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Carie: come evitarne la formazione

16 novembre 2018


Carie: come evitarne la formazione

> Salute e benessere Pubblicato il 16 novembre 2018



La carie dentale è la malattia più diffusa e frequente al mondo, la prevenzione e una corretta igiene orale, tuttavia, riescono a contrastarla.

Se hai un fastidioso mal di denti, rabbrividisci al solo ingerire di una bevanda calda o fredda e noti dei solchi scuri sulla superficie dentale dovresti subito prenotare una visita dal tuo dentista: questi, difatti, sono i segni di una carie allo stadio avanzato. È possibile, però, anticipare i tempi di diagnosi e non farsi cogliere impreparati dal dolore. In questo articolo ti spiegherò carie: come evitarne la formazione, quali sono i primi campanelli di allarme e quali sono le norme igienico-sanitarie da rispettare.

Che cos’è una carie? 

La carie è una delle più comuni patologie al mondo ed è la causa principale della perdita di denti prima dei 35 anni. Essa consiste in un processo di demineralizzazione dello smalto dentale e nella successiva alterazione della dentina, lo strato sottostante lo smalto. Una volta attraversata la dentina i batteri penetrano in profondità giungendo fino alla polpa dentale e causano infiammazione.

Ti svelo una curiosità: lo smalto è formato da cristalli di idrossiapatite ed è il tessuto più duro del corpo, persino più duro delle ossa, ma paradossalmente può bastare una semplice alterazione della temperatura, del pH e della composizione ionica dei sali di calcio che lo costituiscono per provocarne l’erosione.

Quali sono i primi segni e sintomi del processo cariogeno?   

Lo stadio iniziale del processo cariogeno è generalmente asintomatico ed è rappresentato dalla formazione della placca dentale. Essa è principalmente composta da batteri, residui alimentari, detriti epiteliali e secrezioni batteriche che, all’interno di un ambiente favorevole ad elevato tasso di umidità come il cavo orale, creano uno spesso strato di materiali organici e salivari chiamato “biofilm” aderendo strettamente allo smalto.

La specie batterica predominante è lo Streptoccocus mutans: esso va a legarsi alle proteine salivari prima più debolmente e poi in maniera molto più salda. Durante tale fase il batterio sfrutta la presenza di zuccheri raffinati, per la maggior parte contenuti in alimenti come i dolciumi, e da essi ricava energia.

Nell’insieme potrai osservare la formazione di una massa calcarea bianca in cui rimangono intrappolati vari residui cellulari, leucociti e numerosi altri batteri e che si presenta sotto forma di “white spots”, piccole macchie bianche sulla superficie dentale. Questo stadio è facilmente reversibile se intensifichi e mantieni una corretta igiene orale ed agisci tempestivamente recandoti dal tuo dentista di fiducia che saprà indicarti i migliori rimedi e/o prodotti ad azione mirata.

Cosa succede se non ci si reca tempestivamente dal dentista?

Se non trattata tempestivamente, una carie dallo stadio iniziale può evolvere in una vera e propria cavitazione ed intaccare il nervo sottostante: i microbi iniziano ad accumularsi e a produrre acido lattico, il pH si abbassa e si verifica un danneggiamento irreversibile dello smalto che necessita l’intervento dell’odontoiatra per applicare un’otturazione ed effettuare un’eventuale desensibilizzazione del nervo.

Esistono soggetti geneticamente predisposti all’insorgenza di carie?

È possibile individuare dei soggetti con patologie che predispongono alle lesioni cariose, tra queste si evidenziano:

  • diabete mellito, diabete insipido, sarcoidosi e sindrome di Sjorgen (o sindrome secca) in cui il quantitativo di saliva prodotto è inferiore rispetto alla normale salivazione dunque si riduce la funzione antibatterica della saliva;
  • anomalie nella morfologia dentale come ad esempio la presenza di spazi interdentali troppo stretti o denti in sovrannumero crea un ottimo ambiente di ristagno per i detriti alimentari e di proliferazione per i batteri;
  • anoressia e bulimia comprendono frequenti episodi di vomito autoindotto con l’esposizione ripetuta dello smalto ai succhi gastrici molto acidi che ne deteriorano la composizione ionica;
  • malattia da reflusso gastroesofageo prevede la risalita ripetuta dei succhi gastrici deteriorando lo smalto come spiegato in precedenza.

Come si previene la formazione di carie? 

Un vecchio detto diceva che “prevenire è meglio che curare”. Ti dirò che la prevenzione in campo odontoiatrico ti farà risparmiare anche un bel po’ di denaro. Tutto sta nell’imparare piccoli accorgimenti che se applicati correttamente garantiscono il mantenimento della salute del cavo orale.

Una primaria prevenzione può essere fatta prendendo delle precauzioni come ad esempio:

  1. evitare i fattori di rischio come fumo, alcol, the e caffè estremamente dannosi per l’organo dello smalto;
  2. fare frequenti e regolari visite dal proprio dentista, solitamente basta una visita ogni due mesi e una pulizia ogni 6 mesi;
  3. mantenere una dieta equilibrata senza eccessi di zuccheri raffinati che possono depositarsi sui denti;
  4. idratarsi molto per garantire una produzione continua della saliva che, grazie alla presenza dei lisozimi, possiede un’azione antibatterica intrinseca.

Tuttavia, la strategia di prevenzione principale e più efficace rimane l’applicazione di appropriate tecniche e validi strumenti per l’igiene orale qui di seguito elencati.

Dentifricio  

È il composto principale da utilizzare per l’igiene orale personale. Il primo, storico, dentifricio usato per la prevenzione della carie era a base di fluoruro di sodio, una sostanza versatile adoperata nei dentifrici, in vari materiali odontoiatrici come cementi e compositi ma anche per la fluorazione artificiale degli acquedotti. Ciò è possibile grazie all’alta percentuale di fluoro contenuta in esso che, tuttavia, deve mettere in guardia.

