuo regime dietetico è il metabolismo: più correttamente funziona, più facilmente riuscirai a perdere peso. Il metabolismo infatti consiste in una serie di reazioni chimiche che lentamente bruciano ed eliminano i grassi che si accumulano attraverso l’alimentazione. Tassi metabolici alti permettono di tenere costantemente l’organismo in fase di ‘allerta’, trasformando il cibo ingerito in energia che permette alle cellule del corpo di funzionare correttamente.

Esercitare attività fisica, soprattutto di lunga durata, influisce sul corretto funzionamento metabolico, perché durante l’attività sportiva il corpo sente il bisogno di energia, ed attinge ai grassi, bruciandoli.

Un lento metabolismo, al contrario, mette l’organismo sulla difensiva. Può dipendere dal nutrirsi troppo poco, dal mangiare troppo in fretta, dal far passare troppo tempo tra un pasto e l’altro: in tutti questi casi il il corpo non permette il dispendio di riserve di energia, il metabolismo rallenta e non si riesce a perdere peso. Ci sono anche dei cibi che accelerano il metabolismo, quali ad esempio il te verde, il caffè, addirittura il cioccolato, da consumare comunque in quantità moderate.

Quale regime dietetico seguire?

Ad oggi ormai non c’è trasmissione televisiva, rivista o sito web che non proponga una miracolosa dieta che promette di perdere molto peso in poco tempo. Come orientarsi tra le varie proposte? In realtà, l’unica garanzia per perdere peso e rimanere in perfetta salute è quella di affidarsi ad un serio professionista, che abbia alle spalle gli studi appropriati ed una esperienza comprovata.

Ci sono almeno tre diverse figure che possono aiutarti, ma è bene evidenziare le differenze sussistenti tra loro, in modo da permettere una scelta sicura e consapevole. Quale figura professionale scegliere tra dietologo, dietista e nutrizionista? Che differenze ci sono? La regola basilare è che si deve scegliere il professionista non in base al suo titolo di studio, bensì alla sua professionalità. E’ bene informarsi sull’esperienza e sulle modalità di lavoro del professionista, sulle sue capacità, sulla sua abilità di ascolto e di saper adattare “uno schema dietetico” allo stile di vita della persona.

Il dietista è un operatore sanitario individuato dal Decreto del Ministero della Sanità del 14 settembre 1994, in possesso della laurea triennale in Dietistica (L/SNT/3). Il dietista svolge numerose attività, che vanno dall’elaborazione delle diete, al controllo dell’igiene degli alimenti, all’educazione alimentare, alla ricerca scientifica. Il dietista non prescrivere farmaci, a parte gli integratori, e per elaborare una dieta programmata necessita della prescrizione del medico.

Il dietologo è invece un regolare laureato in Medicina e Chirurgia, con una specifica specializzazione post laurea in Scienza dell’alimentazione. Un medico, dunque, che ha la responsabilità clinica dei propri pazienti, ciò comporta l’obbligo di diagnosi, la prescrizione di esami e farmaci, e la terapia, che appunto può consistere anche nell’elaborazione di un corretto piano alimentare.

Nutrizionista è invece un laureato in scienza dell’alimentazione, corso di laurea al quale si accede dopo essere già diventati farmacisti, biologi, dietisti ed altre figure professionali.

Quindi, un dietista che prosegue gli studi completando la magistrale può attribuirsi il titolo di dietista nutrizionista; anche farmacisti e biologi al termine del percorso formativo acquisiscono competenze in materia nutrizionale e si aggiudicano il titolo di farmacista o biologo nutrizionista. Il nutrizionista, dunque, diventa tale quando associato ad un altra figura come nel caso del dietista nutrizionista o del biologo nutrizionista.

Posso seguire una dieta trovata su un sito o su di una rivista?

In base a quanto detto, sarebbe meglio non affidarsi a diete preconfezionate, valide per tutti e per nessuno, in quanto il regime dietetico bisogna strutturarlo in base alle esigenze della singola persona.

La dieta online,  o su rivista,  offre il vantaggio della gratuità del servizio offerto, fattore da non sottovalutare perché  non tutti hanno la possibilità (e la voglia) di pagare per mesi e mesi un professionista che li segue. Addirittura, per quelle online, inserendo pochi parametri come l’età, il sesso, il peso, l’altezza e la circonferenza della vita e dei fianchi viene creata la dieta personalizzata. Ci sono però molti contro. Si pensi ad esempio a chi segue una dieta vegetariana o vegana, si corre il rischio di intraprendere una dieta non equilibrata o non adeguatamente personalizzata.

