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Cosa devi sapere prima di fare causa

18 novembre 2018


Cosa devi sapere prima di fare causa

> Cultura e società Pubblicato il 18 novembre 2018



Fare causa in Italia, tempi e costi della giustizia italiana di primo grado. Come muoversi, e a chi rivolgersi, per non sbagliare prima di affrontare un processo civile.

Hai subito un danno e hai deciso di fare causa alla tua controparte per essere risarcito, ma non sai come muoverti e a chi rivolgerti. Cosa devi sapere prima di fare causa? I rapporti di buon vicinato sono ormai un vecchio ricordo che ha lasciato spazio solo a rumori di ogni genere e ad ogni ora ma non sai come farli cessare. Come ti devi muovere? A chi puoi chiedere un consiglio? Il terreno di famiglia deve essere diviso perché è diventato motivo di discordia tra te e gli altri eredi, ma non sai se si può fare. Vuoi iniziare una causa civile e non sai a chi ti devi rivolgere ma, soprattutto, che spese dovrai affrontare? È un problema comune che va affrontato per fasi.

A chi ti devi rivolgere?

Ti devi rivolgere ad un avvocato, questo ti saprà dire innanzitutto se la causa che vuoi iniziare ha delle basi giuridiche o meno e le probabilità di successo. Il nominativo di un avvocato lo trovi ovunque, consigliato da amici o parenti, oppure puoi trovare un albo avvocati presso ogni Tribunale, basta che ti rivolgi al relativo Ordine professionale. Molto più semplicemente, nell’epoca di internet basta digitare albo avvocati con il nome della città e ti apparirà il relativo link dove individuare colui o colei che potrebbero esserti di aiuto. L’avvocato è l’elemento imprescindibile della tua ricerca del sapere, da lì partono i dettagli per tutto ciò che di specifico ti serve.

Quanto costa iniziare una causa?

Prima di iniziare devi sapere che questo percorso ha un costo variabile che, almeno inizialmente, devi affrontare tu. Questo costo ha varie voci, dall’onorario dell’avvocato, al contributo unificato, ai bolli, alle notifiche, alle spese per le copie ecc. L’onorario dell’avvocato ha vari parametri di riferimento dati dal valore della causa, dalla sua natura, dalla complessità degli atti che dovrà redigere e davanti a quale autorità dovrà incardinare la causa. Dopo aver ascoltato la tua problematica, l’avvocato redigerà un preventivo, indicativo, su quelli che sono i suoi onorari per le varie fasi della causa che vuoi intraprendere e le spese da affrontare.

Cos’è il contributo unificato?

Il contributo unificato è una tassa introdotta nel 2002 che si paga quando si inizia una causa e varia a seconda del valore della causa stessa. Ti puoi fare da solo un’idea del relativo importo consultando le tabelle su qualche sito internet aggiornato all’anno in corso. Devi sapere che varia per materia e valore e più è alto il valore della tua causa, più alto è il contributo unificato da versare che aumenta addirittura nei successivi gradi di giudizio. Ti devo anche dire che per la maggior parte delle cause si paga anche una marca da bollo da €27,00 per le spese forfettarie

Gratuito patrocinio

Non sempre però si paga! Se il tuo reddito è inferiore ad €11.493,82 hai diritto ad essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato (cosiddetto gratuito patrocinio). Cosa significa? che se le tue condizioni economiche, cumulate con quelle della tua famiglia (reddito del nucleo familiare) sono sotto una certa soglia, hai comunque diritto ad esercitare le tue ragioni giudizialmente e lo Stato si accolla le tue spese e ti paga l’avvocato. Tutto viene completamente messo a carico dell’erario. L’avvocato lo scegli sempre tu, ma devi verificare che sia iscritto nelle relative liste o cercare un nominativo all’interno di appositi elenchi sempre presenti presso i relativi Ordini professionali.

Anche in caso di soccombenza paga lo Stato, ma attenzione, secondo un orientamento giurisprudenziale, l’ammissione al gratuito patrocinio può essere revocata qualora, all’esito del giudizio sia chiara la temerarietà della lite.

Temerarietà della lite

Cosa significa temerarietà della lite? Significa semplicemente che se tu inizi una causa ma già sai che lo fai pur sapendo di avere torto, in mala fede o colpa grave, magari solo per prendere o perdere tempo e ostacolare le ragioni legittime di una controparte, il giudice, all’esito del processo, ti può condannare anche a pagare una cifra ulteriore per la temerarietà della lite. Quindi attento, valuta bene le ragioni della tua iniziativa.

Principio della soccombenza

Cosa importantissima prima di iniziare una causa è il principio della soccombenza. Devi semplicemente sapere che se perdi la causa, cioè il giudice non ritiene di accogliere le tue ragioni in fatto e/o in diritto, può condannarti a pagare anche le spese della controparte. Così come se vinci la causa può decidere di compensarti le spese di lite, ciò significa che ognuno paga il proprio avvocato e le spese già affrontate.

La mediazione

Devi saper infine che per determinate materie è obbligatorio, prima di iniziare una causa davanti ad un organo giurisdizionale, rivolgersi ad un organismo di mediazione. Cosa significa e a cosa serve la mediazione? In pratica devi tentare di chiudere in via stragiudiziale la tua controversia prima di iniziare la causa in tribunale.

La mediazione ha un costo? Quale può essere l’esito? La mediazione ha un costo ed anche qui per il costo iniziale bisogna valutare il valore della tua pretesa. Poi l’esito della mediazione può variare a seconda di vari fattori e cioè in primis se la controparte accoglie la richiesta di mediazione o meno e una volta instaurata se ha un esito positivo o negativo.

Chi decide la causa?

Infine, l’avvocato ti prospetterà tutte le possibili strade e soluzioni ma non deciderà la tua causa, lo farà un soggetto terzo: il Giudice. Che sia il tribunale o il tiudice di pace all’esito avrai una sentenza di accoglimento o rigetto. Le prime possono essere di mero accertamento, di condanna o costitutive, ma ti devo dire che l’iter processuale potrebbe non terminare qui perché se la controparte in ipotesi perdente non adempie spontaneamente a quanto scritto nella sentenza di condanna, si apre lo scenario dell’esecuzione forzata.

Ad esempio, il giudice di pace condanna la società XY a risarcirti il danno ma la stessa invitata ad adempiere entro un termine, non adempie spontaneamente, allora dovrai pagare la tassa di registro ed incaricare l’avvocato per questa nuova fase in cui dovrà notificare il precetto e poi individuare i beni da pignorare per l’esecuzione forzata. In caso invece di esito negativo del giudizio ti si apre lo scenario alle impugnazioni.

Ad esempio, ritieni che la sentenza emessa dal Tribunale sia errata perché non ha ritenuto responsabile la controparte Y del danno cagionato? Puoi presentare impugnazione prima davanti alla Corte di Appello e poi sino in Cassazione.

La strada può essere lunga, tortuosa e costosa, ora decidi tu cosa fare.


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