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Processo civile: termine per iscrizione a ruolo

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Alla luce delle ultime sentenze (es. Corte costituzionale, sentenza del 2 aprile 2004, n. 107; Cassazione,Sezioni Unite, sentenza del 18 maggio 2011, n. 10864), da quale data decorrono i dieci giorni per l’iscrizione a ruolo di una causa? Dalla data del timbro dell’atto giudiziario consegnato all’Ufficio postale o da quella del ricevimento dello stesso da parte del destinatario?Da quale data decorrono i tre anni per la richiesta di pagamento delle spettanze professionali di un avvocato? Dalla data della emissione della sentenza, da quella della sua pubblicazione in cancelleria o da quella in cui è diventata definitiva?

Sulla questione posta dal lettore con il suo primo quesito si è chiaramente espressa la Corte diCassazione con sentenze n. 1.662 del 29 gennaio 2016 e n. 9.329 del 20 aprile 2010.

In queste sentenze, infatti, la Cassazione ha precisato che nell’ordinario processo civile il termine finale per la costituzione dell’attore (cioè i dieci giorni a decorrere dalla notificazione), ai sensi dell’articolo 165 del Codice di procedura civile, si deve calcolare a partire dalla data in cui la notificazione si perfeziona nei confronti del destinatario dell’atto e non a partire dalla data di spedizione dello stesso.

I motivi che le citate sentenze della Corte di Cassazione hanno posto alla base di questainterpretazione dell’articolo 165 del Codice di procedura civile sono:

1) il momento della consegna dell’atto (ad esempio della citazione) all’ufficiale giudiziario ha rilievo soltanto per verificare il rispetto da parte dell’attore del termine per impugnare la sentenza di primo grado 2) e, soprattutto, perché il principio del giusto processo comprende anche il diritto di ogni persona ad avere un giudice che emetta una decisione sul merito della controversia e impone quindi all’interprete delle norme di preferire scelte che garantiscano questa finalità (cioè fra la tesi della decorrenza del termine di dieci giorni a partire dalla data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario e la tesi della decorrenza del termine di dieci giorni a partire dalla data in cui la notificazione si è perfezionata nei confronti del destinatario prevale quest’ultima perché è la interpretazione della norma che meglio tutela il diritto dell’attore ad ottenere una sentenza di merito dal giudice ampliando, in qualche modo, lo spazio temporale per una valida costituzione in giudizio).

Per quanto riguarda, invece, il secondo quesito occorre dire che anche in questo caso è stata laCorte di Cassazione a fornire una chiara risposta.

Infatti con ordinanza n. 22.868 del 2014 è stato precisato che il termine della prescrizione triennale(di natura presuntiva) relativo ai compensi dovuti ai professionisti (in particolare agli avvocati) decorre dal giorno in cui l’incarico è stato espletato.

Questo vuol dire che il termine della prescrizione triennale decorrerà:

– dal passaggio in giudicato della sentenza (come ha pure confermato la stessa Corte di Cassazione con sentenza n. 16.439 del 27 settembre 2012) ;

– oppure dalla data dell’accordo conciliativo (se, ovviamente, non c’è stata una sentenza aporre termine all’incarico del legale);

– oppure dalla revoca del mandato da parte del cliente.

Se per tre anni, a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza (o dalla data dell’accordoconciliativo o dalla revoca del mandato), l’avvocato non ha richiesto il pagamento delle sue spettanze(interrompendo così il corso della prescrizione), allora l’unico modo che l’avvocato avrà per cercaredi recuperare i suoi onorari sarà quello di chiedere in giudizio al cliente (presunto debitore) diprestare il cosiddetto giuramento decisorio con il quale dire, dinanzi al giudice, se ha pagato o menol’onorario al legale.

Se il cliente giurasse di aver pagato (anche dichiarando il falso), allora l’avvocato perderà la causa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte


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