Diritto e Fisco | Articoli

Favoreggiamento immigrazione clandestina: quando è legale?

24 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Ottobre 2018



Il caso del sindaco di Riace ha diviso l’opinione pubblica: è reato aiutare gli immigrati irregolari? Cos’è lo stato di necessità?

L’immigrazione clandestina è sempre stata avvertita dalla maggior parte degli Italiani come una questione urgente cui far fronte repentinamente. Il dibattito politico si è acceso sul punto, tanto da far auspicare ad alcuni esponenti politici la chiusura totale delle frontiere. Recentemente, il sindaco di un piccolo Comune in provincia di Reggio Calabria, Riace, è stato tratto in arresto con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver celebrato matrimoni “di comodo”, cioè unioni tra italiani e stranieri clandestini, col fine di favorire la permanenza in Italia di questi ultimi. L’evento ha scatenato un putiferio, mediatico e non solo: l’opinione pubblica si è divisa tra coloro che ritengono che il sindaco di Riace, Domenico Lucano, abbia agito solo a fin di bene e sia, pertanto, giustificato, e coloro che, al contrario, affermano l’antico principio secondo cui dura lex, sed lex. Qual è la verità? Davvero il sindaco di Riace è il nuovo Oskar Schindler? Non è questa la sede per esprimere giudizi, anche perché si tratta di un episodio recentissimo, del quale si occuperà la magistratura. Con questo articolo, però, voglio spiegarti cos’è il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, soprattutto, quando è legale aiutare uno straniero che non rispetti la procedura d’ingresso in Italia.

Immigrazione clandestina: cos’è?

Prima di parlare del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, devo spiegarti cos’è l’immigrazione clandestina. La legge parla di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato con riferimento alla condotta dello straniero che entra in Italia senza il rispetto delle procedure ordinarie; la pena è l’ammenda da cinquemila a diecimila euro [1].

L’immigrazione clandestina è una contravvenzione, cioè un reato minore, punita solamente con una sanzione pecuniaria: ciò significa che, chi fa ingresso in Italia senza sottoporsi ai controlli ed essere in possesso della documentazione necessaria (visto, passaporto, permesso di soggiorno), non rischia il carcere. La legge dice che per il reato di immigrazione clandestina non è possibile accedere all’oblazione, cioè a quel rito speciale che consente di evitare il processo penale pagando una somma di denaro.

Competente a giudicare del reato di immigrazione clandestina è il giudice di pace, davanti al quale l’immigrato irregolare colto in flagranza di reato può essere portato direttamente mediante il rito più celere della presentazione immediata a giudizio. È previsto, altresì, l’arresto obbligatorio in caso di straniero colto in flagranza di reato.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: cos’è?

Abbiamo detto che il reato di immigrazione clandestina consiste nell’ingresso illegale nel territorio dello Stato, cioè nel varcare i confini italiani senza seguire il complesso iter che la legge prevede. Abbiamo anche visto che si tratta di un reato piuttosto marginale, nel senso che per esso non è prevista la reclusione ma solo un’ammenda. Ben più grave, invece, è il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che consiste nella condotta di chi promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero anche di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente. La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni e la multa di quindicimila euro per ogni persona fatta entrare illegalmente nel territorio dello Stato [2].

Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione è, quindi, molto più serio di quello di ingresso illegale nel territorio dello Stato (cioè, di immigrazione clandestina): la legge ha deciso di punire aspramente coloro che approfittano dello stato di bisogno degli immigrati per trasportarli in Italia senza il rispetto delle procedure stabilite dall’ordinamento.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: quando è reato?

Chiunque può commettere il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: a differenza della contravvenzione dell’ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, che è un reato proprio, in quanto può essere commesso solo da uno straniero, il favoreggiamento è reato comune, che può essere realizzato da chiunque, italiano o straniero che sia.

Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina presuppone il dolo dell’agente, cioè la consapevolezza di favorire l’ingresso illegale nel territorio italiano di stranieri che non ne hanno i requisiti. Se mancasse questa coscienza, allora non si integrerebbe nessuna condotta illecita.

Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è un reato a condotta libera, nel senso che detto favoreggiamento può avvenire nei modi più svariati: si pensi a chi nasconda un immigrato irregolare al fine di favorirne l’ingresso, oppure a chi procura documenti falsi, ovvero ancora a chi si preoccupa di trasportarli o di facilitarne il trasporto in Italia.

Come per la semplice immigrazione clandestina, anche per il favoreggiamento è sempre previsto l’arresto in flagranza per chi viene colto nell’atto di commettere una qualsiasi condotta che faciliti l’ingresso illegittimo di stranieri nel territorio italiano.

Favoreggiamento dell’immigrazione e stato di necessità

La legge sull’immigrazione prevede un’ipotesi in cui la condotta di favoreggiamento è giustificata: essa consiste nelle attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno che sono presenti nel territorio dello Stato. In pratica, estendendo la causa di giustificazione dello stato di necessità già prevista nel codice penale, la legge scusa la condotta di coloro che prestano soccorso agli stranieri che, pur rientrando nella categoria degli immigrati irregolari (e, quindi, illegali), si trovano in gravi condizioni di salute.

Sindaco di Riace: ha commesso reato?

Come anticipato nell’introduzione, il caso del sindaco di Riace ha scosso gli animi delle persone, le quali si chiedono se è giusto aiutare gli immigrati ad ottenere una regolarizzazione attraverso strumenti poco ortodossi, quali il matrimonio con cittadini italiani. Ovviamente, con questo articolo non si vuole esprimere alcun giudizio, il quale spetta solamente alla magistratura. Di seguito possiamo solo fare qualche considerazione giuridica. Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è, come abbiamo appena detto, un reato a forma libera, nel senso che può essere commesso in qualsiasi modo: questo significa che anche la condotta del sindaco di Riace potrebbe rientrare, astrattamente, nell’ipotesi di reato suddetta.

V’è altro. La legge sull’immigrazione punisce anche coloro che favoriscono la permanenza in Italia di persone che hanno fatto il loro ingresso illegalmente: pertanto, anche nascondere nella propria abitazione un clandestino oppure agevolarne il soggiorno può integrare un’ipotesi delittuosa.

Nel caso del sindaco di Riace, la condotta volta a favorire l’unione tra persone al solo fine di regolarizzare una situazione di illegalità potrebbe costituire il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ben difficile, inoltre, è che possa ricorrere lo stato di necessità di cui parla la legge, poiché esso deve consistere esclusivamente in attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno che sono presenti nel territorio. La norma fa chiaramente riferimento ad un’urgenza legata allo stato di salute dell’immigrato, estensibile al massimo ad ipotesi di indigenza talmente gravi da rendere precaria anche l’incolumità dello stesso.

Alla luce di ciò, possiamo dire che il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è legale solamente quando realizzato per aiutare chi si trovi in imminente pericolo di vita, oppure la persona la cui incolumità sia messa a serio repentaglio. Pertanto, se il sindaco di Riace tenterà di difendersi seguendo questa strada, è ben difficile che i giudici possano dargli ragione.

note

[1] Art. 10-bis, d. lgs. n. 286 del 25.07.1998 (Testo Unico sull’immigrazione).

[2] Art. 12, T.U. immigrazione.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI