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Mutui erogati dai non residenti: si deve versare ritenuta?

16 Agosto 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 16 Agosto 2017



È sempre vero che le società estere che percepiscono interessi sui finanziamenti concessi a società residenti in Italia subiscono una ritenuta?

La Corte di Cassazione, con una recente sentenza [1], afferma che le società residenti in Italia non sono soggette all’obbligo di versare le ritenute sugli interessi che erogano a fronte di finanziamenti o i mutui a loro concessi da altre società residenti, mentre devono versare una ritenuta a titolo di imposta qualora l’interesse venisse percepito da un soggetto finanziatore non residente.

La norma [2] è piuttosto complessa e articolata, dunque le società residenti in Italia, prima di erogare/ricevere finanziamenti e mutui, o di percepire/versare gli interessi su detti contratti, anche nell’ambito delle operazioni infra-gruppo, dovrebbero verificare la sussistenza dei requisiti necessari per essere esentate dall’applicazione della ritenuta di acconto prevista per legge.

Quando si applica la ritenuta di acconto sugli interessi ?

Le ritenute di acconto, secondo la norma, si applicano sugli interessi maturati sui finanziamenti e sui mutui erogati nell’ambito della categoria dei redditi di capitale, mentre non si applicano quando i suddetti interessi maturano nell’ambito del reddito di impresa.

Pertanto qualora la società residente eroghi un mutuo o un finanziamento a terzi nell’ambito della attività commerciale principale esercitata , gli interessi attivi maturati non saranno assoggettabili a ritenuta di acconto in quanto prodotti nell’ambito del reddito d’impresa [3] e non produttivi di redditi di capitale.

Quando si applica la ritenuta a titolo di imposta sugli interessi?

Poichè invece le società non residenti in Italia o le stabili organizzazioni estere di soggetti residenti, se non identificate in Italia, dichiarano i redditi solo per categorie separate come nel caso dei soggetti privati, sia che l’interesse maturi nell’ambito della categoria dei redditi di capitale che in quella dei redditi d’impresa, la ritenuta verrà applicata a titolo di imposta.

Quando non si applica alcuna ritenuta sugli interessi o si può applicare una ritenuta ridotta ?

Non ostante quanto affermato sopra la sentenza della Corte di Cassazione non è entrata nel dettaglio della applicabilità effettiva della ritenuta di acconto a titolo di imposta per i soggetti non residenti.

In effetti vi sono molte limitazioni alla applicazione della ritenuta a titolo di imposta infatti la ritenuta non si applica nei seguenti casi [4]:

  • enti creditizi stabiliti negli altri Stati membri dell’unione Europea;
  • imprese di assicurazione autorizzate da Stati membri dell’Unione Europea;
  • investitori istituzionali esteri residenti in Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni come stabilito dal decreto ministeriale 4 settembre 1996 [5].

La ritenuta non si applica inoltre nel caso in cui il soggetto residente e quello non residente partecipino reciprocamente fra loro in misura superiore al 25% dei diritti di voto esercitabili in assemblea e dette partecipazioni siano detenute da più di un anno.

Infine nel caso di esistenza di Convenzioni contro le doppie imposizioni fra l’Italia ed il Paese di residenza del soggetto erogante il finanziamento, la ritenuta sarebbe applicabile in misura ridotta come stabilito dall’art. 11 del Modello OCSE di Convenzione – in genere dal 10% al 15%.

note

[1] Corte di Cassazione – Sentenza n. 19739 del 9.8.2017

[2] Art. 26 Dpr 600/73

[3] Art. 48 Dpr 917/86

[4] Art. 26 co- 5-bis Dpr 600/73

[5] Dm 4.9.1996 – White List – elenco Stati aggiornato al 9.8.2016

Ha collaborato: Avv. Milena Orlandelli

Autore immagine: Pixabay.com


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