Secondo le raccomandazioni OMS sulla fluoroprofilassi un buon dentifricio dovrebbe contenere una concentrazione di fluoro di 500 ppm per i bambini dai 3 ai 6 anni e 1000-1500 ppm dai 6 anni in su. Una concentrazione di fluoro più elevata potrebbe al contrario avere un effetto contrastante in caso di fluorosi dentale deteriorando lo smalto.

Spazzolino

Nonostante si speculi molto sulla grande utilità degli spazzolini elettrici, un soggetto volenteroso e paziente può raggiungere un tasso di igiene dentale adeguato anche con lo spazzolino manuale. Le esigenze di ogni paziente variano in base alle caratteristiche di denti e gengive. In generale è consigliabile adoperare uno spazzolino dalle setole sintetiche con durezza media (o più morbida per i denti sensibili), la testina stretta per una maggiore precisione, un manico ergonomico e un collo di larghezza leggermente inferiore per ammortizzarne la pressione, senza però essere troppo flessibile durante lo spazzolamento. Si raccomanda inoltre di sostituire lo spazzolino ogni 2-3 mesi al massimo. Gli spazzolini elettrici presentano due vantaggi che riguardano specificatamente una maggiore accuratezza e una minore fatica.

Filo interdentale/scovolino 

Sono due strumenti fondamentali per rimuovere i residui di cibo ove lo spazzolino non può penetrare, cioè tra gli spazi interdentali. Per utilizzare il filo interdentale bisogna acquisire una certa manualità: è necessario tagliare circa 30 cm di filo e avvolgerlo attorno alle dita medie e successivamente passarlo con delicatezza in ogni spazio interdentale. Rispetto al filo interdentale lo scovolino si presenta di più facile utilizzo in quanto dotato di un manico e una piccola spazzola di setole da inserire tra un dente e l’altro. Sia che si scelga di utilizzare lo scovolino sia che si scelga di utilizzare il filo interdentale è importante farlo almeno una volta al giorno e preferibilmente di sera dopo aver lavato i denti.

Tecniche di spazzolamento

È importante spazzolare i denti due volte al giorno per due minuti con dentifricio fluorato. In maniera conforme alle raccomandazioni dei dentisti si consiglia di:

  • utilizzare piccole quantità di dentifricio “pea size”, sia per bambini che per adulti, a eccezione dei bambini al di sotto dei 2-3 anni per cui l’ “American academy of pediatric dentistry” consiglia di applicare uno strato sottile di dentifricio da passare delicatamente sulla superficie dentale al fine di fornire il minimo quantitativo di fluoro necessario al cavo orale, senza danneggiare gli elementi dentali molto più delicati nei soggetti pediatrici;
  • spalmare il dentifricio su tutta la superficie della testina posizionando successivamente la testina dello spazzolino tra colletto della gengiva e dente;
  • effettuare un movimento dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore(se si possiede uno spazzolino manuale) in modo tale da eliminare maggior placca possibile. Non bisogna mai esercitare troppa pressione al fine di evitare l’abrasione dello smalto e il tutto deve durare almeno 2-3 minuti;
  • aspettare 15-30 minuti dopo un pasto per lavare i denti al fine di permettere la deposizione completa degli zuccheri fermentabili e poterli spazzar via efficacemente.

Per verificare l’efficacia della propria tecnica di spazzolamento è utile consultare il proprio dentista e sottoporlo a una dimostrazione visiva per correggere eventuali errori.

Modalità di risciacquo

È preferibile non effettuare molti risciacqui in quanto l’azione dei muscoli mimici che spingono con forza l’acqua contro le superfici dentali modificano l’equilibrio del fluoro, ma è consigliato sputare semplicemente gli eccessi di dentifricio, in modo tale da preservare all’interno della saliva una quantità maggiore di fluoro. Un altro elemento aggiuntivo qualora si preferisse risciacquare abbondantemente è quello di usare un collutorio fluorato dopo il lavaggio, anche quest’ultimo non deve esularti dalle normali abitudini di igiene orale (utilizzo classico di dentifricio e spazzolino).                                         

Esistono trattamenti mirati alla prevenzione di carie che possono essere effettuati negli studi dentistici? 

Oltre a una normale fluoroprofilassi effettuata in casa è possibile, nel caso tu e il tuo odontoiatra lo riteniate necessario, l’applicazione  topiche di gel o vernici.

I gel sono dei composti ad altissima concentrazione di fluoro, utili per raggiungere zone difficilmente accessibili del cavo orale ma sono particolarmente tossici, difatti per evitarne l’ingestione di grandi quantità l’applicazione viene fatta utilizzando dei portaimpronte e il quantitativo di prodotto spalmato ha un volume corrispondente circa ad 1/3 di quello del portaimpronta. Il gel deve essere applicato contemporaneamente sulle due arcate e la saliva deve essere eliminata con aspirazione chirurgica. Il tutto dura circa 4 minuti, successivamente si toglie il portaimpronta e si fa sputare il paziente per 30 secondi invitandolo a non assumere cibo per 30 minuti, in modo da far stabilizzare lo strato di fluoro.

Secondo le linee guida ministeriali attuali il gel è sconsigliato per bambini al di sotto di 4-5 anni. Le vernici sono, invece, materiali fluorati a mezzo volatile che vengono spalmati sui denti e sono utilizzati in pazienti che presentano demineralizzazione localizzata anche al di sotto dei 4 anni. Hanno una consistenza simile a quella di uno smalto per unghie e possono facilmente indurre l’inversione del processo delle lesioni cariose di primo grado.

Di STEFANIA MARI


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