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Sosta dell’auto su marciapiede privato ad uso pubblico

3 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2018



Con riguardo alla sosta su strada comunale, priva di cartello di divieto di sosta sul lato destro della stessa, affiancata da un marciapiede che risulta essere accatastato quale parte integrante della mia casa di abitazione, trattandosi di marciapiede privato ad uso pubblico è permessa la sosta del mio veicolo? Nel caso di rimozione della ringhiera metallica sarebbe permesso il parcheggio del mio veicolo sull’area privata occupando il marciapiede ma non la sede stradale?

Per quanto riguarda il primo quesito, si può dire che l’articolo 158, 1° comma, lettera h), del Codice della strada vieta la fermata e la sosta dei veicoli sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

Questo significa che se la segnaletica stradale non indica che è possibile fermarsi o sostare su un marciapiede, allora la fermata e la sosta sono vietate direttamente dalla norma citata e, pertanto, il veicolo della foto allegata dal lettore, a chiunque appartenga, non può sostare in quella posizione.

Difatti la parte del marciapiede sulla quale l’auto nella foto sta sostando, anche se di proprietà privata, è evidentemente di uso pubblico perché fa parte di una strada comunale, non è recintata o altrimenti delimitata ed è quindi fruibile da un numero indeterminato di persone (si fa riferimento, ovviamente, alla parte di marciapiede libera dalla recinzione).

Pertanto, considerato che non esiste una diversa segnalazione, su quella parte di marciapiede non è consentito a nessuno (nemmeno al proprietario del marciapiede) fermarsi o sostare alla guida di qualsiasi tipo di veicolo a guida umana con la conseguenza che, contravvenendo a questa norma, si sarà soggetti alla sanzione amministrativa pecuniaria segnalata nella precedente consulenza ed anche alla sanzione della rimozione o del blocco del veicolo.

Per quanto riguarda, poi, il secondo quesito occorre precisare quanto segue.

Nel momento in cui il lettore rimuovesse la recinzione metallica oggi esistente, è chiaro che assai difficilmente si potrà affermare (per esempio da parte del Comune) che la parte di marciapiede prima recintata possa essere considerata di uso pubblico (per essere, infatti, di uso pubblico una strada o un marciapiede privati devono essere da tempo immemorabile fruibili liberamente da un numero indeterminato di persone).

Pertanto, su quella parte di marciapiede privato e non di uso pubblico (cioè quella che oggi risulta recintata) gli organi di polizia stradale non potranno elevare sanzioni ai veicoli che vi stazionino per divieto di sosta e/o di fermata (ai sensi dell’articolo 158, 1° comma, lettera h)) proprio perché su quella parte di marciapiede (privato e non di uso pubblico) non possono essere applicate le norme del Codice della strada (chiaramente, però, se vi stazionassero veicoli di proprietà non del proprietario del marciapiede, quest’ultimo potrà denunciare i proprietari e/o i conducenti di quei veicoli per i reati indicati nella precedente consulenza).

Tuttavia bisogna anche sottolineare che non si può affatto escludere che in futuro gli organi di polizia stradale possano contestare ai veicoli in sosta nella parte di marciapiede oggi recintata (anche ai veicoli di proprietà del proprietario del marciapiede) la violazione dell’articolo 143 del Codice della strada.

Questa norma, infatti, impone ai veicoli di circolare sulla parte destra della carreggiata e questo significa che i veicoli (tutti i veicoli) non possono circolare sui marciapiedi (pubblici o privati ma di uso pubblico): infatti stabilendo che i veicoli possono transitare solo sulla carreggiata, l’articolo 143 del Codice della strada vieta ai veicoli la circolazione su quelle parti della strada diverse dalla carreggiata e, cioè, sul marciapiede.

Perciò, siccome per poter accedere a quella parte di marciapiede che oggi è recintata sarà necessario ed inevitabile, in un eventuale futuro, che i veicoli di proprietà del lettore transitino e, quindi, circolino sulla parte di marciapiede di uso pubblico, non si può escludere che ogni volta che un agente di polizia municipale (o di altro organo di polizia stradale) dovesse accertare che un veicolo è in sosta nella parte di marciapiede oggi recintata egli decida di sanzionare il proprietario del veicolo per la violazione dell’articolo 143 del Codice della strada considerato che, appunto, per parcheggiare in quell’area sarà inevitabile che un veicolo passi (e quindi circoli, anche se per un breve tratto e per un lasso di tempo breve) sul marciapiede di uso pubblico.

Si noti infine che la violazione dell’articolo 143 del Codice della strada comporta l’irrogazione di una sanzione che va da euro 41 ad euro 169.

Per evitare in futuro il lettore di correre il pericolo di subire una multa per violazione dell’articolo 143 del Codice della strada ogni volta che dovesse parcheggiare nella parte di parcheggio oggi ancora recintata, una soluzione potrebbe essere quella di richiedere ed ottenere dal Comune un passo carrabile (chiaramente bisognerà verificare presso il Comando di Polizia municipale e, probabilmente, anche presso l’ufficio tecnico comunale se e come sia possibile ottenerlo e se questo potrebbe consentirgli, senza più alcun problema, di parcheggiare nella zona del marciapiede che oggi è delimitata dal recinto metallico).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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