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Chi convalida il sequestro

26 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Ottobre 2018



Cos’è e a cosa serve il sequestro? Qual è la differenza tra sequestro probatorio, sequestro conservativo e sequestro preventivo? Chi procede alla convalida?

Devi sapere che, per subire le conseguenze di un procedimento penale, non è necessario giungere alla sentenza finale di condanna: è possibile, infatti, che già durante le indagini preliminari l’autorità giudiziaria, su proposta del magistrato del pubblico ministero, disponga l’applicazione di alcune misure (definite cautelari) che limitino la libertà personale dell’indagato oppure la disponibilità dei suoi beni. In pratica, avviene ciò: nell’attesa che il processo penale termini (o cominci, addirittura), c’è il rischio che la persona indagata o imputata continui ad infrangere la legge, magari utilizzando determinati oggetti (armi, macchine, ecc.); per evitare che questa accada, il pubblico ministero può chiedere al giudice di emanare dei provvedimenti che gli impediscano di compiere alcune attività, tipo di allontanarsi dalla propria dimora oppure utilizzare alcuni beni. Nel caso in cui il provvedimento restrittivo riguardi oggetti o cose, si parlerà di sequestro, cioè di quella misura cautelare che sottrae al suo titolare la disponibilità di uno o più beni, mobili o immobili che siano. Il sequestro, però, non serve solamente ad impedire che la persona indagata o imputata di un reato possa continuare a compiere illeciti, ma può essere molto utile anche nello svolgimento delle indagini, allorquando si ritiene che determinate cose possano essere di grande importanza per provare la colpevolezza dell’indagato: in questo caso si parla di sequestro probatorio, cioè del sequestro finalizzato a “congelare” un determinato elemento nell’attesa che esso possa essere utilizzato come prova durante il processo. Anche questo tipo di sequestro necessita della convalida del giudice per essere efficace. Se quanto detto sinora ti interessa, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è e chi convalida il sequestro.

Cos’è il sequestro?

Prima di spiegarti chi convalida il sequestro, devo per forze spiegarti cos’è un sequestro. Si tratta di una misura cautelare tipica non solo del processo penale, ma anche di quello civile. Con il sequestro l’autorità giudiziaria sottrae al suo proprietario una cosa, impedendogli di poterla utilizzare. In alcuni casi, il sequestro non si concreta in uno spossessamento materiale, ma semplicemente nell’impossibilità per il suo titolare di poterne validamente disporre: ad esempio, il sequestro conservativo tipico del diritto civile neutralizza gli effetti di un’eventuale vendita nei confronti del creditore.

All’interno del procedimento penale, il sequestro assume una denominazione diversa a seconda degli scopi che intende perseguire. Si avranno, quindi, tre forme diverse di sequestro: il sequestro conservativo; il sequestro preventivo e quello probatorio. Come vedremo nei prossimi paragrafi, solamente il sequestro preventivo e quello probatorio possono avere bisogno della convalida. Approfondiamo.

Cos’è il sequestro probatorio?

Il sequestro probatorio è un mezzo di ricerca della prova che consiste nell’assicurare una cosa mobile o immobile al procedimento per finalità probatorie, mediante lo spossessamento della cosa e la creazione di un vincolo di indisponibilità sulla medesima. Questa indisponibilità serve per conservare immutate le caratteristiche del bene, al fine dell’accertamento dei fatti. Dunque, lo scopo di questo tipo di sequestro è quello di assicurare al processo il relativo mezzo di prova.

Di norma, oggetto del sequestro probatorio è il corpo del reato, cioè la cosa sulla quale o mediante la quale è stato commesso il reato [1]: si pensi al sequestro dell’arma del delitto (coltello, pistola, ecc.), oppure al sequestro di banconote false, di un mezzo danneggiato, ecc. Corpo del reato sono anche le cose che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato: si pensi, ad esempio, al denaro proveniente da ricettazione o da riciclaggio. Il sequestro probatorio, quindi, protegge quelle cose che possono essere utili alle indagini e che, se lasciate prive di custodia, rischiano di disperdersi o di diventare irrecuperabili.

Cos’è il sequestro conservativo?

Quello probatorio non è l’unico tipo di sequestro penale previsto dalla legge. il codice di procedura penale, infatti, contempla anche il sequestro conservativo e quello preventivo. Il sequestro conservativo ha una finalità prevalentemente economica: infatti, il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [2].

Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [3].

Cos’è il sequestro preventivo?

Per quanto riguarda il sequestro preventivo, invece, la legge dice che, quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto motivato. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

In pratica, il sequestro preventivo viene disposto quando ci sia il timore che la persona indagata o imputata possa avvalersi di un determinato bene nelle more del procedimento penale; in teoria,  quindi, se i processi fossero istantanei (oggi catturato, domani processato), non si avrebbe bisogno del sequestro preventivo, né tantomeno di ogni altra misura cautelare. Poiché, però, questo è impossibile, si rende necessario sottrarre fisicamente la cosa incriminata all’autore del fatto criminoso; si pensi a chi sia indagato per stalking e detenga in casa una pistola: questa potrebbe essere utilizzata per realizzare la minaccia che l’autore del crimine abbia rivolto alla sua vittima; si rende pertanto necessario il sequestro dell’arma.

Sequestro: chi lo convalida?

Poiché il sequestro comporta una limitazione della liberta di una persona e, nello specifico, l’impossibilità di disporre di un bene proprio, la legge prevede obbligatoriamente l’intervento dell’autorità giudiziaria. Nel caso del sequestro probatorio e di quello preventivo, però, esigenze di celerità e di urgenza potrebbero indurre la polizia giudiziaria ad effettuare immediatamente il sequestro di una determinata cosa: si pensi, come ricordato sopra, alla pistola trovata in casa di un malvivente durante una perquisizione. In un caso come questo, attendere il provvedimento del giudice che dispone il sequestro farebbe perdere troppo tempo, consentendo al reo di disfarsi dell’arma. Per questo motivo, la polizia giudiziaria può immediatamente effettuare il sequestro probatorio della pistola, per poi successivamente chiedere la convalida all’autorità competente. Lo stesso accade per il sequestro preventivo. Vediamo allora cosa dice la legge in tema di convalida del sequestro.

Convalida del sequestro probatorio

Se durante le indagini la polizia giudiziaria si imbatte nel corpo del reato oppure in altre cose pertinenti al reato, essa può procedere immediatamente con il loro sequestro se il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente [4]. Il sequestro serve ad evitare che gli oggetti vengano distrutti, nascosti o alterati dall’indagato, così da renderli inservibili durante il processo.

In questa circostanza, la polizia giudiziaria riporta nel verbale il motivo del sequestro, consegnandone copia alla persona alla quale le cose sono state sequestrate. Il verbale è trasmesso immediatamente, e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove il sequestro è stato eseguito. Il p.m., nelle quarantotto ore successive, convalida con decreto motivato il sequestro se ne ricorrono i presupposti di legge, ovvero dispone la restituzione delle cose sequestrate.

Contro il decreto che convalida il sequestro, l’indagato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre, entro dieci giorni dalla notifica del decreto ovvero dalla diversa data in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’avvenuto sequestro, richiesta di riesame [5].

Convalida sequestro preventivo

Quanto appena detto a proposito della convalida del sequestro probatorio vale, almeno in parte, anche per il sequestro preventivo. Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato direttamente dal pubblico ministero.

Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al p.m. del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria. Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini sopra indicati ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta [6].

Convalida sequestro probatorio e sequestro preventivo: differenze

La differenza tra la convalida del sequestro probatorio e convalida del sequestro preventivo sta nell’organo che deve procedere: mentre il sequestro probatorio deve essere confermato dal magistrato del pubblico ministero (cioè, dalla pubblica accusa), il sequestro preventivo deve essere convalidato dal giudice che procede (durante le indagini, dal gip, durante il processo, dal giudice che istruisce la causa).

A cosa serve la convalida del sequestro?

A questo punto probabilmente ti starai chiedendo perché la legge prevede tutti questi passaggi: è proprio necessaria la convalida del sequestro? Perché seguire un iter così lungo? Sempre la solita burocrazia? In realtà, la convalida è molto importante perché rappresenta una vera e propria garanzia per il cittadino che subisce il sequestro: trattandosi di un provvedimento restrittivo, è obbligatorio che su di esso si esprima l’autorità giudiziaria, la quale deve verificare che il sequestro abbia rispettato tutte le norme di legge. In altre parole, l’autorità giudiziaria garantisce la legalità del sequestro. Non a caso, qualora manchi uno degli elementi essenziali, il bene deve essere immediatamente dissequestrato.

La convalida del sequestro probatorio, come visto, è disposta dal pubblico ministero, il quale comunque è un magistrato e, pertanto, deve accertare la legalità di quanto avvenuto. Non occorre l’intervento del giudice perché il sequestro probatorio ha finalità meramente investigative; contro di esso, comunque, è sempre possibile fare ricorso al tribunale del riesame, cioè ad un collegio di tre giudici che stabilirà la legittimità o meno del decreto del p.m.

Anche contro la convalida del sequestro preventivo è possibile fare ricorso al tribunale del riesame. La persona legittimata non è soltanto l’indagato o l’imputato, ma anche colei che, pur non rivestendo tale qualità, risulta essere il proprietario del bene sequestrato: non poche volte, infatti, le autorità mettono sotto sequestro beni utilizzati dall’autore del crimine, ma di proprietà di terzi. Si pensi a chi guidi pericolosamente in stato di ebbrezza l’auto di altra persona: ebbene, in un caso come questo, l’intestatario della vettura potrà fare ricorso perché la stessa venga dissequestrata

note

[1] Art. 253 cod. proc. pen.

[2] Art. 316 cod. proc. pen.

[3] Art. 317 cod. proc. pen.

[4] Art. 354 cod. proc. pen.

[5] Art. 355 cod. proc. Pen.

[6] Art. 321 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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