Diritto e Fisco | Articoli

Rating di legalità: cos’è e a cosa serve

20 Novembre 2018


Rating di legalità: cos’è e a cosa serve

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Novembre 2018



Imprese: il rating di legalità permette di usufruire di alcuni vantaggi nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni. Ecco come ottenerlo, i requisiti da possedere e le possibilità di ottenere il massimo punteggio possibile

Il rating di legalità è un meccanismo che premia le imprese gestite con diligenza e nel rispetto della legge. Richiedere il rating di legalità e ottenere un buon punteggio di valutazione (da una a tre stelle) permette all’impresa di accedere a particolari vantaggi in diversi settori come, ad esempio, nella concessione di finanziamenti pubblici o nell’accesso al credito bancario. Presentare la domanda per il rilascio del rating di legalità non è un’operazione particolarmente complessa, ma bisogna prestare attenzione a non commettere errori quando si compila la domanda. Potrebbe sicuramente essere utile verificare se la tua impresa è in possesso dei requisiti richiesti per ottenere il rating e per usufruire del massimo punteggio possibile. In questo articolo, proverò a rispondere a tutte le domande che ti starai ponendo sul rating di legalità: cos’è e a cosa serve, chi può richiederlo, quando può essere rilasciato e come ottenere il massimo punteggio possibile.

Come si richiede il rating di legalità? Quali vantaggi comporta?

Per richiedere il rating di legalità, bisogna inoltrare all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato una domanda redatta secondo un formulario dove devono essere fornite una serie di informazioni relative all’impresa, per valutare se sia possibile rilasciarle il rating di legalità e con quale punteggio. Si tratta di informazioni che riguardano:

  • il possesso dei requisiti per presentare la domanda di rating;
  • l’assenza di cause ostative al rilascio del rating;
  • le condizioni per attribuire un punteggio maggiore rispetto al minimo di una stella.

Una volta compilata, la domanda va firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e trasmessa all’AGCM telematicamente [1]. Una volta ricevuta la domanda, l’Autorità verifica il possesso dei requisiti per ottenere il rating e il punteggio più alto consultando Banche Dati e richiedendo informazioni a tutte le autorità in grado di fornire elementi per verificare la veridicità di quanto dichiarato (ad esempio l’ANAC e il Ministero della Giustizia) [2].

In caso di incompletezze , entro quindi giorni dalla trasmissione della domanda, l’Autorità invita l’impresa a indicare i dati mancanti o ulteriori informazioni rilevanti ai fini del rilascio del rating [3].

Entro 60 giorni dalla trasmissione della domanda (prorogabili di ulteriori 60 giorni in caso di particolari verifiche da svolgere) l’Autorità si esprime:

  • positivamente, rilasciando il rating con indicazione del relativo punteggio all’impresa in possesso dei requisiti necessari;
  • negativamente, comunicando all’impresa i motivi che impediscono il rilascio del rating. In tal caso, entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, l’impresa può presentare osservazioni scritte per difendersi.

Se l’Autorità si esprime positivamente, l’impresa è inserita nell’Elenco delle imprese con rating di legalità, per un periodo di due anni dal rilascio [4]. Nel corso di tale periodo l’impresa dovrà comunicare all’Autorità ogni eventuale variazione dei dati riportati nella domanda che possano incidere sul punteggio del rating o sulla possibilità di continuare ad averlo. In caso di perdita dei requisiti, infatti, il rating può essere revocato. Ottenere e mantenere il rating di legalità permette di accedere ad una serie di benefici.

Ad esempio [5]:

  • in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, è possibile ottenere un punteggio maggiore nell’inserimento in graduatoria e un titolo di preferenza rispetto agli altri concorrenti;
  • in sede di accesso al credito bancario, le banche devono tener conto del rating per ridurre i tempi e i costi per la concessione di finanziamenti all’impresa;
  • in materia di contratti pubblici, l’importo della garanzia per la partecipazione ad una gara d’appalto è ridotto del 30% per le imprese in possesso del rating di legalità.

Non bisogna confondere il rating di legalità con il rating di impresa, che è un meccanismo molto simile al rating di legalità, ma utilizzato per valutare l’affidabilità dell’impresa quale esecutrice di un contratto pubblico. Ma vediamo ora chi può ottenere il rating di legalità e quali requisiti deve possedere.

Chi può richiedere il rilascio del rating di legalità? 

