Reddito di cittadinanza: ultime notizie

22 Giugno 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Giugno 2019



Reddito di cittadinanza: quando arriva, carta acquisti, requisiti Isee, durata massima, offerte di lavoro.

Il reddito di cittadinanza non è un assegno da 780 euro al mese per i furbetti che hanno intenzione di poltrire sul divano, ma consiste in una sorta di social card con la quale si possono acquistare beni e servizi di base e pagare bollette, mutuo e affitto: chi bara sulle condizioni per il diritto al sussidio con false dichiarazioni rischia anche la galera. Non è possibile, per i beneficiari del reddito di cittadinanza, stare in casa a poltrire: le attività da svolgere obbligatoriamente per il proprio comune e le attività di formazione, riqualificazione e ricerca attiva del lavoro non ne danno il tempo. Sono questi i punti fermi previsti dal decreto sul reddito di cittadinanza [1] in merito alla nuova misura, che è recentemente stata convertita in legge.

Peraltro,  il sussidio è riconosciuto a due fasce di destinatari: per gli over 67 (o le famiglie con soli over 67 e disabili gravi), sotto forma di pensione minima di cittadinanza, cioè d’integrazione per chi percepisce redditi o pensioni sotto la soglia di povertà, mentre a tutti coloro che si trovano sotto la soglia di povertà ed in età lavorativa spetta il reddito di cittadinanza vero e proprio.  Ai cittadini in età lavorativa, in cambio del sussidio mensile di 780 euro (valore riferito a un nucleo familiare con un solo componente), si richiede però la ricerca assidua di un’occupazione, la frequenza di corsi di formazione e orientamento e di 8 ore di lavoro a favore del proprio Comune di residenza, impegno che non è richiesto ai pensionati, ai disabili ed agli studenti.

Per quanto riguarda la pensione minima di cittadinanza, il sussidio, anche se esposto come un aumento “di fatto” dell’integrazione al trattamento minimo e delle maggiorazioni, è accreditato su carta acquisti, la carta Rdc, o con altre modalità, ma non con un aumento dell’assegno da parte dell’Inps. In base a un recente emendamento, la pensione di cittadinanza può essere ritirata in contanti alle Poste o in banca, senza bisogno di utilizzare la carta RdC.

L’erogazione degli importi su social card è indispensabile, secondo chi ha ideato la misura, per evitare spese voluttuarie, come il gioco d’azzardo, servendosi del reddito di cittadinanza; in ogni caso, la riforma dei centri per l’impiego, in base a quanto annunciato, dovrebbe trasformare il reddito di cittadinanza, per coloro che si trovano in età lavorativa, in una misura straordinaria, favorendo l’incontro tra domanda e offerta d’impiego ed assicurando realmente il collocamento dei disoccupati.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza: novità, come funziona, chi sono i beneficiari, a quanto ammonta, quali sono i requisiti e gli adempimenti richiesti, come ottenerlo.

Che cos’è il reddito di cittadinanza?

Cerchiamo innanzitutto di capire le caratteristiche fondamentali del nuovo reddito di cittadinanza: questo sussidio consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà relativa.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente, che ha l’abitazione in affitto: questa soglia è diminuita per chi è proprietario dell’abitazione principale e non paga l’affitto, ed è aumentata per chi ha un nucleo familiare con più componenti.

In base a quanto emerge dal decreto in materia, il reddito di cittadinanza non è riconosciuto con un assegno, ma accreditando l’importo spettante in una carta acquisti, la carta Rdc. La carta Rdc consente di prelevare, in contanti, sino a 210 euro al mese (220 euro per le famiglie numerose con disabili gravi), di pagare le utenze, di acquistare beni e servizi di base, e di inviare un bonifico per pagare l’affitto o il mutuo.

