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Sequestro amministrativo di cani

22 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 ottobre 2018



Cos’è e come funziona il sequestro amministrativo? Quando viene disposto il sequestro di animali? Come fare ricorso?

Sicuramente avrai sentito tante volte parlare di sequestro e lo avrai accostato sempre a qualcosa di negativo: il sequestro dei beni al fine del pignoramento; il sequestro dell’arma del delitto; il sequestro ai fini probatori; ecc. E hai ragione: il sequestro è sempre un provvedimento che incide in modo non positivo sulla sfera giuridica della persona che ne è colpita. Sequestrare un bene significa sottrarlo a chi ne è proprietario oppure a chi lo detiene legittimamente. Forse non ha mai pensato, però, che il sequestro possa avere ad oggetto anche “esseri viventi”. Eh sì, è inutile che ti stropicci gli occhi: hai capito bene. Ovviamente, per esseri viventi non intendo persone (il sequestro di persona è un reato gravissimo!), ma animali. Se quello che ho detto finora ha suscitato la tua curiosità oppure il tuo interesse, allora ti consiglio di proseguire nella lettura dell’articolo: ti dirò cos’è il sequestro amministrativo di cani.

Sequestro: cos’è?

Prima di spiegarti il sequestro amministrativo di cani, penso sia utile che tu sappia cos’è il sequestro in generale. Il sequestro, come in parte anticipato nell’introduzione, è quel provvedimento con cui si sottrae un bene, materialmente o solo giuridicamente, al suo proprietario oppure alla persona che ne poteva disporre. Il sequestro è una misura cautelare, nel senso che viene adottato in attesa della sentenza definitiva per evitare che la libera disponibilità del bene non nuoccia alla controparte.

Il sequestro è uno strumento conosciuto sia dal diritto civile che da quello penale e amministrativo: esso comporta sempre la sottrazione di un bene, mobile o immobile, al fine di evitare che dello stesso il legittimo proprietario possa disporne. In ambito civile, la sottrazione del bene è, più che altro, giuridica, nel senso che molto spesso la cosa sequestrata viene lasciata in custodia al proprietario stesso. L’effetto concreto che si ottiene con il sequestro, pertanto, è quello di rendere inefficaci nei confronti dei terzi gli atti di disposizione compiuti dal titolare. Ciò non toglie che la cosa sequestrata possa essere affidata alla custodia di un terzo.

In campo penale, il sequestro può essere di diversi tipi; per la precisione, tre: sequestro probatorio; sequestro conservativo; sequestro preventivo. A parte il sequestro conservativo che, in pratica, è identico a quello civile, solamente che viene disposto dall’autorità giudiziaria penale, il sequestro probatorio e quello conservativo hanno ad oggetto il corpo del reato o cose pertinenti al reato, ovvero beni che, se lasciati nella libera disponibilità dell’indiziato, potrebbero essere utilizzati per commettere ulteriori delitti.

Sequestro amministrativo: cos’è?

In ambito amministrativo, il sequestro scatta ogni volta che sia violata una norma di legge alla quale, però, non consegue una sanzione penale, bensì una meramente economica. Classico esempio di sequestro amministrativo è il sequestro dell’auto previsto dal codice della strada tutte le volte in cui si debba procedere alla confisca del veicolo (ad esempio, nelle ipotesi di guida in stato di ebbrezza o sotto sostanze stupefacenti). Lo scopo è sempre di tipo cautelativo: evitare che la libera disponibilità del bene possa impedire l’applicazione della misura finale, cioè della confisca del mezzo. Il sequestro, quindi, è necessariamente provvisorio, mentre la confisca consiste in una pena accessoria che viene comminata a seguito di condanna e che consiste in una vera e propria espropriazione a favore dello Stato.

Sequestro amministrativo cani: cos’è?

Spiegato cos’è il sequestro, vediamo ora come funziona il sequestro amministrativo di cani. Si tratta di una particolare ipotesi di sequestro amministrativo che viene disposta dall’autorità ogni volta che si ritiene infranta una norma e sembra opportuno intervenire immediatamente a salvaguardia dei beni. Nel caso di specie, il sequestro amministrativo di cani è ordinato quando gli animali vengono trovati in stato di abbandono o di costrizione o, più in generale, in una condizione per loro deleteria.

Sequestro amministrativo cani: come funziona?

Il sequestro amministrativo di cani è posto pertanto a tutela degli animali sequestrati. Ma come funziona? La disciplina è contenuta in una legge [1] che dice che gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, e, tra le altre cose, possono perfino procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria.

In pratica, la legge attribuisce all’autorità il potere di procedere a sequestro amministrativo ogni volta che siano violate norme per le quali sia previsto il pagamento di una sanzione. Nel caso del sequestro amministrativo di cani, di solito l’autorità allertata corrisponde ai Nas, cioè ai Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma, i quali intervengono anche quando vengono segnalate condizioni di abbandono di animali costretti a vivere in condizioni igieniche precarie: pensa agli animali costretti a vivere in minuscole gabbie oppure senza cibo né acqua. Ebbene, in circostanze come queste, l’autorità chiamata ad intervenire può disporre il sequestro amministrativo dei cani che si trovino in dette condizioni.

Sequestro amministrativo cani: si può fare ricorso?

Secondo la legge, contro il sequestro le persone interessate possono proporre opposizione all’autorità amministrativa, la quale decide con ordinanza motivata entro dieci giorni. Se non è rigettata entro questo termine, l’opposizione si intende accolta. Anche prima che sia concluso il procedimento amministrativo, l’autorità competente può disporre la restituzione della cosa sequestrata, previo pagamento delle spese di custodia, a chi prova di averne diritto e ne fa istanza, salvo che si tratti di cose soggette a confisca obbligatoria.

Ti starai chiedendo: chi è concretamente l’autorità amministrativa competente a decidere sul ricorso? Dipende dal tipo di sequestro amministrativo: se il sequestro riguarda un’automobile, competente è il prefetto; se si tratta di sequestro amministrativo di cani, la competenza spetta al sindaco in qualità di vertice dell’amministrazione territoriale. Comunque, non c’è da temere: il verbale che l’autorità competente rilascia al momento del sequestro indica anche il soggetto a cui è possibile fare ricorso.

Quando l’opposizione è stata rigettata, il sequestro cessa di avere efficacia se non è emessa ordinanza-ingiunzione di pagamento o se non è disposta la confisca entro due mesi dal giorno in cui è pervenuto il rapporto e, comunque, entro sei mesi dal giorno in cui è avvenuto il sequestro.

note

[1] Legge n. 689/81.

Autore immagine: Pixabay.com


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