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Quanto costa mantenere un figlio nei primi cinque anni di età?

27 Ottobre 2018


Quanto costa mantenere un figlio nei primi cinque anni di età?

> Cultura e società Pubblicato il 27 Ottobre 2018



Mantenere un figlio: quanto costa nei primi cinque anni di età? Ecco quanto spende una famiglia in media per sostenere le spese di vita di un bambino durante la sua infanzia. 

Se fare figli è diventata una sfida vera e propria in Italia, che vanta un tasso di natalità ai minimi storici, mantenerli è un’impresa epica! Spesso una coppia si ritrova a desiderare un figlio e a domandarsi, contestualmente, quanto costa mantenere un figlio nei primi cinque anni di vita. Tale interrogativo è determinato dal fatto che spesso una coppia arriva a decidere di sposarsi solo dopo essere arrivati ad una stabilità economica tale da garantire serenità a due persone. La nascita di un figlio segna la nascita anche di nuovi equilibri non solo mentali e sentimentali ma anche economici. Una famiglia media si ritrova, pertanto, a dover fronteggiare nuove voci di spesa mai contemplate in precedenza. Un po’ di conti a tal proposito li ha già fatti Federconsumatori che attraverso il suo Osservatorio Nazionale Federconsumatori è arrivata a stimare che il costo di un bambino si aggira tra i 7.123,01 e i 15.348,93 euro nel primo anno di vita.

Quali sono le voci di spesa da considerare fino ai 5 anni?

Prima di analizzare nel dettaglio quanto costa mantenere un figlio nei primi cinque anni di età, vediamo quali sono le principali voci di spesa che un genitore deve sostenere in questa fascia della prima parte di vita del piccolo.

  1° anno
2° anno
3° anno
4° anno
5° anno
Passeggino
€ 170
Lettino
€ 300
Fasciatoio
€ 84
Box
€ 80
Biberon
€ 20 € 20
Vestiario
€ 1.100 € 1.000 € 1.000 € 1.000 € 1.000
Seggiolino auto
€ 180
Seggiolone pappa
€ 160
Rialzo da sedia
€ 40
Sterilizzatore
€ 57
Scalda biberon
€ 30
Ciuccio
€ 10 € 10 € 10
Marsupio
€ 55
Girello
€ 80
Pannolini
€ 1.100 € 1.100 € 800
Farmaci
€ 500 € 500 € 500 € 500 € 500
Visite mediche
€ 1.800 € 500 € 500 € 500 € 500
Bagnetto
Salviette
€ 90 € 90 € 50 € 40 € 40
Crema e talco
€ 30 € 30
Latte e pappe
€ 3.700 € 3.700 € 1.000 € 1.000 € 1.000
Biscotti
€ 180 € 250 € 250 € 250 € 250
Giocattoli
€ 600 € 600 € 600 € 600 € 600
Tris (passeggino + ovetto + carrozzina)
€ 1.000
Feste di compleanno
€ 300 € 300 € 300
Attività sportive
€ 500 € 500 € 500

TOTALE € 34.231

Le voci di spesa sono forfetarie e non sono stati aggiunti i costi del nido in quanto i prezzi variano a seconda della scelta tra asilo nido pubblico o privato. Inoltre scegliendo il nido pubblico la retta viene pagata in base al reddito e quindi in base al valore ISEE della famiglia.

Taluni possono scegliere di affidare i figli a baby sitter o ancora ai nonni. Pertanto questo costo potrebbe variare da scelta a scelta. A queste somme si aggiungano anche quelle relative ai consumi di energia, gas e acqua che aumentano con la nascita di un bebè o ancora quelle sostenute dalla mamma per le cure post-parto o per l’acquisto di coppette assorbi latte o tiralatte.

Caro bebè ma si può risparmiare?

Il costo di un bambino nei primi anni di vita si aggira, forfettariamente, intorno ai 35000 euro, come riportato nella tabella sopra. Chiaramente i costi variano a seconda delle scelte che si fanno negli acquisti per i piccoli pargoli.

Tuttavia si può risparmiare a cominciare dal tagliare alcune spese come per esempio quella dello sterilizzatore e scegliendo di sterilizzare biberon e ciucci con acqua bollente. Per il seggiolone pappa, inoltre, consiglierei quello Ikea: economico, trasportabile, igienico e sfruttabile fino al quinto anno di età. L’acquisto di altri oggetti d’uso del bambino come box, girello o marsupio, considerando l’utilizzo limitato a pochi mesi, potrebbe essere fatto su mercatini d’usato di bambini creati a tal proposito da genitori per altri genitori. Sono davvero tanti i mercatini di seconda mano specifici per bambini, sia online che fisici, e tantissime sono le famiglie che si rivolgono ad essi. Le categorie di vendita sono le più disparate: dai giochi ai vestiti, dal fasciatoio ai passeggini.

Inoltre, nel rispetto delle fasi di apprendimento del bambino, applicando il metodo montessori, si sconsiglia l’acquisto eccessivo e smodato di giochi. Piuttosto si predilige l’utilizzo di materiali da riciclo o che aumentino lo sviluppo psicomotorio del bambino. Per cui è consigliabile comprare solo giochi con queste finalità o tanto meglio farli in casa. In tal modo si stimola l’apprendimento del bambino, si abbattono i costi ed il genitore è sempre partecipe alla vita del figlio. Il bambino, inoltre, si diverte perché utilizzerà sempre materiale “vero” e non semplici riproduzioni di oggetti usati dagli adulti.

Gli aiuti per la nascita del bebè arrivano anche dalle famiglie d’origine

Dopo aver analizzato spese dirette ed indirette per mantenere un figlio ti starai facendo due conti e starai prendendo coscienza che l’impegno genitoriale investe profili non solo economici ma anche emotivi. Ogni cambiamento familiare porta delle novità organizzative e un nuovo stile di vita dei genitori. Questo, tuttavia, non deve spaventare. Non si dimentichi che l’evento della nascita di un bambino coinvolge non solo la coppia ma anche tutti i componenti familiari e non che ruotano attorno alla coppia stessa: i nonni, i parenti, gli amici o anche solo i conoscenti.

Molti oggetti d’uso del bambino vengono regalati anche prima della nascita da familiari e amici. Spesso è in uso fare delle liste regalo per aiutare i genitori a far fronte alle spese iniziali: in primis per l’acquisto di culla o tris. Spesso i vestiti, il box, il girello, la fascia porta bebè vengono passati da fratello a fratello o da un cugino all’altro. La rete familiare e di scambio è capillare e utile ed incide notevolmente sul “risparmio bebè”.

Come aiuta lo Stato nel far fronte alle spese di un bebè?

Sono diversi i bonus messi a punto dallo Stato per aiutare le famiglie con figli piccoli a carico. Vediamoli insieme:

  • bonus bebè è un provvedimento con il quale si emette un assegno annuale di 960 euro, da ripartire mensilmente, alle famiglie con un ISEE non superiore a 25.000 euro. Se la famiglia ha un ISEE che non supera 7000 euro allora gli importi indicati raddoppiano. Il bonus dura un anno dalla nascita o dall’adozione del bambino relativamente all’anno 2018;
  • bonus mamma domani è un premio gravidanza, nascita o adozione dal valore di 800 euro da corrispondere una tantum. Il compimento del settimo mese di gravidanza, il parto, l’adozione nazionale o internazionale e l’affidamento preadottivo nazionale devono essere eventi verificatisi nel 2017;
  • assegno familiare per tre figli minori a carico spetta alle famiglie con un valore ISE non superiore a 23.200,30 euro e con tre figli minori di 18 anni. Tale domanda deve essere presentata al Comune di residenza ma l’assegno è pagato dall’INPS;
  • bonus nido è per i bambini che frequentano asili nido pubblici o privati nati dal 2016 spetta un bonus fino ad un massimo di 1000 euro per il pagamento della retta. Il contributo è previsto anche per il pagamento dell’assistenza domiciliare per i bambini di età inferiore a 3 anni affetti da gravi patologie tali da non permettere la frequenza dell’asilo;
  • voucher asili nido o baby sitter: questa misura può essere utilizzata in alternativa al congedo parentale. L’importo è di massimo 600 euro mensili per le lavoratrici dipendenti o autonome;
  • fondo nuovi nati. Nel 2018 è stato istituito un fondo per le famiglie con figli a carico che, rispettando alcuni requisiti, possono accedere a prestiti a condizioni agevolate. Tuttavia le informazioni relative a questa misura d’aiuto alle famiglie sono in corso di aggiornamento.

Molti di questi provvedimenti sono destinati ad essere riconfermati, probabilmente in misura diversa, anche nel 2019 con la nuova legge di bilancio.

Caro bebè ma quanta felicità

È vero, mantenere un figlio è proprio un’impresa e, nonostante gli aiuti familiari e statali, le famiglie hanno un impegno di non poco conto. La crescita di un cucciolo d’uomo è un viaggio verso l’ignoto ed essere genitori è una scoperta giorno dopo giorno.

Se da un lato, molto del marketing fa leva sul desiderio di genitorialità delle coppie spingendole a spendere per avere figli (test di gravidanza, test di fertilità, spese mediche) è anche vero che ci si scontra con una realtà dura in cui l’impatto economico di un bebè è motivo di rinuncia a far un figlio o tuttavia a farne più di uno.

I genitori vorrebbero offrire quanto di meglio ai propri piccoli: migliori giochi, migliori attività ludiche, migliore istruzione, migliori abiti, migliori esperienze convinti che questo possa permettere loro di avere anche un futuro migliore.

Ma il miglior investimento che un genitore possa fare per il proprio figlio si paga in ore e minuti ed è la qualità del tempo da trascorrere con i propri pargoli. Ecco che un bambino felice e con un futuro sicuramente migliore è un bambino che ha presenze attorno a sé. Lui non sa se ha il box nuovo, il seggiolone pappa ergonomico o il girello con le suonerie personalizzate: sa riconoscere l’odore della mamma, la voce del papà, l’affetto dei fratellini e gli occhi dei nonni e questo gli basta per essere appagato.

Per cui la nascita di un bambino segna un ingresso di gioia nella famiglia che è impagabile e che si scontra con ogni tipo di razionalizzazione delle spese. Pertanto, a dispetto di ogni “caro bebè”, è necessario dar seguito all’istinto genitoriale donando al mondo una vita alla quale donare amore incondizionato garantendo il benessere psicofisico di cui un bambino ha bisogno.

Di VALENTINA CALASSO


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