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Auto regalata al figlio contro il volere dell’altro genitore

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Se in caso di separazione uno dei due genitori decide di regalare al figlio un’auto nuova contro il parere dell’altro genitore, le spese di gestione (benzina, assicurazione, bollo e manutenzione) a chi spettano?

Sebbene la legge non fornisca un elenco di beni che rientrano nelle spese ordinarie o in quelle straordinarie, per pacifica giurisprudenza l’acquisto di un’auto (così come quello di un motorino) è ricondotto tra le spese straordinarie che necessitano del consenso di entrambi i coniugi, in quanto trattasi (presumibilmente) di acquisto voluttuario, cioè non indispensabile al ragazzo.

Sono spese straordinarie (o extra-assegno o extra-mantenimento) quelle che per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli (Cass. n. 9372/2012). Queste, al contrario delle spese ordinarie, non sono ricomprese nell’assegno di mantenimento, e andranno ripartite tra i genitori pro quota secondo la misura pattuita dagli stessi o determinata espressamente dal Giudice, in conformità al principio di proporzionalità.

A loro volta, le spese straordinariesi dividono in spese che necessitano del consenso preventivo di entrambi i coniugi e spese che, a causa della loro indifferibilità, possono essere effettuate da un solo coniuge, salvo poi rivalersi nella misura del 50% sull’altro: ad esempio, le spese in ambito sanitario connotate dai caratteri di necessità o urgenza non necessitano del previo consenso.

Le spese extra-mantenimento che richiedono il previo accordo dei genitori sono quelle meno necessarie, tra le quali rientra anche l’acquisto di un’auto.

In assenza del consenso congiunto, il genitore può donare l’autovettura ma sarà tenuto a sopportarne i relativi costi, sia di acquisto iniziale che di manutenzione, i quali non possono essere imposti all’altro genitore. Tra l’altro, il genitore dissenziente potrebbe anche adire il giudice opponendosi all’acquisto, qualora questo possa provocare un pregiudizio economico ed esso non faccia fronte ad esigenze imprescindibili e rispondenti al maggior interesse dei figli.

Se, invece, l’acquisto dell’autovettura risulta fondamentale per il ragazzo (ad esempio, per spostarsi per motivi di studio o di lavoro), allora il coniuge che ha effettuato l’acquisto potrebbe chiedere (eventualmente anche in giudizio) che la spesa straordinaria venga divisa con l’altro coniuge, così come le relative spese di manutenzione.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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