Diritto e Fisco | Articoli

Diligenza del buon padre di famiglia: significato

1 Gennaio 2019
Diligenza del buon padre di famiglia: significato

La condotta del buon padre di famiglia riveste il ruolo di criterio oggettivo di valutazione di un comportamento. La diligenza del buon padre di famiglia è un canone di lealtà, impegno, rigore, onestà. 

Il buon padre di famiglia è un’icona esistente nella nostra società. Che cosa dovrebbe fare una persona per essere tale, per essere considerato “buon padre di famiglia”? Si tratta di una semplice etichetta? Quali sono i criteri di valutazione? E’ un concetto che s’incontra anche nelle vicende di carattere legale. Svariati sono i riferimenti normativi a tale espressione. Cosa significa, dunque, comportarsi da buon padre di famiglia, anche fuori dalle “mura” domestiche? Mentre nella vita familiare, nella vita di ogni giorno, quando si chiude la porta di casa al mondo esterno, si scopre l’essenza di un buon padre, la sua persona, il suo cuore. Ti è stato contestato di non aver adempiuto una prestazione, cui sei tenuto per contratto o per vicenda di altra natura, secondo la diligenza del buon padre di famiglia? Hai necessità di conoscere il significato attribuito a tale espressione in campo normativo? In questo articolo ti spiegheremo diligenza del buon padre di famiglia: significato.

Il buon padre di famiglia: il significato normativo

Il buon padre di famiglia è una figura storica della società. E’ quell’uomo considerato di alto rigore, lealtà, onestà, impegno, determinazione, cura e dedizione per la famiglia. Un uomo di alta considerazione e stima sociale.

L’espressione “buon padre di famiglia” assume un significato pregnante anche nel mondo giuridico, nell’ambito di svariate norme di legge, così come nella giurisprudenza. Qual è il suo significato? Chi è il buon padre di famiglia nell’ambito dei rapporti contrattuali o di altra natura? La variegata e innumerevole mole di fattispecie che si sviluppano nella società, non può che esigere un metodo di osservazione oggettivo. Ne consegue che il buon padre di famiglia rappresenta un criterio oggettivo, generale e astratto di valutazione di un comportamento. Un metro di valutazione di una condotta.

Diligente come il buon padre di famiglia è chi esegue la prestazione cui è obbligato per contratto o per vicende di altra natura, con il livello di rigore, impegno, correttezza, cura, lealtà che si possa pretendere e attribuire a un uomo medio. Un livello, dunque, di diligenza non straordinario ed eccezionale bensì di medio livello, proprio di un uomo normale. Il buon padre di famiglia può definirsi, dunque, come un canone di riferimento oggettivo, avente funzione di misurazione della qualità di condotta assunta dall’uomo medio normale, nell’ambito dei rapporti di natura contrattuale o di altra differente natura.

Il buon padre di famiglia e la diligenza nell’amministrare

Il buon padre di famiglia s’incontra nell’istituto della “Tutela del minore”. Il tutore di un minore è nominato, laddove entrambi i genitori sono morti o per altre cause non possono esercitare la responsabilità genitoriale. Rileva la responsabilità del tutore nell’amministrare il patrimonio del minore, in quanto la detta amministrazione deve essere conforme alla diligenza del buon padre di famiglia [1].

Una condotta, pertanto, diligente, corretta, leale e secondo buona fede, finalizzata alla piena e fedele realizzazione degli interessi del minore, siano essi di natura materiale che spirituale.

Altro ruolo di gestione e amministrazione tenuto a conformarsi alla diligenza del buon padre di famiglia è rivestito dall’esecutore testamentario, il quale è tenuto a curare e tutelare l’esecuzione esatta delle disposizioni di ultima volontà del defunto [2]. I beni dell’eredità devono essere gestiti con la diligenza del buon padre di famiglia, nel pieno rispetto delle volontà del testatore e per la piena ed efficiente gestione della massa ereditaria.

Il buon padre di famiglia e la diligenza nell’adempimento

L’importanza della diligenza del buon padre di famiglia è rimarcata anche nella sfera dell’adempimento delle obbligazioni [3]. Una qualità di condotta che il debitore è tenuto ad osservare nell’adempimento delle proprie obbligazioni, siano esse di natura contrattuale [4] o derivanti atto illecito [5], è l’onestà e la correttezza.

Non è diligente, il lavoratore che, nell’esecuzione delle mansioni proprie del suo lavoro, adotti un atteggiamento distratto, negligente, superficiale, poco preciso e di scarso rendimento, determinando, così facendo, una reale compromissione degli interessi dell’impresa, anche nei confronti di soggetti terzi. Non conforme alla diligenza del buon padre di famiglia è, per porre un esempio, la condotta del banchiere che, dinanzi ad un documento di riconoscimento, grossolanamente falsificato, procede all’accensione di un conto corrente con rilascio contestuale del libretto di assegni al nuovo cliente. Il banchiere si rileva non diligente in quanto trascura un attento esame del documento suddetto che, gli consentirebbe di notare immediatamente la falsificazione, omettendo i più elementari controlli atti ad evitare il rischio di rilascio del libretto di assegni a persona non autorizzata.

La diligenza nell’adempimento è dovuta anche dal soggetto obbligato a risarcire il danno a persona lesa, per aver posto in essere una condotta illecita che abbia determinato un danno ingiusto in capo al soggetto leso.

Per porre un esempio, nell’ipotesi di tamponamento tra due veicoli, il soggetto responsabile dell’incidente è obbligato a risarcire il danno in favore del conducente dell’altro veicolo; una condotta risarcitoria che consiste nel pagamento di una somma di denaro, il cui ammontare dipende dalla stima dei danni subiti, di natura materiale (danni a veicolo) o di natura personale (danni fisici, ad esempio distorsioni, fratture, traumi di vario tipo). Il soggetto obbligato deve, pertanto, comportarsi secondo il buon padre di famiglia, prodigandosi con impegno, lealtà, correttezza e buona fede per porre rimedio ai danni provocati dall’evento lesivo. Così come, il mandatario [6] è tenuto ad adempiere ed eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia, nonché l’agente nell’adempimento della propria prestazione lavorativa [7].

Un caso pratico è la condotta dello spedizioniere, il quale è obbligato, nell’eseguire il contratto di trasporto, nonché ogni altra attività accessoria ad esso connessa, a conformarsi alla diligenza del buon padre di famiglia, seguendo con impegno e rigore ogni istruzione impartita dal committente e nell’interesse di quest’ultimo. In ogni caso, in assenza di istruzioni specifiche, è tenuto a comportarsi secondo correttezza e  “buon senso”.

 In tale ambito, rilievo assume la diligenza richiesta all’esercente attività professionale, come ad esempio un medico, un avvocato o un notaio, in quanto non è richiesta la sola e semplice diligenza media del buon padre di famiglia, bensì una diligenza di natura professionale [8], in quanto l’esercente deve adeguare l’esecuzione della prestazione ai parametri di valutazione specifici richiesti dalla natura dell’attività posta in essere.  Si tratta in questo caso di una diligenza qualificata, di carattere tecnico, ove anche il risultato raggiunto ha la sua rilevanza. Ad esempio, colui che esercita professioni sanitarie è tenuto, nello svolgimento della propria attività, ad attenersi a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.

Il buon padre di famiglia e la diligenza nel godimento, nella custodia e nella conservazione della cosa

La legge [9] delinea la condotta del buon padre di famiglia in capo al possessore della cosa che, è colui che esercita sulla cosa un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale, come ad esempio il possesso di servitù o l’usucapione.

Un possesso in buona fede dei frutti naturali e dei frutti civili, fino alla restituzione della cosa stessa, usando la diligenza propria del buon padre di famiglia. Allo stesso modo, tra le principali obbligazioni del conduttore [10], rileva l’utilizzo della cosa con la diligenza del buon padre di famiglia, nel pieno rispetto dell’uso determinato nel contratto o per l’uso che può, altrimenti, presumersi dalle circostanze. Rilevanza assume la diligenza del buon padre di famiglia anche, nell’istituto del deposito [11], ovvero il contratto con il quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura. E’ nella custodia che, il depositario deve essere diligente come il buon padre di famiglia.

Per porre un esempio: il proprietario di un’auto che deposita la stessa presso un’autofficina per la riparazione, si attende una condotta del depositario tale da prevenire furti e rapine, come l’installazione di porte e finestre di ferro, di un sistema di allarme, nonché di un servizio di vigilanza anche notturno. Sulla medesima linea, s’inserisce anche il contratto di comodato [12], con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché ne faccia uso per un determinato periodo o per una finalità determinata, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodatario, infatti, deve custodire e conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia. Ciò comporta che, lo stesso, non può servirsene che per l’uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa, e non può, altresì, concedere a terzi il godimento della cosa, senza il consenso del comodante. L’inosservanza di tale diligenza nell’adempimento degli obblighi assunti comporterebbe la richiesta di immediata restituzione della cosa da parte del comodante, nonché l’eventuale risarcimento del danno.

Per porre un esempio, lo studente universitario che, riceve in comodato d’uso gratuito una camera nel campus universitario, è tenuto ad essere diligente nella conservazione e nella custodia di detta camera e di ogni suo componente, ad utilizzarla per le finalità strettamente connesse alle esigenze di studio e non può, altresì, concedere il proprio diritto a terzi.

Il buon padre di famiglia: la sua figura agli occhi di un figlio 

La figura del padre nell’ambito familiare riveste un’importanza fondamentale che non deve passare inosservata. Una figura, in tal caso, dai connotati strettamente personali e privati che, ad ogni modo, assume la sua rilevanza in eventuali procedimenti e controversie che attengono alla famiglia, ai rapporti tra coniugi e i figli.

Insegna a vivere

Il padre è una figura di riferimento per ogni persona. Fin dalla nascita, le sue braccia, la sua voce, il suo sguardo trasmettono sicurezza, protezione, calore. Il padre accompagna il proprio figlio nella crescita di ogni giorno, insegna le piccole cose, conduce il figlio alla scoperta del mondo. Il ruolo del padre è centrale nella crescita e nello sviluppo della personalità del figlio. Un buon padre è docile e paziente, conduce il figlio alla scoperta di sensazioni ed emozioni nuove. E’ colui che non alza la voce, bensì porge la mano e con calma e pazienza ridona il sorriso.

E’ l’esempio da seguire

Il buon padre è colui che, in famiglia, porta l’esempio. Un esempio di onestà, impegno, rispetto. Un figlio guarda il mondo attraverso gli occhi del proprio padre. Il modo di essere di un padre trasmette al proprio figlio i valori di ogni giorno. La bellezza di un abbraccio al mattino e di un bacio della buonanotte sono attimi che non si dimenticano. La dolcezza e il rispetto del buon padre nei confronti della propria madre e della famiglia tracciano linee importanti del carattere di un figlio.

E’ il faro nella tempesta 

Il buon padre rappresenta il faro, la luce, il bastone. Il mondo esterno è, talvolta, troppo rude. Il buon padre è colui che mantiene quel filo sottile tra sè e la libertà del proprio figlio. Un filo che, giorno dopo giorno, lascia correre con fiducia. Un filo sempre vigile, che talvolta, non può che tornare indietro, al punto di partenza, nelle sue mani. Mani che rigenerano, mani che danno calore, speranza, coraggio. Un filo che, nonostante gli inevitabili nodi, non si spezzerà mai. Il buon padre è colui che accarezza, ama e tiene per mano.

Di LAURA GAGLIARDI

note

[1] Art. 382 cod. civ.

[2] Art. 703 cod. civ.

[3] Art. 1176 cod. civ.

[4] Art. 1218 cod. civ.

[5] Art. 2043 cod. civ.

[6] Art. 1710 cod. civ.

[7] Art. 1746 cod. civ.

[8] Art. 1176 co. 1 cod. civ.

[9] Art. 1148 cod. civ.

[10] Art. 1587 cod. civ.

[11] Art.1766 cod. civ.

[12] Art. 1803 cod. civ.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA