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Manomissione contatore Enel: ricostruzione consumi

31 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 ottobre 2018



Se i tecnici dell’Enel hanno accertato manomissioni al contatore è inevitabile l’arrivo di una bolletta con il ricalcolo dei consumi: ma ci sono delle regole che l’ente erogatore deve rispettare.

Se a seguito del controllo operato dai tecnici dell’Enel, per propria iniziativa o su sollecito di terzi, è emersa l’esistenza di manomissione del contatore, è altamente probabile che la società elettrica effettui una ricostruzione dei consumi non registrati o registrati erroneamente e di cui si presume che l’intestatario del contratto di servizio elettrico abbia usufruito. La conseguenza di ciò è che ben presto arriverà una salata bolletta al malcapitato, contenente il relativo conguaglio che lo stesso è tenuto a pagare nei termini indicati nella fattura. Nella pratica, questa operazione di ricalcolo avviene su quelli che sono i cd. consumi presunti, cioè, i consumi generalmente ricavati da una ricostruzione storica delle bollette dell’utente. Ma se è vero, come lo è, che la manomissione del contatore legittima l’Enel alla ricostruzione consumi altrettanto vero è che l’operazione è retta da precise regole la cui violazione rende annullabile la fattura. Il ricalcolo dei consumi, risultanti errati per difetto, a causa delle letture “falsate” dalla manomissione del contatore, deve partire dalla data in cui quest’ultimo risulta essere stato modificato. Ma molto spesso è difficile, se non impossibile, identificare con certezza il momento in cui il contatore è stato manipolato, pertanto, la prima cosa da comprendere è fino a quanto tempo prima l’Enel può risalire per addebitare i consumi elettrici presunti. Inoltre, è altrettanto importante capire (e sapere) quali sono le modalità di ricostruzione utilizzate dalla società elettrica per risalire agli ipotetici consumi. Tutto ciò allo scopo di garantire la trasparenza delle operazioni di ricalcolo e permettere all’utente il controllo sulla correttezza delle attività di ricostruzione e dei relativi risultati. Infatti, l’attività di ricalcolo dei consumi deve avvenire nel rispetto di quanto stabilito da apposite deliberazioni della Autorità per la Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente. In questo articolo ti daremo maggiori informazioni su manomissione contatore Enel: ricostruzione consumi.

L’effetto della manomissione del contatore

Nella normalità dei casi la fattura relativa ai consumi elettrici si basa o sulla lettura effettiva del contatore, realizzata dai tecnici dell’Enel o dalla auto lettura dell’utente; oppure sul criterio dei consumi stimati, vale a dire su di un calcolo realizzato su dati presuntivi, a loro volta, ricavati dai consumi dei periodi precedenti dell’utente.

In termini esemplificativi: se nei mesi di gennaio e febbraio dell’anno 2017 si ha avuto come consumo 10, si presume che nei medesimi mesi dell’anno successivo, ovverosia del 2018, la lettura del contatore rileverà il medesimo consumo di 10, valore che sarà reputato quale consumo “normale” del cliente.

Ma questa regola non viene applicata allorquando i tecnici della società elettrica riscontrano la manomissione del contatore, cioè, una alterazione del gruppo di monitoraggio dei consumi finalizzata a far apparire un minore utilizzo di energia elettrica e, così, pagare importi inferiori rispetto a quanto realmente dovuto dall’utente.

Quindi, se il contatore viene manomesso tra le conseguenze che ne derivano vi è l’operazione del ricalcolo dei consumi mediante una ricostruzione storica degli stessi da parte dell’Enel. Ricostruzione dei valori di utilizzo della corrente che porta inevitabilmente a delle rettifiche dei prelievi di energia elettrica. Con la conseguenza che, ben presto, l’utente sarà chiamato a pagare un conguaglio particolarmente salato per i consumi falsati.

Modalità di calcolo dei consumi

Quando la fornitura della corrente elettrica è attiva in virtù di regolare contratto ma si verificano casi di indisponibilità di dati corretti di consumo, l’ente provvede ad effettuare una stima dei dati di misura sulla base di precise regole.

Innanzitutto, la ricostruzione dei consumi ha come periodo di riferimento l’intervallo di tempo compreso tra il momento in cui risulta avvenuta la manomissione, se determinabile con certezza, e quello in cui l’Enel, tramite il proprio tecnico, ha provveduto alla sostituzione del contatore vecchio con altro regolarmente funzionante. Ma nella maggior parte dei casi il momento in cui è stata realizzata la manomissione non è determinabile con evidenza. In queste ipotesi, la determinazione del periodo, con riferimento al quale il gestore del servizio elettrico può procedere alla ricostruzione dei consumi, avviene secondo quanto stabilito dalla A.R.E.R.A., Autorità per la Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente così come le modalità di calcolo devono seguire le regole da questa dettate.

L’ A.R.E.R.A. è definibile come l’autorità indipendente che ha, tra i propri scopi, quello di regolamentare le tariffe, tutelare gli utenti finali e garantire il corretto funzionamento dei mercati relativi alla elettricità, al gas ed all’acqua.

Consumo storico di pari periodo dell’anno precedente

Il primo criterio che si può utilizzare per la ricostruzione dei valori di utilizzo della corrente elettrica è quello che si basa sul consumo storico di pari periodo dell’anno precedente. In concreto, l’Enel prende a riferimento il consumo reale dell’utente relativo al medesimo periodo di interesse portato indietro di un anno. Dunque, a titolo esemplificativo: se nei mesi di maggio e giugno dell’anno precedente si è consumato 33, nei medesimi mesi dell’anno successivo si presume che il consumo sia lo stesso.

