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Reddito di cittadinanza: quanto dura?

12 Dicembre 2018 | Autore:
Reddito di cittadinanza: quanto dura?

Per quanto tempo è possibile percepire il reddito di cittadinanza e la pensione minima di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non sarà una misura a tempo indeterminato, ma avrà una durata limitata, come annunciato nei giorni scorsi dal Vicepremier Di Maio, per spronare i disoccupati alla ricerca attiva di un impiego; inoltre, anche prima della scadenza della misura, saranno disposte verifiche periodiche. Non ci sarà tempo per poltrire sul divano: il disoccupato sarà impegnato in lavori di pubblica utilità ed in percorsi di formazione e riqualificazione. Il sussidio, poi, non consisterà in un assegno per i furbetti che hanno intenzione di fare spese pazze, ma in una sorta di social card con la quale si potranno acquistare soltanto i beni essenziali: chi bara sulle condizioni per il diritto al sussidio con false dichiarazioni potrà subire sino a 6 anni di carcere.

Le stesse condizioni, eccezion fatta per la punibilità delle false dichiarazioni ovviamente, non dovrebbero riguardare la pensione di cittadinanza, ossia l’integrazione della pensione sino a 780 euro mensili, che sostituirà l’attuale trattamento minimo e le maggiorazioni, estendendosi però a tutte le pensioni. Non dovrebbe dunque essere prevista una durata massima per la pensione di cittadinanza, né l’erogazione su social card, anche se su quest’ultimo punto al momento nulla è stato chiarito.

Le due misure, in ogni caso, partiranno a breve: la pensione di cittadinanza dal 1° gennaio 2019, e il reddito di cittadinanza dal 1° aprile 2019, dopo l’attuazione della riforma dei centri per l’impiego.  Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza: quanto dura, come funziona, chi sono i beneficiari, a quanto ammonta, quali sono i requisiti e gli adempimenti richiesti, come ottenerlo.

Che cos’è il reddito di cittadinanza?

Cerchiamo innanzitutto di capire le caratteristiche fondamentali del nuovo reddito di cittadinanza: questo sussidio consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà relativa.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente: questa è la soglia di povertà come definita da Eurostat nel 2014. In base ai dati 2016, la soglia di povertà è passata a 812 euro, ma le attuali proposte di legge prevedono l’integrazione del reddito sino a 780 euro al mese.

In base al recente annuncio del Vicepremier, il reddito di cittadinanza non sarà erogato con un assegno, ma accreditando l’importo spettante in una carta acquisti, una sorta di social card.

Come funziona la pensione di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non interesserà soltanto i lavoratori che si trovano sotto la soglia di povertà, ma anche i pensionati. Nello specifico, tutte le pensioni dovrebbero essere integrate a 780 euro mensili. L’attuale integrazione al trattamento minimo, pari a 507,42 euro mensili (513 euro dal 2019), e le ulteriori maggiorazioni, dovrebbero dunque essere assorbite dalla pensione di cittadinanza.

In base alle ultime notizie, non è chiaro se ad aumentare sarà direttamente l’assegno di pensione, o se l’integrazione dovrà avvenire attraverso l’erogazione dell’importo spettante su una carta acquisti.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe garantire un sussidio pari a 780 euro al mese per ogni persona adulta e disoccupata; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integrerà gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese.

Ad esempio, se il disoccupato ha un reddito pari a zero, il sussidio ammonterà a 780 euro al mese. Con un reddito pari a 500 euro mensili, il sostegno ammonterà a 280 euro al mese, con un reddito pari a 400 euro mensili, a 380 euro al mese, e così via.

In caso di nucleo familiare con più componenti, è prevista una maggiorazione dello 0,20 per ogni figlio minore e dello 0,40 per il coniuge.

Avranno rilevanza anche gli immobili e il patrimonio posseduto, assieme agli indicatori Isee, che non potranno superare determinate soglie.

Il reddito di cittadinanza, che dovrebbe interessare una platea di 9 milioni di italiani, sarà comunque esentasse e non pignorabile.