Un altro fattore negativo è l’autogestione. Il soggetto che segue una dieta trovata su Internet deve necessariamente autogestirsi e potrebbe incorrere nel rischio di modificare la dieta a proprio piacimento, rendendola ipocalorica, ipercalorica o semplicemente sbilanciata.

Per non parlare di quelli che soffrono di allergie alimentari ed intolleranze, che potrebbero trovarsi di fronte a gravi insufficienze in quanto, non interagendo con il medico, non vi è la possibilità di segnalare stati patologici come la celiachia, l’allergia al glutine, le intolleranze al lattosio, e così via.

Inoltre, altro elemento da non sottovalutare, le diete proposte in rete non tengono in considerazione gli esami del sangue da eseguire prima di iniziare una terapia alimentare personalizzata. Si consiglia sempre, pertanto, di affidarsi una bravo professionista.

Dieta DUKAN, ATKINS, DISSOCIATA e a ZONA. Posso provare a seguirle?

Oggi effettivamente ci sono una serie di programmi alimentari che promettono risultati eccellenti in tempi ristretti. Sarà vero? Quali conseguenze comportano sul nostro fisico? Analizziamo ad esempio la dieta DUKAN, così chiamata in onore di colui che l’ha inventata, che propone un programma in 4 fasi che includono alimenti ricchi di proteine e poco calorici, che hanno quindi il vantaggio di diminuire l’appetito.

All’inizio quindi si mangiano quasi esclusivamente proteine, e cioè carne bianca e rossa, pesce, frutti di mare, latticini a base di latte scremato. Si deve resistere per 3-10 giorni a seconda dell’obiettivo da raggiungere. Nella seconda fase vengono introdotte le verdure, ma rimane il divieto dei farinacei (patate, mais, piselli, lenticchie, fagioli…). Queste 2 fasi vanno alternate fino ad ottenere il peso desiderato (massimo 1 kg perso alla settimana). Poi comincia un momento abbastanza lungo di ritorno alla normalità, che permette di evitare il famoso “effetto yo-yo” di ripresa del peso.

Gli alimenti vietati vengono progressivamente reintrodotti, e bisogna seguirla per alemno 10 giorni per ogni chilo perso. Subentra infine la fase di mantenimento: si mangia normalmente rispettando due principi: fare un giovedì proteico a vita e mangiare 3 cucchiai di crusca e avena al giorno. Indubbiamente un regime del genere produce nell’immediato una perdita di peso notevole, e veloce, e poi graduale e più controllata.

L’unico inconveniente è che si è inconsapevole dei rischi che si corrono quando si adotta un’alimentazione ricca di proteine per un lungo periodo. Infatti, come tutti i regimi alimentari iperproteici, anche la dieta Dukan presenta delle controindicazioni. Una mancanza di zuccheri nel sangue provoca un calo energetico, che l’organismo compensa immettendo nel sangue molecole dette corpi chetonici, costringendo però il fegato e i reni a lavorare di più. Si tratta del fenomeno della chetosi, che a lungo andare comporta la rovina di molti altri organi.

Una dieta altamente proteica, ti obbliga a consumare grandi quantità di carne e uova e ciò tende ad aumentare il livello di colesterolo nel sangue. Per tale motivo è molto importante controllarsi mediante analisi del sangue. Altro serio problema è a carico dell’intestino: costipazione, colon irritabile e colite, possono diventare tuoi amici per lungo e lungo tempo, insieme ad un probabile recupero in breve tempo dei chili persi,una volta che si termina la dieta e si torna alle abitudini alimentari quotidiane, con il rischio ulteriore di perdere poi nuovamente peso ed entrare nel circolo dell’effetto yo-yo.

Chi ha già avuto problemi cardiovascolari o è in forte sovrappeso deve stare particolarmente attento alle fluttuazioni continue di peso, perché aumentano in modo significativo il rischio di infarto e ictus. E’ evidente come regimi alimentari tanto rigidi permettono delle apparenti repentine perdite di peso, senza produrre però considerevoli benefici a lungo termine.

