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Se un erede non vuol intervenire nella dichiarazione di successione

27 Ottobre 2018


Se un erede non vuol intervenire nella dichiarazione di successione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Ottobre 2018



Con testamento vengono assegnati a tre cugini tre distinti immobili, a ciascuno il suo, ma un erede non vuole intervenire nella dichiarazione successoria. Gli altri due possono presentare una loro personale dichiarazione per l’immobile assegnatogli? L’Agenzia delle Entrate dice di no.

Dal momento che nell’eredità sono compresi beni immobili, la dichiarazione di successione è obbligatoria entro 12 mesi dall’apertura della successione (morte del de cuius). Non è possibile presentare più dichiarazioni “personali” in quanto la funzione della dichiarazione non è quella di manifestare la volontà o meno di accettare l’eredità da parte dei singoli, ma esclusivamente quella di comunicare al Fisco la composizione dell’asse ereditario e i soggetti chiamati all’eredità/eredi, al fine di determinare le imposte di successione.

In altri termini, la dichiarazione di successione è un documento unico (non viene distinto per eredi o per beni ereditati) e viene presentata una sola volta per tutti gli eredi. Ciò non impedisce, tuttavia, che sia un solo erede a presentarla. Difatti, la dichiarazione può essere presentata e sottoscritta anche da uno solo o da alcuni degli eredi. In tal modo l’adempimento si considera effettuato anche per gli altri e nessuno viene sanzionato per omessa dichiarazione. Per il pagamento delle imposte di successione tutti gli eredi sono obbligati in solido: ciò vuol dire che il Fisco potrà chiedere le imposte anche al solo erede che ha firmato la successione ma se questi paga anche per gli altri, potrà poi rivalersi su di loro per ottenere la restituzione delle rispettive quote.

È quindi sufficiente che siano solo i due cugini a firmare e trasmettere la dichiarazione di successione (nella quale risultano comunque tutti gli eredi e tutti gli immobili ereditati).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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