Quanto dura il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe avere la durata massima di 3 anni, come spiegato dalla presidente della commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo. Saranno previste verifiche periodiche dopo 18 mesi: in seguito la misura potrà essere rinnovata se sussisteranno i requisiti (ricerca attiva del lavoro, completamento dei percorsi di formazione, involontarietà della disoccupazione e reddito familiare sotto la soglia di povertà).

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Carlo Borghi (Lega), ha invece affermato che la durata sarà di 2 anni; tra i tecnici che lavorano al dossier, invece, si parla di una durata pari a 18 mesi.

I limiti di durata non dovrebbero riguardare la pensione di cittadinanza, in quanto non condizionata dalla ricerca attiva di lavoro.

Come è riconosciuto il reddito di cittadinanza?

Se il reddito di cittadinanza sarà, come preannunciato dal Vicepremier, riconosciuto tramite social card, o carta acquisti, il suo riconoscimento potrebbe funzionare in modo analogo alla vecchia social card, la carta acquisti spettante alle famiglie più bisognose.

La social card di cittadinanza potrebbe dunque consistere in un sussidio erogato dall’Inps, tramite una carta prepagata ricaricabile, facente parte del circuito Mastercard: la carta sarebbe utile per effettuare acquisti negli esercizi convenzionati, ma anche per pagare le utenze domestiche e per i pagamenti tramite POS.

La carta acquisti non dovrebbe essere, invece, abilitata al prelievo di contante, e potrebbe essere ricaricata soltanto dall’Inps, a cadenza periodica, sulla base dell’importo spettante al nucleo familiare.

Le uniche uscite autorizzate, oltre al pagamento delle bollette, dovrebbero riguardare la spesa alimentare e sanitaria e, in generale, gli  articoli di prima necessità.

Secondo un annuncio più recente, il reddito di cittadinanza sarà corrisposto in un bancomat utilizzabile solo all’interno del territorio italiano per acquisti di beni di prima necessità (il paniere di beni acquistabili ancora deve essere individuato): in ogni caso, sembra difficilmente realizzabile una card in grado di selezionare i consumi.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato);
  • percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili (soglia valida per una persona singola);
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare del nucleo familiare non superiore a 10mila euro;
  • possiedono al massimo due immobili, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro.

Sarà quindi richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza, in quanto si dovrà valutare anche il patrimonio posseduto.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza sarà compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario sarà integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Chi percepisce prestazioni di assistenza avrà diritto al reddito di cittadinanza?

L’importo mensile del reddito di cittadinanza, come avviene ora per il Rei, sarà ridotto in corrispondenza al valore mensile di eventuali prestazioni di assistenza di cui fruiscono uno o più componenti del nucleo familiare. In particolare, le prestazioni saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili per ogni familiare del nucleo.

Niente reddito di cittadinanza ai fannulloni

In base a quanto previsto dalle attuali proposte, il reddito di cittadinanza obbligherà il beneficiario non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire 8 ore alla settimana di lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza.

Non ci sarà tempo per stare in casa a far nulla: le attività lavorative e di riqualificazione non ne lasceranno il tempo.

Chi si rifiuterà di lavorare per il proprio Comune perderà il sussidio; il reddito si perderà anche nel caso in cui si rifiutino tre offerte di lavoro.

Per quanto riguarda, nello specifico, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, sarà obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (come abbiamo osservato, l’impegno lavorativo richiesto è di 8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito, senza bisogno di partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Per ottenere la pensione di cittadinanza si deve lavorare?

Per ottenere la pensione di cittadinanza non sarà necessario lavorare, in quanto funzionerà in modo analogo all’attuale integrazione al trattamento minimo ed alle maggiorazioni (salvo il fatto che, con tutta probabilità, l’integrazione della pensione avverrà tramite social card).

6 anni di galera per i furbetti

Se si ottiene il reddito di cittadinanza sulla base di false dichiarazioni, non solo si perderà il sussidio, ma si rischieranno sino a 6 anni di carcere: lo ha recentemente chiarito il Vicepremier Di Maio.

Come si chiede il reddito di cittadinanza?

In base a quanto annunciato dal Governo, la pensione di cittadinanza potrà essere richiesta da gennaio 2019, mentre il reddito di cittadinanza a partire da marzo 2019 (al più tardi, entro giugno 2019); è probabile che le modalità di richiesta del sussidio, in entrambi i casi, siano analoghe a quelle previste per l’attuale reddito d’inclusione Rei.

Per quanto riguarda la richiesta della carta acquisti, dovrebbe essere effettuata alle Poste, compilando un apposito modulo disponibile presso gli sportelli territoriali, oppure scaricando lo stesso modulo dal sito di Poste Italiane o dal sito del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Il modulo andrà presentato presso l’ufficio postale più vicino, allegando copia del proprio documento d’identità ( e di un eventuale delegato); non si sa se sarà necessaria anche l’attestazione Isee.

Se la carta di cittadinanza funzionerà in modo analogo alla carta acquisti, arriverà a casa scarica; dovrà essere attivata con l’apposito codice pin fornito dalle Poste, ed in seguito dovrebbe essere ricaricata periodicamente dall’Inps.



2 Commenti

  1. Io sono disoccupato da diversi anni . Quando ho lavorato sono riuscito a conservare alla posta 40 mila euro perche voglio aiutare i miei figli a sposarsi. Perché se sono disoccupato e ho reddito zero non mi tocca il reddito di cittadinanza?

    1. Possono chiedere il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:

      si trovano in stato di disoccupazione o in stato di non occupazione (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato), o in stato di disoccupazione parziale (ossia hanno un lavoro, ma un reddito inferiore a determinate soglie); per i beneficiari di pensione di cittadinanza, gli studenti o i lavoratori il cui nucleo ha un reddito inferiore alle soglie di povertà, il requisito non è richiesto;
      non hanno presentato le dimissioni nei 12 mesi precedenti la domanda; i lavoratori dimissionari sono infatti esclusi dal reddito per un anno, ma il nucleo può beneficiare del sussidio;
      per i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato il sussidio è sospeso (la famiglia ha diritto al reddito, ma il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di queste persone); il diritto al reddito è ugualmente sospeso per chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva, per determinati reati [2]; nello specifico, la condanna definitiva deve essere intervenuta nei 10 anni precedenti la domanda di Rdc;
      sono in possesso della cittadinanza italiana o di Stati dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di altri Stati in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o dello status di titolare di protezione internazionale;
      sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo (questo requisito deve essere verificato dai Comuni entro 30 giorni dalla concessione del sussidio);
      i cittadini provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione europea possono ottenere il reddito o la pensione di cittadinanza soltanto se presentano una certificazione comprovante i requisiti reddituali e patrimoniali necessari per il sussidio, nonché la composizione del nucleo familiare; la certificazione deve essere redatta dall’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana; l’obbligo di produrre questa certificazione non riguarda, però, i rifugiati ed i cittadini di Stati al di fuori dell’Ue nei quali sia oggettivamente impossibile acquisire un certificato con i requisiti richiesti; per approfondire: Adempimenti reddito di cittadinanza stranieri;
      possiedono un indicatore Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, riferito al singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore totale inferiore a 30mila euro, anche all’estero;
      possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, depositi, obbligazioni, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; questa soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
      nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli immatricolati nei 2 anni precedenti, o con cilindrata superiore a 250 cc; nessuno deve possedere navi o imbarcazioni da diporto; possono essere posseduti i veicoli per disabili;
      è presente una dichiarazione Isee (ordinario, minorenni, corrente) in corso di validità per il nucleo familiare.
      Per maggiori informazioni leggi i nostri articoli:
      -Reddito di cittadinanza 2020 https://www.laleggepertutti.it/238893_reddito-di-cittadinanza-2020
      -Reddito di cittadinanza: ultime notizie https://www.laleggepertutti.it/243809_reddito-di-cittadinanza-ultime-notizie

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