Diritto e Fisco | Articoli

Contestare multa parcheggio marciapiede

20 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Novembre 2018



In questo articolo vedremo in quali casi è possibile presentare un ricorso avverso una contravvenzione per sosta sul marciapiede.

Giorni fa hai commesso un’infrazione al codice della strada. Non avresti voluto, ma non sapevi proprio cosa fare. Eri alla ricerca disperata di un parcheggio, ed hai vagato con l’auto per quasi un’ora senza trovare dove metterla. A un certo punto, hai visto che si era liberato un posto. Ti sei però reso conto quasi subito del fatto che la tua macchina non ci entrava per pochi centimetri. Avendo urgenza di recarti a un appuntamento, sei riuscito ad introdurla in quel posto lasciandola con la parte anteriore destra sul marciapiede. Al tuo ritorno, hai trovato una multa sul parabrezza. A questo punto ti chiedi se sia possibile contestare una multa per parcheggio sul marciapiede. In questo articolo troverai la risposta. Parcheggiare sul marciapiede è una pratica che va assolutamente evitata, non solo perché si rischia di incorrere in una multa, ma anche per rispetto verso i pedoni, che del marciapiede hanno bisogno: si pensi, tra l’altro, alle mamme che spingono passeggini e ai disabili che fanno uso di carrozzelle, e ai disagi che incontrano se si trovano il percorso sbarrato da un’auto parcheggiata in modo incivile. Detto questo, devi sapere che è possibile contestare multa parcheggio marciapiede in casi molto rari. Tra poco vedremo quali. Cominciamo, però, a definire esattamente cosa è il marciapiede secondo il Codice della Strada.

Definizione di marciapiede

Secondo il Codice della Strada [1], il marciapiede è una parte della strada. Quest’ultima è lo spazio pubblico destinato al transito dei veicoli, delle biciclette, degli animali, dei pedoni. Essa è suddivisa in varie parti, secondo la tipologia di utenti che può utilizzarla. Così, fanno parte della strada la carreggiata, destinata ai veicoli; la pista ciclabile; le banchine, di solito utilizzate per la salita e la discesa dei passeggeri dai mezzi pubblici;  i marciapiedi, destinati esclusivamente ai pedoni e agli eventuali animali da compagnia che li accompagnano.

Il marciapiede viene tenuto ben distinto dalla carreggiata. Spesso esso è rialzato rispetto a quest’ultima; in alternativa, è comunque delimitato da paletti, strisce continue, ringhiere.

Le sanzioni in caso di parcheggio sul marciapiede

Il Codice della Strada vieta sia la sosta che la fermata sul marciapiede [2]. La sosta consiste in un arresto della marcia del veicolo che si prolunga nel tempo, tanto da consentire al conducente di allontanarsi. La fermata consiste, invece, in un arresto temporaneo, spesso a motore acceso, per compiere operazioni veloci, come ad esempio consentire a un passeggero di salire o scendere dalla vettura. Sul marciapiede sono vietati entrambi i comportamenti, essendo esso riservato esclusivamente ai pedoni.

Per non intralciare il movimento di questi ultimi, il veicolo non può salire sul marciapiede nemmeno parzialmente, ad esempio con una o due ruote: ciò costringerebbe gli utenti che procedono a piedi a spostarsi sulla strada per aggirare l’ostacolo, con conseguente disagio o pericolo.

Le sanzioni in caso di sosta sul marciapiede si differenziano, secondo che il veicolo con il quale è stata commessa l’infrazione sia un’autovettura, oppure un ciclomotore o motociclo. Precisamente:

  • se il veicolo è un’automobile, è prevista una multa da un minimo di 84 euro fino ad un massimo di 335 euro;
  • se il veicolo è a due ruote,  scatta una multa compresa tra i 40 euro e i 163 euro.

Oltre alla la sanzione pecuniaria, è prevista quella accessoria della decurtazione di due punti dalla patente. Inoltre, se la sosta si protrae per più giorni, la sanzione pecuniaria si moltiplica per il numero degli stessi.

Sosta sul marciapiede: quando si può contestare la multa

La multa per parcheggio sul marciapiede può essere contestata soli in pochi casi, riconducibili a quattro ipotesi:

  • se la contravvenzione è stata elevata da un ausiliario del traffico non autorizzato;
  • se il parcheggio sul marciapiede era consentito e vi è stato un errore nell’elevare la contravvenzione;
  • se vi è stato un errore da parte dell’agente accertatore nell’indicazione del veicolo;
  • se il verbale di contestazione della violazione, notificato a casa al proprietario del veicolo, presenza dei vizi formali.

Consideriamo queste ipotesi una per una.

Contravvenzione elevata da un ausiliario del traffico

Chi può elevare una contravvenzione per sosta o fermata sul marciapiede? Certamente la polizia municipale; quasi mai gli ausiliari del traffico dipendenti da aziende private. Infatti gli ausiliari del traffico sono preposti al controllo dell’utilizzo degli spazi nei quali è consentito il parcheggio a pagamento, contrassegnati da strisce blu, e possono fare multe soltanto per violazioni che riguardano queste aree, e non il traffico in generale.

Questo principio è stato sancito dalla Corte di Cassazione, chiamata a decidere proprio su un caso riguardante la multa elevata da un ausiliare del traffico [3].

Pertanto l’ausiliare del traffico può elevare contravvenzioni solo nei seguenti casi:

  • parcheggio negli spazi destinati alla  sosta a pagamento senza che sia avvenuto il pagamento del ticket;
  • parcheggio nei suddetti spazi con ticket scaduto e non rinnovato;
  • parcheggio di veicoli in doppia fila, in una posizione tale da rendere difficile o impossibile l’ingresso e l’uscita dagli spazi a pagamento contrassegnati dalle strisce blu;
  • nel caso degli ausiliari dipendenti da ditte di trasporto pubblico, in caso di circolazione sulle corsie preferenziali, destinate ai mezzi pubblici.

Si tenga però presente che gli ausiliari del traffico possono elevare contravvenzioni e vengono equiparati alla polizia municipale, qualora siano autorizzati a farlo con un provvedimento del sindaco, che li indichi nominativamente. Se la multa per parcheggio sul marciapiede è elevata da un ausiliare del traffico non autorizzato, essa può dunque essere contestata.

Contravvenzione in caso di parcheggio consentito

Se il marciapiede è sufficientemente spazioso, può essere consentito il parcheggio di veicoli senza intralciare i pedoni. In tal caso, la possibilità di parcheggiare deve essere segnalata. Deve essere presente un apposito segnale verticale, che eventualmente indichi quale tipologia di veicoli può parcheggiare: infatti, secondo la larghezza del marciapiede, la sosta può essere limitata ai veicoli a due ruote, oppure essere consentita anche alle autovetture.

Inoltre, deve essere presente la segnaletica orizzontale finalizzata a delimitare gli spazi all’interno dei quali i veicoli devono essere posizionati. Se il parcheggio è consentito e il veicolo posizionato correttamente, e nonostante ciò viene elevata una contravvenzione, essa può essere contestata.

Multa con errore nell’indicazione del veicolo

Può accadere che l’agente accertatore commetta un errore nell’indicazione del veicolo, sbagliando la trascrizione del numero di targa. Poiché il verbale viene recapitato al proprietario del veicolo, individuato in base a questo dato, può succedere di ricevere un verbale relativo a un’infrazione commessa da altri.

Ad esempio, il vigile urbano rileva che un’auto è posizionata sul marciapiede ed eleva una contravvenzione. Il numero di targa dell’auto è XX – XXX – XX. Il vigile, però, sbaglia, e scrive XZ – XXX – XX.  Tramite il pubblico registro automobilistico, viene individuato il proprietario di un veicolo con questo numero di targa, che risulta essere Tizio. Così, a quest’ultimo viene notificato un verbale, ma in realtà il destinatario avrebbe dovuto essere il proprietario del veicolo con targa XX – XXX – XX.

In questo caso, la persona che ha ricevuto il verbale può contestare la multa, a patto di poter provare di essere estranea alla violazione. Ad esempio, potrebbe dimostrare che, nella data e nell’ora di quest’ultima, si trovava con il suo veicolo in un luogo diverso.

Multa contenente vizi formali

Infine, come tutte le multe, anche quelle relative a parcheggio sul marciapiede possono essere impugnate qualora contengano vizi formali. Innanzi tutto, la multa è annullabile se notificata oltre il termine di 90 giorni dalla violazione. Altri vizi attengono al contenuto: essa infatti deve ricomprendere alcuni dati, la cui assenza comporta l’annullabilità. Questi sono:

  • l’indicazione dell’agente accertatore;
  • le generalità del conducente, o, qualora questo non sia stato subito individuato, del proprietario del veicolo;
  • l’indicazione del veicolo con il quale è stata commessa l’infrazione;
  • la data e l’ora di quest’ultima;
  • l’indicazione della norma che è stata violata.

Multa per sosta sul marciapiede: come ricorrere

Se la multa per parcheggio sul marciapiede è impugnabile, è possibile scegliere tra tre tipologie di ricorsi:

  • ricorso in autotutela. Esso è proponibile in tutti i casi in cui l’illegittimità della multa è evidente, e non è necessario darne dimostrazione con prove complesse o con elaborati ragionamenti giuridici. E’ il caso, ad esempio, in cui la contravvenzione sia stata elevata da un ausiliario del traffico che non avrebbe potuto farla. In queste ipotesi, è possibile presentare al comando dei vigili urbani un ricorso in autotutela, con il quale si chiede alla stessa Amministrazione di annullare il verbale perché palesemente illegittimo. In questo modo, l’Ente tutela se stesso, perché evita che l’automobilista proponga un ricorso davanti a un Giudice e lo vinca: questo comporterebbe, per l’Ente medesimo, un inutile dispendio di denaro. Attenzione però, perché questo tipo di ricorso non sospende i termini per rivolgersi al Prefetto o al Giudice di Pace: è quindi consigliabile, se l’Amministrazione non si pronuncia in tempi brevi, esperire un’altra forma di ricorso;
  • ricorso al prefetto. Si propone entro 60 giorni dalla notifica della multa. Va redatto in carta semplice, e deve essere spedito al Prefetto mediante raccomandata con avviso di ricevimento, o, in alternativa, depositato presso l’ufficio o comando dell’organo accertatore della violazione. Al ricorso occorre allegare l’eventuale documentazione che si ritiene utile a supporto delle proprie ragioni. Si può anche chiedere di essere sentiti personalmente. L’istruttoria viene eseguita dall’ufficio che ha accertato la violazione. Entro 120 giorni dalla ricezione degli atti da parte di quest’ultimo, il Prefetto si pronuncia sul ricorso. Se lo accoglie, annulla il verbale. Se non si pronunzia entro il predetto termine di 120 giorni, il ricorso di intende ugualmente accolto. Se invece rigetta il ricorso, emette nei confronti del trasgressore un’ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione pari almeno al doppio del minimo di quella prevista per la violazione, oltre alle spese del procedimento. Contro l’ordinanza-ingiunzione è possibile proporre ricorso al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica;
  • ricorso al giudice di pace. Si può proporre contro il verbale di contravvenzione (e in tal caso non si propone ricorso al Prefetto), oppure contro l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto, entro 30 giorni dalla notifica. Se il valore della causa non supera i 1.100 euro, non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Bisogna tener presente che questo tipo di ricorso ha un costo, che, anche in assenza di spese legali, è dovuto allo Stato: infatti, chi intraprende una causa deve pagare una tassa, denominata “contributo unificato”, il cui importo dipende dal valore del procedimento. A ciò occorre aggiungere la necessità di presentarsi alle udienze, pena la cancellazione della causa.

Ora sai quando si può contestare una multa per parcheggio sul marciapiede, e come farlo. Puoi quindi decidere cosa fare. Mi raccomando: la prossima volta sii più prudente.

note

[1] Art. 1 co. 3 n.33 C.d.S.
[2] Art. 190 C.d.S.
[3] Cass. sent. n. 21268/2014.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI