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Pensione quota 100: si può lavorare?

15 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



Torna il divieto di cumulo tra lavoro e pensione per chi esce con la quota 100: che cosa potrebbe cambiare nel nuovo pensionamento anticipato.

La nuova pensione quota 100, che dovrebbe diventare operativa dal 2019, prevede diverse condizioni da soddisfare per ottenere il trattamento: in particolare, oltre ai limiti di età e contribuzione, la quota 100 comporta anche il parziale divieto di lavorare. In pratica, si ripristinerà il divieto di cumulo tra lavoro e pensione, divieto abolito, per la maggior parte delle pensioni dirette, dal 2008. Il divieto di cumulo non sarà assoluto, come avviene oggi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, ma relativo, come avviene per l’assegno ordinario d’invalidità e per alcune pensioni d’inabilità.

Il divieto dovrebbe durare, comunque, sino a un massimo di 24 mesi, e non sino al compimento dell’età pensionabile, cioè dell’età per la pensione di vecchiaia. Inoltre, sarà possibile percepire un reddito di lavoro non superiore ai 5mila euro annui.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare il punto sulla pensione quota 100: si può lavorare, quali sono i limiti per chi vuole pensionarsi, chi può uscire con le nuove regole.

Come si calcola la quota 100

La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti: non si tratta di una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota dovrà indicare 63,5;
  • potrà ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Tuttavia, in base a quanto descritto nella nota di aggiornamento al Def e nel cosiddetto “pacchetto previdenza”, per pensionarsi con la quota 100 è stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Età e anni di contributi minimi per la quota 100

La pensione anticipata quota 100 potrà essere ottenuta con un’età minima di 62 anni ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni ed i contributi non risulteranno almeno pari a 38 anni. Per chi ha 63 anni, dunque, la quota diventa 101, in quanto resta fermo il requisito contributivo dei 38 anni, per chi ne ha 64 102, per chi ne ha 65 103, e così via…

Altre proposte invece fissavano l’età minima a 64 anni ed la contribuzione minima a 36 anni, ma sono state scartate.

Quota 100 selettiva per gli esuberi

Una delle più recenti proposte, in merito alla quota 100, prevedeva invece l’accesso alla pensione senza limiti minimi di età e anzianità contributiva, ma riservato soltanto ai lavoratori in esubero: per questo si parla di quota 100 selettiva.

La quota 100 per gli esuberi avrebbe dovuto affiancare la quota 100 aperta a tutti, ed essere sostenuta dalle aziende e dai fondi di solidarietà: la proposta tuttavia è stata scartata. Ancora in forse la possibilità di prepensionamento per gli esuberi, con un anticipo pari a 5 anni.

La pensione quota 100 è soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita?

Essendo ancora allo stato di proposta, non è chiaro se la pensione anticipata quota 100 sarà soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita.

Il Governo vorrebbe bloccare, dal 2019, gli adeguamenti all’aspettativa di vita, ma allo stato attuale non si sa se l’intervento verrà realizzato o meno.

La pensione quota 100 conviene più dell’attuale pensione anticipata?

La pensione quota 100, nella generalità dei casi, dal punto di vista dei requisiti richiesti appare più conveniente della pensione anticipata, per la quale attualmente sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dipende, tuttavia, dall’età dell’interessato e dalla carriera personale: per i lavoratori precoci con una carriera continuativa, considerando lo sbarramento dei 62 anni di età, potrebbe risultare più conveniente la pensione anticipata ordinaria.

Con la pensione quota 100 ci sono penalizzazioni?

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 100 e rendere sostenibile questa nuova possibilità, era stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale. Erano state ipotizzate anche penalizzazioni percentuali, per ogni anno mancante all’età pensionabile.

In base a quanto reso noto dal sottosegretario al Lavoro Durigon, e riportato nella nota di aggiornamento al Def, la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Come funziona il divieto di cumulo tra lavoro e pensione quota 100?

Come abbiamo osservato, in base alle disposizioni del pacchetto previdenza, per chi richiede la pensione quota 100 sarà previsto il parziale divieto di lavorare. Non sarà, però, un divieto di cumulo assoluto tra lavoro e pensione, ma un divieto di cumulo relativo.

Nel dettaglio, il divieto di cumulo tra lavoro e pensione quota 100 sarà operativo solo per 24 mesi e parziale: sarà, cioè, permesso percepire un piccolo reddito derivante da un’attività lavorativa.

In sostanza, per i 24 mesi successivi al pensionamento con quota 100 non sarà possibile ottenere un reddito di lavoro superiore a 5mila euro annui.

Secondo una recentissima proposta, il divieto di cumulo potrebbe durare sino a 36 mesi.



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