Un consiglio che invece è sempre bene seguire è quello di bere molta acqua, la tua più efficace alleata verso la corsa al pesoforma. Bere acqua è un sistema naturale per riattivare i muscoli e aiutare l’organismo a bruciare le calorie. Molto dipende dal buon funzionamento del metabolismo, ma in genere è sufficiente bere da 1 a 3 bicchieri di acqua al giorno per perdere circa 150 calorie. Attenzione però, bisogna farlo spesso. L’azione che l’acqua svolge sul metabolismo è di brevissima durata, mezz’ora o al massimo 1 ora. Ciò significa che non basterà bere il quantitativo giusto in un lasso di tempo predefinito, bisognerà diluirne l’assunzione durante tutta la giornata. Di quanta acqua abbiamo bisogno? Circa 2 litri al giorno, che equivalgono ad almeno 8 bicchieri, meglio se a digiuno, soprattutto durante la mattinata.

Quando hai lo stomaco più o meno vuoto e avverti un senso di fame, o di languorino, probabilmente sei disidratato. Basta allora bere un bel bicchiere colmo di acqua a temperatura ambiente o comunque fresca, dove puoi anche spremere del succo di limone. L’effetto sarà di immediata sazietà e benessere perché quell’acqua svolgerà un’azione acceleratrice del metabolismo e stimolante della funzionalità renale ed epatica, pertanto sarà ideale se soffri di ritenzione idrica e cellulite.

Bere acqua inoltre ammorbidisce le feci e quindi aiuta a combattere un disturbo comune come la stitichezza, che ti fa sentire gonfio.

E’ consentito l’uso di integratori?

Il solo nutrirsi in modo equilibrato e vario a volte può non bastare, perché potrebbero venire a mancare alcuni nutrienti importanti, e far andare quindi il tuo organismo in stato di sofferenza. In questi casi l’integrazione diventa necessaria, bisogna però verificare insieme al tuo medico fino a che punto.

Le proteine fanno bene, ma la maggior parte di noi ne assume a sufficienza mangiando. Anzi, la maggior parte di noi ne assume anche troppe. Carne, pesce fagioli, tofu, e nocciole sono ricche di proteine. Ma per quale motivo un numero così alto di italiani acquista abitualmente gli integratori alimentari? Le ragioni principali sono la ricerca del benessere psicofisico, e la risposta a specifiche esigenze di salute, oltre al fatto che gli integratori sono un valido supporto nella dieta.

La regola d’oro è rimane sempre la stessa: per assumere minerali e vitamine basta la dieta stilata per te dal professionista, le pillole devono essere prese solo in caso di qualche carenza accertata dal proprio medico o in particolari situazioni, ma sempre sotto stretto controllo medico.

Prendere vitamine è invece ormai diventata una pericolosa moda. Le più gettonate sono i multivitaminici, l’acido folico, la vitamina B6, magnesio, zinco e ferro. Si assumono ormai con estrema facilità, egli studi dimostrano che in genere chi prende vitamine e’ proprio chi non ne ha bisogno, perché già segue una dieta varia che offre il sufficiente apporto nutrizionale, per cui chi ama prendere pastiglie di integratori vari è a rischio di eccessi.

Sono da considerarsi pericolosi anche i rimedi omeopatici?

I rimedi omeopatici non sono farmaci veri e propri, ma degli aiuti naturali che permettono di migliorare la digestione, favorire il drenaggio dei liquidi, riattivare il metabolismo e così dare una mano per eliminare i chili in eccesso. Esattamente come per le diete, non c’è un rimedio valido per tutti, ciascuno avrà la propria cura da seguire, perché l’omeopatia tiene in considerazione l’individuo a 360 gradi.

Per esempio, per stabilire il rimedio della fame nervosa, bisogna prestare attenzione al momento in cui essa compare e a che tipo di cibi è rivolta. L’omeopatia è molto attenta a dettagli che sono tutt’altro che banali, perché solo così si riescono a consigliare i medicinali più appropriati. Ovviamente non significa che assumendo i rimedi omeopatici puoi mangiare tutto quello che ti pare!

Parallelamente all’assunzione dei rimedi omeopatici è ovviamente necessario anche seguire uno stile di vita appropriato e salutare, optando per scelte sane ed equilibrate, ma senza mai metterci uno sforzo eccessivo: l’approccio deve essere il più naturale possibile.

Come faccio allora a perdere peso con l’omeopatia?

Prima di tutto, bisogna saper individuare con precisione il trattamento omeopatico per dimagrire. Il principio sul quale si basa l’omeopatia è quello di curare il simile con il simile, ossia somministrare rimedi che determinano la comparsa degli stessi effetti di ciò che si vuole “curare”.  Detto così, potrebbe sembrare che i farmaci omeopatici curano quindi il sovrappeso provocandolo. Non è così. La questione è un po’ più complessa, perché il sovrappeso è un insieme di sintomi differenti, più che altro di segnali psicofisici, i quali hanno la loro origine in un particolare campo. Se ne deduce pertanto che ognuno di noi dovrebbe imparare innanzitutto a conoscere questo campo.

Successivamente soltanto si può pensare di intervenire con dei piccoli aiuti che vadano a dare una mano al cervello, nel suo sforzo verso il benessere psico fisico. In generale dunque per dimagrire con l’omeopatia, l’assunzione dei medicinali omeopatici dovrebbe avvenire parallelamente a un’alimentazione bilanciata e disintossicante.

Rimedi omeopatici e dieta, devono però sposarsi con una regolare attività fisica, anche questa seguita sotto stretto controllo medico. In generale comunque, prima di cominciare qualsiasi tipo di attività sportiva è bene rivolgersi al proprio medico per effettuare i controlli di routine. Chiunque decida di svolgere attività non agonistica, infatti, ha l’obbligo di effettuare un controllo medico, effettuato da un medico di medicina generale, nel corso del quale verrà rilevata la pressione arteriosa e fatto un ECG a riposo.

Lo specialista, tenendo conto del quadro complessivo del paziente, e cercando di andare incontro ai suoi desideri, prescriverà così l’esercizio fisico più appropriato. Questo è molto importante anche nelle persone che stanno bene, per scongiurare il rischio infortuni. Si pensi ad un soggetto che per molto tempo si sia dedicato alla corsa, o al ciclismo, che poi abbia smesso.

Fisicamente sarà certamente in forma, ma può succedere che le ginocchia abbiano subito dei traumi, che un allenamento non controllato potrebbe solo peggiorare. Ecco spiegato dunque perché è necessario sottoporsi ad una visita di controllo prima di cominciare l’attività sportiva, che aiuterà sotto molti punti di vista, a sentirsi più leggeri, scattanti, oltre ad allontanare pensieri negativi e preoccupazioni. E’ un momento tutto tuo, al quale non bisogna rinunciare.

Quali attività sportive devo preferire?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta, molto dipende dalle tue attitudini e dal tempo che hai a disposizione. Nella top ten degli sport maggiormente efficaci il primo posto è occupato dal nuoto. Con costanza e determinazione, almeno 3 volte a settimana per circa un’ora, non solo si riesce a perdere peso ma anche a tonificare cosce, braccia, e addome.

Di recente inoltre, al nuoto vengono abbinate altre attività che fino ad qualche anno fa erano tipicamente attività ‘da palestra’. Si pensi alla disciplina dell’hydrobike, che rappresenta una tipologia di allenamento efficace e sicura che non affatica né le articolazioni né la colonna vertebrale. I vantaggi consistono in un continuo massaggio che ci fa perdere molti cm, aiuta a diminuire la ritenzione idrica, e permette un senso di benessere mentale. Particolarmente indicata per chi ha subito interventi alle ginocchia, in quanto l’attività svolta in acqua riduce sensibilmente il rischio infortuni. L’hydrobike assicura benefici anche a livello cardiovascolare, in quanto tiene in allenamento il cuore senza affaticarlo, e migliora la resistenza cardiocircolatoria. Non avendo particolari controindicazioni, risulta efficace anche durante la gravidanza.

Ancora, l’acquagym, attività in cui si svolgono tipici esercizi di ginnastica all’interno di una piscina e a ritmo di musica, esattamente come se ci si trovasse in una sala da palestra, durante una lezione di danza, o judo e soprattutto aerobica. Anche in questo caso, almeno tre volte a settimana per circa 50 minuti. Non dimenticare inoltre che l’acquagym è lo sport che non affatica la schiena, in quanto nell’acqua manca la gravità, per cui se soffri di lombalgia risulta particolarmente efficace abbinare lezione di acquagym ad un buon percorso con il fisioterapista.

Se invece vuoi praticare uno sport fuori dall’acqua, elegante e di classe è il tennis, altra disciplina che se praticata correttamente garantisce perdita di peso in tempi abbastanza ristretti. Si possono arrivare a perdere fino a 600 calorie a lezione, e proprio non è male. Il tennis lavora soprattutto sulla muscolatura delle gambe e ti aiuta a snellire le cosce e a ottenere una figura magra e asciutta. Si tratta di una forma di aerobica, un allenamento che ricorda in gran parte una seduta di aerobica in palestra, sfrutta il grasso come energia da bruciare.

A proposito di aerobica, si è soliti intendere un particolare tipo di ginnastica a corpo libero che viene svolto seguendo ritmi musicali in grado di rendere la pratica, oltre che più sopportabile, anche un momento piacevole in cui divertirsi e modellare il fisico. Questo tipo di ginnastica interessa soprattutto i muscoli della parte superiore del corpo e delle gambe, e se eseguita regolarmente, è  in grado di aumentare la resistenza e garantire un elevato consumo di calorie. Per dedicarsi all’aerobica non sono necessarie abilità specifiche, tuttavia è bene eseguire gli esercizi in modo costante e a cadenza regolare in modo da ottenere i risultati sperati.

Una particolare attenzione deve essere prestata da coloro che soffrono di disturbi a livello degli arti inferiori e dei piedi, per i quali un’attività fisica intensa potrebbe rappresentare un rischio. In ogni caso, qualsiasi tipologia di esercizio deve essere preceduta da un adeguato riscaldamento e seguita da alcuni minuti di stretching.

Se invece intendi perdere peso senza alleggerire troppo il portafoglio, l’attività da scegliere è la corsetta, o camminata veloce. Buone scarpe, e un po’ di musica nelle orecchie. Devi correre o camminare in modo sostenuto per almeno 50 minuti, possibilmente tutti i giorni. Il  principale vantaggio della camminata è che puoi praticarla ovunque ti trovi, in qualsiasi condizione meteo, purché la si faccia in una strada in pianura, senza dislivelli, senza terriccio. Questo sport possiede molti vantaggi al pari ad esempio del running o del ciclismo: prevenzione del diabete, delle malattie cardiache, ma a differenza di attività più impegnative presenta indubbiamente meno inconvenienti in quanto si tratta di uno degli sport meno traumatizzanti per il corpo e le articolazioni, con un rischio di lesioni ridotto.

In tutti i casi, quello che realmente serve per un ottimale dimagrimento, è la giusto motivazione. E’ grazie a lei infatti che riesci ad essere costante, a non cedere alle tentazioni culinarie, a praticare sport regolarmente.

Quali sono valide motivazioni per dimagrire?

Un sondaggio promosso dalla Atkins, la multinazionale dei regimi low carb, che ha interpellato 1290 esponenti del gentil sesso, sostiene che 1 donna su 4 mette al primo posto la voglia di dimagrire rispetto a una relazione d’amore e 1 su 2 ha confessato di pensare più al cibo che al sesso. Questo non sorprende affatto, oggi essere magri rappresenta una sorta di status sociale, dal quale è molto difficile sganciarsi.

Vige l’idea che essere magri e avere un buon rapporto con il proprio corpo significa essere felici. In realtà non è così scontato, soprattutto quando si parte carichi di energia per raggiungere l’obiettivo desiderato, e poi si scopre che invece non è così facilmente realizzabile.

Quello che devi fare è dunque porti degli obiettivi facilmente raggiungibili e poi, una volta raggiunti, portene degli altri un pochino più alti.

Primo fra tutti, non cercare di ottenere un peso irrealizzabile: comincia con l’idea di perdere 5 kg, poi altri 5, e così via. In questo modo sarai più motivato e ti sentirai più soddisfatto. Semmai, pensa che lo scopo è raggiungere una versione migliore di te stesso. Ci puoi riuscire solo se consideri corpo e mente nella loro complessità: pensieri, sensazioni, relazioni, benessere fisico. La serenità non dipende da un peso predeterminato, ma dall’ascoltare i propri bisogni e prendersi cura di se stessi.

Tieni sempre presente che quello che ti trasformerà in una persona diversa non sono certamente i kg in meno, bensì la capacità di abbandonare uno stile di vita sbagliato, ma conosciuto e rassicurante, per imboccare un percorso nuovo fatto di determinazione e capacità di tenuta. Puoi farcela!

Di FRANCESCA CARUSO


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