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Reclamo per scarsa professionalità: cosa rischia il dipendente?

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Lavoro come dipendente presso uno studio privato e la direzione due giorni fa ha ricevuto via pec tramite legale un reclamo nei miei confronti da parte di un cliente, che per via di una trattativa non più conclusa voleva restituita la documentazione. Pochi giorni fa, dopo essersi presentato per l’ennesima volta senza preavviso in ufficio, al sentirsi da me rispondere che ero impegnato e che quella mattina non potevo assisterlo, ha insistito finchè non è nata una discussione verbale. Alla fine, nel dargli quanto chiesto ho alzato il tono della voce, senza però un’offesa o minaccia. Il cliente ha poi lasciato commenti negativi sulla nostra pagina Facebook e non ha più risposto a miei tentativi di contattarlo per chiarimenti. Cosa rischio? 

A parere dello scrivente il reclamo inviato dal legale del signore è stato finalizzato esclusivamente a mettere il lettore  in cattiva luce, soprattutto nei confronti dell’agenzia. Ad ogni modo, nella condotta del lettore, al di là di possibili contestazioni circa la professionalità nell’esecuzione del mandato (in ragione della quale l’agenzia potrebbe adottare un procedimento disciplinare con un richiamo verbale o comunque con una lieve sanzione – a discrezione dell’agenzia stessa), non si ravvedono gli estremi di una responsabilità penale o civile.

Stando a quanto descritto dal lettore e, comunque, al testo del reclamo, non vi sono state nella sua discussione minacce o diffamazione, per cui non può dirsi configurabile un illecito sanzionabile penalmente. L’eventuale ingiuria, comunque non realizzatasi, non costituisce più reato per effetto della depenalizzazione attuata nel 2016.

Dal punto di vista civile, non si ravvede alcun danno patrimoniale o non patrimoniale in capo al signore, ragion per cui quest’ultimo non avrebbe alcun interesse ad agire legalmente nei confronti del lettore.

Quanto al trattamento dei dati personali, sembra di capire che tanto il numero di cellulare quanto l’indirizzo mail fossero stati forniti all’agenzia per poter offrire il servizio richiesto. Dunque non si può configurare una violazione della privacy né in ogni caso una condotta pregiudizievole.

Si ritiene pertanto che, al di là di eventuali sanzioni interne comminate dall’agenzia nell’ambito di un eventuale procedimento disciplinare, alcuna fondata azione legale potrà essere avviata dal cliente.

Al contrario, se il signore, nel rilasciare la recensione negativa su Facebook, ha leso l’onore e la reputazione del lettore, sarà semmai quest’ultimo a poterlo denunciare per diffamazione.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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