Non tutte le imprese possono richiedere il rilascio del rating di legalità. L’AGCM, infatti, ha stabilito che possa essere richiesto solo dalle quelle che abbiano le seguenti caratteristiche [6]:

  • sede operativa nel territorio nazionale, ciò significa che almeno uno dei luoghi in cui l’impresa svolge la propria attività deve trovarsi in italia. La sede operativa può anche non coincidere con la sede legale, cioè la sede principale che rappresenta il centro amministrativo dell’impresa. Quindi, ad esempio, possono richiedere il rating di legalità anche le imprese aventi sede legale all’estero, ma almeno una sede operativa in Italia;
  • fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla richiesta di rating. Il requisito del fatturato deve risultare da un bilancio regolarmente approvato e pubblicato e può riferirsi:
    • alla singola impresa che presenta la domanda di rilascio del rating;
    • al gruppo di imprese di cui eventualmente faccia parte.
  • iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni.

Possono presentare la domanda di rating sia le imprese individuali (cioè il singolo imprenditore che svolge un’attività economica, ad esempio il trasporto taxi), sia le imprese collettive (cioè società e consorzi).

Quando non si può ottenere il rating di legalità?

Nel formulario da compilare per richiedere il rilascio del rating di legalità, l’impresa deve dichiarare una serie di informazioni che permettano all’Autorità di valutare se esistono cause ostative al rilascio del rating. Si tratta di situazioni che, se sussistono, non permettono all’impresa di ottenere il rating. Se ha presentato domanda, l’Autorità risponderà con un diniego al rilascio del rating.

Condanne nei confronti dell’impresa e dei suoi amministratori

In primo luogo, il rating di legalità non è rilasciato se, nei confronti le delle figure apicali dell’impresa risultano:

  • provvedimenti definitivi di condanna;
  • misure di prevenzione o misure cautelari personali o patrimoniali.

Le figure apicali rappresentano quei soggetti che, all’interno dell’impresa, hanno uno forte potere decisionale o di controllo (ad esempio il titolare, il direttore tecnico, il legale rappresentante, isoci di maggioranza, ecc.). La verifica sull’assenza di condanne penali dev’essere svolta sia sui soggetti ancora in carica, sia su quelli cessati entro un anno dalla richiesta di rating. Per farlo, basta acquisire dal tribunale un certificato dei carichi pendenti, da cui non devono risultare provvedimenti di condanna o misure di prevenzione per reati rientranti nelle seguenti categorie:

  • reati che determinano la responsabilità amministrativa dell’impresa (ad esempio la corruzione) [7];
  • reati tributari (ad esempio la dichiarazione fraudolenta mediante fatture false) [8];
  • reati in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro [9]
  • reati contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio la frode nelle pubbliche forniture) [10];
  • reato di omesso delle ritenute sulle retribuzioni di lavoratori e collaboratori [11];

Per i delitti aggravati dal fatto di essere stati commessi nell’ambito di un’organizzazione criminale (ad esempio un’associazione di stampo mafioso) [12], non solo è necessaria l’assenza di tali provvedimenti, ma addirittura non può essere pendente il relativo processo.

L’impresa non può ottenere il rating di legalità se, negli ultimi due anni, sono stati adottati nei suoi confronti uno tra i provvedimenti sotto elencati, divenuti definitivi o per scadenza del termine di impugnazione o perché confermati con sentenza a sua volta divenuta inoppugnabile:

  • sentenze di condanna o misure cautelari per reati che fanno scattare la responsabilità amministrativa dell’impresa (ad esempio la corruzione che abbia coinvolto l’intera struttura dell’impresa) [7];
  • condanne da parte della AGCM per:
    • illeciti antitrust gravi, salvo il caso di non imposizione o riduzione della sanzione amministrativa pecuniaria per collaborazione prestata nell’ambito di un programma di clemenza nazionale o europeo;
    • pratiche commerciali scorrette [13];
    • inottemperanza a quanto disposto dall’Autorità [14];
  • accertamenti del mancato rispetto degli obblighi fiscali, come l’omesso pagamento di imposte e tasse, degli obblighi retributivi, contributivi e assicurativi;
  • accertamento del mancato rispetto delle previsioni di legge sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • revoche di finanziamenti pubblici per i quali non siano stati rispettati gli obblighi di restituzione;
  • sanzioni pecuniarie o interdittive da parte dell’ANAC o annotazioni nel Casellario informatico delle imprese [15], che implichino l’impossibilità di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione.

Inoltre, le imprese non possono ottenere il rating se sono destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validità.

Altre situazioni che impediscono il rilascio del rating

Esistono, infine, situazioni o condizioni dell’impresa che impediscono il rilascio del rating:

  • l’essere controllata di diritto o di fatto da società o enti esteri di cui non sono identificabili i proprietari, salvo che la società che ha presentato domanda sia in grado di fornire informazioni sui predetti soggetti;
  • l’utilizzo di strumenti di pagamento non tracciabili per pagamenti e transazioni finanziarie relativi ad importi superiori alla soglia fissata per la circolazione del contante;
  • l’essere sottoposta commissariamento per condotte illecite commesse nell’esecuzione di un appalto pubblico[16].

Come superare le cause che impediscono il rilascio del rating

L’esclusione dalla possibilità di ottenere il rating di legalità non opera per sempre e conosce delle eccezioni. In primo luogo, nel caso di condanne penali riportate dagli amministratori dell’impresa, sarà possibile il rilascio del rating di legalità dopo cinque anni dal momento in cui il la sentenza o il decreto penale di condanna sono diventati inoppugnabili a condizione che non siano state avviate nuove azioni penali per i medesimi reati. Inoltre, anche prima di tale periodo di tempo, l’impresa può aggirare l’ostacolo al rilascio del rating se adotta le cosiddette misure di self-cleaning, cioè se dimostra:

  1. la completa dissociazione dalla condotta posta in essere dagli amministratori;
  2. l’impegno a risarcire i danni derivanti dal reato commesso;
  3. l’adozione di misure tecniche e organizzative per prevenire la commissione di futuri reati.

Sono previste, poi, specifiche ipotesi in cui, a prescindere dall’esistenza delle condanne penali, il rating può essere rilasciato. Si tratta delle seguenti categorie di imprese:

  • impresa sottoposta a sequestro o confisca affidata ad un custode o amministratore giudiziario o finanziario per finalità di continuazione o ripresa dell’attività produttiva [17];
  • imprese i cui beni aziendali oggetto di confisca definitiva sono stati destinati all’affitto o alla vendita in favore di società o imprese pubbliche o private per finalità di continuazione o ripresa dell’attività produttiva [18].

L’attribuzione del punteggio

Se possiede i requisiti per presentare la domanda e non sussistono cause ostative al rilascio del rating, l’impresa può ottenere il minimo punteggio di rating, che è pari ad una stelletta [19]. Il punteggio può essere incrementato di una stelletta al ricorrere di tre condizioni premiali, fino ad un massimo di tre stellette. Le condizioni premiali che possono determinare l’aumento del punteggio di rating sono:

  1. l’adesione ai protocolli o alle intese di legalità finalizzati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, sottoscritti dal Ministero dell’interno o dalle Prefetture con associazioni imprenditoriali e di categoria;
  2. l’utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per somme di piccoli importi;
  3. lo svolgimenti di controlli sulle attività aziendali e l’adozione di modelli organizzativi per la prevenzione della commissione di reati;
  4. l’iscrizione presso le white list, cioè in un elenco di imprese non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  5. l’adesione a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
  6. l’aver denunciato di aver subito uno dei reati previsti come causa ostativa al rilascio del rating.

Sul punteggio può influire negativamente la presenza di annotazioni sul Casellario informatico delle imprese relative a gravi episodi di negligenza o errore nell’esecuzione dei contratti pubblici ovvero a gravi inadempienze contrattuali.

Di GIUSEPPE BRUNO

note

[1] Art. 2 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.

[2] Art. 4 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.

[3] Art. 5 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.

[4] Art. 9 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.

[5] Decreto MEF-MISE n. 57 del 20.02.2014.

[6] Art. 1 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.

[7] D. Lgs. 231/2001.

[8] D. Lgs. 74/2000.

[9] D. Lgs. n. 81/2008

[10] Artt. 346, 346bis, 353, 353bis, 354, 355, 356, 629 cod. pen.

[11] Art. 2 co. 1 e 1-bis del D.L. n. 463/1983.

[12] Art. 7 del DL n. 152/1991.

[13] Art. 21 Codice del consumo.

[14] Art. 27 co. 12 Codice del consumo.

[15] Art. 213 co. 10 D. L.  n. 50 del 18.04.2016.

[16] Art. 32 D. L. n. 90 del 24.06.2014.

[17] Art. 12-sexies D. L. n. 306 dell’8.06.1992.

[18] D. Lgs. n. 159 del 6.09.2011.

[19] Art. 3 Delibera AGCM n. 27165 del 15.05.2018.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI