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Reddito di cittadinanza: confronto Italia rispetto ai Paesi Europei

7 Ott 2018


Reddito di cittadinanza: confronto Italia rispetto ai Paesi Europei

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Ott 2018



Nuovi sussidi economici a favore dei disoccupati e di chi ha difficoltà a trovare un nuovo lavoro. E’ possibile usufruirne temporaneamente e limitatamente all’acquisto di beni specifici.

A causa della crisi economica che ha colpito il nostro Paese sono molte le persone che hanno uno stipendio al di sotto della soglia minima di povertà o che ne sono del tutto privi, perché hanno perso il lavoro, a causa di licenziamenti subiti dalle aziende per le quali lavoravano. Aziende sempre più tassate dal fisco, costrette ad attivare politiche aziendali e scelte economiche, a danno dei lavoratori. In seguito, alla situazione attuale e urgente, dopo varie consultazioni, gli organi di governo hanno proposto alcuni aggiornamenti al DEF, Documento di Economia e Finanza, il quale contiene misure economiche da adottare, riforme del lavoro da attuare e obiettivi da raggiungere in materia di finanza pubblica ed economia nazionale. Il 27 settembre 2018 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri la nota di aggiornamento al DEF. In questo documento sono state introdotte novità in tema di reddito di cittadinanza, che riguardano: i soggetti beneficiari dell’incentivo, il possesso dei requisiti per usufruirne, le modalità di erogazione e i beni da acquistare; l’utilizzo del sussidio, la sua durata e la finalità; la valutazione concreta da parte del cittadino delle proposte di lavoro provenienti dal centri per l’impiego; l’impegno del cittadino a trovare un lavoro e proposte di riforma delle attività dei centri per l’impiego. In questo articolo parleremo di vari aspetti del reddito di cittadinanza: confronto Italia rispetto ai Paesi Europei per capire se altrove l’introduzione di questo intervento economico ha migliorato la vita dei cittadini o se è stato un fallimento.

Che cos’è il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un contributo  economico di importo  pari a 780 euro da erogare mensilmente al cittadino che si trova a fronteggiare un periodo di disagio economico a causa della perdita di lavoro e della difficoltà ad inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro. L’obiettivo è quello di abbattere la povertà e ridare dignità ai cittadini [1],  mediante percorsi formativi e proposte lavorative. Tale sussidio spetta agli italiani che versano in reali ristrettezze economiche, agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni, che dimostrano di lavorare in Italia e di possedere un reddito non superiore ai 6.000 euro annui nei due anni precedenti la richiesta di sussidio economico e ai cittadini  italiani che lavorano ma hanno un contratto di lavoro precario, in questo caso lo scopo è quello di integrare i compensi percepiti fino ad arrivare a 780 euro al mese.

E’ sempre garantito il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza viene erogato per tre anni, è una misura temporanea che aiuta il cittadino in vista di un suo futuro reinserimento al lavoro. Durante gli anni in cui percepisce il sostegno il cittadino deve impegnarsi attivamente alla ricerca di un lavoro, almeno due ore al giorno; deve iscriversi al centro per l’impiego; deve svolgere per almeno 8 ore al giorno lavori socialmente utili nel proprio comune di residenza; deve accettare una delle tre prime offerte di lavoro che gli vengono proposte dal centro per l’impiego; deve frequentare corsi di riqualificazione professionale; deve comunicare all’Inps variazioni intervenute nel proprio reddito, esempio qualora trovi un lavoro deve darne tempestiva comunicazione all’Inps, che provvederà a interrompere il sussidio; non deve senza giustificato motivo  recedere dal contratto di lavoro per 2 volte in un anno.  Qualora non osservi questi  obblighi perde il diritto all’incentivo. Tuttavia se nei tre anni il beneficiario non è riuscito a ricollocarsi nel mercato del lavoro per una causa non attribuibile alla sua persona è possibile che ottenga anche una proroga del sussidio.

Come può essere utilizzato il reddito di cittadinanza?

L’incentivo economico viene erogato mediante una tessera elettronica, quale tessera sanitaria in possesso di tutti i cittadini. La tessera elettronica consentirà di tracciare tutte le spese effettuate dal cittadino, al fine di verificare che il sussidio venga utilizzato per acquistare beni di prima necessità finalizzati al proprio sostentamento economico, quali beni alimentari, medicinali o per pagare l’affitto di una casa; in questo caso il sussidio è ridotto alla metà. Il sussidio ha un vincolo di destinazione che vieta al beneficiario di utilizzare la tessera elettronica per spese diverse da quelle ammesse a godere del sostegno economico, infatti non è possibile un uso differente da quello per il quale è stato concesso, altrimenti il cittadino, non solo perde il diritto a riceverlo, ma va incontro a sanzioni.

