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Lavoratori impatriati laureati e agevolazioni fiscali

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Ho conseguito laurea triennale in Italia nel 2014, master di un anno nel 2015 in UK mantenendo la residenza in Italia, primo impiego di due anni e mezzo in Italia e secondo impiego iniziato a giugno 2018 in Svizzera. Vorrei spostare la residenza fiscale in Svizzera. Se dovessi trascorrere un periodo superiore ai 24 mesi con un ipotetico rientro come lavoratore dipendente avrei diritto agli sgravi fiscali previsti dalla legge del rientro dei cervelli? Se si, quali sarebbero i benefici? Cosa succederebbe ai beni mobili intestati a me? Ho due moto che terrei in Italia e continuerei ad usare solo qui (o sporadicamente in altro paese, sia Svizzera che non). Ci sono delle irregolarità in queste situazioni appena descritte?

L’attuale sistema normativo prevede una particolare agevolazione fiscale per i lavoratori impatriati laureati. Se questi si trasferiscono nuovamente in Italia dopo aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per almeno 24 mesi, hanno diritto ad una riduzione del 50% del reddito imponibile Irpef per 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia.

Per poter beneficiare dell’agevolazione, il lettore dovrebbe trasferire la residenza fiscale in Svizzera, cancellandosi dall’anagrafe dell’attuale comune di residenza italiano e iscriversi all’AIRE. Una volta maturati i 24 mesi di lavoro all’estero, dovrebbe rispostare la residenza fiscale in Italia.

Si noti che affinché un cittadino possa ritenersi fiscalmente residente in un determinato luogo occorre un periodo minimo di 183 giorni. Per l’anno 2018, dunque, il lettore è considerato ormai residente in Italia.

I beni mobili registrati (auto e moto) possono rimanere intestati al lettore anche se risiede all’estero e ciò non incide in alcun modo sul trattamento fiscale. Occorre, tuttavia, aggiornare i documenti del veicolo (certificato di proprietà o foglio complementare e carta di circolazione) inserendo il cambiamento dell’indirizzo di residenza (in modo che l’archivio della Motorizzazione civile resti sempre aggiornato sui dati del titolare del bene).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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