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Filmare una persona è reato?

8 ottobre 2018 | Autore:


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Si può riprendere una persona senza il suo consenso? Si può filmare la gente che partecipa ad un evento pubblico? Come tutelare la privacy?

Qual è il migliore amico dell’uomo? Da qualche anno a questa parte, il fedele cane è stato rimpiazzato dal meno fedele smartphone: non ci muoviamo senza il cellulare; dimenticheremmo piuttosto nostra moglie, ma non l’insostituibile, ultra tecnologico e avveniristico smartphone di ultima generazione. Con esso puoi fare di tutto: trovare una strada con il navigatore, se ti sei smarrito; fotografare un episodio buffo a cui hai assistito; fare un filmato in alta definizione da conservare oppure da diffondere in rete. Ma sei proprio sicuro che tutto ciò ti sia consentito? Non dimenticare che, se è vero che vivi nell’era dell’impero digitale, è altrettanto vero che le leggi a tutela della privacy si susseguono incessantemente: avrai sicuramente sentito parlare del Gdpr e di tutte le sue (presunte) implicazioni. Quello che voglio dirti è che filmare una persona che non conosci non è proprio un comportamento lecito, a meno che non ricorrano alcune condizioni. Probabilmente questo già lo saprai, ma non ti sei mai soffermato sull’argomento e non hai mai approfondito quali sono i motivi che rendono legittima o, al contrario, illegittima una ripresa. Quindi, se sei un aspirante Kubrick, se ritieni che il tuo maestro di vita sia Scorsese oppure già ti vedevi nell’olimpo dei cineasti, frena l’entusiasmo e leggi questo articolo: ti spiegherò ciò che dice la legge a proposito della privacy e se filmare una persona è reato.

Filmare persona in luogo privato: è reato?

Filmare una persona è reato? Dipende. Vediamo cosa dice la legge. Il codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita che si svolge nei luoghi di privata dimora. Alla stessa pena soggiace chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati [1].

La norma è chiaramente posta a tutela della privacy ed intende proteggere solamente la vita privata all’interno delle abitazioni, cioè tra le mura di casa. Quindi, chi riprende di nascosto una persona che si trova nella propria abitazione, convinta di essere lontana da sguardi indiscreti, commette reato.

Quando filmare una persona è reato?

Filmare una persona è reato se viene ripresa quando si trova in un luogo privato, tipo casa sua. Dalla disposizione riportata nel paragrafo precedente si evince anche che fotografare e riprendere la proprietà del vicino, se non vengono superate le mura esterne, e cioè quando non invadono la vita privata della persona, è assolutamente legale. In altre parole, il divieto riguarda solo ciò che è nascosto alla vista.

Anche secondo la Corte di Cassazione non ricorre il reato di interferenze illecite nella vita privata quando il vicino abbia protetto la propria dimora da occhi indiscreti come, per esempio, con delle tende. Insomma: quel che è pubblico (come la facciata dell’abitazione) può essere oggetto di riprese fotografiche e filmati. La tutela della proprietà è pertanto limitata a ciò che si compie in luoghi di privata dimora in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile ad estranei. Il titolare del domicilio non può recriminare nulla se le sue azioni, pur svolgendosi all’interno della privata dimora, possono essere liberamente osservate dall’esterno senza ricorrere a particolari accorgimenti [2]: emblematico è l’esempio di chi si spogli mettendosi in bella mostra davanti alla finestra spalancata. In questo caso, non c’è ragione di tutelare la riservatezza se l’interessato si è volontariamente esposto alla vista della collettività.

Filmare una persona per tutelare un proprio diritto o per denunciare un illecito

Filmare una persona per tutelare un proprio diritto oppure per dimostrarne un illecito non è reato. La Suprema Corte ha stabilito che non viola la privacy chi effettua riprese fotografiche o filmati dell’attività edificatoria in corso nella proprietà del vicino: la fattispecie concreta era quella della costruzione di un manufatto in prossimità del confine tra due abitazioni che sembrava non rispettare le prescrizioni urbanistiche e civilistiche [3]. Se, infatti, non c’è interferenza illecita nella vita privata riguardo alle riprese pure e semplici dell’altrui abitazione, tanto più ciò vale se l’occhio della telecamera è diretto a riprendere possibili illeciti come, appunto, un abuso edilizio.

Allo stesso modo, in ambito condominiale, la Suprema Corte ha detto che, se scopo del comportamento non è quello di arrecare disturbo alle persone filmate bensì di acquisire prove delle violazioni del regolamento di condominio, agendo per la tutela dei propri diritti, non sussiste alcun reato. È però necessario non attivare un sistema di videosorveglianza continuo e prolungato sulla proprietà altrui, nel qual caso infatti si passerebbe dalla ragione al torto. La condotta di filmare e fotografare il vicino, infatti, non deve essere abituale [4].

La Corte di Cassazione [5] ha stabilito la liceità della condotta di chi filma persone sconosciute, purché non diffonda le immagini per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui. In pratica, registrare o filmare, di nascosto, una conversazione tra privati, utilizzando un cellulare o un altro apparecchio è lecito anche senza il consenso dell’interlocutore. Tuttavia, non si ha diritto di diffondere o pubblicare il materiale su un social network né si può inviare via mail il file audio contenente le voci delle persone spiate.

Filmare persona in luogo pubblico: è reato?

Filmare una persona è reato se la ripresa è fatta in luogo pubblico o aperto al pubblico? È una condotta legale e, soprattutto, è possibile diffondere il materiale? In effetti, chi decide di frequentare un luogo pubblico (una piazza, ad esempio) accetta il rischio di essere visto ed, eventualmente, ripreso.

La legge vieta la diffusione di immagini che non sia autorizzata dal diretto interessato [6]; pertanto, se si effettua un filmato di persone sconosciute, anche se si trovano in luogo pubblico, non potrà essere pubblicato o distribuito senza l’espressa liberatoria della persona ripresa, a meno che il volto o i tratti identificativi di questa non siano alterati in modo da renderla irriconoscibile. Da tanto si evince che il filmato realizzato per uso esclusivamente personale è perfettamente legale, senza che occorra alcun permesso.

Ricapitolando, anche quando le persone, presenziando ad un evento pubblico (politico, sportivo, ecc.), rinunciano in parte al loro diritto alla privacy, per filmarle e diffondere il video sarebbe comunque necessario il loro consenso scritto. Questo ostacolo, tuttavia, può essere facilmente superato facendo solo rapide panoramiche sulla folla, senza soffermarsi sui primi piani (altrimenti occorrerebbe la liberatoria della persona singolarmente inquadrata); oppure, editando l’immagine e rendendo non riconoscibili le persone.

Filmare una persona famosa: è reato?

Filmare una persona famosa è reato? Secondo la legge, sono esenti dalla tutela per la privacy le persone famose: filmare un politico a un comizio e poi condividere il video sui social network non necessita di alcuna liberatoria. La legge sul punto è chiara: «Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico» [7]; lo stesso articolo, però, afferma anche che «Il ritratto non può essere esposto o messo in commercio quando l’esposizione rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta». Ciò significa, quindi, che è fatto divieto diffondere immagini che possano danneggiare la fama e la considerazione che il pubblico ha di quella persona: si pensi ad esempio ad una nota star ripresa mentre è ubriaca. Lo stesso vale per la sua sfera privata o intima: anche quest’ultima non potrà essere oggetto di riprese, poiché in quel momento la persona famosa non intende esser vista da altri.

Quanto detto vale per quasi tutte le celebrities, fatta eccezione per alcuni casi in cui il consenso è comunque richiesto. Si tratta di quei eventi nei quali è fatto divieto di riprese: si pensi ai concerti dei cantanti che proibiscono la ripresa dell’evento.

Filmare una persona con sistema di videosorveglianza: è reato?

Filmare una persona è reato se il video viene diffuso senza il suo consenso. Questo principio può essere esteso anche a coloro che ottengono il filmato di una persona attraverso il sistema di videosorveglianza che hanno installato in casa o sul luogo di lavoro. Capita spesso che le telecamere installate a protezione di un immobile puntino il loro occhio anche in altri luoghi pubblici limitrofi, come ad esempio una strada o una via: in questo caso, filmare una persona è reato?

In effetti, l’attività di videosorveglianza e quella generica di fotografia o di ripresa non possono essere equiparate, in quanto la prima persegue fini di sicurezza, pubblica e privata; in entrambi i casi, però, secondo quanto stabilito dalla legge, coloro che vengono ritratti nelle immagini devono essere preventivamente informati.

Il principio generale in materia stabilisce che chiunque installi un sistema di videosorveglianza deve provvedere a segnalarne la presenza, facendo in modo che qualunque soggetto si avvicini all’area interessata dalle riprese sia avvisato della presenza di telecamere già prima di entrare nel loro raggio di azione.

La segnalazione deve essere effettuata tramite appositi cartelli, collocati a ridosso dell’area interessata, ed in modo tale che risultino chiaramente visibili. Nel caso in cui i sistemi siano attivi durante le ore notturne, i cartelli devono essere opportunamente illuminati.

Quando la ripresa di un luogo pubblico sia inevitabile, occorre che la privacy dei passanti sia tutelata nel modo migliore possibile: ciò significa non soltanto apporre cartelli che rivelino la presenza di telecamere, ma anche far sì che le stesse non siano dirette a catturare i volti delle persone, in modo da renderle facilmente identificabili.

Filmare una persona per motivi di sicurezza pubblica non è reato e non ricorre l’obbligo di segnalazione. Normalmente, per installare un sistema di videosorveglianza, non è necessario l’assenso da parte del Garante della privacy; fanno però eccezione tutti i casi in cui sussiste il rischio di ledere i diritti e le libertà fondamentali o la dignità degli individui ripresi.

La conservazione delle immagini deve avere una durata prestabilita e non eccedente le ventiquattro ore; in situazioni particolari, nelle quali sussiste un elevato fattore di rischio (ad esempio banche), la durata massima si estende ad una settimana; se si necessita di una conservazione dei dati più lunga sarà invece necessaria la verifica preliminare del Garante.

note

[1] Art. 615-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 18035/2012 del 11.05.2012.

[3] Cass., sent. n. 25453/2011 del 24.06.2011.

[4] Cass., sent. n. 18539/2017.

[5] Cass., sent. n. 18908, del 13.05.2011.

[6] Art. 96, legge n. 633/1941.

[7] Art. 97, l. n. 633/1941.

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