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Economia e ambiente: i programmi elettorali dei partiti per le elezioni 2013

18 Febbraio 2013
Economia e ambiente: i programmi elettorali dei partiti per le elezioni 2013

Sviluppo, impresa, privatizzazioni, energia, ambiente, mercato del lavoro: nessun tema come quello dell’economia marca maggiormente la differenza tra i partiti. Ecco cosa scrivono i programmi elettorali su questo argomento in vista delle prossime elezioni.

È sui temi come economia ed ambiente che i programmi dei partiti si distinguono maggiormente. Abbiamo così messo a confronto la propaganda preelettorale dei candidati per scoprire le maggiori differenze. E abbiamo scoperto che nei programmi c’è scritto questo:

PD

Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, l’agenda digitale. Bisogna inoltre dare più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi, ad accedere alla ricerca e alla internazionalizzazione.

Movimento 5 Stelle

– eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche;

– divieto per i soggetti privati di possedere a maggioranza qualsiasi canale televisivo con copertura nazionale; l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%;

– assegnazione delle frequenze televisive attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni;

–  divieto per i soggetti privati di possedere a maggioranza qualsiasi quotidiano con copertura nazionale; l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%;

– abolizione dell’Ordine dei giornalisti;

– un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale, indipendente dai partiti;

– statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico;

– abolizione delle scatole cinesi in Borsa;

– introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle azioni quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritarie dello Stato;

– abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato;

– disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane;

– sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana;

– istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette;

– introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo;

– blocco immediato della Tav in Val di Susa;

– promozione dell’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione.

MONTI

– riduzione, a partire dal 2015, dello stock del debito pubblico in misura pari a un ventesimo ogni anno, fino al raggiungimento dell’obiettivo del 60% del prodotto interno lordo;

– tagli della spesa pubblica in modo intelligente: spending review non vuol dire solo “meno spesa”, ma “migliore spesa”. Vuol dire eliminare ciò che non è efficace o non ha ragione di essere mantenuto e creare spazi per la spesa che produce crescita;

– prosecuzione della stagione delle liberalizzazioni;

– rivitalizzazione della vocazione industriale dell’Italia;

– creazione di un Fondo per  le ristrutturazioni industriali, che faccia da catalizzatore per la partecipazione di capitali privati;

– abbattimento degli smaltimenti (in Italia riguarda tra il 50-60% dei rifiuti); promozione dell’innovazione, aprendo i mercati a prodotti realizzati con materiali riciclati, che dovrebbero essere certificati e garantiti, e alla produzione e l’utilizzo di materie biodegradabili.

PDL

– rilancio del Piano Nazionale per il Sud voluto e implementato dal Governo Berlusconi;

– riordino delle priorità: turismo, infrastrutture e ambiente; università e istruzione; innovazione, ricerca e competitività;

– utilizzazione di tutti i fondi comunitari disponibili attraverso il Piano di Azione e Coesione evitando sprechi e mancati impegni delle risorse, applicando gli stessi meccanismi sanzionatori, per le amministrazioni inadempienti, già previsti nell’ambito del federalismo fiscale;

– pagamenti più rapidi della pubblica amministrazione, in applicazione della direttiva europea sui ritardi di pagamento;

– utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti, con particolare attenzione alle vocazioni territoriali degli azionisti, per finanziare l’innovazione e garantire i crediti alle esportazioni;

– sviluppo dei distretti e delle reti d’impresa;

– rifiuti: realizzazione di cicli integrati regionali di smaltimento, con l’obiettivo dell’autosufficienza; incentivare la raccolta differenziata e la riduzione della produzione dei rifiuti;

– Green economy: puntare su quattro settori strategici: eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile;

– Smart Cities: dare impulso allo sviluppo delle città “intelligenti”, coinvolgendo capitali privati e utilizzando stimoli fiscali.



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