Reddito di cittadinanza: solo per i beni di prima necessità

3 ottobre 2018


Reddito di cittadinanza: solo per i beni di prima necessità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 ottobre 2018



Niente assegno o soldi sul conto: il reddito di cittadinanza sarà tracciato.

Non è un dietrofront ma poco ci manca. Chi crede che con il reddito di cittadinanza potrà fare e acquistare ciò che vuole si sbaglia di grosso. Non si tratterà infatti di un assegno ordinario, come i tanti sussidi erogati dall’Inps, ma una specie di social card. Il reddito di cittadinanza inizia a mostrare il suo vero volto per voce del vicepremier Di Maio, intervistato a Montecitorio dalla stampa. Il beneficiario che non raggiunge 780 euro al mese potrà ottenere un credito su una carta dotata di microchip. Tutti gli acquisti che farà saranno tracciabili e di lì le autorità potranno controllare che i soldi non vengano spesi per beni voluttuari, cioè non di prima necessità. Lo scopo è anche quello evitare che il reddito di cittadinanza finisca in mano a chi ha già di che mantenersi (magari grazie a un lavoro in nero).

Niente assegno: il reddito di cittadinanza sarà solo una social card

Abbiamo già parlato dei requisiti del reddito di cittadinanza e delle condizioni per averlo (leggi Reddito di cittadinanza: a chi spetta). Ora Di Maio avverte: i 780 euro non saranno erogati né in contanti, né con assegno, né con bonifico bancario. Sarà solo un credito caricato su una card e dalla quale verrano scalati gli importi di volta in volta spesi per i beni di prima necessità. Ciò evita «spese immorali» come ad esempio quelle dei giochi a premio, le slot machine ai bar o il tabacco.

Niente reddito di cittadinanza per comprare le sigarette

La card, aggiunge il vice premier «permette di utilizzare questi soldi per la funzione per cui esiste il reddito: assicurare la sopravvivenza minima dell’individuo. È chiaro che per comprare un “gratta e vinci” o le sigarette o dei beni non di prima necessità la card non funziona». L’obiettivo che si dà il governo, sottolinea ancora, è che il reddito sia «speso nelle attività sul suolo italiano perché vogliamo iniettare nell’economia reale 10 miliardi di euro ogni anno il che significa far ripartire i consumi e la vita delle imprese e dei commercianti».

Per approfondire questo tema ti consiglio di leggere la guida Reddito di cittadinanza: assegno o social card?

Non si tiene comunque conto del fatto (già dimostrato in passato con altre misure simili) che chi ha altri redditi o proventi non dichiarati potrà eludere facilmente la legge destinando questi ultimi agli acquisti voluttuari utilizzando invece la carta solo per la spesa quotidiana al supermercato.

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4 Commenti

  1. Secondo me bisognerebbe dare la possibilità di lavorare più investimenti xil lavoro meno assistenzialismo. Questo darebbe dignità alle persone e non elemosina. La gente vuole lavorare e soprattutto fare un lavoro che piace.

  2. C’era chi ringraziava ,per voto ricevuto,con pacchi di pasta e caffè,farina..erano altri tempi,non esistevano carte di credito prepagate…

  3. E allora…lo stato integra a 780 e pone limiti sulla parte che eroga in piu’…ma che soldi puo’ mettere nel gioco d azzardo un pensionato al minimo delle 500€ che prende oggi di pensione…poi come campa? Come fa a pagare affitto bollette e cibo?
    Mi sembra che l articolo sia a tratti pretestuoso…

  4. quindi se intendo utilizzarlo per la mia istruzione, spendendone una parte per libri e corsi di formazione, secondo loro non lo posso fare? idem per qualsiasi altra spesa: nessuno da solo spende 780 euro al mese in “prime necessità”, è inevitabile che una parte rimanga non spesa e come pensano di incentivare l’economia in questo modo? se volevano evitare le spese “immorali” potevano bloccare la carta solo per determinati acquisti e permettere tutto il resto.

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