Come funziona la pensione di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non  riguarda soltanto i lavoratori che si trovano sotto la soglia di povertà, ma anche i pensionati. Nello specifico, tutti coloro che hanno almeno 67 anni di età hanno diritto alla pensione di cittadinanza, sino a un massimo di 780 euro mensili (l’importo aumenta se ci sono più componenti nel nucleo familiare), se possiedono i requisiti per il sussidio (l’integrazione è più bassa per chi non paga l’affitto o il mutuo). L’attuale integrazione al trattamento minimo, pari a 513 euro mensili, e le ulteriori maggiorazioni, risultano dunque, di fatto e in modo indiretto, incrementate dalla pensione di cittadinanza.

L’integrazione può avvenire attraverso l’erogazione dell’importo spettante su una carta acquisti, oppure tramite altre modalità, come l’accredito in banca.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza ammonta sino a un massimo di 780 euro per ogni persona adulta e disoccupata senza alcun reddito, con affitto o mutuo a carico; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integra gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese. Nello specifico, l’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese (630 euro al mese, 7.560 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza) per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese (1.323 euro al mese, 15.876 euro annui in caso di pensione di cittadinanza); in base alla conversione in legge del decreto Rdc, per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti è previsto un incremento dell’importo massimo della quota base di reddito di cittadinanza erogabile (in presenza di almeno quattro componenti del nucleo familiare) da 1.050 euro a 1.100 euro mensili, e da 1.323 euro a 1.386 euro per la pensione di cittadinanza;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto (150 euro al mese, 1.800 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico:
• non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente,
ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare a 19.656 euro all’anno (1.638 euro al mese, anche se nel concreto risulta minore);
• non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Per ogni componente del nucleo, il reddito aumenta di 0,4 punti se maggiorenne, e di 0,2 punti se minorenne, sino a un massimo di 2,1 (2,2 nel caso in cui in famiglia vi siano disabili gravi o non autosufficienti).

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza risultano, in ogni caso, esentasse.

Reddito di cittadinanza: è per sempre?

Il reddito di cittadinanza è una misura strutturale: significa che non è stato previsto solo per uno o due anni, ma per sempre. Questo implica che se dovesse cadere il governo, il Rdc continuerebbe ad esistere. Leggi Reddito di cittadinanza: che succede se cade il governo?

Lo si comprende facilmente dalla lettura del testo del decreto legge che non dà date di scadenza.

Reddito di cittadinanza con la carta acquisti

Il reddito di cittadinanza viene riconosciuto, in base a quanto esposto nel decreto pensioni, tramite carta acquisti, che funziona in modo simile alla vecchia social card ed alla carta Rei, erogate alle famiglie più bisognose.

Con la carta Rdc, le operazioni consentite sono diverse. Innanzitutto, è possibile acquistare gli stessi beni e servizi che, ad oggi, è possibile acquistare con la carta Rei (la carta nella quale è accreditato il reddito d’inclusione). Si tratta, per grandi linee, dei generi alimentari, dei beni acquistabili in farmacia, parafarmacia e nella grande distribuzione.
È vietato qualsiasi acquisto legato al gioco d’azzardo: no, dunque, ai gratta e vinci, alle scommesse, alle schedine del Lotto o del Super Enalotto, ed a qualsiasi concorso a premi.
Con la carta Rdc è possibile anche pagare le utenze, come la bolletta dell’elettricità, dell’acqua e del gas.
Per approfondire: Carta Rdc.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Possono chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per i 12 mesi successivi alla cessazione del rapporto (salvo giusta causa), così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato; il diritto al reddito è sospeso per chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva;
  • sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare in corso di validità, inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza, da incrementare sulla base della scala di equivalenza (ossia in base al numero dei componenti della famiglia);
  • possiedono la casa di abitazione, più ulteriori immobili, anche all’estero, con un valore complessivo non superiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i  massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo; per ogni disabile grave o non autosufficiente l’incremento sale da 5mila a 7500 euro;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, o immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli adibiti al trasporto di disabili.

Risulta dunque indispensabile essere in possesso della dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario viene integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese ( se single e con affitto a carico; senza affitto l’importo scende; se vi sono più componenti della famiglia, l’importo sale).

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione sono compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite del reddito teoricamente spettante alla famiglia.

Chi percepisce prestazioni di assistenza ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il decreto prevede che, ai fini del reddito di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee non più in godimento, ed include i trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano il pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi, i rimborsi di spese sostenute, i buoni servizio o altri  titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Non rileva il bonus bebè.

Obbligo di lavorare per chi percepisce il reddito di cittadinanza

In base a quanto previsto dal decreto in materia, il reddito di cittadinanza obbliga il beneficiario (salvo l’appartenenza alle categorie esonerate) non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza.

Le attività lavorative e di riqualificazione impegneranno i beneficiari quasi ogni giorno.

Chi si rifiuterà di lavorare per il proprio Comune perde il sussidio; il reddito si perde anche nel caso in cui si rifiutino tre offerte di lavoro congrue, oppure la prima offerta di lavoro, se si percepisce il sussidio di cittadinanza in fase di rinnovo, dopo 18 mesi. Per sapere quando un’offerta di lavoro è equa: Offerta di lavoro congrua per il reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda, nello specifico, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, è obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego, firmando il patto per il lavoro;
  • lavorare nei progetti eventualmente attivati dal Comune di residenza;
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro in modo regolare;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori congrui eventualmente offerti, oppure la prima offerta di lavoro congrua, se si percepisce il sussidio di cittadinanza in fase di rinnovo, quindi dopo 18 mesi dalla concessione; in base alla conversione in legge del decreto, perché l’offerta risulti congrua, la retribuzione deve risultare superiore alla misura massima del reddito di cittadinanza fruibile dal singolo (vale a dire a 780 euro mensili), più il 10%: in parole semplici, l’offerta di lavoro, per essere considerata congrua, deve offrire uno stipendio mensile almeno pari a 858 euro (780 euro +78  euro, il 10%).

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, ha comunque diritto all’integrazione del reddito. Nello specifico, il cosiddetto working poor è assimilato alla disoccupazione: in pratica, chi lavora, ma ha un reddito così basso da non essere tassato (cioè inferiore a 8mila euro se dipendente, a 4800 euro se autonomo, e rientra nella no tax area, in quanto le detrazioni sono più alte dell’Irpef dovuta), può beneficiare delle misure di politica attiva del lavoro come chi è in possesso dello stato di disoccupazione perché privo d’impiego.

Per saperne di più: Reddito di cittadinanza, adempimenti.

Assegno di ricollocazione per beneficiari del reddito di cittadinanza

I beneficiari di Rdc hanno anche diritto a una prestazione economica che può arrivare sino a 5mila euro, l’assegno di ricollocazione.

L’assegno è riconosciuto sotto forma di voucher, quindi di buono che può essere speso presso i centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro, o presso i delegati della Fondazione consulenti per il lavoro: chi aiuta il cittadino a trovare lavoro può incassare l’assegno di ricollocazione solo se riesce a trovare una nuova occupazione al beneficiario del buono.

La misura dell’assegno di ricollocazione varia non solo a seconda della durata del contratto di lavoro concluso dal disoccupato, ma anche del suo profilo di occupabilità, che dipende dall’età, dal sesso, dall’istruzione, dall’esperienza e dalla residenza: in pratica, più è difficile collocare il lavoratore, più è alto l’assegno per chi trova lavoro, sino a 5mila euro.

I percettori del sussidio beneficiari di Rdc, come abbiamo osservato, sono tenuti a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego: decorsi 30 giorni dalla data di liquidazione della prestazione, ricevono dall’Anpal l’assegno di ricollocazione (Adr) da spendere presso i soggetti abilitati ai servizi di assistenza al reimpiego.

A pena di decadenza dal reddito di cittadinanza, inoltre, il beneficiario di Rdc deve attivare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione: in pratica, deve scegliere il soggetto che deve svolgere il servizio di assistenza e fissare la data del primo appuntamento, entro 30 giorni dal riconoscimento dell’assegno. Se non attiva il servizio di assistenza intensiva, perde il reddito.

Se l’ente prescelto non si attiva nella ricollocazione del beneficiario, questi deve rivolgersi ad un altro soggetto che può erogare il servizio.

Per ottenere la pensione di cittadinanza si deve lavorare?

Per ottenere la pensione di cittadinanza non è generalmente necessario lavorare, in quanto i beneficiari del sostegno sono gli over 67, o i disabili gravi o non autosufficienti. I beneficiari della pensione di cittadinanza sono esonerati da tutte le misure di politica attiva del lavoro, e lo sono anche gli over 65 e i disabili destinatari del collocamento obbligatorio, gli studenti e coloro che già lavorano (che comunque possono scegliere di avvalersi ugualmente delle misure).

Possono essere esonerati anche i disabili gravi e non autosufficienti, e le persone con carichi di cura.

Che cosa succede a chi imbroglia?

Se si ottiene il reddito di cittadinanza sulla base di false dichiarazioni, o si lavora in nero, non solo si perde il sussidio, ma si rischia addirittura il carcere, sino a 6 anni, assieme a sanzioni piuttosto salate ed alla preclusione del sussidio per 10 anni.

Come si chiede il reddito di cittadinanza?

Il modulo di domanda per il reddito di cittadinanza è stato predisposto dall’Inps e può essere scaricato dal portale web dell’istituto: si tratta del modello SR 180.

Il modulo di domanda deve essere presentato dal richiedente, a partire dal 6 marzo, alle Poste, o presso uno sportello Caf o ancora, telematicamente, attraverso il nuovo portale del reddito di cittadinanza (redditodicittadinanza.gov.it). Si prevede a breve la possibilità di presentare la domanda di reddito di cittadinanza assieme alla dichiarazione Isee, anche online tramite sito web dell’Inps.

Le informazioni contenute nella domanda del reddito di cittadinanza devono essere comunicate dal sito web, dalle Poste o dal Caf all’Inps, entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

Per il riconoscimento del beneficio, l’Inps deve verificare, entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione, il possesso dei requisiti d’accesso. I Comuni, inoltre, devono verificare i requisiti di residenza e di soggiorno e devono comunicare l’esito della verifica.

Una volta accertati i requisiti del reddito, al cittadino è consegnata una carta acquisti (la carta Rdc: si tratta di una prepagata Postepay), che viene ricaricata ogni mese con l’importo del reddito di cittadinanza.

Come si comunicano le variazioni rilevanti per il reddito di cittadinanza?

Per comunicare all’Inps le variazioni rilevanti di reddito, patrimonio, beni durevoli, attività e altre vicende inerenti i componenti del nucleo familiare, bisogna presentare il modello di variazione SR 181, Rdc/Pdc Com esteso.

Il modulo va inviato entro 30 giorni dalla variazione, a pena di decadenza dal beneficio. Vuoi sapere tutto sulla presentazione dei moduli di domanda e di variazione per il reddito di cittadinanza? Puoi leggere la nostra Guida alla domanda reddito e pensione di cittadinanza.

Simulatore calcolo e requisiti per il reddito di cittadinanza

A breve, presso il sito web dell’Inps, sarà disponibile il simulatore del reddito di cittadinanza, che consente di valutare il possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali previsti ai fini dell’accesso al reddito e alla pensione di cittadinanza. È possibile, inoltre, calcolare la misura della prestazione spettante.

Un recente messaggio dell’Inps [2] fornisce le indicazioni operative per accedere alle diverse funzionalità, sulla base dei dati relativi a un’eventuale dichiarazione Isee, o tramite dati Isee autodichiarati dal cittadino.

Per accedere alla funzionalità ci si deve autenticare col pin dispositivo dell’Inps, oppure con lo Spid o la carta nazionale dei servizi.

Nuovo Isee per il reddito di cittadinanza

Cambiano, grazie alla conversione in legge del decreto Crescita, le regole sulla dichiarazione Isee, indispensabile per ottenere il reddito di cittadinanza. In particolare:

  • la validità dell’attestazione Isee 2019 (ossia della dichiarazione Isee presentata nel 2019) scadrà il 15 gennaio 2020;
  • la validità dell’attestazione Isee 2020 scadrà il 31 dicembre 2020 (e così per le dichiarazioni Isee presentate gli anni successivi: l’attestazione sarà valida sino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione);
  • a settembre 2019 non ci sarà ancora l’Isee precompilato;
  • in compenso, a breve ci sarà un nuovo Isee corrente, valido 6 mesi, che potrà essere ottenuto anche in caso di decadenza da un sussidio o da una pensione;
  • infine, si potrà chiedere il riferimento ai redditi dell’anno precedente, e non del secondo anno precedente.

Per approfondire: Nuovo Isee, che cosa cambia.

note

[1] DL 4/2019.

[2] Messaggio Inps n. 1954/2019.


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25 Commenti

  1. In base alle ultime dichiarazioni del ministro Di Maio, il reddito di cittadinanza verrà erogato non via social card, bensì bancomat, per evitare il senso di disagio che il beneficiario nutrirebbe esibendo una social card all’atto di pagamento.

  2. Potete dirmi come compilare la dichiarazione Isee? La legge per tutti io vi seguo sempre e leggo le vostre notizie. diritto, salute, sanità e tante informazioni utili per riuscire a gestire i piccoli problemi quotidiani per non è molto preparato in materia. vi ringrazio

      1. La pensione sociale e l’assegno sociale restano, se sussistono i requisiti, si tratta di un autonomo diritto.
        La pensione di cittadinanza costituisce “un’integrazione” dei trattamenti percepiti (erogata però con la carta Rdc, non aumenta direttamente la prestazione alla quale si ha diritto), che spetta se sussistono tutti i requisiti previsti dal DL 4 /2019 (elencati nell’articolo).

  3. Se uno si è dimesso a gennaio 2018 può chiedere il reddito di cittadinanza, visto che è passato più di un anno? Grazie

    1. La risposta è positiva. Il decreto, infatti, dispone: “Non hanno diritto al Rdc i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa. “

  4. Salve ho una bimba di 15mesi ….dovrei andare a lavorare o sono esonerata…sono anche ragazza madre….grazie

  5. Buongiorno quello che non si capisce è se una persona ha lavorato nel 2017 e mettiamo abbia dichiarato 5000 euro sodisfando i requisiti isee eccetera oggi prende 1000 euro diviso 12 mensilmente ? Anche se al momento della domanda di rdc è disoccupato ? Grazie

    1. Se al momento nessuno dei componenti del nucleo familiare percepisce redditi, l’Rdc spetta in misura piena, non in misura ridotta-integrativa

  6. salve mi chiamo peppino forse ho avuto una informazione sbagliata ma se possibile vorrei un chiarimento ,sono un pensionato invalido percepisco ,eu 280 al mese in più ho la carta rei di 180 ,sono venuto a sapere che per usufruire il reddito di cittadinanza viene sospeso per un mese e forse di più la pensione e il rei se possibile un chiarimento su questo problema .cordiali grazie

    1. Salve, la pensione non viene sospesa, e il Rei non è convertito automaticamente in Reddito di cittadinanza, ma solo dietro domanda. Può anche percepire il Rei sino alla scadenza, poi fare domanda di Rdc. Ad ogni modo, considerate le tempistiche per la presentazione e la valutazione della domanda, è probabile che vi sia un mese in cui resterà senza Rei ed Rdc.

  7. per ki ha appena trovato un lavoro part time di 3/4 ore al giorno a poco stipendio e da poco tempo al reddito di cittadinanza ke probleme porta

  8. Salve sono un ragioniere commercialista che da 4 anni non ha reddito ma ancora iscritto all’albo ed in possesso di partita iva, vivo da solo in casa di mia proprietà per un terzo, ho fatto domanda rdc ma dovevo anche compilare il pdc ridotto insieme alla domanda? Domanda fatta il 7 marzo e ancora ad oggi nessuna risposta dall’inps, in quanto isee difforme ancora in sede

  9. Ma bisogna andare di persona al collocamento o aspettare che Ti convocano???e se nn si è fatto in tempo si può rimediare?

  10. Un componente diverso dal beneficiario della carta di cittadinanza può usare la carta per pagare le bollette?

  11. salve io ho 44 anni e sono in pensione dal 2012 la mia e’ una pensione di inabilita’ alla navigazione. Io prendo la minima di 513,00 euro. Ho diritto alla pensione di cittadinanza? dimenticavo ho moglie e una figlia. grazie

    1. Salve, teoricamente, con una moglie e una figlia minorenne avrebbe diritto a una quota base d’integrazione del reddito di cittadinanza pari a 800 euro, se non paga mutuo o affitto, quindi a un importo mensile di 287 euro, considerando la pensione minima di 513 euro che già percepisce. Tuttavia, bisogna verificare se possiede tutti i requisiti.
      Può verificare qui:
      https://www.laleggepertutti.it/238893_reddito-di-cittadinanza-2019#Chi_ha_diritto_al_reddito_di_cittadinanza

  12. Perché non viene ammesso il RDC a chi non ha una pensione chi non ha nessuna entrata ed ha più di 60 anni ,solo perché ha una casa mica se la può mangiare

    1. Non è vero che essere proprietari di prima abitazione sia motivo di esclusione dal RdC.
      Ciò che conta e l’ISEE famigliare e non avere patrimonio immobiliare DIFFERENTE DALLA PRIMA ABITAZIONE superiore a 30.000 euro.

  13. Salve
    io ho fatto regolare domanda per RdC il 20 MARZO, ma ad oggi NESSUNA risposta dall’INPS in merito all’esito.
    Ho contattato decine di volte il call center e sono andata anche di persona alla sede inps della mia città, ma la risposta è sempre la stessa: “non possiamo fare niente e dovete solo aspettare!”

    Non trovo giusto che non ci sia una data entro la quale un cittadino, che vive il disagio della povertà, debba ricevere una risposta sull’esito della domanda presentata.
    Tra poco saranno 3 MESI che aspetto!

    Cosa si può fare?

    1. Salve sono una donna italiana ho 47 anni. divorziata con tre figli a carico cioè quattro adulti. tutti disoccupati .lultimo a lavorare e stato mio figlio nel 2017 abbiamo un isee di 2.974.00con l’indicatore situazione raddituale(isr) di 7. 911.07. Siamo in affitto non abbiamo autoveicoli. Eppure mi hanno dato 2.15 euro mensili. E non abbiamo nessuna altra entrata. . O provato a fare anche isee corrente. cioè a maggio del 2018 a maggio di quest. Anno ma non me l’hanno fatto perché lhanno scorso mia figlia a lavorato solo 3 mesi. (E invece c’è ne volevano 6)I sindacati ti mandano a inps. E l’INPS ti mandano dai sindacati. E tutto una manata di presa ingiro. Ditemi come fa una famiglia italiana a vivere con 212 euro al mese??? Mi sento umiliata e un vero schifo!!!! Ma almeno darebbero del lavoro!!!! Cosa dovrei fare??? Rifare la domanda??? Perfavore rispondetemi e fatemi sapere se ne o il diritto di essere arrabbiata e a chi veramente potrei rivolgermi al momento. vi ringrazio.

      1. Quando avrete in mano il nuovo isee, dove viene certificato che avete zero reddito, dovete portarlo all’inps.
        Per 4 persone adulte a reddito ZERO (nessuna entrata) vi spettano 1.050 euro + 280 euro se siete in affitto.

  14. E’ vergognoso che la scala di equivalenza, che serve per calcolare l’ammontare massimo del RdC mensile, abbia un limite del 2,1.
    Io che ho una famiglia di 7 persone adulte vengo considerato uguale a chi ha una famiglia di 4 persone adulte, perchè in entrambi i casi la scala di equivalenza massima di 2,1 è superata!
    E’ un’ingiustizia sociale che penalizza le famiglie numerose come la mia.

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