Consumo storico del periodo adiacente

Un altro criterio è quello del consumo storico del periodo adiacente, vale a dire, che l’Enel prende a riferimento il consumo reale dell’utente relativo al periodo immediatamente precedente a quello di interesse. L’esempio pratico è il seguente: se nei mesi di maggio e giugno del presente anno si è consumato 33, nei due mesi immediatamente successivi dello stesso anno si presume che il consumo sia sempre 33.

Consumo medio reale giornaliero

Altro metodo di calcolo è quello del consumo medio reale giornaliero che si quantifica prendendo come riferimento il consumo ricompreso tra due letture reali antecedenti al periodo di interesse.

La lettura del consumo reale ed il conguaglio

Ovviamente, almeno una volta l’anno l’Enel ha il dovere di effettuare una lettura reale dei consumi dell’utente, emettendo fattura di conguaglio. La conseguenza è che:

  • se le letture stimate avranno superato il reale consumo dell’utente, in favore dello stesso dovrà essere effettuato un rimborso (mediante emissione di assegno o bonifico o accredito sulla fattura successiva);
  • se, invece, le letture stimate (e quindi pagate dall’utente) saranno risultate inferiori al reale consumo di questi, la bolletta di conguaglio prevederà il versamento dell’importo di differenza.

L’utente, inoltre, sarà tenuto al pagamento della bolletta nei termini e con le modalità stabilite dall’Enel e solo in casi particolari potrà chiedere di pagare i corrispettivi dovuti con un rateizzo.

Ad esempio, la richiesta di pagare a rate sarà possibile per i clienti con uso elettrico domestico qualora la bolletta di conguaglio risultasse superiore al 150% dell’addebito medio delle bollette in acconto, ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio. Oppure per i clienti ai quali, a seguito di malfunzionamento del contatore per causa non imputabile agli stessi, venisse richiesto il pagamento di corrispettivi per consumi non registrati. Con riferimento al periodo da prendere in considerazione, si deve precisare che a seguito dell’entrata in vigore di una recente deliberazione della A.R.E.R.A., Autorità per la Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente, il termine di prescrizione ordinario delle fatture per il consumo elettrico è stato ridotto da 5 a 2 anni.

Dunque, nell’effettuare il ricalcolo dei consumi, l’Enel potrà andare indietro solo di due anni. L’unica eccezione che permette all’ente di ricostruire i consumi a ritroso fino a cinque anni indietro è proprio l’ipotesi in cui l’erronea rilevazione dei dati dipenda da responsabilità accertata dell’utente.

Come difendersi

Ma cosa succede se l’utente si accorge che l’Enel ha errato nel calcolo dei consumi presunti? E cosa se, invece, l’Enel rifiuta di fornire al cliente le informazioni dovute sulle modalità di ricostruzione utilizzate per risalire agli ipotetici consumi? Ecco, è importante sapere che dal 1° gennaio 2017 per le controversie tra gli utenti e l’Enel in materia di energia elettrica è divenuto obbligatorio il tentativo di conciliazione prima di intentare qualsivoglia causa. Nello specifico, la procedura da seguire è la seguente:

  • si invia un reclamo all’Enel, cioè una raccomandata con avviso di ricevimento contestando gli addebiti e fornendo tutti gli elementi utili per dimostrare che il metodo di ricalcolo del consumo è lontano dal reale consumo. È la stessa Enel a precisare che la eventuale revisione nella ricostruzione dei consumi può essere eseguita solo a fronte della acquisizione di elementi probatori e documentali che dimostrano un “profilo di assorbimento” della energia diverso da quello risultante dal consumo storico dell’utente;
  • se trascorrono 50 giorni dal ricevimento del reclamo senza che l’Enel abbia risposto, si presenta la domanda di conciliazione tramite il Servizio Conciliazione ARERA on line e previa registrazione. La domanda, che deve contenere i dati elencati nel sito della ARERA, può essere inoltrata anche a mezzo raccomandata o fax ma la procedura rimane online. Se qualche dato richiesto manca, l’ente provvede a contattare l’utente chiedendogli di integrare le informazioni;
  • se l’Enel risponde ma in modo insoddisfacente è anche questa una ipotesi in cui si può presentare la domanda on line per la procedura di conciliazione tramite il servizio conciliazione ARERA;
  • è possibile effettuare la procedura di conciliazione anche presso la Camera di Commercio oppure uno degli organismi A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) iscritti presso la ARERA. La procedura di conciliazione è gratuita;
  • entro 7 giorni dalla presentazione della domanda, il Servizio di Conciliazione comunica l’avvio della procedura indicando la data del primo incontro, che deve svolgersi entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, decorsi non meno di 10 giorni dalla comunicazione stessa. In caso di urgenza (come nella ipotesi di sospensione del servizio) la data del primo incontro si svolge entro 15 (non 30) giorni dalla data di presentazione della domanda, decorsi non meno di 5 (non 10) giorni dalla comunicazione;
  • nel giorno ed all’ora indicati (che è possibile modificare purché la richiesta pervenga almeno 5 giorni prima) le parti si incontrano telematicamente in web conference, vale a dire accedendo al sito personalmente oppure delegando una associazione di consumatori. Se alla data fissata non si presenta chi ha depositato la domanda, il procedimento viene archiviato; se ciò accade con riferimento alla parte avversa (l’Enel per intenderci) viene redatto un verbale in cui si dà atto dell’esito negativo della procedura. Se le parti trovano un accordo, il verbale diviene esecutivo;
  • la conciliazione termina entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, prorogabile di massimo 30 giorni. E solo se viene redatto verbale negativo, quando non è stato possibile trovare un accordo, si potrà procedere con una causa.

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