Assegno cittadinanza a metà per chi ha casa di proprietà

7 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2018



Chi non deve pagare il canone di locazione percepirà 400 euro in meno di pensione o reddito di cittadinanza per l’affitto imputato.

Vivi in affitto e hai un reddito basso? Avrai diritto all’assegno di cittadinanza da 780 euro netti mensili. Hai una casa di proprietà e pure un reddito basso? Avrai diritto all’assegno di cittadinanza da 380 euro. Più o meno la metà. Perché? Perché non devi pagare l’affitto. Punto.

Questo, in parole estremamente chiare, il pensiero del Governo annunciato dal vicepremier Luigi Di Maio. Pensione e reddito di cittadinanza voluti dal suo Movimento 5 Stelle hanno ancora i contorni un po’ fumosi ma sul diritto all’assegno in base al patrimonio che si possiede pare che il ministro del Lavoro abbia le idee molto chiare: assegno di cittadinanza a metà per chi ha la casa di proprietà.

Ogni dubbio dovrebbe essere sciolto a breve, entro fine ottobre, quando sarà presentata la Legge di Bilancio. Ma già si possono anticipare alcune indicazioni date dallo stesso Esecutivo. Ad esempio, la data dalla quale si potrà percepire l’assegno, chi ne ha diritto in base al reddito e al patrimonio (e, quindi, al fatto che abbia una casa di proprietà) e come si dovranno spendere i soldi. Meno chiara finora la durata del sussidio. Così come ancora non è certo il modo in cui verrà erogato, anche se l’ipotesi più probabile è quella sorta di Bancomat di cui si parla da tempo su cui caricare l’importo della pensione o del reddito di cittadinanza e da utilizzare solo per alcuni acquisti considerati (dal Governo) di prima necessità.

Assegno di cittadinanza e prima casa

Il Governo, dunque, non è disponibile a pagare l’intero assegno di cittadinanza a chi ha casa di proprietà. In questo caso, il cittadino riceverebbe circa la metà del trattamento (380 euro anziché i 780 euro) anche se ha una pensione bassa, sotto i 500 euro.

Determinante, in questo caso, il fatto che non si debba pagare un affitto e che, per questo (secondo il vicepremier Di Maio), non si abbia bisogno dell’intero importo del sussidio. Ora: tenuto conto che, per definizione e così come presentato agli italiani, l’assegno di cittadinanza spetterebbe a chi ha un reddito inferiore a 780 euro (la cosiddetta soglia di povertà), dimezzando la cifra a chi ha una casa di proprietà si sta affermando che non si può vivere con 600 euro ed un affitto da pagare ma si può vivere con 480 euro ed una casa di proprietà. Questione di punti di vista.

Assegno di cittadinanza e affitto imputato

Il nodo lo si trova nell’affitto imputato, cioè quel valore non monetario del reddito che rappresenta ciò che si sarebbe dovuto pagare (sulla base dell’andamento del mercato immobiliare) se si abitasse in affitto nella casa in cui si vive, immobile che, invece, appartiene a chi lo occupa. Cifra che il Governo ha stimato in 400 euro.

In altre parole: vivi in una casa di proprietà ma avresti potuto abitarci in affitto, quindi ti tolgo 400 euro dall’assegno di cittadinanza che corrispondono a ciò che avresti potuto spendere ma che non spenderai perché la casa è tua. E questo anche se hai un reddito basso.

Finora Di Maio ha fatto riferimento solo ai casi in cui l’abitazione sia di proprietà del cittadino. Bisognerà aspettare la pubblicazione della Legge di Bilancio (o qualche altra esternazione del vicepremier) per capire se chi vive in usufrutto, in uso gratuito o in affitto agevolato avrà diritto all’intero assegno di cittadinanza o anche lui dovrà accontentarsi di metà importo.

Assegno di cittadinanza: quando arriva?

La pensione di cittadinanza dovrebbe essere erogata dal 1° gennaio 2019 a chi prende la pensione sotto i 780 euro, mentre il reddito di cittadinanza per chi vive in situazione di povertà e per i disoccupati dovrebbe arrivare quattro mesi più tardi, cioè il 1° aprile. Per evitare (vista la data) che qualcuno pensi ad uno scherzo di pessimo gusto, Di Maio avverte che ci potrebbe essere uno slittamento se non fossero pronte le strutture dello Stato che devono corrispondere il sussidio.

Assegno di cittadinanza: in cosa consiste

L’assegno di cittadinanza consiste in un sussidio di 780 euro (circa la metà per chi ha casa di proprietà) destinato a pensionati, disoccupati e famiglie che vivono sotto la soglia di povertà (circostanza da dimostrare con la certificazione Isee). I disoccupati avranno diritto al trattamento solo se vorranno partecipare ad un percorso formativo e se accetteranno almeno una delle prime tre proposte di lavoro che gli saranno rivolte dal Centro per l’impiego non lontano dal luogo di residenza.

Molto probabilmente, la pensione o il reddito di cittadinanza verranno caricati su una sorta di Bancomat. I soldi non potranno essere spesi in qualsiasi modo, come ha affermato lo stesso Di Maio parlando di «spese immorali» quali il gioco d’azzardo. Niente video-poker, dunque, ma probabilmente nemmeno viaggi, palestra o sciate. Si punta ai beni di prima necessità, il cui elenco verrà reso noto nel ddl collegato alla Legge di Bilancio. Da definire, infine, il modo in cui gli acquisti saranno tracciabili per sapere se l’assegno è stato usato in modo corretto.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno, percepisco un assegno di invalidità civile di 280 euro. Considerato che ho la casa di proprietà, meno 400 euro, percepirei attorno i 100 euro in più. Tot. 380 da spendere in modo… morale. Allora facciamo un’ altro conto, stessa situazione con famiglia in casa popolare con affitto variabile, dai 7 euro ( come ci hanno raccontato recenti cronache) ai 200 max.
    A voi il calcolo …. morale

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI