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Sequestro per equivalente

1 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2018



Cos’è e a cosa serve il sequestro per equivalente? Qual è la differenza con la confisca per equivalente?

Sequestrare un bene significa toglierlo a chi ne è proprietario oppure a chi ne ha la disponibilità. Poiché si tratta di una sottrazione forzata della cosa, per procedere ad un sequestro è sempre necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria: solo un magistrato può disporre che un bene venga tolto a chi ne può legittimamente disporre. Per questo motivo, il sequestro è una misura estrema che viene adottata solo in presenza di determinate condizioni: ad esempio, nel processo civile il sequestro serve ad evitare che il debitore si impoverisca in maniera tale da impedire al creditore di recuperare quanto gli è dovuto; nel processo penale, invece, il sequestro serve di solito ad impedire che la libera disponibilità del bene possa consentire al reo di commettere altri delitti. La legge prevede dei casi in cui è possibile procedere al sequestro anche in assenza del bene che dovrebbe essere sottratto. Cosa significa? Come è possibile? Se questo argomento ti interessa e ritieni utili saperne di più, allora il mio consiglio è quello di continuare a leggere: ti spiegherò cos’è il sequestro per equivalente.

Sequestro: cos’è?

Prima di parlare del sequestro per equivalente devo necessariamente spiegarti cos’è il sequestro. Il sequestro è una misura cautelare, cioè un provvedimento che viene adottato in attesa della sentenza che definisce il giudizio. Sicuramente saprai che la giustizia italiana non è per nulla veloce: proprio per evitare che, nelle lungaggini processuali, possano intervenire cambiamenti che rendano inutile la pronuncia finale del giudice, è possibile emanare delle misure che anticipino in parte la sentenza o, comunque, non la rendano vana.

Facciamo un esempio: Tizio è indagato per minacce e stalking nei confronti di Caia; perquisendo il suo appartamento, la polizia trova una pistola. Ora, è facile da capire che, se l’arma venisse lasciata nella libera disponibilità di Tizio, questo ben potrebbe utilizzarla contro Caia per realizzare i suoi propositi criminali. Per questo motivo, l’autorità può decidere di sequestrare la pistola per evitare che possa accadere qualcosa di ancor più grave. Ugualmente, se vieni colto in stato di ebbrezza alla guida del tuo veicolo, è probabile che la polizia ne disponga il sequestro al fine di impedire che tu possa reiterare il crimine.

Sequestro nel processo penale

Il codice di procedura penale conosce due tipi di sequestro (in realtà sono tre, ma quello probatorio ora non ci interessa): il sequestro conservativo e il sequestro preventivo. Il sequestro conservativo ha una finalità meramente economica ed è, pertanto, equiparabile al sequestro in ambito civile. Il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [1]. Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [2].

Sequestro preventivo: cos’è?

Il sequestro preventivo, invece, corrisponde al tipo di sequestro che abbiamo sopra esemplificato parlando della pistola. La legge dice che, quando c’è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto. Il giudice può altresì disporre il sequestro preventivo delle cose di cui è consentita la confisca [3]. Per comprendere cosa sia il sequestro per equivalente dobbiamo un attimo soffermarci su quest’ultimo aspetto.

Confisca: cos’è?

La confisca è una misura di sicurezza che consiste in una vera e propria espropriazione forzata di uno o più beni a seguito della sentenza di condanna. Detto in parole semplici, il bene confiscato non viene più restituito: se non è addirittura distrutto, esso viene acquisito a titolo definitivo dallo Stato. La confisca può riguardare anche il profitto o il prodotto di un reato, cioè le cose (ad esempio, il danaro) che derivano dalla commissione dell’illecito: ad esempio, il bottino di una rapina ne rappresenta il prodotto, mentre l’arricchimento derivante da una truffa ne è il profitto.

Ora, non sempre la confisca è possibile: ciò accade quando i beni che dovrebbero essere espropriati dallo Stato non esistono più: per evitare ciò, si può procedere alla confisca per equivalente. Facciamo un esempio: secondo il codice penale, i beni che hanno costituito il prezzo o il profitto di uno dei principali reati contro la pubblica amministrazione (concussione, peculato, corruzione, ecc.) sono confiscati a seguito di sentenza di condanna. Se questi beni non ci sono o non sono più reperibili, è ordinata la confisca dei beni di proprietà del colpevole per un valore corrispondente al suo illecito arricchimento: si tratta appunto della confisca per equivalente. Si prenda il caso del dipendente che, avendo la disponibilità del denaro della pubblica amministrazione per cui lavora, se ne appropri. Se verrà condannato per peculato, gli verranno confiscati beni per un ammontare pari al suo furto.

Sequestro per equivalente: cos’è?

Siamo ora pronti a capire cos’è il sequestro per equivalente: esso serve ad assicurare, in vista della condanna, la futura confisca di beni di valore corrispondente al profitto del reato. Se Tizio, noto dirigente, ruba un milione di euro e viene condannato, gli si potranno confiscare tanti beni (case, auto, ecc.) che, per valore, equivalgano al milione rubato. Per evitare, però, che nelle more del processo penale egli possa disporre delle sue proprietà in modo tale da privarsene del tutto, lasciando così la giustizia con un palmo di naso, il pubblico ministero potrebbe chiedere al giudice di disporre il sequestro per equivalente di tanti beni che possano corrispondere alle somme di cui l’indagato/imputato si è indebitamente appropriato. Il sequestro per equivalente, quindi, è preordinato alla confisca per equivalente.

Quando il sequestro per equivalente diventa confisca?

Mentre il sequestro è una misura cautelare comminata nelle more del processo, la confisca è una sanzione definitiva: la confisca, infatti, segue la sentenza di condanna, mentre il sequestro si applica prima, proprio in attesa della sentenza definitiva. Quindi, il sequestro per equivalente si trasforma in confisca per equivalente dopo la sentenza di condanna: il vincolo di indisponibilità, da temporaneo che era con il sequestro, diventa definitivo con la confisca.

note

[1] Art. 316 cod. proc. pen.

[2] Art. 317 cod. proc. pen.

[3] Art. 321 cod. proc. pen.

[4] Art. 240 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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