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Lo sai che? Riforma del curriculum: da ora valgono anche le esperienze di vita paralavorative

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2013

In vigore, dal 2 marzo, il sistema di certificazione delle competenze professionali per valorizzare l’esperienza dei giovani che si avvicinano al mondo del lavoro.

La riforma Fornero, tra le altre novità introdotte nel mercato del lavoro, ha previsto il sistema di certificazione delle competenze professionali [1]. In base ad esso, ogni lavoratore potrà esibire e documentare nel proprio C.V., oltre alle conoscenze acquisite a scuola o all’università, le competenze maturate nello svolgimento di attività formative tenutesi in “contesti non formali”. In altri termini, tutto farà curriculum: dagli skills appresi durante lo svolgimento di un’attività sportiva o di volontariato, nel servizio civile o nel privato sociale, alle esperienze acquisite nella vita quotidiana e nel tempo libero.

Queste attività verranno certificate, su richiesta dell’interessato, da alcuni enti (università, camere di commercio, scuole e istituti di formazione) e verrà istituito un “repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali”, cioè una sorta di banca dati telematica delle competenze. In questo repertorio, saranno indicati gli standard minimi necessari per valutare le esperienze di una persona e rendere possibile la formazione di un curriculum professionale.

Come si può notare, il progetto necessita di futuri passi attuativi che consisteranno nell’individuazione degli enti demandati alla certificazione, dei criteri di valutazione e delle procedure da seguire per l’attestazione delle competenze [2]. In questo è prevista una ripartizione di compiti tra Stato e regioni.

La certificazione nazionale delle competenze rientra nel quadro europeo di “apprendimento permanente” e nasce per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro ai giovani in cerca di prima occupazione e ai giovani NEET (né al lavoro né in formazione), esaltando ogni aspetto positivo della crescita professionale e formativa della persona. Senza dubbio la riforma serve anche alle aziende che, accedendo al repertorio di certificazioni, potranno riconoscere immediatamente i profili lavorativi di cui hanno bisogno.

note

[1] La novità è contenuta nel d.lgs. 13/2013 (attuativo della riforma Fornero, art. 4 c. 58 e 59), rubricato “Definizioni delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze”.

[2] Entro 18 mesi dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta ufficiale, si dovrà definire il “Repertorio nazionale delle competenze” e attivare un albo nazionale di accreditamento degli enti titolati a eseguire la certificazione del curriculum professionale.


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