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Dieta: medici che possono prescriverla

27 ottobre 2018


Dieta: medici che possono prescriverla

> Salute e benessere Pubblicato il 27 ottobre 2018



Ho in mano una dieta (compreso integratori alimentari) elaborata da un personal trainer alla mia fidanzata, una dieta da 1000 calorie che sembra ” visionata” da un nutrizionista. È una cosa corretta?

Per una parte della giurisprudenza solo una persona laureata in medicina e specializzata nel settore alimentare può prescrivere una dieta. Secondo il tribunale di Roma (Trib. Roma sent. n. 3527 del 18.02.2011) nemmeno il biologo nutrizionista potrebbe farlo, potendosi limitare a elaborare e determinare il regime alimentare già segnato da un medico. Non si deve dimenticare, infatti, che la prescrizione di una dieta è a tutti gli effetti un atto terapeutico.

La Corte di Cassazione (sent. n. 20281 del 28.04.2017) ha invece stabilito che la redazione di schede personalizzate è una competenza che, proprio per le ricadute in termini di salute, può essere esercitata solo da chi è in possesso di uno specifico titolo, come medici, farmacisti, dietisti o biologi. Così testualmente: «L’individuazione dei bisogni alimentari dell’uomo attraverso schemi fissati per il singolo con rigide previsioni e prescrizioni, se non è esclusa per il medico biologo, può competere in via concorrente ad altre categorie professionali per le quali è comunque prescritta l’acquisizione di una specifica abilitazione, quali medici, farmacisti, dietisti, fatte salve le competenze stabilite dalle normative di settore, ma mai, proprio per le ricadute in termini di salute pubblica che tali prescrizioni assumono, essere esercitate da persone che siano prive di competenza in tema sanitario ».

La Cassazione, quindi, pare aver individuato coloro che sono legittimati alla predisposizione di una dieta non solo nei medici, ma anche nelle persone specializzate nel settore sanitario che siano iscritte ad un albo, cioè che abbiano superato un esame di abilitazione, in conformità con la normativa speciale di settore, cioè con le singole leggi previste per ciascun ramo professionale.

Quindi, i soggetti legittimati sono solo i medici, i farmacisti, i dietisti o i biologi regolarmente iscritti all’albo. Sul sito dell’Ordine nazionale dei Biologi è dato leggere: «L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93 attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali,collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305). Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci(in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626)».

Ancora, secondo la Cassazione, il naturopata non può prescrivere diete ed effettuare test per le intolleranze alimentari, che sono attività riservate al medico e al biologo (sentenza n. 17378 del 24 aprile 2015).

Quindi, rispondendo al quesito in esame, il “visto” del nutrizionista non sembra sufficiente, a meno che per nutrizionista non si intenda una delle figure legittimate sopra richiamate, cioè a meno che non si tratti di un medico nutrizionista, ovvero di un dietologo (che è sempre un medico). Chiaramente solo un medico potrebbe prescrivere un farmaco.

Il problema è che il termine nutrizionista sta a indicare un generico operatore nel campo della nutrizione: in Italia non esiste nessuna precisa indicazione di legge per la generica figura del nutrizionista, tant’è che un parere del Consiglio Superiore di Sanità definisce nutrizionista “lo specialista dell’alimentazione umana di diversa estrazione professionale medica e/o non medica (biologo, agronomo, farmacista, veterinario, ecc)”. Da qui si evince che, da definizione, il termine nutrizionista si riferisce sia al medico nutrizionista o dietologo, sia al dietista, sia al biologo nutrizionista.

Si tenga presente, poi, che anche tra i “legittimati” esistono delle differenze: il biologo nutrizionista laureato in biologia e regolarmente iscritto all’albo può stilare diete per soggetti senza patologie, ma non può effettuare diagnosi e prescrivere farmaci, cosa che può fare solamente il medico.

A parere dello scrivente sarebbe meglio non fidarsi della dieta in questione, anche perché è prevista l’assunzione di integratori, sempre che non si abbia la certezza che sia stata preparata da un medico oppure da specialista iscritto all’albo.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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2 Commenti

  1. Il D.M. 22 luglio 1993 n. 362 da lei citato che attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali,collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” altro non è che il “Regolamento recante disciplina degli onorari, delle indennità, e dei criteri per il rimborso delle spese per le prestazioni professionali dei biologi”. Tale fonte – tariffario professionale – non può essere considerata corretta in ordine a due motivi:
    1) art. 9, comma 1, D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni dalla Legge n. 27/2012 ha “abrogato le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordini stico
    2) il tariffario, anche se fosse tutt’ora vigente, non è uno strumento attraverso il quale si possono attribuire delle competenze, perché il suo scopo è quello di determinare le tariffe per le prestazioni offerte. Non è possibile che una categoria professionale offra prestazioni per le quali non è abilitata dal percorso di studi
    Sembrerebbe quindi, in particolare rispetto alla dietetica applicata per patologia, di un’estensione inappropriata perché non prevista nel profilo professionale della figura del biologo.

  2. Da biologa nutrizionista ho studiato nutrizione e fisiologia della nutrizione per 4 anni all’ università…scegliendo questo indirizzo.
    Per tanto se i farmacisti fanno diete, se lo possono fare, non vedo perché si contestino le ns. Competenze.
    ps. Biologo Nutrizionista non è uguale a Biologo.

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