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Zone economiche speciali al via: di cosa si tratta?

22 Agosto 2017


Zone economiche speciali al via: di cosa si tratta?

> Business Pubblicato il 22 Agosto 2017



Interventi per il Mezzogiorno e per lo sviluppo del Paese: ecco le Zes, che puntano a creare un contesto più favorevole agli investimenti.

Novità per il Mezzogiorno con l’arrivo delle prime «Zone economiche speciali» (Zes). L’evoluzione delle zone franche concentrate in ambito doganale hanno l’obiettivo principale di attrarre gli investitori: nelle aree circoscritte e con una particolare vocazione produttiva e di apertura ai mercati internazionali, nelle quali con una combinazione di incentivi (fiscali e normativi) si può creare un contesto più favorevole agli investimenti.

Decreto Sud: al via gli incentivi

Il cosiddetto «Decreto Sud» [1] è dedicato a un nuovo piano per favorire la crescita economica nelle aree del Mezzogiorno, esso introduce a tal fine due misure principali:

  • la misura denominata Resto al Sud (leggi anche Lavoro: a settembre parte Resto al Sud) per l’imprenditoria giovanile;
  • le Zona economiche speciali (Zes), ovvero zone del paese, generalmente collegate ad una area portuale, destinatarie  di benefici fiscali e semplificazioni amministrative. All’interno delle Zes, si consentirà  lo sviluppo di imprese già insediate e che si insedieranno, attraendo anche investimenti esteri.

Come funzionano le Zone economiche speciali?

Una Zes deve essere istituita all’interno dei confini statali, in una zona geografica chiaramente delimitata e identificata. La Zona economica speciale:

  • può essere composta anche da aree territoriali non direttamente adiacenti, purché abbiano un nesso economico funzionate;
  • deve comprendere un’area portuale, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (Ten – T), con le caratteristiche stabilite dal regolamento Ue [2] .

Quali regioni italiane avranno una Zes? 

Le regioni ammissibili per le Zes sono Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Per l’avviamento del sistema è stata presa come esempio la Polonia, che possiede 14 Zes, per le quali durante i negoziati di ingresso nell’Unione furono fissati periodi transitori e soglie in materia di aiuto pubblico.

Nell’ambito delle Zes è possibile attivare interventi di manutenzione e potenziamento di misure già operative (come il prestito d’onore, il sostegno alle start up) o l’investimento di ulteriori risorse.

Le zone interessate saranno quelle delle aree di Gioia Tauro, Napoli-Salerno,  Bari, Taranto.

La dotazione finanziaria destinata al programma di investimento è pari a 200 milioni di euro, da utilizzare  tra il 2018 e il 2020.

Ciascuna Zes sarà istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta  del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle  finanze, su proposta della regione interessata, corredata da un piano di sviluppo strategico.

note

[1] Dl n. 91/2017.

[2] Reg. Parl. Ue n. 1315 del 11.12. 2013.

Autore immagine: Pixabay.com


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