Come richiedere il reddito di cittadinanza?

Se pensassimo alle modalità con le quali sono state richieste le precedenti prestazioni assistenziali, esempio il reddito d’inclusione [2]  allora potremmo affermare che, al possesso dei requisiti summenzionati e tenuto conto di un altro indicatore l’ISEE,  l’indicatore della situazione economica equivalente, che stabilisce il  limite di reddito a famiglia pari a 7-8 mila euro, per poter beneficiare delle prestazioni sociali, allora anche per il reddito di cittadinanza potremmo ipotizzare l’adozione di  tale indice per determinare il reddito delle famiglie e di tutti coloro che vogliono accedere al sussidio. Inoltre si presuppone che la  presentazione della domanda avvenga tramite l’INPS con la procedura telematica usando il proprio PIN dispositivo, oppure mediante intermediari abilitati o ancora ricorrendo agli istituti di patronato.

Quando entra in vigore il reddito di cittadinanza e quanto spetta?

Da quello che si evince dalle dichiarazioni rilasciate dai rispettivi Ministri in tv, da quello che leggiamo dalla stampa, da internet e dai contenuti di quella che sarà la prossima  legge di Bilancio, nel DEF 2019 delle ultime ore sono stati stanziati circa 10 miliardi di euro a sostegno del reddito di cittadinanza che dovrebbe entrare in vigore tra marzo – aprile 2019. Gli importi spettanti sono divisi a seconda della composizione del nucleo familiare. Se il nucleo è composto da una sola persona, senza reddito, l’importo che spetta è pari a 780 euro; se il nucleo è composto da un genitore e un figlio minorenne allora spettano rispettivamente 1.014 euro al mese; se nel nucleo familiare sono presenti entrambi i genitori e due figli minorenni spetta un importo pari a 1.638 euro al mese; in presenza di 6 componenti il nucleo familiare, composto da un genitore e 5 figli minorenni il reddito spettante ammonta a 1.950 euro al mese .

Cosa succede in altri Paesi Europei?

A Londra è presente la Income – Based JSA, che prevede per i giovani tra i 18 -24 anni £57.90 a settimana, dai 25 anni £73.10 e per le coppie un importo pari a £114.85; queste quote spettano a tutti i percettori di reddito basso o privi di reddito in cerca di lavoro. Per potervi accedere occorre risiedere negli UK da almeno 3 mesi; avere un contratto di lavoro che prevede meno di 16 ore lavorative a settimana e non bisogna essere studenti a tempo pieno. La procedura per richiedere il beneficio è telematica, occorre collegarsi all’apposito form e attendere una telefonata per un colloquio, sarà proprio in sede di colloquio che si stabilirà se i richiedenti hanno i requisiti per usufruirne. Se il colloquio termina con esito positivo, allora il richiedente avrà un coach che lo aiuterà nei passi successivi per trovare lavoro. Inoltre, ogni 15 giorni, il beneficiario dovrà recarsi al JCP, l’equivalente del nostro Centro per l’Impiego e dovrà dimostrare di aver inviato i cv, di aver seguito i corsi, esibendo ricevute o qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo a dimostrare che quanto viene affermato corrisponde al vero e che effettivamente il beneficiario si è impegnato a cercare un’occupazione. Il beneficio si perde quando non  si accetta una proposta di lavoro, quando non ci si presenta ad un colloquio di lavoro, quando non si inoltrano i cv, quando non si seguono i corsi formativi, quando non ci si presenta la JCP o quando senza un giustificato motivo si lascia il posto di lavoro.

Quale sussidio sociale è previsto in Germania?

In Germania è presente l’ Arbeitslosengeld II  [3]  conosciuto anche come Hartz IV, un sussidio sociale che viene concesso a famiglie che hanno entrate mensili modeste oppure che cercano lavoro, ma non hanno diritto alla disoccupazione  [4].   Per richiederlo occorre rivolgersi al Jobcenter del luogo in cui si ha il domicilio, è il corrispondente del nostro Centro per l’Impiego. Nel Jobcenter dovete compilare molti moduli in cui dichiarate i vostri dati personali, ossia se siete single, se avete una famiglia e i componenti del nucleo. Inoltre consegnerete anche i vostri documenti personali, quali la fotocopia della carta di identità, la tessera sanitaria tedesca, il contratto di lavoro, in caso di licenziamento occorre consegnare le ultime tre buste paga, nonché i movimenti di tutti i conto correnti e i certificati attestanti la chiusura di eventuali polizze vita.  Successivamente il Jobcenter elaborerà la vostra pratica e dopo circa 6 settimane se siete idonei vi comunicherà  per lettera  la Bewilligung, ossia la concessione a ricevere  il sussidio sociale. Per averne diritto occorre essere domiciliati da meno di tre mesi in un Paese tedesco, esempio a Berlino e lavorare  con un contratto che vi consente di guadagnare almeno 890 euro al mese, non possedere beni mobili o immobili e non avere più di 2.000 euro sui conti correnti.  Nel sussidio sociale sono comprese le seguenti spese pagate dal Jobcenter: l’affitto di casa, le spese di riscaldamento, l’assicurazione sanitaria tedesca e una somma pari a 380 euro mensili. Inoltre potete richiedere un tesserino nominale con foto con il quale è possibile ricevere sconti in strutture sportive e abbonamenti a mezzi pubblici. Per non perdere una percentuale di sussidio occorre rispettare i seguenti obblighi: invio dalle 5 alle 15 candidature al mese, presenza al Jobcenter una volta ogni 6 settimane, comunicare quando siete malati, seguire corsi di lingue con il rilascio del corrispondente attestato di frequenza.

In Francia il reddito di solidarietà è riuscito a ridurre la povertà

In Francia dal 2009 è attivo il Revenu de solidarité active [5]. Questo sussidio, inizialmente, pari a 524,68 euro mensili di base, spettava a una singola persona che viveva in condizioni di povertà, perché privo di alloggio e di reddito. La RSA  si è rivelata carente e non è riuscita a ridurre la povertà, dal 2016 è stata sostituita dal premio di attività, nato dalla fusione della RSA e dal premio per l’occupazione. L’obiettivo era sempre quello inziale, ossia incoraggiare a riprendere l’attività professionale e integrare i redditi bassi. Oggi, alcuni la chiamano Active Solidarity Income (RSA) offre  sempre un reddito di solidarietà attiva e garantisce ai cittadini privi di reddito un minimo di sostentamento economico, a favore di persone di età pari o superiore a 25 anni  [6]  e a giovani di età compresa tra 18-24 anni, con la finalità di incoraggiarli a trovare lavoro e garantire un sussidio aggiuntivo a chi guadagna redditi bassi .

Come funziona il reddito di cittadinanza in Spagna?

Da qualche anno anche la Spagna ha introdotto il reddito di cittadinanza. Lo Stato centrale ha riconosciuto ampia autonomia alle regioni nel decidere in che modo adottare la misura sociale. In alcune, come in Andalusia e Madrid, il reddito di cittadinanza è definito reddito minimo di inserimento, in Galizia è denominato reddito di integrazione sociale, in Catalogna è chiamato reddito garantito di cittadinanza. A Madrid, una persona priva di reddito o con un reddito non superiore ai 13.000 mila euro annui ha diritto ad un assegno pari a 400 euro mensili. L’importo massimo dell’assegno erogabile è pari a 735 euro. Se nella stessa abitazione vivono più persone che percepiscono gli assegni vengono applicati coefficienti che ne riducono l’importo. A Madrid non sono previsti limiti di durata. In Andalusia, invece,  le famiglie riceveranno un reddito che oscillerà tra i 419 euro ad un massimo di 779 euro per un anno a patto che le entrate mensili non superino i 418 euro al mese. Inoltre, il beneficiario sarà obbligato ad impegnarsi attivamente alla ricerca di un lavoro seguendo  un programma stabilito. La città di Besòs, una delle zone più povere del capoluogo catalano ha adottato il reddito economico di cittadinanza, definito Recurso económico ciudadano, il Rec, vale un euro ed è pari a 568 euro erogati in rec. Questo reddito viene riconosciuto alle famiglie in difficoltà e a chi vive in condizioni di disagio in aree metropolitane svantaggiate. Per poter usufruire del reddito garantito tramite moneta digitale occorre scansionare un codice a barre QR  tramite un app sul proprio cellulare o mediante una carta ricaricabile. Successivamente è possibile utilizzarla per fare acquisti nei negozi convenzionati. L’esperienza spagnola è segnata da tempi di attesa lunghi per ricevere il contributo e da una mancanza di regole nazionali che determina un diverso trattamento economico e sociale tra le diverse regioni.

Di MARIA GIOVANNA CARUSO

note

[1] D.L. n.87/2018 del 12.07.2018 , convertito in L. n. 96/18 del 9.08.2018, GU n. 186 dell’11.08.2018.

[2] L. n. 33/2017  del 15.03.2017, GU n. 70 del 24.03.2017.

[3] Gesetz zur Änderung des Zweiten Buches Sozialgesetzbuch del 24.03.2006.

[4] Gesetz zur Fortentwicklung derGrundsicherung für Arbeitsuchende 20.07.2006.

[5] Revenu de solidarité active (RSA): revalorisation exceptionelle au 1.09.2017.

[6] Art. 135 Loi n°2009-1673 du 30.12.2009 de finances pour 2010.


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